Web to web: Web reputation
Questa sera, per la terza domenica consecutiva, sul canale di mogulus WebtoWeb si è chiacchierato tra e con la rete.
come faccio spesso ritengo opportuno anche in questo caso dare significato a qualche termine, perché se non si parte da concetti condivisi non si può arrivare ad una conclusione interpretabile.
Per me la “web reputation” di qualcuno è la considerazione che la rete ha per lo stesso quando si presenta, o presenta le sue idee, all’interno di un contesto.
Che è ben diversa dalla “web visibility” ossia dalla visibilità che ognuno ha all’interno di un preciso ambito di rete. ( perchè parlare di visibilità in rete è troppo generico, in quanto uno può essere molto conosciuto all’interno di un certo contesto ed assolutamente sconosciuto all’interno di altri).
Ci sono personaggi che, pur essendo conosciutissimi in rete, hanno una “web reputation” molto bassa, in quanto magari esprimono dei concetti che non portano “sostanza” alle necessità della rete.
Ci sono altri invece che, pur apparendo meno frequentemente all’interno di classifiche, social network et similia, vengono considerati dai più come fonte di riferimento.
Da questo concetto si deduce che la “web reputation” è un valore intrinsecamente positivo di un individuo, in quanto misura la “considerazione” che ha, ed ha un peso che non si può aumentare volontariamente intervendo sui parametri come le classifiche, il numero di link ecc.
Il problema è proprio come misurare la “web reputation”.
Infatti non essendo parametrizzabile, si finisce per confonderla con altre cose, solo perchè più facilmente misurabili.
Leggevo un esempio riferito ad un altro contesto che non ricordo, se qualcuno ha qualche riferimento lo ringrazio, che sarebbe come se in una classe di muti si dessero i voti ai ragazzi in base all’altezza od al peso solo perché non si conosce il linguaggio dei segni.
La web visibility è facile da misurare, si contano i link, le pagine su google, ma è una misurazione altrettanto facilmente “dopabile” con meme, contest ecc.
In conclusione la “web reputation” è una cosa di valore, solo che non siamo in grado di misurarla.
Ma ci serve veramente misurarla?
Io penso di no. Almeno non serve a chi vuole vivere la rete con la propria testa, perchè allora il valore è in grado di stabilirlo lui. E nessuno potrà dire che ha sbagliato.
La vogliono misurare quelli che invece si approcciano alla rete dall’esterno, i media tradizionali ad esempio, che ovviamente non voglio avere a che fare con tutta la blogosfera ma vorrebbero avere già pronto un elenco di “master people” con cui confrontarsi.
Prendendo un esempio caro a Luca Comello, studioso della Teoria della complessità, io penso che la blogosfera sia come uno stormo di uccelli.
Non ci sono leader riconosciuti, ci sono solo alcune semplici regole che tutti rispettano e che permettono di andare tutti insieme e nella stessa direzione.
In realtà al suo interno ci sono pochi individui che hanno capito dove andare, che hanno le informazioni necessarie alla sopravvivenza del gruppo, ma il gruppo non è in grado di riconoscerli, non gli serve perché lo scopo è un altro: viaggiare. Provate a portare uno stormo di uccelli dove volete voi, se ci riuscite?
