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><channel><title>Blog di Felter Roberto &#187; tecnologia</title> <atom:link href="http://blog.felter.it/category/tecnologia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://blog.felter.it</link> <description>La palestra in cui &#34;mi si vede nell&#039;esercizio delle mie idee&#34;. Pronto a confrontarle con gli altri.</description> <lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 16:10:56 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Fujitsu Stylistic Q550 &#8211; Presentazione a Milano</title><link>http://blog.felter.it/2011/10/fujitsu-stylistic-q550-presentazione-a-milano.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/10/fujitsu-stylistic-q550-presentazione-a-milano.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 15 Oct 2011 16:42:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[hardware]]></category> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/10/fujitsu-stylistic-q550-presentazione-a-milano.html</guid> <description><![CDATA[Giovedi sera, grazie all’invito di Simone Guzzardi consultant Digital PR di Barabino &#38; Partners, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del tablet Stylistic Q550 di Fujitsu. Sono da sempre un acceso sostenitore della necessità di provare dal vivo i prodotti, in quanto solo cosi è possibile capire quali sono le loro reali caratteristiche e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/26765_STYLISTIC_Q550_Lifestyle_1_scr.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="26765_STYLISTIC_Q550_Lifestyle_1_scr" border="0" alt="26765_STYLISTIC_Q550_Lifestyle_1_scr" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/26765_STYLISTIC_Q550_Lifestyle_1_scr_thumb.jpg" width="206" height="304" /></a></p><p>Giovedi sera, grazie all’invito di Simone Guzzardi consultant Digital PR di Barabino &amp; Partners, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del <strong>tablet Stylistic Q550</strong> di Fujitsu.</p><p>Sono da sempre un acceso sostenitore della necessità di provare dal vivo i prodotti, in quanto solo cosi è possibile capire quali sono le loro reali caratteristiche e peculiarità.</p><p>E anche questa volta devo dire che mi è stato molto utile.</p><p>Come al solito non mi soffermerò sulle caratteristiche tecniche del prodotto, che potete trovare sul sito di <a href="http://it.fujitsu.com/products/mobile/tablet_pcs/stylistic_q550.html">Fujitsu</a>,&#160; ma cercherò di raccontare le mie impressioni.</p><p>Va premesso che questo tablet è uno dei pochi ufficialmente destinato al mercato business. Certo può essere usato da tutti ma certe scelte progettuali possono essere capite e giustificate solo se si pensa in quale contesto deve andare.</p><p>La prima impressione che ho avuto è proprio del tablet “da battaglia”, robusto, più grosso del normale, con caratteristiche “industriali”.</p><p>Non è certo il tablet più sottile di questo mondo, neanche quello con la linea più elegante e nemmeno il più leggero, però lo tieni facilmente in mano, non ti fa preoccupare di romperlo quando lo usi e fa esattamente quello che fai solitamente con il desktop alla scrivania.</p><p>E’ un po’ come essere un medico e scegliere tra un bisturi ed un coltello da tavola. Nel coltello da tavola privilegi l’eleganza e la forma, ma quando pensi al bisturi, vuoi che tagli, che faccia bene il suo lavoro, il resto passa in secondo piano.</p><p>E le caratteristiche del Q550 sono proprio pensate per questo.</p><p>Il sistema operativo è Windows 7 Professional, che vuol dire assoluta integrazione con qualsiasi rete aziendale, senza preoccupazioni di software, autorizzazioni e permessi. <br />Se lo si utilizza in sostituzione di una postazione desktop, non ci sarà bisogno nemmeno di un minuto di formazione. E’ una postazione desktop, “mobile”.</p><p>Batteria sostituibile, perché uno strumento del genere non può essere “fermato” perché deve ricaricarsi. Addirittura, cosa molto intelligente, la batteria ha un pulsante di test per verificarne lo stato di carica, cosi da non doverla installare per accorgersi che ci eravamo scordati di caricarla.</p><p>Lo schermo touch è opaco e questo permette di non far notare le classiche ditate tipiche dei tablet. Certo non sono un problema, ma se stai lavorando non devi sentire il bisogno di uno straccetto perchè lo schermo è tutto segnato. <br />Non pensavo si potessero ridurre cosi le ditate, se non lo avessi visto dal vivo non ci avrei creduto.</p><p>Per aumentare la precisione e probabilmente per sfruttare al meglio il sistema operativo non certo pensato per il mondo touch, Fujitsu utilizza uno schermo capacitivo (10’1 a 1280&#215;800), che permette l’uso delle dita ma funziona al meglio con la penna sensibile alla pressione in dotazione.</p><p>Con questa è possibile scrivere appoggiando la mano sullo schermo durante la scrittura.</p><p>Ci sono poi diversi accessori come il modulo 3G, il lettore di impronte digitali, lo slot per la smart card e la docking station che aumentano le funzionalità del tablet.</p><p>In conclusione la mia impressione è stata buona. Credo che probabilmente non siamo ancora al prodotto business maturo, il microprocessore non è dei più veloci e quindi ci vuole un po’ di pazienza, inoltre il sistema operativo non è pensato per quel mondo.</p><p>Di certo è attualmente un prodotto che in certe nicchie di mercato non ha competitor e questo permetterà a Fujitsu di maturare una certa esperienza e un certo valore da poter poi utilizzare in futuro, quando ad esempio sarà disponibile Windows 8 che sarà un S.O. molto efficiente su prodotti del genere o quando Intel fornirà chip più prestanti.</p><p>Per farvi capire la sensazione che ho avuto quando l’ho visto, guardate questo video.</p><p>Ecco, secondo me, con il tablet di Fujitsu quasi ci siamo <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wlEmoticon-smile11.png" /></p><div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 448px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:6884b993-12bc-4917-b8dc-563d093d5372" class="wlWriterEditableSmartContent"><div><object width="448" height="252"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K0GRb1SramE?hl=en&amp;hd=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/K0GRb1SramE?hl=en&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" width="448" height="252"></embed></object></div></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/10/fujitsu-stylistic-q550-presentazione-a-milano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Campus Microsoft a Redmond &#8211; Considerazioni finali</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-considerazioni-finali.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-considerazioni-finali.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:04:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[insight]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-considerazioni-finali.html</guid> <description><![CDATA[Sono già rientrato in Italia da qualche giorno e volevo pubblicare prima questo post conclusivo, ma poi mi sono reso conto che era opportuno farlo maturare un attimo. Cosi però è diventato più lungo di quanto pensassi. Se vorrete fermarvi prima della fine, sarete scusati. I giorni di questa esperienza sono volati. Le cose viste [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG00465.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="IMAG0046" border="0" alt="IMAG0046" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG0046_thumb1.jpg" width="504" height="301" /></a></p><p>Sono già rientrato in Italia da qualche giorno e volevo pubblicare prima questo post conclusivo, ma poi mi sono reso conto che era opportuno farlo maturare un attimo. Cosi però è diventato più lungo di quanto pensassi. Se vorrete fermarvi prima della fine, sarete scusati. <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wlEmoticon-smile8.png" /></p><p>I giorni di questa esperienza sono volati. Le cose viste e i ragionamenti fatti si sono accumulati ad una velocità impressionante e, nonostante in una settimana abbia fatto aggiunte e correzioni, sono sicuro di aver tralasciato qualcosa.</p><p>Per questo vi consiglio di andare a leggere anche le osservazioni fatte dai miei compagni di viaggio:</p><p>eravamo <a href="http://www.delfinsblog.it"><strong>Guido</strong></a>, <strong><a href="http://gioxx.org/">Gioxx</a></strong>, <strong><a href="http://www.stefanomainardi.com/">Stefano</a></strong>, <strong><a href="http://www.rainbowbreeze.it/">Alfredo</a></strong> e <a href="http://www.geniodelmale.info/"><strong>Lorenzo</strong></a>, evangelist di Microsoft Italia.</p><p>E proprio da loro voglio cominciare, perché se è vero, come è vero, che l’esperienza è stata fantastica, molto è merito anche della loro compagnia. <br />Gli altri gruppi presenti, svedesi, olandesi e spagnoli, erano molto compassati e silenziosi, sia durante le presentazioni sia nelle serate organizzate, mentre noi alternavamo la professionalità della presenza in sala alla vivacità di un gruppo molto affiatato quando si trattava di divertirsi. E ci siamo divertiti. Grazie anche alle tante iniziative programmate da Microsoft anche per le serate, come la sfida a Bowling, la visita al museo del volo della Boeing ecc.</p><p>E il fatto che l’ambiente sia importante hanno dimostrato di averlo capito anche quelli di Microsoft. <br />L’atmosfera che si respira in tutta la zona attorno a Redmond è legata a Microsoft. In pratica non si capisce dove finisce l’azienda e dove invece è città. Dopotutto sono decine di migliaia i dipendenti presenti, molto più degli abitanti di tante città italiane.</p><p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG0033.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="IMAG0033" border="0" alt="IMAG0033" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG0033_thumb.jpg" width="504" height="301" /></a></p><p>Noi eravamo al building 92. Fate un po’ voi.</p><p>Ma non è solo un aspetto logistico, è proprio l’impostazione del lavoro che riflette questo aspetto: un unico grandissimo ambiente di lavoro, in cui la cosa importante è il valore di quello che fai.</p><p>Avendo visitato qualche settimana fa la <a href="http://blog.felter.it/2011/06/innovation-campus-la-nuova-sede-milanese-di-microsoft-italia.html">nuova sede di Microsoft Italia</a> a Peschiera Borromeo, avevo già parlato di questo aspetto, ma a Redmond la cosa è ancora più impressionante, dato che non si parla di uno stabile, per grosso che sia, si parla di una città. <br />Certo, alcuni ruoli richiedono un ufficio più di altri, ma si nota la sensazione di essere sempre al lavoro e nello stesso tempo poterlo non essere mai. Basta vedere la gente che gioca nei campetti (addirittura il beach volley, anche se il clima di Redmond non aiuta).</p><p>Il fatto che si sia nel fulcro di questo gigante informatico, crea inoltre in chi ci lavora un senso di appartenenza come ho trovato in poche altre parti. (Qualcosa tempo fa in IBM e in SIP, molto meno in Telecom Italia ad esempio). L’ho percepito in tutto il personale con cui ho avuto a che fare e che ringrazio veramente.</p><p>Un altro aspetto che gli incontri hanno evidenziato è che Microsoft è una delle poche società che ancora si può permettere di fare ricerca e sperimentazione a lungo termine, senza ricercarne il ritorno economico sicuro.</p><p>Abbiamo visto quello che per Microsoft potrebbe essere il futuro tra 10 anni. Questo non significa che sicuramente lo sarà, ma sapere che tutto quanto è stato mostrato è “realistico”, perché ogni cosa è in sperimentazione ha comunque un effetto devastante. <br />5 anni fa in quei locali era esposta la Kinect. Ora la si usa per giocare. A pensarci mette i brividi.</p><p>In conclusione credo che questo insight di Microsoft presso la sede di Redmond sia un’esperienza veramente interessante, che permette di assorbire molti aspetti di una azienda che per altre vie arriverebbero molto meno. Vivere direttamente certe cose è impagabile. Per questo ringrazio Marco Agnoli di Microsoft Italia e il suo team di evangelist per l’opportunità che mi è stata offerta.</p><p>Colgo l’occasione, parlando di vivere di persona certe situazioni, per fare un grosso in bocca al lupo a luca Conti che, in questo momento, è in Afghanistan con la Nato come “<a href="http://www.pandemia.info/2011/06/20/blogger-embedded-in-afghanistan.html">blogger embedded</a>”. Certo la sua situazione è un po’ più complicata di quello che è stata la mia, ma ora più che mai capisco il valore di certe iniziative.</p><p>Ovviamente se avete qualche curiosità chiedete pure, dove non arriva l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_non_divulgazione">NDA</a> rispondo <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wlEmoticon-smile8.png" /></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-considerazioni-finali.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Campus Microsoft a Redmond &#8211; terzo giorno</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-terzo-giorno.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-terzo-giorno.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Jun 2011 07:22:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category> <category><![CDATA[msinsight]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-terzo-giorno.html</guid> <description><![CDATA[Ultima giornata al campus Microsoft, ma non per questo meno intensa. In mattinata la parte del leone l’ha fatta la presentazione riguardante lo studio e la creazione del design innovativo di Windows Phone 7. L’interfaccia Metro di Windows Phone 7 nasce da 8 mesi di studi prendendo l’ispirazione proprio dalle segnaletiche delle metropolitane. Icone semplici [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG0029.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="IMAG0029" border="0" alt="IMAG0029" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/IMAG0029_thumb.jpg" width="504" height="301" /></a></p><p>Ultima giornata al campus Microsoft, ma non per questo meno intensa.</p><p>In mattinata la parte del leone l’ha fatta la presentazione riguardante lo studio e la creazione del design innovativo di Windows Phone 7.</p><p>L’interfaccia Metro di Windows Phone 7 nasce da 8 mesi di studi prendendo l’ispirazione proprio dalle segnaletiche delle metropolitane. Icone semplici e chiare, tipografia grande e leggibile, collegamenti incrociati tra le pagine.</p><p>Il fatto che Windows 8 seguirà, adattandola alle esigenze di un Sistema Operativo per Pc, le stesse linee guida mi attira tantissimo.</p><p>Peccato che avere informazioni su Windows 8 in Microsoft ora sia come voler conoscere i numeri estratti per il prossimo superenalotto. Hanno tutti le bocce cucite.</p><p>Il pomeriggio si è invece concluso con un racconto complessivo della storia Microsoft, delle particolarità che vengono cercate, scoperte e cercate e di come Microsoft sia ancora una delle poche società che si possa permettere di fare ricerca e sostenere iniziative senza obiettivi a breve termine.</p><p>Sono stati tre giorni intensi, ormai mancano meno di 24 ore al rientro.</p><p>Vi aspetta un ultimo post conclusivo e poi potrete tirare un sospiro di sollievo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-terzo-giorno.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Campus Microsoft a Redmond &#8211; secondo giorno</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-secondo-giorno.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-secondo-giorno.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Jun 2011 19:05:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category> <category><![CDATA[msinsight]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-secondo-giorno.html</guid> <description><![CDATA[Altra giornata al campus Microsoft di Redmond. Abbiamo seguito, in diretta da ch9live, all&#8217;annuncio del lancio dell&#8217;SDK di kinect per pc da parte di Jeff Sandquist che, essendo in un palazzo poco distante dal nostro, é poi passato a trovarci e abbiamo potuto parlarne un po&#8217; con lui direttamente. Abbiamo poi seguito le presentazioni riguardanti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wpid-IMAG0019.jpg" /></p><p>Altra giornata al campus Microsoft di Redmond.</p><p>Abbiamo seguito, in diretta da ch9live, all&#8217;annuncio del lancio dell&#8217;SDK di kinect per pc da parte di Jeff Sandquist che, essendo in un palazzo poco distante dal nostro, é poi passato a trovarci e abbiamo potuto parlarne un po&#8217; con lui direttamente.</p><p>Abbiamo poi seguito le presentazioni riguardanti le attività opensource di Microsoft e l&#8217;attività di implementazione di HTML5.</p><p>Tutte giornate molto interessanti e piene.</p><p>Questa si é conclusa con la visita al museo del volo della Boeing.</p><p>Operato della serata non é in agenda e Lo racconterò più avanti.  <img src='http://blog.felter.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-secondo-giorno.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Campus Microsoft a Redmond &#8211; primo giorno</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-primo-giorno.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-primo-giorno.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:06:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category> <category><![CDATA[msinsight]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-primo-giorno.html</guid> <description><![CDATA[Rieccomi, anche se ora è mattina del secondo giorno. La prima giornata al campus è stata dedicata alla registrazione e ai primi incontri Su cloud, sicurezza e vision sul futuro, ma soprattutto alla visita dell&#8217;area Microsoft dedicata a ciò che loro credono sarà &#8220;attuale&#8221; tra 5, 10 anni.  Vi basti sapere che abbiamo firmato un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wpid-IMAG0021.jpg" /></p><p>Rieccomi, anche se ora è mattina del secondo giorno.<br /> La prima giornata al campus è stata dedicata alla registrazione e ai primi incontri Su cloud, sicurezza e vision sul futuro, ma soprattutto alla visita dell&#8217;area Microsoft dedicata a ciò che loro credono sarà &#8220;attuale&#8221; tra 5, 10 anni.  Vi basti sapere che abbiamo firmato un nda. <img src='http://blog.felter.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  </p><p>La serata è stata invece dedicata ad incontri internazionali di bowling, con risultati sorprendenti.</p><p>  <a href="http://t.co/GMoTtul">http://t.co/GMoTtul</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-primo-giorno.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Campus Microsoft a Redmond. Arrivati</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-arrivati.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-arrivati.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Jun 2011 02:58:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category> <category><![CDATA[msinsight]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-arrivati.html</guid> <description><![CDATA[Grazie a Microsoft Italia nei prossimi giorni sono a Redmond presso il Campus Microsoft, insieme ad altri italiani e non, per una serie di incontri. Ci verranno presentati i vari team presenti e le iniziative in corso. Sono appena arrivato in hotel dopo una giornata in aereo e mi aspettano giorni intensi per cui me [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wpid-IMAG0009.jpg" /></p><p>Grazie a Microsoft Italia nei prossimi giorni sono a Redmond presso il Campus Microsoft, insieme ad altri italiani e non, per una serie di incontri.</p><p>Ci verranno presentati i vari team presenti e le iniziative in corso.</p><p>Sono appena arrivato in hotel dopo una giornata in aereo e mi aspettano giorni intensi per cui me ne vado a riposare.</p><p>Ma tranquili che vi terrò aggiornati.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/campus-microsoft-a-redmond-arrivati.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Innovation Campus la nuova sede milanese di Microsoft Italia</title><link>http://blog.felter.it/2011/06/innovation-campus-la-nuova-sede-milanese-di-microsoft-italia.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/06/innovation-campus-la-nuova-sede-milanese-di-microsoft-italia.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Jun 2011 07:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/06/innovation-campus-la-nuova-sede-milanese-di-microsoft-italia.html</guid> <description><![CDATA[Ci sono momenti in cui ti rendi conto che qualcosa sta cambiando, ne hai la chiara percezione, anche se non sei in grado di valutare bene cosa questo comporterà. Questa è la sensazione che ho avuto io alla presentazione della nuova sede milanese di Microsoft Italia, in via Lombardia 2/A a Peschiera Borromeo (MI) a [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono momenti in cui ti rendi conto che qualcosa sta cambiando, ne hai la chiara percezione, anche se non sei in grado di valutare bene cosa questo comporterà.</p><p>Questa è la sensazione che ho avuto io alla presentazione della nuova sede milanese di <strong>Microsoft Italia, in via Lombardia 2/A a Peschiera Borromeo (MI)</strong> a qualche chilometro dalla vecchia sede di Segrate.</p><p align="center"><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/Filippo-Romano-010.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="Innovation Campus esterno" border="0" alt="Innovation Campus esterno" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/Filippo-Romano-010_thumb.jpg" width="504" height="337" /></a>foto ©Filippo Romano</p><p>ma non tanto per l’imponenza della struttura nel suo complesso (sembra che in totale il valore dell’opera si aggiri sui 150 milioni di Euro) quanto per “l’aria di rivoluzione” del modo di lavorare che si respira in ogni angolo.</p><p>Il fatto che venga chiamato <strong>Campus</strong>, fa intuire che più che una struttura dove <strong>lavorare</strong> è pensata per essere una struttura da <strong>vivere</strong>.</p><p>Nei locali si è completamente perduto il concetto di ufficio, sostituito dalla più generica “area di lavoro”.</p><p>Tutto lo stabile è una unica grande <strong>area di lavoro</strong>, completamente coperta da wifi da cui si può raggiungere la cloud di servizi di Microsoft, suddivisa in ambienti caratterizzati da particolari predisposizioni e in cui è il lavoratore a decidere quale è la condizione più adatta all’attività del momento.</p><p align="center"><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/Filippo-Romano-int-0081.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="Innovation Campus interno" border="0" alt="Innovation Campus interno" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/Filippo-Romano-int-008_thumb.jpg" width="504" height="337" /></a>foto ©Filippo Romano</p><p>A questo si unisce la volontà di abbandonare il più possibile la presenza di carta e documenti accumulati al lavoro. E’ infatti ridotta al minimo la presenza di armadi, archivi et similia.</p><p>Microsoft con il passaggio in questa sede vuole spingere ad un nuovo livello il concetto di flessibilità e responsabilizzazione del lavoratore.</p><p>Il dipendente sarà libero di organizzarsi come meglio crede, concordando con il proprio responsabile modalità e tempistica necessaria a raggiungere i propri obiettivi, che sia presenza in sede o lavoro da casa, collaborazione tra colleghi o lavoro singolo, dove e come lo ritenga più opportuno.</p><p>E’ una cosa che Microsoft gestiva già nella vecchia sede, ma la nuova logistica dovrebbe fornire una scelta più ampia di possibilità tra cui scegliere.</p><p>Non sarà certo facile adattarsi a questo tipo di cambiamento e sono proprio curioso di vedere nei prossimi mesi (si dovrebbero spostare in luglio) come evolverà la situazione.</p><p>Mi è stato detto che al Campus Microsoft di Redmond tutto questo è una realtà da diverso tempo e che, per chi c’è stato, tornare poi ai vecchi uffici italiani è sempre stato difficile.</p><p>Ora potrebbe non essere più cosi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/06/innovation-campus-la-nuova-sede-milanese-di-microsoft-italia.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>[Prova] ROBOCOM di Hoover &#8211; il nuovo animale &#8230; domestico</title><link>http://blog.felter.it/2011/01/prova-robocom-di-hoover-il-nuovo-animale-domestico.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2011/01/prova-robocom-di-hoover-il-nuovo-animale-domestico.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Jan 2011 18:16:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[hardware]]></category> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2011/01/prova-robocom-di-hoover-il-nuovo-animale-domestico.html</guid> <description><![CDATA[Grazie alla disponibilità di Hoover ho avuto la possibilità di provare il loro nuovo modello di robot aspirapolvere: Robo.com. Il primo impatto è stato positivo. Dimensioni generose e peso discreto non lo fanno assolutamente sembrare un giocattolo anche se, per un appassionato di tecnologia, presto potrebbe diventarlo sul serio . Bisogna avere però un po&#8217; [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla disponibilità di Hoover ho avuto la possibilità di provare il loro nuovo modello di robot aspirapolvere:<strong> </strong><a href="http://www.robocom.it/"><strong>Robo.com</strong></a>.</p><p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/robocom_box.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="robocom_box" border="0" alt="robocom_box" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/robocom_box_thumb.jpg" width="354" height="266" /></a></p><p>Il primo impatto è stato positivo. <br />Dimensioni generose e peso discreto non lo fanno assolutamente sembrare un giocattolo anche se, per un appassionato di tecnologia, presto potrebbe diventarlo sul serio <img src='http://blog.felter.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p><p>Bisogna avere però un po&#8217; di pazienza, va preso e messo sotto carica, nella sua base, per almeno 12 ore prima di usarlo. <br />Quando finalmente lo si può far partire, si ha la prima sorpresa: parla. <br />Inizia a girare per casa, esaminando cosa trova da pulire e si regola di conseguenza, dicendoti se trova sporco o se ha problemi.</p><p>Una delle cose che ho faticato a comprendere è con quale criterio lui girasse gli spazi. <br />Non ha un percorso standard che garantisce il passaggio di tutta la superficie a disposizione, usa un criterio meno banale ma forse più corretto: va dove trova sporco. <br />Parte facendo degli spostamenti a raggiera e poi, a seconda di dove trova più o meno &quot;lavoro&quot;, decide in quale direzione andare. <br />Inizialmente sembra tralasciare alcune zone per altre ma, se gli si lascia un po&#8217; di tempo, scopri che va dove effettivamente serve. E con l&#8217;autonomia di un&#8217;ora circa, fa veramente molta strada.</p><p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/robocom.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="robocom" border="0" alt="robocom" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/robocom_thumb.jpg" width="354" height="266" /></a>&#160; <br />Le spazzole presenti sotto e sui lati di Robocom fanno egregiamente il loro dovere, per cui la pulizia è fatta bene. Chi pulisce solitamente la casa si dovrà dedicare solo alle zone dove Robocom non arriva, tipo dietro alle porte o negli spazi troppo stretti perché ci possa passare.</p><p>Il problema principale di un prodotto del genere è proprio la convivenza con il &quot;vecchio incaricato delle pulizie&quot;. <br />E&#8217; infatti uno strumento che, entro certi limiti, sostituisce l&#8217;attività fatta da altri e quindi deve essere in qualche modo, &quot;accettato&quot;.</p><p>&#160; <br />Per questo nel titolo parlo di animale&#8230;domestico, perché fa certamente il lavoro di un domestico ma, per essere utilizzato al meglio, deve diventare qualcosa di cui fidarsi. Se questo succede si trasforma in qualcosa di più di un semplice elettrodomestico. Diventa quasi di compagnia <img src='http://blog.felter.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />Non per niente ogni tanto sento qualcuno che gli parla, preoccupandosi se va dove ci sono fili o in posti dove poi fa fatica a muoversi.</p><p>In conclusione posso dire di essere rimasto soddisfatto del prodotto, con forse l&#8217;unica osservazione da fare nei confronti della base di ricarica, che tende a scivolare sul pavimento liscio e ha il filo di alimentazione posizionato troppo basso sul retro, rimanendo d&#8217;ostacolo al posizionamento della stessa contro il muro o contro un battiscopa. Probabilmente bastava farlo uscire dalla parte superiore per risolvere il tutto.</p><p><em>[DISCLAIMER] Questo prodotto mi è stato spedito in prova da </em><a href="http://www.hoover.it/index.html"><strong>Hoover</strong></a><em> e rimarrà in mio possesso.&#160; </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2011/01/prova-robocom-di-hoover-il-nuovo-animale-domestico.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>HTC DESIRE &#8211; la soddisfazione di una prova</title><link>http://blog.felter.it/2010/11/htc-desire-la-soddisfazione-di-una-prova.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2010/11/htc-desire-la-soddisfazione-di-una-prova.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Nov 2010 09:18:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[hardware]]></category> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[telefonia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2010/11/htc-desire-la-soddisfazione-di-una-prova.html</guid> <description><![CDATA[Qualche mese fa discutevo in rete sul fatto che acquistare uno smartphone del valore di 500-600 Euro e oltre sia spesso un salto nel vuoto, in quanto è quasi impossibile trovare un negozio che sia disposto a farti esaminare i modelli che ti interessano, facendoteli accendere, provare e confrontare. A seguito di quella discussione sono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/desire1.jpg"><img style="background-image: none; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px; border-width: 0px;" title="desire1" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/desire1_thumb.jpg" border="0" alt="desire1" width="244" height="184" /></a></p><p>Qualche mese fa discutevo <a href="http://friendfeed.com/3italia/e0282f29/le-mele-fresche-saranno-disponibili-dal-30">in rete</a> sul fatto che acquistare uno smartphone del valore di 500-600 Euro e oltre sia spesso un salto nel vuoto, in quanto è quasi impossibile trovare un negozio che sia disposto a farti esaminare i modelli che ti interessano, facendoteli accendere, provare e confrontare.</p><p>A seguito di quella discussione sono stato contattato da <a href="http://friendfeed.com/euronicsitalia">Euronics Italia</a> che si è resa disponibile, tramite i propri contatti in HTC, ad organizzare una prova del <strong>HTC Desire</strong>.</p><p>Un paio di mesi fa l’ho ricevuto, in una confezione bulk, pronto per essere messo alla prova.</p><p>Ho potuto quindi provarlo per un notevole periodo di tempo e questo mi ha permesso di non dover “cercare” cosa fare, ma di lasciare che le mie necessità venissero al pettine.</p><h3>Primo impatto</h3><p>Entusiasmante.<br /> Questo Desire ha avuto la fortuna che nessun altro smartphone del genere potrà avere con me: E’ stato il primo.</p><p>E quando tu passi da un normale cellulare, pur con tutte le possibilità di navigare ecc. come è un INQ1 a uno smartphone del genere, non puoi che entusiasmarti.</p><p>Questo però non vuol dire che sarebbe bastato un qualsiasi smartphone a farmi quell’effetto. Il Desire ci ha messo del suo. Lo scrolling dello schermo è fluido, il touch screen sensibile e i colori molto vivi e luminosi.</p><p>Di certo è stato d’aiuto anche il fatto che io faccia un uso massiccio dei servizi di mamma Google, perchè ho acceso il Desire, mi sono fatto riconoscere con il mio account di Google e il cellulare mi ha messo a disposizione tutto, come se mi conoscesse da anni.</p><h3>Uso quotidiano</h3><p>Per tutto il periodo di prova il cellulare è stato acceso la mattina e spento la sera. Non sono state effettuate operazioni di ottimizzazione o altro che non fosse l’installazione e l’aggiornamento delle applicazioni installate o necessarie a qualche attività.</p><p>Ho iniziato con i vari social network, principalmente Facebook, Twitter e Friendfeed che in pratica sono già presenti. Per Friendfeed ho deciso di utilizzarlo via web e l’ho trovato più che sufficiente per l’utilizzo che ne ho fatto in mobilità.</p><p>L’unica limitazione che ho avuto è stata la mancanza di una microSD, non presente nella confezione di prova (ma in dotazione con l’acquisto) che mi ha impedito di fare foto e video.</p><p>Durante il periodo di prova ho sentito la necessità di mettere sullo smartphone alcuni strumenti. Nel market Android ho praticamente sempre trovato quello che mi serviva, e che faceva egregiamente quello che cercavo. E nessuna delle applicazioni di cui ho sentito la necessità era a pagamento.</p><p>Cosi, nel tempo ho installato Skype, Foursquare, I-nigma per la lettura del QR-Code, un analizzatore per le reti wifi, che sono andati ad integrare i software già presenti, ad esempio per leggere le mail, il calendario e le mappe di Google, per vedere i video (ANCHE IN FLASH), per fare thetering ecc. oltre a qualche giochino. Non potevo non scaricare Angry Birds, dato che era disponibile gratuitamente nel market.</p><p>Durante l’uso ho apprezzato molto i tre/quattro tasti fisici posti in basso. Evitano la possibilità di essere attivati per sbaglio sfiorandoli, mentre la track pad ottica è comodissima quando stai scrivendo qualcosa e devi far scorrere il cursore tra le lettere per effettuare le correzioni. Posizionare il cursore con il touch è molto più complicato.</p><p>Addirittura mi sono trovato, causa l’esigenza di una società con cui collaboro, a installare una applicazione per utilizzare il VOIP sotto centralino Asterisk. Ho trovato 3CXphone, gratuita e in 2 minuti il Desire era funzionante.</p><p>Peccato che l’operatore telefonico 3 non abbia previsto il Desire tra i telefoni disponibili nelle offerte Business.  Questa azienda ne avrebbe preso almeno una decina. <img class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" style="border-style: none;" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wlEmoticon-smile.png" alt="Sorriso" /></p><p>Posso tranquillamente affermare che il Desire ha soddisfatto alla grande tutte le necessità che ho incontrato in due mesi.</p><h3>Difetti</h3><p>Eh si, ci sono anche quelli.</p><p>Uno su tutti la <strong>durata della batteria</strong>. Come dicevo, volutamente non ho installato programmi di ottimizzazione del consumo proprio per vedere cosa faceva, di suo, il Desire.</p><p>Beh, il consumo della batteria è notevole, specialmente se, come è nella mia zona, capita spesso di perdere il segnale del proprio operatore (nel mio caso 3).</p><p>Dopo alcune ricerche, ho trovato che è possibile <strong>guardare le statistiche del proprio Desire</strong>, tra cui anche quali applicazioni consumano più batteria ecc. componendo il numero</p><p><strong> </strong></p><p><strong>*#*#4636#*#* </strong></p><p>Certo, alcune applicazioni consumano parecchio e si può anche considerare di spegnerle, ma non ho trovato un colpevole preciso, per cui è proprio l’uso in sé.</p><p>L’altro difetto, di cui mi sono reso conto con il passare del tempo ed il crescere delle applicazioni, è <strong>la carenza di spazio di memoria interna</strong>.</p><p>Il fatto che ci siano solo 576MB, per un S.O come Android che richiedeva, almeno sino alla versione Froyo, di installare gli applicativi nella memoria interna, è una scelta che porta velocemente ad avere problemi di memoria disponibile.</p><p>Con Froyo gli applicativi hanno iniziato a poter essere installati, almeno in parte, nella microSD per cui forse il problema non sarà più cosi grave come l’ho sentito io (<a href="http://www.markingegno.biz/blog/2010/10/15/android-spostare-le-applicazioni-su-memoria-esterna-si-puo/">Markingegno</a> suggerisce un sistema per spostare le applicazioni sulla microSD, mai io non ho la microSD per provare a spostarci qualcosa).</p><p>C’è poi il problema che lo <strong>schermo</strong> diventa abbastanza <strong>illeggibile</strong> quando sei all’aperto, <strong>sotto il sole</strong>.  Non so se è una condizione legata alla scelta del vetro di questo modello o se è comune agli smartphone, però a volte può essere un fastidio.</p><p>Ultimo difettino, perchè proprio un difetto non è, è che non c’è la <strong>possibilità di sapere se il telefono è spento o è in stand-by</strong>, senza premere il tasto di accensione.</p><p>Solo che se io voglio sapere se è in stand-by per spegnerlo, quando invece è già spento, finisco per accenderlo. <img class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" style="border-style: none;" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/wlEmoticon-smile.png" alt="Sorriso" /></p><p>Bastava poter riattivare lo schermo anche con un altro tasto e tutto si risolveva.</p><h3>Conclusioni</h3><p>C’è poco da dire: lo comprerei e, probabilmente, lo comprerò.</p><p>Per un utilizzatore di servizi Google, il Desire è l’ideale complemento mobile, con una grande libertà di personalizzazione e un’ottima estetica (mi è piaciuto molto l’effetto similgommoso del retro).</p><p>Non è troppo grosso per diventare ingombrante ma ha lo schermo abbastanza ampio da non avere problemi in qualunque condizione di navigazione, ci puoi fare girare Skype, eventualmente persino il Voip e vedi le animazioni e i filmati in flash.</p><p>A voler fare i pignoli ci avrei messo anche una webcam frontale, che le videochiamate con skype potrebbero essere un plus non da poco.</p><p>Sono molto contento di averlo provato, anche perché ho avuto la dimostrazione che le mie osservazioni iniziali sulla necessità di testare un prodotto sono assolutamente vere.</p><p>Certe cose le scopri solo usando il terminale, come ad esempio il fatto che i tasti fisici sotto non siano un problema come invece ho riscontrato essere quelli a sfioramento nell’uso occasionale di un Wildfire e di un Samsung Galaxy S durante lo SMAU di Milano.</p><p>E’ sicuramente un problema mio, della mia impostazione nell’utilizzarlo, ma mi sarebbe scocciato non poco trovarmi con uno smartphone che mi fa bestemmiare perché continuo a toccare i tasti sbagliati, dopo che l’ho comprato da un giorno.</p><p>Ora il Desire rientra alla HTC, che è stata veramente molto disponibile e a cui va il mio grazie, come grazie va detto a chi sta dietro all’account di <a href="http://friendfeed.com/euronicsitalia">Euronics Italia</a> anche se, per “colpa loro” mi troverò ben presto ad andare in crisi di astinenza.</p><p>Mi salvo ancora per qualche giorno avendo nel frattempo, grazie a <a href="http://www.napolux.com/">Napolux</a> e ad una iniziativa di <a href="http://www.facebook.com/WindowsPhoneItalia">Microsoft</a> e <a href="http://hagakure.it/">Hagakure</a>, a disposizione un LG E900 con Windows phone 7 (di cui però parlerò in un prossimo post), ma è solo questione di tempo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2010/11/htc-desire-la-soddisfazione-di-una-prova.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>3 anni su twitter &#8211; il tempo vola quando ci si diverte.</title><link>http://blog.felter.it/2010/06/3-anni-su-twitter-il-tempo-vola-quando-ci-si-diverte.html</link> <comments>http://blog.felter.it/2010/06/3-anni-su-twitter-il-tempo-vola-quando-ci-si-diverte.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Jun 2010 10:00:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Felter</dc:creator> <category><![CDATA[internet]]></category> <category><![CDATA[personale]]></category> <category><![CDATA[servizi]]></category> <category><![CDATA[tecnologia]]></category> <category><![CDATA[LinkedIn]]></category><guid isPermaLink="false">http://blog.felter.it/2010/06/3-anni-su-twitter-il-tempo-vola-quando-ci-si-diverte.html</guid> <description><![CDATA[Un breve messaggio di it_twop_1000&#160;mi ricorda che oggi sono tre anni che ho creato il mio account su Twitter. Per chi non conoscesse twitter ( veramente non lo conosci? ) ne ho già parlato quando sono arrivato a scrivere il 5000° tweet. Lì ci troverete una descrizione più dettagliata. Voglio aggiungere solo una considerazione: Quando [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/twitter_logo.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="twitter_logo" border="0" alt="twitter_logo" src="http://blog.felter.it/wp-content/uploads/twitter_logo_thumb.png" width="224" height="55" /></a></p><p>Un breve <a href="http://twitter.com/it_twop_1000/status/15234521030">messaggio</a> di <a href="http://twitter.com/it_twop_1000"><strong>it_twop_1000</strong></a><strong>&#160;</strong>mi ricorda che oggi sono tre anni che ho creato il mio <a href="http://twitter.com/Felter">account</a> su Twitter.</p><p>Per chi non conoscesse <a href="http://www.twitter.com">twitter</a> ( veramente non lo conosci? ) ne ho già parlato quando sono arrivato a scrivere il <a href="http://blog.felter.it/2009/02/twitter-io-le-persone-e-le-aziende.html">5000° tweet</a>. Lì ci troverete una descrizione più dettagliata.</p><p>Voglio aggiungere solo una considerazione:</p><p>Quando ho creato il mio account su twitter non pensavo minimamente di attivare un servizio con tutte le potenzialità che poi ha dimostrato di avere.</p><p>Era una sperimentazione, come ne ho fatte tante e come ne sto ancora facendo.</p><p>Solo che ci sono cose che poi vengono accantonate e ci sono cose che ti rimangono addosso senza che tu te ne renda conto.</p><p>Negli anni il mio modo di usarlo è cambiato, si sono ridotti i tweet anche a causa di altri servizi come <a href="http://friendfeed.com/felter">Friendfeed</a> (no, Facebook invece, anche se attivato poco tempo dopo twitter, non ha cambiato molto il mio modo di usare Twitter), però Twitter è rimasto un canale importante tra i vari social network che utilizzo.</p><p>Basta dire che seguo 752 persone e 986 hanno, bontà loro, deciso di seguirmi, per capire cosa intendo.</p><p>Se poi penso che l’esperienza che ho fatto usando questo tipo di canali, mi ha portato a farne un lavoro, che mi piace e che mi permette di essere utile, non posso che dire:</p><blockquote><p align="center"><strong>Grazie Twitter</strong></p></blockquote><p align="left"><strong><font color="#555555"></font></strong></p><p align="left"><font color="#555555">Se anche voi avete un account twitter ma non vi ricordate quando l’avete creato, potete usare il servizio <a href="http://www.whendidyoujointwitter.com/"><strong>http://www.whendidyoujointwitter.com/</strong></a> e avrete la risposta.</font></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://blog.felter.it/2010/06/3-anni-su-twitter-il-tempo-vola-quando-ci-si-diverte.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
