Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Grazie a Microsoft Italia nei prossimi giorni sono a Redmond presso il Campus Microsoft, insieme ad altri italiani e non, per una serie di incontri.

Ci verranno presentati i vari team presenti e le iniziative in corso.

Sono appena arrivato in hotel dopo una giornata in aereo e mi aspettano giorni intensi per cui me ne vado a riposare.

Ma tranquili che vi terrò aggiornati.

Ci sono momenti in cui ti rendi conto che qualcosa sta cambiando, ne hai la chiara percezione, anche se non sei in grado di valutare bene cosa questo comporterà.

Questa è la sensazione che ho avuto io alla presentazione della nuova sede milanese di Microsoft Italia, in via Lombardia 2/A a Peschiera Borromeo (MI) a qualche chilometro dalla vecchia sede di Segrate.

Innovation Campus esternofoto ©Filippo Romano

ma non tanto per l’imponenza della struttura nel suo complesso (sembra che in totale il valore dell’opera si aggiri sui 150 milioni di Euro) quanto per “l’aria di rivoluzione” del modo di lavorare che si respira in ogni angolo.

Il fatto che venga chiamato Campus, fa intuire che più che una struttura dove lavorare è pensata per essere una struttura da vivere.

Nei locali si è completamente perduto il concetto di ufficio, sostituito dalla più generica “area di lavoro”.

Tutto lo stabile è una unica grande area di lavoro, completamente coperta da wifi da cui si può raggiungere la cloud di servizi di Microsoft, suddivisa in ambienti caratterizzati da particolari predisposizioni e in cui è il lavoratore a decidere quale è la condizione più adatta all’attività del momento.

Innovation Campus internofoto ©Filippo Romano

A questo si unisce la volontà di abbandonare il più possibile la presenza di carta e documenti accumulati al lavoro. E’ infatti ridotta al minimo la presenza di armadi, archivi et similia.

Microsoft con il passaggio in questa sede vuole spingere ad un nuovo livello il concetto di flessibilità e responsabilizzazione del lavoratore.

Il dipendente sarà libero di organizzarsi come meglio crede, concordando con il proprio responsabile modalità e tempistica necessaria a raggiungere i propri obiettivi, che sia presenza in sede o lavoro da casa, collaborazione tra colleghi o lavoro singolo, dove e come lo ritenga più opportuno.

E’ una cosa che Microsoft gestiva già nella vecchia sede, ma la nuova logistica dovrebbe fornire una scelta più ampia di possibilità tra cui scegliere.

Non sarà certo facile adattarsi a questo tipo di cambiamento e sono proprio curioso di vedere nei prossimi mesi (si dovrebbero spostare in luglio) come evolverà la situazione.

Mi è stato detto che al Campus Microsoft di Redmond tutto questo è una realtà da diverso tempo e che, per chi c’è stato, tornare poi ai vecchi uffici italiani è sempre stato difficile.

Ora potrebbe non essere più cosi.

Grazie alla disponibilità di Hoover ho avuto la possibilità di provare il loro nuovo modello di robot aspirapolvere: Robo.com.

robocom_box

Il primo impatto è stato positivo.
Dimensioni generose e peso discreto non lo fanno assolutamente sembrare un giocattolo anche se, per un appassionato di tecnologia, presto potrebbe diventarlo sul serio :) .

Bisogna avere però un po’ di pazienza, va preso e messo sotto carica, nella sua base, per almeno 12 ore prima di usarlo.
Quando finalmente lo si può far partire, si ha la prima sorpresa: parla.
Inizia a girare per casa, esaminando cosa trova da pulire e si regola di conseguenza, dicendoti se trova sporco o se ha problemi.

Una delle cose che ho faticato a comprendere è con quale criterio lui girasse gli spazi.
Non ha un percorso standard che garantisce il passaggio di tutta la superficie a disposizione, usa un criterio meno banale ma forse più corretto: va dove trova sporco.
Parte facendo degli spostamenti a raggiera e poi, a seconda di dove trova più o meno "lavoro", decide in quale direzione andare.
Inizialmente sembra tralasciare alcune zone per altre ma, se gli si lascia un po’ di tempo, scopri che va dove effettivamente serve. E con l’autonomia di un’ora circa, fa veramente molta strada.

robocom 
Le spazzole presenti sotto e sui lati di Robocom fanno egregiamente il loro dovere, per cui la pulizia è fatta bene. Chi pulisce solitamente la casa si dovrà dedicare solo alle zone dove Robocom non arriva, tipo dietro alle porte o negli spazi troppo stretti perché ci possa passare.

Il problema principale di un prodotto del genere è proprio la convivenza con il "vecchio incaricato delle pulizie".
E’ infatti uno strumento che, entro certi limiti, sostituisce l’attività fatta da altri e quindi deve essere in qualche modo, "accettato".

 
Per questo nel titolo parlo di animale…domestico, perché fa certamente il lavoro di un domestico ma, per essere utilizzato al meglio, deve diventare qualcosa di cui fidarsi. Se questo succede si trasforma in qualcosa di più di un semplice elettrodomestico. Diventa quasi di compagnia :)
Non per niente ogni tanto sento qualcuno che gli parla, preoccupandosi se va dove ci sono fili o in posti dove poi fa fatica a muoversi.

In conclusione posso dire di essere rimasto soddisfatto del prodotto, con forse l’unica osservazione da fare nei confronti della base di ricarica, che tende a scivolare sul pavimento liscio e ha il filo di alimentazione posizionato troppo basso sul retro, rimanendo d’ostacolo al posizionamento della stessa contro il muro o contro un battiscopa. Probabilmente bastava farlo uscire dalla parte superiore per risolvere il tutto.

[DISCLAIMER] Questo prodotto mi è stato spedito in prova da Hoover e rimarrà in mio possesso. 

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Qualche mese fa discutevo in rete sul fatto che acquistare uno smartphone del valore di 500-600 Euro e oltre sia spesso un salto nel vuoto, in quanto è quasi impossibile trovare un negozio che sia disposto a farti esaminare i modelli che ti interessano, facendoteli accendere, provare e confrontare.

A seguito di quella discussione sono stato contattato da Euronics Italia che si è resa disponibile, tramite i propri contatti in HTC, ad organizzare una prova del HTC Desire.

Un paio di mesi fa l’ho ricevuto, in una confezione bulk, pronto per essere messo alla prova.

Ho potuto quindi provarlo per un notevole periodo di tempo e questo mi ha permesso di non dover “cercare” cosa fare, ma di lasciare che le mie necessità venissero al pettine.

Primo impatto

Entusiasmante.
Questo Desire ha avuto la fortuna che nessun altro smartphone del genere potrà avere con me: E’ stato il primo.

E quando tu passi da un normale cellulare, pur con tutte le possibilità di navigare ecc. come è un INQ1 a uno smartphone del genere, non puoi che entusiasmarti.

Questo però non vuol dire che sarebbe bastato un qualsiasi smartphone a farmi quell’effetto. Il Desire ci ha messo del suo. Lo scrolling dello schermo è fluido, il touch screen sensibile e i colori molto vivi e luminosi.

Di certo è stato d’aiuto anche il fatto che io faccia un uso massiccio dei servizi di mamma Google, perchè ho acceso il Desire, mi sono fatto riconoscere con il mio account di Google e il cellulare mi ha messo a disposizione tutto, come se mi conoscesse da anni.

Uso quotidiano

Per tutto il periodo di prova il cellulare è stato acceso la mattina e spento la sera. Non sono state effettuate operazioni di ottimizzazione o altro che non fosse l’installazione e l’aggiornamento delle applicazioni installate o necessarie a qualche attività.

Ho iniziato con i vari social network, principalmente Facebook, Twitter e Friendfeed che in pratica sono già presenti. Per Friendfeed ho deciso di utilizzarlo via web e l’ho trovato più che sufficiente per l’utilizzo che ne ho fatto in mobilità.

L’unica limitazione che ho avuto è stata la mancanza di una microSD, non presente nella confezione di prova (ma in dotazione con l’acquisto) che mi ha impedito di fare foto e video.

Durante il periodo di prova ho sentito la necessità di mettere sullo smartphone alcuni strumenti. Nel market Android ho praticamente sempre trovato quello che mi serviva, e che faceva egregiamente quello che cercavo. E nessuna delle applicazioni di cui ho sentito la necessità era a pagamento.

Cosi, nel tempo ho installato Skype, Foursquare, I-nigma per la lettura del QR-Code, un analizzatore per le reti wifi, che sono andati ad integrare i software già presenti, ad esempio per leggere le mail, il calendario e le mappe di Google, per vedere i video (ANCHE IN FLASH), per fare thetering ecc. oltre a qualche giochino. Non potevo non scaricare Angry Birds, dato che era disponibile gratuitamente nel market.

Durante l’uso ho apprezzato molto i tre/quattro tasti fisici posti in basso. Evitano la possibilità di essere attivati per sbaglio sfiorandoli, mentre la track pad ottica è comodissima quando stai scrivendo qualcosa e devi far scorrere il cursore tra le lettere per effettuare le correzioni. Posizionare il cursore con il touch è molto più complicato.

Addirittura mi sono trovato, causa l’esigenza di una società con cui collaboro, a installare una applicazione per utilizzare il VOIP sotto centralino Asterisk. Ho trovato 3CXphone, gratuita e in 2 minuti il Desire era funzionante.

Peccato che l’operatore telefonico 3 non abbia previsto il Desire tra i telefoni disponibili nelle offerte Business.  Questa azienda ne avrebbe preso almeno una decina. Sorriso

Posso tranquillamente affermare che il Desire ha soddisfatto alla grande tutte le necessità che ho incontrato in due mesi.

Difetti

Eh si, ci sono anche quelli.

Uno su tutti la durata della batteria. Come dicevo, volutamente non ho installato programmi di ottimizzazione del consumo proprio per vedere cosa faceva, di suo, il Desire.

Beh, il consumo della batteria è notevole, specialmente se, come è nella mia zona, capita spesso di perdere il segnale del proprio operatore (nel mio caso 3).

Dopo alcune ricerche, ho trovato che è possibile guardare le statistiche del proprio Desire, tra cui anche quali applicazioni consumano più batteria ecc. componendo il numero

*#*#4636#*#*

Certo, alcune applicazioni consumano parecchio e si può anche considerare di spegnerle, ma non ho trovato un colpevole preciso, per cui è proprio l’uso in sé.

L’altro difetto, di cui mi sono reso conto con il passare del tempo ed il crescere delle applicazioni, è la carenza di spazio di memoria interna.

Il fatto che ci siano solo 576MB, per un S.O come Android che richiedeva, almeno sino alla versione Froyo, di installare gli applicativi nella memoria interna, è una scelta che porta velocemente ad avere problemi di memoria disponibile.

Con Froyo gli applicativi hanno iniziato a poter essere installati, almeno in parte, nella microSD per cui forse il problema non sarà più cosi grave come l’ho sentito io (Markingegno suggerisce un sistema per spostare le applicazioni sulla microSD, mai io non ho la microSD per provare a spostarci qualcosa).

C’è poi il problema che lo schermo diventa abbastanza illeggibile quando sei all’aperto, sotto il sole.  Non so se è una condizione legata alla scelta del vetro di questo modello o se è comune agli smartphone, però a volte può essere un fastidio.

Ultimo difettino, perchè proprio un difetto non è, è che non c’è la possibilità di sapere se il telefono è spento o è in stand-by, senza premere il tasto di accensione.

Solo che se io voglio sapere se è in stand-by per spegnerlo, quando invece è già spento, finisco per accenderlo. Sorriso

Bastava poter riattivare lo schermo anche con un altro tasto e tutto si risolveva.

Conclusioni

C’è poco da dire: lo comprerei e, probabilmente, lo comprerò.

Per un utilizzatore di servizi Google, il Desire è l’ideale complemento mobile, con una grande libertà di personalizzazione e un’ottima estetica (mi è piaciuto molto l’effetto similgommoso del retro).

Non è troppo grosso per diventare ingombrante ma ha lo schermo abbastanza ampio da non avere problemi in qualunque condizione di navigazione, ci puoi fare girare Skype, eventualmente persino il Voip e vedi le animazioni e i filmati in flash.

A voler fare i pignoli ci avrei messo anche una webcam frontale, che le videochiamate con skype potrebbero essere un plus non da poco.

Sono molto contento di averlo provato, anche perché ho avuto la dimostrazione che le mie osservazioni iniziali sulla necessità di testare un prodotto sono assolutamente vere.

Certe cose le scopri solo usando il terminale, come ad esempio il fatto che i tasti fisici sotto non siano un problema come invece ho riscontrato essere quelli a sfioramento nell’uso occasionale di un Wildfire e di un Samsung Galaxy S durante lo SMAU di Milano.

E’ sicuramente un problema mio, della mia impostazione nell’utilizzarlo, ma mi sarebbe scocciato non poco trovarmi con uno smartphone che mi fa bestemmiare perché continuo a toccare i tasti sbagliati, dopo che l’ho comprato da un giorno.

Ora il Desire rientra alla HTC, che è stata veramente molto disponibile e a cui va il mio grazie, come grazie va detto a chi sta dietro all’account di Euronics Italia anche se, per “colpa loro” mi troverò ben presto ad andare in crisi di astinenza.

Mi salvo ancora per qualche giorno avendo nel frattempo, grazie a Napolux e ad una iniziativa di Microsoft e Hagakure, a disposizione un LG E900 con Windows phone 7 (di cui però parlerò in un prossimo post), ma è solo questione di tempo.

twitter_logo

Un breve messaggio di it_twop_1000 mi ricorda che oggi sono tre anni che ho creato il mio account su Twitter.

Per chi non conoscesse twitter ( veramente non lo conosci? ) ne ho già parlato quando sono arrivato a scrivere il 5000° tweet. Lì ci troverete una descrizione più dettagliata.

Voglio aggiungere solo una considerazione:

Quando ho creato il mio account su twitter non pensavo minimamente di attivare un servizio con tutte le potenzialità che poi ha dimostrato di avere.

Era una sperimentazione, come ne ho fatte tante e come ne sto ancora facendo.

Solo che ci sono cose che poi vengono accantonate e ci sono cose che ti rimangono addosso senza che tu te ne renda conto.

Negli anni il mio modo di usarlo è cambiato, si sono ridotti i tweet anche a causa di altri servizi come Friendfeed (no, Facebook invece, anche se attivato poco tempo dopo twitter, non ha cambiato molto il mio modo di usare Twitter), però Twitter è rimasto un canale importante tra i vari social network che utilizzo.

Basta dire che seguo 752 persone e 986 hanno, bontà loro, deciso di seguirmi, per capire cosa intendo.

Se poi penso che l’esperienza che ho fatto usando questo tipo di canali, mi ha portato a farne un lavoro, che mi piace e che mi permette di essere utile, non posso che dire:

Grazie Twitter

Se anche voi avete un account twitter ma non vi ricordate quando l’avete creato, potete usare il servizio http://www.whendidyoujointwitter.com/ e avrete la risposta.

 

Grazie all’iniziativa "LG Blog cerca un recensore" apparsa sul blog di LG Italia, sono riuscito ad ottenere in prova, per un paio di settimane, il nuovo hard disk portatile multimediale LG HXF2
Si, hai capito bene, poi lo restituisco. E’ solo una prova.

HX-F2 box

Premessa

Per poter valutare correttamente le caratteristiche dell’HX-F2 va chiarito che fondamentalmente è un disco fisso esterno portatile con funzioni multimediali.
Se lo considerassimo un mediacenter probabilmente saremmo delusi da alcune mancanze e non apprezzeremmo altre sue particolarità.

Descrizione del prodotto

HX-F2

l’Hard disk ha una capacità di 500 GB nominali cioè 465 GB effettivi (per molti è ovvio ma a me non trovarci 35 GB mi dà sempre fastidio, lo dicevo già 2 anni fa).

Si presenta con una forma molto originale e piacevole, con un telecomando piccolo ma con molte funzioni e con tutta la cavetteria necessaria al suo utilizzo (trasformatore, cavo USB, cavo A/V con adattatore SCART e anche con il cavo HDMI).

C’è persino un porta HD in stoffa similvelluto per poterlo proteggere quando lo si porta in giro. (ve l’ho detto che è la portatilità l’aspetto principale :D )

Da quanto scritto sulla confezione si direbbe che riesca a riprodurre praticamente tutti i formati audio-video.

Utilizzo

E’ a tutti gli effetti un disco fisso esterno portatile, per cui potete collegarlo al vostro computer tramite il cavo USB standard e metterci dentro quello che volete.

Il fatto che abbia tutta una serie di funzioni multimediali, la più importante l’uscita HDMI per il collegamento ai televisori e la riproduzione di filmati in modalità Full HD 1080p, porta a pensare che verrà usato per contenere principalmente video, audio e fotografie.

Quello che ho potuto apprezzare è stato che è veramente facile da usare, sia per quanto riguarda la parte di trasferimento dei file sul disco, sia la loro riproduzione una volta collegato alla TV.

Nonostante il software di gestione dei menu a video dal televisore preveda una gestione separata tra i video, l’audio e le foto, non è necessario seguire un criterio particolare per archiviare i file. Ci sarà sempre la possibilità di cercare in tutto il disco, seguendo la classica navigazione ad albero.
Se si seleziona un menù specifico (video-audio-photo) a schermo appariranno solo i file compatibili. Se invece si sceglie la navigazione in tutto il disco, si vedrà tutto il contenuto.

Non sono stato in grado di provare a visualizzare tutti i formati audio/video che la confezione dice di supportare, ma tutto quello che ho provato è stato riprodotto senza problemi.

Ha funzionato egregiamente sia collegato ad una TV full HD tramite il cavo HDMI, sia collegato tramite presa scart ad un Televisore standard.

La visualizzazione su TV non HD non ha causato nessun tipo di problema, ne durante la riproduzione delle icone del menu, ne durante la visione delle immagini riprodotte.

La riproduzione di file mp3 mi è sembrata un po’ troppo piatta e ovattata, ma non sono in grado di stabilire se la causa sia l’output dal disco o la parte casse dei televisori.

I test fatti con i sottotitoli mi hanno piacevolmente colpito per il fatto che è possibile ingrandirli e spostarli verticalmente, utilizzando il telecomando.

Quello che non sono riuscito a fare è stato utilizzare un file di sottotitoli che abbia un nome diverso dal corrispondente file video.

Osservazioni personali

Un test esclusivamente tecnico lo potete trovare da tante altre parti.
Io vorrei scrivere invece una serie di opinioni personali, sperando che siano di aiuto sia ai potenziali clienti, sia a quelli di LG Italia.

- non comprarlo se…

hai intenzione di usarlo come media center. Pur funzionando molto bene, ha delle limitazioni rispetto ad altri prodotti pensati specificatamente per quel servizio.

Non ha il wifi e non ha il decoder digitale terrestre integrato. Dovreste quindi portarlo al pc per il caricamento dei file tramite porta USB e poi riportarlo al televisore. Non potreste registrare sull’hard disk i programmi e presto finirebbe a fare il semplice HD esterno al PC.
Certo per quello funziona egregiamente, ma ci sono alternative più economiche dei 169 Euro del costo di questo HD.

l’LG HX-F2 è pensato per viaggiare. Se lo vuoi chiudere in casa lascialo perdere.

- compralo se…

sei spesso in giro e hai bisogno di visualizzare video e foto o di ascoltare musica. Ti basta che ci sia un televisore e sei a posto.

Penso ai venditori che vanno dai clienti con il loro catalogo su carta.
Con questo HD basterà preparare un buon video di presentazione, una serie di cartelle con le immagini dei prodotti ed ecco pronto un tipo di presentazione molto più intrigante.
Visto anche il design del prodotto farete un figurone.

Oppure siete il classico manager in giro per hotel e volete dedicare l’ultima ora della giornata al vostro relax, non davanti al solito schermetto 15”, quando avete sempre una TV inutilizzata nella stanza.
Disco sul mobile, un filo alla TV e potete guardare quello che vi siete portato da casa stando spaparanzati sul letto.

- LG Italia tu però…

se vuoi aumentare il numero di potenziali clienti dovresti fare alcune piccole aggiunte.

  1. fornire un software per trasferire i propri DVD sull’HD

    Perchè poi ci incolpano di essere dei pirati, ma se mi dai un HD per vedermi i MIEI video in giro e poi non mi dai almeno un sistema per metterci i film che ho regolarmente acquistato, io finisco per cercare i video dove posso :)
    Sono tanti che si domandano: “ma poi i video da dove li prendo?”

  2. aggiungi un Kensington Security lock

    perchè l’HD è bello, piccolo e compatto. Sarebbe utilissimo ad esempio nelle fiere per mostrare i video promozionali sugli schermi, senza portarsi il videoregistratore o impegnare un notebook.
    Però se lo lascio incustodito, senza la possibilità di legarlo in qualche modo, tanto vale che lo distribuisca insieme ai biglietti da visita, alle penne e alle caramelle.

  3. inserisci la funzione repeat anche per i video

    perchè hai fatto 30, permettendomi di usarlo nelle fiere, fai 31 e fai in modo che io non mi debba ricordare di riavviare il video ogni volta. Dopotutto la funzione c’è per la musica, perchè non per i video.

Conclusioni

E’ un ottimo prodotto. Mi è piaciuto molto, per il design, per la facilità di utilizzo e per la qualità delle immagini.

Non credo lo si possa considerare un prodotto di massa, perchè penso non ci sia moltissima gente che ha esigenze tali da sfruttare i vantaggi di un HD esterno multimediale come l’HX-F2. 

Però in alcune situazioni è veramente una soluzione formidabile. Con le mie aggiunte, lo sarebbe ancora di più   :D

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