Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Il Registro.it, meglio conosciuto come NIC, è il gestore dell’anagrafe dei domini con estensione .it e qualsiasi servizio di registrazione domini deve avere un contratto aperto con lui per poterlo fare.

Da settembre 2009, ne avevo già parlato, è in corso la trasformazione della modalità di registrazione dei domini, da asincrona a sincrona.

Per questo erano attivi due contratti, uno Maintainer, che è quello di chi vende domini ancora con la modalità di registrazione vecchia, e uno Registrar, per chi ha attivato la nuova procedura di registrazione.

Al 30 Aprile 2011 sono scaduti i contratti con i Maintainer e quindi non sono più autorizzati a gestire i domini a meno che non li abbiano migrati alla nuova modalità (operazione che ha un costo e che quindi non tutti possono aver deciso di effettuare).

Il problema è che se un vostro dominio .it è ancora gestito da queste figure, dal 9 maggio si potrebbe trovare senza un provider e quindi a rischio di essere cancellato.

Per evitare che questo succeda è necessario intervenire per recuperare il dominio, rivolgendosi ad un provider con il contratto Registrar.

Se volete verificare in che situazione è il vostro dominio, andate a questa pagina:

http://www.nic.it/SR?set_language=it

inserite il vostro dominio e il codice di verifica richiesto, quindi guardate cosa appare nella colonna Maintainer:

reg

Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –REG, allora è tutto ok.

Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –MNT oppure le scritte ”NO-PROVIDER” o “REDEMPTION-NO-PROVIDER” allora vi conviene iniziare a cercare un nuovo provider da cui registrare il vostro dominio.

Tutti i più grossi provider hanno già migrato da tempo verso la procedura sincrona, per cui la stragrande maggioranza dei domini dovrebbe essere a posto, ma se avete utilizzato qualche provider minore, magari per risparmiare qualcosa oppure perché lo avete fatto molto tempo fa, allora è opportuno fare qualche verifica.

Nel caso il vostro dominio risultasse ancora sotto un Maintainer, vi consiglio, come prima cosa, di contattare il proprio provider e chiedere che migri lui direttamente il dominio sulla posizione corretta, se ne hanno una già attiva oppure se hanno già in corso la migrazione(come potrebbe essere in casi eccezionali in cui l’autorizzazione ad essere Registrar ancora non è stata completata)

getting-business-online

Parte oggi http://www.lamiaimpresaonline.it, la nuova iniziativa che vede collaborare Paginegialle.it, Google, Register.it e Poste Italiane al fine di dare quello che loro definiscono

un servizio totalmente gratuito, pensato per creare gli strumenti gratuiti per dare la possibilità a tutte le imprese italiane di andare su Internet

Come vedete la parola gratuito abbonda e la cosa se è normale per Google, sembra invece molto strana per gli altri partner.

Eppure in prima pagina ribadiscono:

Ti offriamo

  • Gratis il sito web per la tua azienda
  • Gratis la pubblicità su Google
  • Gratis e-commerce e spedizioni
  • Gratis formazione e assistenza

In pratica loro ti offrono il dominio e il sito, se vuoi anche l’e-commerce e la relativa pubblicità. Il tutto Gratis.

Ah finalmente!! alla faccia di tutte le web agency che vogliono un sacco di soldi e nemmeno vogliono farmi vedere una prova grafica del sito prima di affidargli il lavoro.

Se voi siete arrivati a leggere sin qui e non avete ancora cliccato sul link ad inizio post allora siete tra quelli che sulla cosa ci vogliono ragionare.
E allora ragioniamo:

Leggendo bene le varie pagine si viene a scoprire che il dominio e il sito sono gratis il primo anno, mentre i successivi costano 229€/anno. Certo è poco ma non è più gratis.
Per quanto riguarda il servizio di E-commerce è gratis solo per i primi tre mesi, dopo di che costerà 67,5€ a trimestre.
Quando dicono spedizioni gratuite intendono “5 spedizioni gratis, se sarai tra i primi 500 utenti! La promozione è valida entro 3 mesi dall’attivazione dello shop e per le spedizioni fino a 3 Kg.” mentre la pubblicità su Google è un coupon da 100€. E non dicono la scadenza.

Tutto questo è scritto nella pagina Chi siamo, un posto un po’ strano per scrivere queste cose, forse perchè il chi siamo non lo legge mai nessuno. Sorriso

Ora sappiamo i costi ma non sappiamo cosa compriamo, dato che dire sito è un po’ come dire bicicletta. Di solito vuoi avere qualche informazione di più, specialmente se sei tu quello che deve pedalare.

Per capire che sito si acquista ho guardato la guida alla creazione del sito, che dice cosi:

Questa è la parte più divertente! Scegli dalla gamma di modelli a disposizione quello che più ti piace per il tuo sito. Poi premi Scegli modello e continua e inserisci le informazioni riguardo la tua attività. Qui inserisci le informazioni che ti eri preparato prima: una descrizione dei tuoi prodotti, gli orari di apertura della tua attività e i tuoi dettagli di contatto. Clicca su Pubblica in alto a destra. Adesso chiunque potrà trovare la tua attività su Internet!

Ecco fatto! il  tuo sito è online.

Praticamente una pagina con i tuoi contatti, la tua attività e, mi raccomando non dimenticarti, gli orari di apertura. Perché lo sanno tutti che l’internet è aperta dalle 9 alle 18.

Scommetto che questa scritta l’ha espressamente voluta PosteItaliane, che ha il servizio online che la notte non funziona, anche se tra i vantaggi di avere un sito web mettono anche “Il tuo business resta aperto 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana”.

A questo punto i 229€/anno non mi sembrano più nemmeno cosi pochi, dato che compri praticamente una pagina vetrina.

Senza contare che non si sa quanti siano i modelli grafici tra cui scegliere, per cui potresti avere la tua pagina uguale a tante altre, senza un minimo di riconoscibilità.

In conclusione posso affermare di essere veramente contento di una iniziativa di questo genere, perché mi auguro porti tanta gente a voler finalmente essere presente in internet.

Quando poi si renderanno conto che essere presenti in internet non è quello che offre lamiaimpresaonline, sarà più facile convincerli ad avere una presenza seria sul web.

Inoltre ora ho un valore in Euro del gratis, per cui d’ora in avanti chi vorrà il solito sito “semplice, due paginette, l’importante è non spendere molto” tenga presente che un paio di pagine gratis costano 500€. E io non lavoro gratis.

[update 9 maggio 2011] A seguito del consiglio di Merlinox sono andato a fare un paio di screenshots e già le cose sono cambiate. Ma non in meglio. Infatti ora c’è scritto che i 228 €/anno, quindi non più 229€ (19€/mese) sono se si vuole il sito senza statistiche, altrimenti il costo sale a 25€/mese. Vorrei ricordare a chi non lo sapesse, che il servizio di Analytics di Google, in rete, senza usare “lamiaimpresaonline” è gratuito.

Le mie considerazioni sono ancora più valide.

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Questa notte nella server farm di Aruba hanno preso fuoco le batterie di alcuni UPS e le procedure di sicurezza hanno tolto la corrente al data center, spegnendo di fatto tutti i server.

Aruba ha attivato un account twitter come canale informativo per i propri clienti ( se lo avesse fatto prima probabilmente i clienti informati del problema sarebbero stati molti di più)

http://twitter.com/#!/Arubait

Le operazioni di ripristino sono ancora in corso e non sono state comunicate previsioni in merito.

Da una prima verifica effettuata, sembra che anche i server per gestire la Posta elettronica Certificata siano stati spenti o almeno non risultano raggiungibili dalle 4:35 di questa mattina.

Le strutture fisiche di un certificatore PEC sono stabilite dalla legge. Vediamo se sono solide come dovrebbero essere. Un down può esserci, ma la salvaguardia dei dati deve essere garantita.

Se Aruba è considerata un servizio economico per l’hosting web e quindi può essere intuibile un qualche risparmio, per quanto riguarda i servizi di certificazione di posta elettronica certificata non esiste il concetto di “servizio economico” in quanto il servizio erogato deve essere nel rispetto della normativa.

Se avrete qualche problema scrivetelo pure nei commenti.

Facebook

Il boom di crescita di Facebook negli ultimi due anni ha portato molte piccole realtà, come aziende, liberi professionisti, hotel e altri a creare una propria presenza sul social network, senza avere ben chiari gli strumenti a disposizione e le loro differenze.

A queste persone io continuo a consigliare di rivolgersi a qualcuno competente invece che arrangiarsi da soli, perché le cose fatte male all’inizio, spesso sono difficili da sistemare.

Sino ad oggi uno degli errori difficili da sistemare era la scelta di aprire un profilo personale invece che una pagina aziendale.

La migrazione da una all’altra non era possibile. Si doveva aprire una pagina aziendale ex novo, perdendo tutti i contatti e il lavoro fatto.

Finalmente ora Facebook ha deciso di implementare una procedura di migrazione dal profilo personale alla pagina aziendale, rendendo meno traumatica la scelta di cambiare.

Per effettuare la migrazione basta accedere a Facebook con il profilo personale che si vuole migrare, quindi andare al link per convertire il proprio profilo in pagina.

Vi verrà chiesto di scegliere che tipo di pagina aziendale creare ed effettuerà la migrazione.

Al momento verranno trasferiti solo gli amici e il profilo.

Facebook ha dato uno strumento per rimediare ad uno dei vostri errori, ma questo non vuol dire che dovete sentirvi autorizzati a continuate a sbagliare gestendovi ancora da soli la vostra presenza in rete.

Errare è umano ma perseverare è diabolico Sorriso

Se non siete ancora convinti leggete anche Alessandra Farabegoli

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Questa non è una recensione e nemmeno pubblicità nel termine classico in cui la si intende. E’, per rimanere in tema con il libro, social network.

Perchè Marco Massarotto è nella mia rete di contatti e nei mesi scorsi ho avuto il piacere di discutere con lui di alcuni argomenti che stava cercando di riportare nel suo libro.

A seguito di questo scambio di opinioni, Marco una decina di giorni fa mi ha fatto avere in anteprima una copia del libro.

Oggi è il primo giorno in cui è possibile acquistarlo in edicola o nelle librerie e ne approfitto per ricambiare il gesto con un ringraziamento e consigliando il suo libro.

Questo flusso di comunicazioni da a e viceversa e di nuovo verso qualcuno è, appunto, social network.

Se la cosa non vi è chiara, leggete il libro. Più facile di cosi. Sorriso

Mercoledì sera sono stato a Milano, all’anteprima della presentazione di Internet Explorer 9, che sarà ufficialmente distribuito oggi.

Nel frattempo in rete sono state rese disponibili per l’aggiornamento, la versione 4 RC di Firefox e la versione 10 stabile di Chrome.

Questo significa che ci sono grosse probabilità che dobbiate, se non lo avete ancora fatto, aggiornare il vostro browser.

Ne approfitto per riportare alcune riflessioni fatte durante la prova del browser Microsoft:

- Sembra che finalmente si pensi a rendere i browser diversi per quanto riguarda le funzionalità, ma uguali per quanto riguarda gli standard di visualizzazione. Competere sulla velocità, sulle funzioni lato utente è diverso dal competere sulle azioni proprietarie lato browser.

- Gli standard sono standard solo quando c’è anche una interpretazione comune e omogenea delle regole. Pensare a dei test condivisi per verificare l’effettiva adesione ad uno standard è un obiettivo da raggiungere.

- Con Windows 7 lato sistema operativo e Internet Explorer 9 lato browser, Microsoft ha ora degli strumenti che possono aiutare chi non aveva aggiornato i propri sistemi a Vista/IE8 per problemi di compatibilità, richieste Hardware ecc.
Certo non dico che tutti possono passare alle ultime versioni senza problemi, però se avete ancora una macchina con Win XP o IE7 perchè i vostri software altrimenti non girano ecc. provate a verificare ora, in molti casi l’aggiornamento potrebbe non essere più un problema.

-  Internet Explorer 9, cosi come gli altri browser di ultima generazione, cerca di utilizzare al meglio le ormai enormi potenze disponibili sugli hardware di ultima generazione. Questo significa che lo stesso browser, su due computer diversi, può avere prestazioni diverse. Per questo provare un browser sulla propria macchina ora potrebbe riservare piacevoli sorprese.

Concludendo, dopo aver potuto vedere le ultime versioni dei vari browser, posso dire che ora, contrariamente a prima, non c’è più un browser “altamente sconsigliato” ma, più semplicemente, una rosa di browser tra cui poter scegliere, in relazione alla loro capacità di sfruttare al meglio le caratteristiche del proprio pc, alle funzionalità che hanno, alle personalizzazioni che si vogliono effettuare.

Voi quali funzioni cercate in un browser? Queste esigenze su quale browser vi hanno portato?

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