Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Leggendo l’ottimo blog di Giacomo Mason, “Intranet Management”, vengo a conoscenza di questo stupendo video di Daniel Pink, pubblicato sul canale delle Ted Conference.

Parla degli incentivi sul lavoro, del bastone e della carota e di come questo modo di premiare il lavoratore sia poco redditizio.

Una decina di anni fa, in una grossa società in cui lavoravo, era abitudine utilizzare i premi in denaro esclusivamente per “calmare” i rompipalle e stimolare chi lavorava poco. 
“Per quelli che lavorano non serve” dicevano, perchè tanto stanno già lavorando.

Nel video l’uso dei premi per questi obiettivi non viene considerato. Chissà cosa ne penserebbe.

E voi, pensate potreste utilizzare un sistema di incentivi come quello proposto da Daniel?

(il video ha anche i sottotitoli in italiano)

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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]

qualche settimana fa scrivevo questo:
Troppa libertà – diamoci un taglio!

Sembra che abbiamo iniziato.

Un giorno una persona scrive un post su wordpress.com dove scrive che non le piace una campagna pubblicitaria, capita che a qualcuno non piaccia (al momento non è dato sapere chi è stato) e che segnali la cosa a wordpress.com e che qualche solerte censore oscuri il blog.

Non c’è nulla nel post e, secondo me, anche nei commenti che possa giustificare tale cosa.

All’autrice hanno risposto che deve chiedere a chi ha chiesto l’oscuramento del blog il perchè.
Dato che lei, ovviamente non sa chi sia, in rete molti hanno deciso di darle una mano.
Quindi stiamo ripostando in tanti quello che lei ha scritto, cosi, se quello che l’ha fatta oscurare legge, può contattarla e spiegarle. :)

Ormai la censura è dietro l’angolo, non vengono rispettati i diritti fondamentali dell’individuo e non in Italia ma negli USA, paese che si erge a difensore della Libertà.

questo è il post incriminato:

John Ashfield  ADV: pleeease!

Quando scrivo di qualcosa che non mi piace so essere particolarmente acida.
Questa è una di quelle occasioni.

Parliamo delle campagne stampa di John Ashfield che mi sorbisco costantemente in quanto lettrice di XL.
Compro il voluminoso giornale e mi ritrovo a fissare quelle che possono esser catalogate tra le più sgraziate pubblicità mai viste.

John Ashfield è una marca d’abbigliamento che s’appoggia su una ben costruita brand image: produce un vestiario (e relativi accessori) che si rivolgono a un pubblico giovane, tra i 23 e i 35 anni (secondo la mia percezione) rievocando l’atmosfera dello sport, in particolare del cricket e del golf.
Quindi viene in mente Londra, i tornei tra prati verdi perfettamente tagliati e una certa noblesse d’animo.

Niente male per un’azienda della provincia di Forlì e Cesena, insomma.
Quando ho scoperto questo piccolo particolare mi son meravigliata.

Non apprezzo molto lo stile che questa marca propone, un casual sui toni del blu, del beige e del verde, ma ammetto d’esser affascinata da certe iconografie (come l’uso di stemmi) e dalle camicie dai sobri ma inconsueti dettagli, cose che John Ashfield mostra in ogni collezione.

Comunque, torniamo alle campagne stampa.
Questo mese sulla quarta di copertina di XL si può ‘ammirare’ la pubblicità in questione della collezione primavera/estate 2009.
Rappresenta due modelli (sempre gli stessi da qualche stagione) su un campo da golf.

 john
Rabbrividisco.

1) Le fotografie dei modelli non sono a fuoco. Oltretutto le loro figure sono scontornate male. E la sovrapposizione del ragazzo sulla ragazza è pessima: si vede che non son stati fotografati insieme: lei pare sproporzionata rispetto a lui;
2) Che razza di fotografia hanno scelto come sfondo? Siamo in Svizzera? Cosa sono quelle casette che si vedono a sinistra? Le luci inoltre non combaciano: mentre i modelli son illuminati da riflettori frontali, nella fotografia di sfondo il sole cade da destra. Insomma, gli elementi si fondono alla grandissima! Eh!
3) Che espressione ha il modello? Terrorizzata? E’ colto di sorpresa? Sempre meglio della modella che pare pensare ‘Che ci sto a fare qui?’.
4) Marchio e logo. Penso siano stati realizzati con Paint, più o meno. Kitch a dir poco. Il font usato, oltretutto, è stra-usato e non centra assolutamente niente.

Signor John Ashfield, please!
Change!

[Netcrologio] HALOSCAN

4-feb-2010 By Felter

Nome: HALOSCAN

Chiusura: 19 febbraio 2010

Tipologia: servizio gestione commenti

Commento:
Il servizio permetteva di accentrare presso di loro i commenti del proprio blog e propri sul blog di altri, cosi da poterli monitorare.La mail che ho ricevuto dice "The Haloscan hardware and software is physically failing and we have no choice but to discontinue the service." Quindi ci sono stati problemi e il servizio non può essere più effettuato.

Alternative:
il sito dà la possibilità ai vecchi utilizzatori di passare a Echo. Altre soluzioni molto utilizzate sono Disqus e Intensedebate.

[Netcrologio] STOCKXPERT

3-feb-2010 By Felter

Nome: STOCKXPERT

Chiusura: 11 febbraio 2010

Tipologia: Catalogo immagini

Commento:
La recente acquisizione, che ha portato Getty Image ad avere il 100% di StockXpert, ha dato la possibilità alla agenzia che gestisce diversi siti di microstock, ossia la vendita di immagini, di fare del sito quello che vogliono e, avendo alternative sul mercato, hanno deciso di chiuderlo..

Alternative:
il sito informa che tutti i crediti attivi su StockXpert saranno trasferiti su IStockPhoto. Se per gli acquirenti questo può essere un vantaggio, data la disponibilità davvero elevata di fotografie, altrettanto non si può dire di chi su StockXpert vendeva foto. Infatti iStockPhoto è molto più selettivo sul tipo di foto vendibili.

[UPDATE] mentre finisco di scrivere questo post, Tiziano Fogliata condivide il link ad un post su Webdesignbooth in cui segnalano 30 siti di free stock photo e io li rigiro pari pari a voi.

Nome: NAV4ALL

Chiusura: 31 gennaio 2010

Tipologia: Navigatore satellitare per dispositivi mobili

Commento:
Il recente cambio di direzione di Nokia, che ha portato la casa finlandese a rendere disponibili gratuitamente mappe satellitari gratuite per alcuni suoi modelli, ha portato la sua controllata NAVTEQ a interrompere la fornitura dei servizi di navigazione a NAV4ALL, obbligandoli di fatto alla chiusura.

Alternative:
Ovviamente il problema non sussiste se avete un cellulare Nokia che può usufruire delle nuove mappe gratuite. Vista la varietà di dispositivi mobili in circolazione non è possibile suggerire alternative valide per tutti. Segnalo comunque:

- Geoterrestrial

- Map Mobile Navigator

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, capitanato dal Ministro Brunetta, a settembre aveva avviato un Bando di gara per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)”.

Sono passati più di tre mesi dalla scadenza e finalmente il Ministero ha definito a chi assegnare la concessione:

Il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’Innovazione tecnologica (DDI) comunica che oggi si è conclusa la fase di selezione delle offerte per la concessione del servizio di Posta elettronica certificata (PEC) gratuita per i cittadini.
Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia è risultato primo in graduatoria.
Dopo i significativi risultati in termini di diffusione ottenuti grazie alla sperimentazione avviata con INPS e ACI a settembre scorso, la PEC gratuita sta diventando una realtà per tutti.

Chi ha seguito un po’ la vicenda non rimarrà sicuramente meravigliato da questo risultato.

Al bando infatti avevano partecipato solo due raggruppamenti d’impresa, l’aggiudicatario e quello creato da Lottomatica e Aruba.

Questo anche perché il bando richiedeva come copertura del territorio questo:
la Rete degli sportelli fisici in grado di assicurare un punto di accesso in almeno l’80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, con orario di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, 9.00-13.00.” e con queste caratteristiche erano veramente in pochi.

In realtà ci sarebbero state altre due realtà con queste caratteristiche: ACI e INPS.

A queste però è stata data, “sperimentalmente”, la possibilità di fornire la CEC-PAC ai loro clienti e di entrare quindi nel mercato della PEC direttamente.

E, casualmente, si sono dimenticati di poter partecipare alla gara e far concorrenza a Poste.

Ultima chicca che vorrei evidenziare, è che il bando parlava di concessione del servizio di CEC-PAC, mentre la comunicazione di aggiudicazione parla di concessione del servizio di PEC.

Sembra la stessa cosa ma non è cosi:

la CEC-PAC cioè la “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione ed il Cittadino” è un sistema di invio di posta elettronica che usa gli stessi strumenti e gli stessi standard della PEC, ma è limitato alla comunicazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione e viceversa.

Supponiamo ad esempio che l’INPS attivi uno sportello di raccolta delle comunicazioni di malattia e sia il paziente che il medico dispongano della proprio CEC-PAC.

Entrambi potrebbero mandare le informazioni all’INPS ma il medico non potrebbe mandarne copia al paziente e viceversa. Tra privati, aziende, liberi professionisti non funziona.

E’ chiaro quindi che se si pensa alla futura digitalizzazione dell’intero processo di comunicazione tra persone, la CEC-PAC non è sufficiente ma sarà comunque necessario attivare anche un PEC.

Cosa sarà stato effettivamente appaltato a Poste/Telecom Italia?

Aspettiamo e vediamo.

Nel frattempo io ribadisco un consiglio:

ASPETTATE AD ATTIVARE LA PEC GRATUITA DELLA PA, DELL’INPS E DELL’ACI

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