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	<title>Blog di Felter Roberto</title>
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	<description>La palestra in cui &#34;mi si vede nell&#039;esercizio delle mie idee&#34;. Pronto a confrontarle con gli altri.</description>
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		<title>Quando al lavoro i premi economici non bastano pi&#249;</title>
		<link>http://blog.felter.it/2010/02/quando-al-lavoro-i-premi-economici-non-bastano-pi.html</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 14:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo l’ottimo blog di Giacomo Mason, “Intranet Management”, vengo a conoscenza di questo stupendo video di Daniel Pink, pubblicato sul canale delle Ted Conference.
Parla degli incentivi sul lavoro, del bastone e della carota e di come questo modo di premiare il lavoratore sia poco redditizio.
Una decina di anni fa, in una grossa società in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo l’ottimo blog di Giacomo Mason, “<a href="http://www.intranetmanagement.it/">Intranet Management</a>”, vengo a conoscenza di questo stupendo video di <a href="http://www.danpink.com/">Daniel Pink</a>, pubblicato sul canale delle Ted Conference.</p>
<p>Parla degli incentivi sul lavoro, del bastone e della carota e di come questo modo di premiare il lavoratore sia poco redditizio.</p>
<p>Una decina di anni fa, in una grossa società in cui lavoravo, era abitudine utilizzare i premi in denaro esclusivamente per “calmare” i rompipalle e stimolare chi lavorava poco.&#160; <br />“Per quelli che lavorano non serve” dicevano, perchè tanto stanno già lavorando.</p>
<p>Nel video l’uso dei premi per questi obiettivi non viene considerato. Chissà cosa ne penserebbe.</p>
<p>E voi, pensate potreste utilizzare un sistema di incentivi come quello proposto da Daniel?</p>
<p align="center"><object width="446" height="326"><param name="movie" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf"></param><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="bgColor" value="#ffffff"></param><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/DanielPink_2009G-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/DanielPink-2009G.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=618&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=dan_pink_on_motivation;year=2009;theme=not_business_as_usual;theme=the_creative_spark;theme=speaking_at_tedglobal2009;event=TEDGlobal+2009;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><embed src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" bgColor="#ffffff" width="446" height="326" allowFullScreen="true" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/DanielPink_2009G-medium.flv&#038;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/DanielPink-2009G.embed_thumbnail.jpg&#038;vw=432&#038;vh=240&#038;ap=0&#038;ti=618&#038;introDuration=16500&#038;adDuration=4000&#038;postAdDuration=2000&#038;adKeys=talk=dan_pink_on_motivation;year=2009;theme=not_business_as_usual;theme=the_creative_spark;theme=speaking_at_tedglobal2009;event=TEDGlobal+2009;"></embed></object></p>
<p align="center"><em>(il video ha anche i sottotitoli in italiano)</em></p>
<p>____________<br />
[La versione originale di questo post è pubblicata sul <a href="http://blog.felter.it">Blog di Roberto Felter</a>]</p>
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		<title>Wordpress.com censura &#8211; avanti un altro&#8230;</title>
		<link>http://blog.felter.it/2010/02/wordpress-com-censura-avanti-un-altro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 17:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[discussione]]></category>
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		<category><![CDATA[problemi]]></category>
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		<description><![CDATA[qualche settimana fa scrivevo questo:    Troppa libertà – diamoci un taglio!
Sembra che abbiamo iniziato.
Un giorno una persona scrive un post su wordpress.com dove scrive che non le piace una campagna pubblicitaria, capita che a qualcuno non piaccia (al momento non è dato sapere chi è stato) e che segnali la cosa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>qualche settimana fa scrivevo questo:    <br /><a href="http://blog.felter.it/2009/12/troppa-libert-diamoci-un-taglio.html">Troppa libertà – diamoci un taglio!</a></p>
<p>Sembra che abbiamo iniziato.</p>
<p>Un giorno una persona scrive <a href="http://209.85.135.132/search?q=cache:9RVvanrV_5sJ:altezzosa.wordpress.com/2009/04/05/john-ashfield-adv-pleeease/+altezzosa+john+ashfield&amp;cd=1&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&amp;client=firefox-a">un post</a> su <a href="http://wordpress.com">wordpress.com</a> dove scrive che non le piace una campagna pubblicitaria, capita che a <a href="http://friendfeed.com/marcomassarotto/e45dd93e/pare-che-wordpress-abbia-censurato-un-post">qualcuno non piaccia</a> (al momento non è dato sapere chi è stato) e che segnali la cosa a wordpress.com e che qualche solerte censore oscuri il blog.</p>
<p>Non c’è nulla nel post e, secondo me, anche nei commenti che possa giustificare tale cosa.</p>
<p>All’autrice hanno risposto che deve chiedere a chi ha chiesto l’oscuramento del blog il perchè.    <br />Dato che lei, ovviamente non sa chi sia, in rete molti hanno deciso di darle una mano.     <br />Quindi stiamo ripostando in tanti quello che lei ha scritto, cosi, se quello che l’ha fatta oscurare legge, può contattarla e spiegarle. <img src='http://blog.felter.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ormai la censura è dietro l’angolo, non vengono rispettati i diritti fondamentali dell’individuo e non in Italia ma negli USA, paese che si erge a difensore della Libertà.</p>
<p>questo è il post incriminato:</p>
<blockquote><p><strong>John Ashfield&#160; ADV: pleeease!</strong></p>
<p>Quando scrivo di qualcosa che non mi piace so essere particolarmente acida.      <br />Questa è una di quelle occasioni.</p>
<p>Parliamo delle campagne stampa di John Ashfield che mi sorbisco costantemente in quanto lettrice di XL.      <br />Compro il voluminoso giornale e mi ritrovo a fissare quelle che possono esser catalogate tra le più sgraziate pubblicità mai viste.</p>
<p>John Ashfield è una marca d’abbigliamento che s’appoggia su una ben costruita brand image: produce un vestiario (e relativi accessori) che si rivolgono a un pubblico giovane, tra i 23 e i 35 anni (secondo la mia percezione) rievocando l’atmosfera dello sport, in particolare del cricket e del golf.      <br />Quindi viene in mente Londra, i tornei tra prati verdi perfettamente tagliati e una certa noblesse d’animo.</p>
<p>Niente male per un’azienda della provincia di Forlì e Cesena, insomma.      <br />Quando ho scoperto questo piccolo particolare mi son meravigliata.</p>
<p>Non apprezzo molto lo stile che questa marca propone, un casual sui toni del blu, del beige e del verde, ma ammetto d’esser affascinata da certe iconografie (come l’uso di stemmi) e dalle camicie dai sobri ma inconsueti dettagli, cose che John Ashfield mostra in ogni collezione.</p>
<p>Comunque, torniamo alle campagne stampa.      <br />Questo mese sulla quarta di copertina di XL si può ‘ammirare’ la pubblicità in questione della collezione primavera/estate 2009.       <br />Rappresenta due modelli (sempre gli stessi da qualche stagione) su un campo da golf.</p>
<p>&#160;<a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/john.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="john" border="0" alt="john" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/john_thumb.jpg" width="314" height="417" /></a>       <br />Rabbrividisco.</p>
<p>1) Le fotografie dei modelli non sono a fuoco. Oltretutto le loro figure sono scontornate male. E la sovrapposizione del ragazzo sulla ragazza è pessima: si vede che non son stati fotografati insieme: lei pare sproporzionata rispetto a lui;      <br />2) Che razza di fotografia hanno scelto come sfondo? Siamo in Svizzera? Cosa sono quelle casette che si vedono a sinistra? Le luci inoltre non combaciano: mentre i modelli son illuminati da riflettori frontali, nella fotografia di sfondo il sole cade da destra. Insomma, gli elementi si fondono alla grandissima! Eh!       <br />3) Che espressione ha il modello? Terrorizzata? E’ colto di sorpresa? Sempre meglio della modella che pare pensare ‘Che ci sto a fare qui?’.       <br />4) Marchio e logo. Penso siano stati realizzati con Paint, più o meno. Kitch a dir poco. Il font usato, oltretutto, è stra-usato e non centra assolutamente niente.</p>
<p>Signor John Ashfield, please!      <br />Change!</p>
</blockquote>
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		<title>[Netcrologio] HALOSCAN</title>
		<link>http://blog.felter.it/2010/02/netcrologio-haloscan.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Netcrologio]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome: HALOSCAN
Chiusura: 19 febbraio 2010
Tipologia: servizio gestione commenti
Commento:    Il servizio permetteva di accentrare presso di loro i commenti del proprio blog e propri sul blog di altri, cosi da poterli monitorare.La mail che ho ricevuto dice &#34;The Haloscan hardware and software is physically failing and we have no choice but to discontinue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto" alt="" src="http://www.felter.it/wpblogfelter/wp-content/uploads/www-grave.jpg" /></p>
<p>Nome: <a href="http://www.haloscan.com/"><strong>HALOSCAN</strong></a></p>
<p>Chiusura: <strong>19 febbraio 2010</strong></p>
<p>Tipologia: servizio gestione commenti</p>
<p>Commento:    <br />Il servizio permetteva di accentrare presso di loro i commenti del proprio blog e propri sul blog di altri, cosi da poterli monitorare.La mail che ho ricevuto dice &quot;The Haloscan hardware and software is <strong>physically failing</strong> and we have no choice but to discontinue the service.&quot; Quindi ci sono stati problemi e il servizio non può essere più effettuato.</p>
<p>Alternative:    <br />il sito dà la possibilità ai vecchi utilizzatori di passare a <a href="http://js-kit.com/">Echo</a>. Altre soluzioni molto utilizzate sono <a href="http://disqus.com/">Disqus</a> e <a href="http://intensedebate.com/">Intensedebate</a>.</p>
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		<title>[Netcrologio] STOCKXPERT</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 12:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome: STOCKXPERT
Chiusura: 11 febbraio 2010
Tipologia: Catalogo immagini
Commento:   La recente acquisizione, che ha portato Getty Image ad avere il 100% di StockXpert, ha dato la possibilità alla agenzia che gestisce diversi siti di microstock, ossia la vendita di immagini, di fare del sito quello che vogliono e, avendo alternative sul mercato, hanno deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto" alt="" src="http://www.felter.it/wpblogfelter/wp-content/uploads/www-grave.jpg" /></p>
<p>Nome: <a href="http://www.stockxpert.com/"><strong>STOCKXPERT</strong></a></p>
<p>Chiusura: <strong>11 febbraio 2010</strong></p>
<p>Tipologia: Catalogo immagini</p>
<p>Commento:   <br />La recente acquisizione, che ha portato Getty Image ad avere il 100% di StockXpert, ha dato la possibilità alla agenzia che gestisce diversi siti di microstock, ossia la vendita di immagini, di fare del sito quello che vogliono e, avendo alternative sul mercato, hanno deciso di chiuderlo..</p>
<p>Alternative:   <br />il sito informa che tutti i crediti attivi su StockXpert saranno trasferiti su <a href="http://www.istockphoto.com">IStockPhoto</a>. Se per gli acquirenti questo può essere un vantaggio, data la disponibilità davvero elevata di fotografie, altrettanto non si può dire di chi su StockXpert vendeva foto. Infatti iStockPhoto è molto più selettivo sul tipo di foto vendibili.</p>
<p>[UPDATE] mentre finisco di scrivere questo post, Tiziano Fogliata condivide il link ad un post su <a href="http://www.webdesignbooth.com/30-websites-to-download-free-stock-photos/">Webdesignbooth</a> in cui segnalano 30 siti di free stock photo e io li rigiro pari pari a voi.</p>
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		<title>[Netcrologio] NAV4ALL MOBILE PHONE NAVIGATION</title>
		<link>http://blog.felter.it/2010/01/netcrologio-nav4all-mobile-phone-navigation.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Netcrologio]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Nome: NAV4ALL
Chiusura: 31 gennaio 2010
Tipologia: Navigatore satellitare per dispositivi mobili
Commento:    Il recente cambio di direzione di Nokia, che ha portato la casa finlandese a rendere disponibili gratuitamente mappe satellitari gratuite per alcuni suoi modelli, ha portato la sua controllata NAVTEQ a interrompere la fornitura dei servizi di navigazione a NAV4ALL, obbligandoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto" src="http://www.felter.it/wpblogfelter/wp-content/uploads/www-grave.jpg" /> </p>
<p>Nome: <a href="http://www.nav4all.com/"><strong>NAV4ALL</strong></a></p>
<p>Chiusura: <strong>31 gennaio 2010</strong></p>
<p>Tipologia: Navigatore satellitare per dispositivi mobili</p>
<p>Commento:    <br />Il recente cambio di direzione di Nokia, che ha portato la casa finlandese a rendere disponibili gratuitamente mappe satellitari gratuite per alcuni suoi modelli, ha portato la sua controllata NAVTEQ a interrompere la fornitura dei servizi di navigazione a NAV4ALL, obbligandoli di fatto alla chiusura.</p>
<p>Alternative:    <br />Ovviamente il problema non sussiste se avete un cellulare Nokia che può usufruire delle nuove mappe gratuite. Vista la varietà di dispositivi mobili in circolazione non è possibile suggerire alternative valide per tutti. Segnalo comunque: </p>
<p>- <a href="http://geoterrestrial.com/">Geoterrestrial</a></p>
<p>- <a href="http://mapnav.spb.ru/site/page.php?15">Map Mobile Navigator</a></p>
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		<title>la CEC-PAC ai cittadini &#8211; Definito il concessionario del servizio</title>
		<link>http://blog.felter.it/2010/01/la-cec-pac-ai-cittadini-definito-il-concessionario-del-servizio.html</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[PEC]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, capitanato dal Ministro Brunetta, a settembre aveva avviato un Bando di gara per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)”.
Sono passati più di tre mesi dalla scadenza e finalmente il Ministero ha definito a chi assegnare la concessione:
Il Dipartimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, capitanato dal Ministro Brunetta, a <a href="http://blog.felter.it/2009/09/bando-di-gara-cec-pac-proroga-termini-di-scadenza.html">settembre</a> aveva avviato un Bando di gara per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)”.</p>
<p>Sono passati più di tre mesi dalla scadenza e finalmente il <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/salastampa/notizie/6990.htm">Ministero</a> ha definito a chi assegnare la concessione:</p>
<blockquote><p><em>Il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l&#8217;Innovazione tecnologica (DDI) comunica che oggi si è conclusa la fase di selezione delle offerte per la concessione del servizio di Posta elettronica certificata (PEC) gratuita per i cittadini.        <br /><strong>Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia è risultato primo in graduatoria</strong>.         <br />Dopo i significativi risultati in termini di diffusione ottenuti grazie alla sperimentazione avviata con INPS e ACI a settembre scorso, la PEC gratuita sta diventando una realtà per tutti.</em></p>
</blockquote>
<p>Chi ha seguito un po’ la <a href="http://blog.felter.it/2009/11/posta-elettronica-certificata-pec-professionisti-ora-aziende-dopo-e-cittadini-mai.html">vicenda</a> non rimarrà sicuramente meravigliato da questo risultato.</p>
<p>Al bando infatti avevano partecipato solo due raggruppamenti d’impresa, l’aggiudicatario e quello creato da Lottomatica e Aruba.</p>
<p>Questo anche perché il bando richiedeva come copertura del territorio questo:   <br /> “<em>la Rete degli sportelli fisici in grado di assicurare un punto di accesso in almeno l’80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, con orario di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, 9.00-13.00.</em>” e con queste caratteristiche erano veramente in pochi.</p>
<p>In realtà ci sarebbero state altre due realtà con queste caratteristiche: ACI e INPS.</p>
<p>A queste però è stata data, “sperimentalmente”, la possibilità di fornire la CEC-PAC ai loro clienti e di entrare quindi nel mercato della PEC direttamente.</p>
<p>E, casualmente, si sono dimenticati di poter partecipare alla gara e far concorrenza a Poste.</p>
<p>Ultima chicca che vorrei evidenziare, è che il bando parlava di concessione del servizio di CEC-PAC, mentre la comunicazione di aggiudicazione parla di concessione del servizio di PEC.</p>
<p>Sembra la stessa cosa ma non è cosi:</p>
<p>la CEC-PAC cioè la “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione ed il Cittadino” è un sistema di invio di posta elettronica che usa gli stessi strumenti e gli stessi standard della PEC, ma è limitato alla comunicazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione e viceversa.</p>
<p>Supponiamo ad esempio che l’INPS attivi uno sportello di raccolta delle comunicazioni di malattia e sia il paziente che il medico dispongano della proprio CEC-PAC.</p>
<p>Entrambi potrebbero mandare le informazioni all’INPS ma il medico non potrebbe mandarne copia al paziente e viceversa. Tra privati, aziende, liberi professionisti non funziona.</p>
<p>E’ chiaro quindi che se si pensa alla futura digitalizzazione dell’intero processo di comunicazione tra persone, la CEC-PAC non è sufficiente ma sarà comunque necessario attivare anche un PEC.</p>
<p>Cosa sarà stato effettivamente appaltato a Poste/Telecom Italia?</p>
<p>Aspettiamo e vediamo.</p>
<p>Nel frattempo io ribadisco un consiglio: </p>
<p align="center"><strong>ASPETTATE AD ATTIVARE LA PEC GRATUITA DELLA PA, DELL’INPS E DELL’ACI</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Buone feste a tutti</title>
		<link>http://blog.felter.it/2009/12/buone-feste-a-tutti.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[Godetevi questi giorni con i miei auguri che siano quello che volete che siano.
N.B. Non ci sono stati problemi di visualizzazione, questo post è senza musichette, immagini natalizie, elfi&#160; e babbi natale.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Godetevi questi giorni con i miei auguri che siano quello che volete che siano.</p>
<p><strong>N.B.</strong> Non ci sono stati problemi di visualizzazione, questo post è senza musichette, immagini natalizie, elfi&#160; e babbi natale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Troppa libert&#224; &#8211; diamoci un taglio!</title>
		<link>http://blog.felter.it/2009/12/troppa-libert-diamoci-un-taglio.html</link>
		<comments>http://blog.felter.it/2009/12/troppa-libert-diamoci-un-taglio.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 12:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ bastato lanciare un souvenir del Duomo di Milano per “rilanciare” l’onda dei regolamentatori. Altro che la farfalla di Edward Lorenz.  Proprio come una pietra in uno stagno, l’onda partita da una piazza milanese ha raggiunto via via sempre più ambiti, coinvolgendo prima la libertà di dissenso nei comizi, poi la libertà di critica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ bastato lanciare un souvenir del Duomo di Milano per “rilanciare” l’onda dei regolamentatori. Altro che la farfalla di Edward Lorenz.  Proprio come una pietra in uno stagno, l’onda partita da una piazza milanese ha raggiunto via via sempre più ambiti, coinvolgendo prima la libertà di dissenso nei comizi, poi la libertà di critica in genere, sino ad arrivare, come era logico, alla regolamentazione di Internet.  Bene, sono contento.  Mi auguro passino tutti questi tentativi di limitazione delle libertà individuali. Ma non solo quelli che hanno una base logica, se ce ne fossero. Proprio tutti, anche i più beceri e irrazionali.  Me lo auguro perchè finalmente si supererà il segno e tutti capiranno che, da una parte qualcuno ha giocato sino ad ora con i nostri diritti (e solitamente te ne accorgi solo quando i diritti non li hai più) e dall’altra che la libertà è una cosa che non si può più “governare”.  Così un giorno ci sarà qualcuno che arriverà in questo blog, come in tanti altri, e dirà “fatelo chiudere”, dicendo al service provider italiano che mi sta dando il dominio felter.it, che lo deve oscurare.  Ma questo blog si vedrà ancora perchè anche il dominio robertofelter.com lo visualizza, e questo dominio è un ente americano che lo gestisce.  Allora qualcuno chiederà ai gestori dei server DNS di oscurarlo.  Ma la gente utilizzerà il server DNS di <a href="http://fooldns.com/">FoolDNS</a> oppure, se anche questo dovesse chiudere perchè italiano, magari passerà ai server DNS di Google, e l’8.8.8.8 sarà il nuovo simbolo della libertà. E se non sarà quello sarà qualche altro server DNS attivato ad hoc.  Allora busseranno alla mia porta e arresteranno me. Ma sul mio blog continueranno ad apparire articoli, perchè io nel frattempo ne avrò scritti e memorizzati e il software li posterà automaticamente.  E quando anche questi finiranno, ci sarà qualcuno con le password di questo blog o di altri, che continuerà a scrivere. E sarà come Zorro, dove non era importante la persona che stava dietro alla maschera. Era la maschera il simbolo della libertà.  E questo fino a che non sarà chiaro a tutti l’inutilità di questo comportamento.  Quindi sbrighiamoci. Prima iniziamo e prima finiamo.<br />
____________<br />
[La versione originale di questo post è pubblicata sul <a href="http://blog.felter.it">Blog di Roberto Felter</a>]</p>
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		<title>Domini .eu di tipo IDN (internazionalizzati) dal 10 dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 18:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Non sapete cosa sono i domini internazionalizzati? Semplice, sono i domini che contengono caratteri che non fanno parte della codifica ASCII.
Un esempio? www.città.com
Avete presente i caratteri cirillici, le lettere accentate italiane, la å svedese, la ü tedesca, la ș romena?
Sino ad oggi non era possibile registrare domini .eu (come non è possibile farlo per tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p>Non sapete cosa sono i domini internazionalizzati? Semplice, sono i domini che contengono caratteri che non fanno parte della codifica ASCII.</p>
<p>Un esempio? <a href="http://www.citt&agrave;.com">www.città.com</a></p>
<p>Avete presente i caratteri cirillici, le lettere accentate italiane, la å svedese, la ü tedesca, la ș romena?</p>
<p>Sino ad oggi non era possibile registrare domini .eu (come non è possibile farlo per tanti nomi a dominio di 1° livello) contenenti questi caratteri perchè la struttura tecnologica dei server DNS non li riconosceva. E a dire la verità non li riconosce nemmeno adesso. E allora?</p>
<p>Semplice, hanno stabilito un criterio di conversione dei caratteri “speciali” in caratteri ascii e quindi hanno attivato un meccanismo di “traduzione” che permette di utilizzare i vari caratteri senza modificare le infrastrutture esistenti.</p>
<p>Quello che cambia tra una stringa ascii che rappresenta un dominio standard e una stringa ascii che rappresenta un dominio “internazionalizzato” è che la seconda inizia con <strong>xn— </strong>che è la serie di caratteri che si sono riservati per differenziare le due cose. Questa stringa si chiama “<strong>stringa ACE</strong>”.</p>
<p>Qualcosa va comunque aggiornato e questo è il browser.</p>
<p>Tranquilli, probabilmente lo avete già fatto senza accorgervene.</p>
<p>Infatti è il browser che deve essere in grado di convertire la stringa non ascii nella relativa stringa ascii corretta. Per verificare se il vostro browser è già aggiornato basta che clicchiate sull’esempio che vi ho fatto prima. Se andata alla pagina del sito è tutto ok.</p>
<p>Se volete avere più informazioni in merito, potete visitare il sito di <a href="http://www.eurid.eu/it/nomi-dominio-eu/idns-internationalised-domain-names-il-eu">EURID</a> che è l’organizzazione prescelta dalla Commissione europea per gestire i nomi a dominio .eu di primo livello. </p>
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		<title>Posta Elettronica Certificata (PEC) &#8211; Professionisti ora, aziende dopo e cittadini? mai.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felter</dc:creator>
				<category><![CDATA[PEC]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Chi mi legge su Friendfeed sa che sto seguendo da parecchio tempo la Pec e tutte le discussioni sull’argomento.
Adesso che ci stiamo avvicinando alle prime scadenze e&#160; iniziano ad aumentare le persone che cercano informazioni, vedo di scrivere anche sul blog qualche osservazione che può essere utile a tutti.
Guida alla PEC
Le cose da dire sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p>Chi mi legge su <a href="http://www.friendfeed.com/felter">Friendfeed</a> sa che sto seguendo da parecchio tempo la Pec e tutte le discussioni sull’argomento.</p>
<p>Adesso che ci stiamo avvicinando alle prime scadenze e&#160; iniziano ad aumentare le persone che cercano informazioni, vedo di scrivere anche sul blog qualche osservazione che può essere utile a tutti.</p>
<h2>Guida alla PEC</h2>
<p>Le cose da dire sono tantissime e non posso di certo scriverle tutte. Per questo inizio col consigliarvi una guida online alla PEC:</p>
<p><a href="http://www.guidapec.it"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="banner_guida_pec" border="0" alt="banner_guida_pec" src="http://www.felter.it/wpblogfelter/wp-content/uploads/banner_guida_pec.jpg" width="204" height="84" /></a></p>
<p>sul sito <a href="http://www.guidapec.it">guidapec</a> potrete trovare tantissime domande sull’argomento, ovviamente con le relative risposte. C’è anche un forum dove potete chiedere quello che non siete riusciti a trovare nel sito.</p>
<p>Le pagine sono in continua evoluzione e se siete interessati alla PEC, vi consiglio di metterlo nei preferiti.</p>
<p>In anteprima, non è ancora pubblicato nemmeno sul sito, vi segnalo anche&#160; il relativo <a href="http://www.twitter.com/guidapec">account twitter</a>. E’ attivo da poco ma sarà utile anche quello.</p>
<h2>Scadenze</h2>
<p>La legge (<a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/08185d.htm">DL 185/2008 art.16</a>, convertito in legge <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09002l.htm">28 gennaio 2009, n.2</a>) prevede che nell’arco di 3 anni dalla sua pubblicazione, tutti i liberi professionisti iscritti ad un albo, tutte le società di capitali e tutte le società di persone, comunichino al proprio ordine e alla Camera di Commercio il proprio indirizzo di Posta elettronica qualificata.</p>
<p>Pertanto dal 29 novembre 2008 tutte le nuove società o i nuovi liberi professionisti, al momento della registrazione hanno dovuto comunicare il loro indirizzo PEC.</p>
<p>Per quanti invece fossero già esistenti al 29 novembre 2008, la legge prevede che dovranno comunicare il loro indirizzo entro i seguenti termini:</p>
<p><strong>29 novembre 2009</strong> termine ultimo per i liberi professionisti ISCRITTI AD UN ALBO </p>
<p><strong>29 novembre 2011</strong> termine ultimo per le società di capitale e le società di persone.</p>
<p>La legge prevede delle scadenze, ma non prevede nessuna sanzione nel caso non vengano rispettate. Tenete però presente che i vari Ordini sembra stiano valutando la possibilità di considerare la mancata comunicazione come una infrazione al codice deontologico e quindi potrebbero intervenire con sanzioni interne.    <br />Il mio consiglio è: valutate bene quello che state facendo, se non avete chiaro qualcosa informatevi (se siete qui siete sulla strada giusta) ma non sottovalutate la cosa. </p>
<h2>PEC gratuita</h2>
<p>Il Ministro per l’Innovazione Brunetta dice spesso che il governo ha intenzione di fornire la PEC gratuitamente a tutti i cittadini. Mi dispiace deludervi ma non c’è nessuno che vi regalerà la PEC, nemmeno lo stato.</p>
<p>Il Ministero per l’Innovazione ha indetto un bando, scaduto il 16 settembre e di cui non si sa ancora nulla, per l’assegnazione di un servizio di posta che però non è una PEC, ma viene chiamato CEC-PAC ovvero “comunicazione elettronica certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino”.</p>
<p>Questo servizio poggerà sulla stessa infrastruttura tecnologica della PEC, ma avrà delle limitazioni relative a mittenti e destinatari.</p>
<p>Questo basta a non renderla idonea ad essere utilizzata dalle aziende e dai liberi professionisti per adempiere ai suddetti obblighi di legge.</p>
<p>Nemmeno la PEC fornita da INPS e ACI è valida in quando è un esperimento che è previsto confluisca nel servizio svolto dallo stato (vedi pagina 13 del <a href="http://www.funzionepubblica.it/ministro/pec/PEC_uno_strumento_per_i_professionisti.pdf">documento</a> del Ministero) e pertanto è a tutti gli effetti una CEC-PAC e non una PEC.</p>
<p>In pratica la differenza tra la PEC e la CEC-PAC è che la prima permette la comunicazione, a norma di legge, tra chiunque sia in possesso di un indirizzo di Posta elettronica certificata, mentre la CEC-PAC funziona solamente se o il mittente o il destinatario è la Pubblica amministrazione.</p>
<p>Per fare un esempio se un medico e il suo paziente avessero una CEC-PAC potrebbero entrambi scrivere all’INPS o alla PA ma non potrebbero comunicare tra loro, cosa che invece è possibile con la PEC.</p>
<p>Anche qui il mio consiglio è: al momento, non conviene attivare una CEC-PAC, anche se gratuita, in quanto i vantaggi sono tutti per la PA che ha un sistema a costo zero per contattarvi, mentre a voi serve veramente a poco.</p>
<h2>Comprare la PEC</h2>
<p>Se siete un libero professionista la prima cosa da fare è contattare il proprio ordine. Probabilmente avranno stipulato convenzioni con i vari certificatori per fornire ai propri associati una mail PEC a prezzi concordati. State attenti solo ad una cosa: spesso parlano di PEC data gratuitamente dall’Ordine, ma poi la convenzione è valida solo per un anno. Chiedete sempre quanto vi costerà l’anno prossimo. Meglio saperlo.</p>
<p>Se invece siete una azienda o un privato cittadino e quindi non ci sono convenzioni particolari a cui affidarsi e dovete provvedere voi ad acquistare una mail PEC, dovete rivolgervi o direttamente ai siti dei vari certificatori (non tutti vendono la PEC online) oppure a chi la distribuisce per loro.</p>
<p>Anche in questo caso alcune precisazioni per un acquisto consapevole:</p>
<p>- La legge prevede uno standard di servizio per cui tutti i certificatori hanno l’obbligo di svolgere il servizio nello stesso identico modo. Potrete trovare prezzi anche molto diversi, ma la differenza potrà essere nello spazio di archiviazione o nei servizi aggiuntivi, non nel servizio di gestione che è assolutamente uguale per tutti.</p>
<p>- Le mail che vengono proposte sui vari siti dei certificatori, sono tutte costruite su domini del certificatore (ad esempio <a href="mailto:tuonome@legalmail.it">tuonome@legalmail.it</a>). Questo costa poco economicamente, ma vi lega al certificatore in quanto se un domani voleste cambiarlo, per opportunità economiche o scelte aziendali, sareste costretti a cambiare indirizzo PEC, con tutto quello che comporta in termini di divulgazione dell’informazione, di comunicazione alla Camera di Commercio ecc.</p>
<p>Chi non ha avuto problemi con le mail regalate a suo tempo da Tin o da Libero quando ha provato a cambiare provider? Ecco, la storia potrebbe ripetersi, ma con mail molto più “ufficiali”.</p>
<p>E’ possibile invece, con una somma leggermente superiore ma comunque contenuta, attivare una mail PEC su un dominio o un sottodominio propri, cosi da renderla definitiva.</p>
<p>Il mio consiglio in proposito: a meno che voi non siate un privato cittadino, acquistate un vostro dominio se già non lo avete, quindi certificatene un sottodominio (ad esempio pec.tuodominio.it) su cui richiedere l’indirizzo PEC. La certificazione del dominio o del sottodominio e la richiesta della PEC può essere fatta contemporaneamente e senza grossa difficoltà.</p>
<p>Al giorno d’oggi avere un proprio dominio costa poco ed è ormai indispensabile per una attività per cui, se non lo avete già fatto, pensateci.</p>
<p>E se non sono obbligato mi conviene fare comunque la PEC? provate a fare questo semplice <a href="http://www.guidapec.it/home/acquistare-la-pec.html"><strong>test</strong></a> e avrete la risposta.</p>
<h2>Un aiuto</h2>
<p>L’argomento Posta elettronica Certificata è molto vasto e con molte problematiche. Alcune cose le si scoprono subito, altre le si ha più chiare solo dopo averci avuto a che fare per un po’.</p>
<p>Proprio per essere d’aiuto in questo, negli ultimi mesi ho collaborato con alcune società del settore per studiare queste problematiche e sviluppare delle soluzioni che potessero risolverle.</p>
<p>Il primo passo è stato quello di attivare delle partnership con alcuni certificatori cosi da cercare di semplificare al massimo le modalità di attivazione della PEC. Abbiamo potuto cosi distribuire a prezzi vantaggiosi i loro servizi, sollevandoli dalla gestione del cliente finale.</p>
<p>Il risultato lo potete vedere all’indirizzo <a href="http://pec.felter.it">http://pec.felter.it</a> dove potete acquistare uno o più indirizzi di posta elettronica certificata su un dominio del certificatore (in questo caso Namirial), su un vostro sottodominio ( e qui il certificatore è Aruba) o su un dominio nuovo semplicemente compilando il form di acquisto che genera in automatico tutta la documentazione che dovrete rispedire firmata via Fax per richiedere l’attivazione.</p>
<p>Questo è un servizio che solitamente è riservato ai service provider che vogliono distribuire la PEC ai loro clienti, ma che mi fa piacere poter rendere disponibile a chi visita questo blog e ha necessità della PEC. Il costo dell’acquisto viene aggiornato in tempo reale allo scegliere le varie opzioni. Provate a verificare. Vedrete che sono riuscito a spuntare per voi un prezzo veramente contenuto, nonostante le cifre già normalmente basse lasciassero poco spazio alle variazioni.</p>
<p>Presto verranno attivati nuovi servizi aggiuntivi che potranno essere attivati sul servizio base di qualsiasi PEC, perchè ci sono problematiche che la PEC da sola non risolve e di cui presto potreste sentire l’esigenza.</p>
<p align="left">Se avete bisogno di chiarimenti, di ulteriori informazioni o di un aiuto potete scrivere nei commenti o contattarmi direttamente dal form dei contatti sul sito: </p>
<p align="center"><a href="http://www.felter.it/contatti.htm">http://www.felter.it/contatti.htm</a></p>
<p>Le cose da dire sulla PEC sarebbero ancora tante, ma questo post è già molto lungo cosi.    <br />Aspettatevi quindi qualche altro post sull’argomento, magari per rispondere a qualche vostra domanda.</p>
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