Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Giovedi sera, grazie all’invito di Simone Guzzardi consultant Digital PR di Barabino & Partners, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del tablet Stylistic Q550 di Fujitsu.

Sono da sempre un acceso sostenitore della necessità di provare dal vivo i prodotti, in quanto solo cosi è possibile capire quali sono le loro reali caratteristiche e peculiarità.

E anche questa volta devo dire che mi è stato molto utile.

Come al solito non mi soffermerò sulle caratteristiche tecniche del prodotto, che potete trovare sul sito di Fujitsu,  ma cercherò di raccontare le mie impressioni.

Va premesso che questo tablet è uno dei pochi ufficialmente destinato al mercato business. Certo può essere usato da tutti ma certe scelte progettuali possono essere capite e giustificate solo se si pensa in quale contesto deve andare.

La prima impressione che ho avuto è proprio del tablet “da battaglia”, robusto, più grosso del normale, con caratteristiche “industriali”.

Non è certo il tablet più sottile di questo mondo, neanche quello con la linea più elegante e nemmeno il più leggero, però lo tieni facilmente in mano, non ti fa preoccupare di romperlo quando lo usi e fa esattamente quello che fai solitamente con il desktop alla scrivania.

E’ un po’ come essere un medico e scegliere tra un bisturi ed un coltello da tavola. Nel coltello da tavola privilegi l’eleganza e la forma, ma quando pensi al bisturi, vuoi che tagli, che faccia bene il suo lavoro, il resto passa in secondo piano.

E le caratteristiche del Q550 sono proprio pensate per questo.

Il sistema operativo è Windows 7 Professional, che vuol dire assoluta integrazione con qualsiasi rete aziendale, senza preoccupazioni di software, autorizzazioni e permessi.
Se lo si utilizza in sostituzione di una postazione desktop, non ci sarà bisogno nemmeno di un minuto di formazione. E’ una postazione desktop, “mobile”.

Batteria sostituibile, perché uno strumento del genere non può essere “fermato” perché deve ricaricarsi. Addirittura, cosa molto intelligente, la batteria ha un pulsante di test per verificarne lo stato di carica, cosi da non doverla installare per accorgersi che ci eravamo scordati di caricarla.

Lo schermo touch è opaco e questo permette di non far notare le classiche ditate tipiche dei tablet. Certo non sono un problema, ma se stai lavorando non devi sentire il bisogno di uno straccetto perchè lo schermo è tutto segnato.
Non pensavo si potessero ridurre cosi le ditate, se non lo avessi visto dal vivo non ci avrei creduto.

Per aumentare la precisione e probabilmente per sfruttare al meglio il sistema operativo non certo pensato per il mondo touch, Fujitsu utilizza uno schermo capacitivo (10’1 a 1280×800), che permette l’uso delle dita ma funziona al meglio con la penna sensibile alla pressione in dotazione.

Con questa è possibile scrivere appoggiando la mano sullo schermo durante la scrittura.

Ci sono poi diversi accessori come il modulo 3G, il lettore di impronte digitali, lo slot per la smart card e la docking station che aumentano le funzionalità del tablet.

In conclusione la mia impressione è stata buona. Credo che probabilmente non siamo ancora al prodotto business maturo, il microprocessore non è dei più veloci e quindi ci vuole un po’ di pazienza, inoltre il sistema operativo non è pensato per quel mondo.

Di certo è attualmente un prodotto che in certe nicchie di mercato non ha competitor e questo permetterà a Fujitsu di maturare una certa esperienza e un certo valore da poter poi utilizzare in futuro, quando ad esempio sarà disponibile Windows 8 che sarà un S.O. molto efficiente su prodotti del genere o quando Intel fornirà chip più prestanti.

Per farvi capire la sensazione che ho avuto quando l’ho visto, guardate questo video.

Ecco, secondo me, con il tablet di Fujitsu quasi ci siamo Sorriso

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Sono già rientrato in Italia da qualche giorno e volevo pubblicare prima questo post conclusivo, ma poi mi sono reso conto che era opportuno farlo maturare un attimo. Cosi però è diventato più lungo di quanto pensassi. Se vorrete fermarvi prima della fine, sarete scusati. Sorriso

I giorni di questa esperienza sono volati. Le cose viste e i ragionamenti fatti si sono accumulati ad una velocità impressionante e, nonostante in una settimana abbia fatto aggiunte e correzioni, sono sicuro di aver tralasciato qualcosa.

Per questo vi consiglio di andare a leggere anche le osservazioni fatte dai miei compagni di viaggio:

eravamo Guido, Gioxx, Stefano, Alfredo e Lorenzo, evangelist di Microsoft Italia.

E proprio da loro voglio cominciare, perché se è vero, come è vero, che l’esperienza è stata fantastica, molto è merito anche della loro compagnia.
Gli altri gruppi presenti, svedesi, olandesi e spagnoli, erano molto compassati e silenziosi, sia durante le presentazioni sia nelle serate organizzate, mentre noi alternavamo la professionalità della presenza in sala alla vivacità di un gruppo molto affiatato quando si trattava di divertirsi. E ci siamo divertiti. Grazie anche alle tante iniziative programmate da Microsoft anche per le serate, come la sfida a Bowling, la visita al museo del volo della Boeing ecc.

E il fatto che l’ambiente sia importante hanno dimostrato di averlo capito anche quelli di Microsoft.
L’atmosfera che si respira in tutta la zona attorno a Redmond è legata a Microsoft. In pratica non si capisce dove finisce l’azienda e dove invece è città. Dopotutto sono decine di migliaia i dipendenti presenti, molto più degli abitanti di tante città italiane.

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Noi eravamo al building 92. Fate un po’ voi.

Ma non è solo un aspetto logistico, è proprio l’impostazione del lavoro che riflette questo aspetto: un unico grandissimo ambiente di lavoro, in cui la cosa importante è il valore di quello che fai.

Avendo visitato qualche settimana fa la nuova sede di Microsoft Italia a Peschiera Borromeo, avevo già parlato di questo aspetto, ma a Redmond la cosa è ancora più impressionante, dato che non si parla di uno stabile, per grosso che sia, si parla di una città.
Certo, alcuni ruoli richiedono un ufficio più di altri, ma si nota la sensazione di essere sempre al lavoro e nello stesso tempo poterlo non essere mai. Basta vedere la gente che gioca nei campetti (addirittura il beach volley, anche se il clima di Redmond non aiuta).

Il fatto che si sia nel fulcro di questo gigante informatico, crea inoltre in chi ci lavora un senso di appartenenza come ho trovato in poche altre parti. (Qualcosa tempo fa in IBM e in SIP, molto meno in Telecom Italia ad esempio). L’ho percepito in tutto il personale con cui ho avuto a che fare e che ringrazio veramente.

Un altro aspetto che gli incontri hanno evidenziato è che Microsoft è una delle poche società che ancora si può permettere di fare ricerca e sperimentazione a lungo termine, senza ricercarne il ritorno economico sicuro.

Abbiamo visto quello che per Microsoft potrebbe essere il futuro tra 10 anni. Questo non significa che sicuramente lo sarà, ma sapere che tutto quanto è stato mostrato è “realistico”, perché ogni cosa è in sperimentazione ha comunque un effetto devastante.
5 anni fa in quei locali era esposta la Kinect. Ora la si usa per giocare. A pensarci mette i brividi.

In conclusione credo che questo insight di Microsoft presso la sede di Redmond sia un’esperienza veramente interessante, che permette di assorbire molti aspetti di una azienda che per altre vie arriverebbero molto meno. Vivere direttamente certe cose è impagabile. Per questo ringrazio Marco Agnoli di Microsoft Italia e il suo team di evangelist per l’opportunità che mi è stata offerta.

Colgo l’occasione, parlando di vivere di persona certe situazioni, per fare un grosso in bocca al lupo a luca Conti che, in questo momento, è in Afghanistan con la Nato come “blogger embedded”. Certo la sua situazione è un po’ più complicata di quello che è stata la mia, ma ora più che mai capisco il valore di certe iniziative.

Ovviamente se avete qualche curiosità chiedete pure, dove non arriva l’NDA rispondo Sorriso

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Ultima giornata al campus Microsoft, ma non per questo meno intensa.

In mattinata la parte del leone l’ha fatta la presentazione riguardante lo studio e la creazione del design innovativo di Windows Phone 7.

L’interfaccia Metro di Windows Phone 7 nasce da 8 mesi di studi prendendo l’ispirazione proprio dalle segnaletiche delle metropolitane. Icone semplici e chiare, tipografia grande e leggibile, collegamenti incrociati tra le pagine.

Il fatto che Windows 8 seguirà, adattandola alle esigenze di un Sistema Operativo per Pc, le stesse linee guida mi attira tantissimo.

Peccato che avere informazioni su Windows 8 in Microsoft ora sia come voler conoscere i numeri estratti per il prossimo superenalotto. Hanno tutti le bocce cucite.

Il pomeriggio si è invece concluso con un racconto complessivo della storia Microsoft, delle particolarità che vengono cercate, scoperte e cercate e di come Microsoft sia ancora una delle poche società che si possa permettere di fare ricerca e sostenere iniziative senza obiettivi a breve termine.

Sono stati tre giorni intensi, ormai mancano meno di 24 ore al rientro.

Vi aspetta un ultimo post conclusivo e poi potrete tirare un sospiro di sollievo.

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Altra giornata al campus Microsoft di Redmond.

Abbiamo seguito, in diretta da ch9live, all’annuncio del lancio dell’SDK di kinect per pc da parte di Jeff Sandquist che, essendo in un palazzo poco distante dal nostro, é poi passato a trovarci e abbiamo potuto parlarne un po’ con lui direttamente.

Abbiamo poi seguito le presentazioni riguardanti le attività opensource di Microsoft e l’attività di implementazione di HTML5.

Tutte giornate molto interessanti e piene.

Questa si é conclusa con la visita al museo del volo della Boeing.

Operato della serata non é in agenda e Lo racconterò più avanti.  :)

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Rieccomi, anche se ora è mattina del secondo giorno.
La prima giornata al campus è stata dedicata alla registrazione e ai primi incontri Su cloud, sicurezza e vision sul futuro, ma soprattutto alla visita dell’area Microsoft dedicata a ciò che loro credono sarà “attuale” tra 5, 10 anni.  Vi basti sapere che abbiamo firmato un nda. :)  

La serata è stata invece dedicata ad incontri internazionali di bowling, con risultati sorprendenti.

  http://t.co/GMoTtul

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Grazie a Microsoft Italia nei prossimi giorni sono a Redmond presso il Campus Microsoft, insieme ad altri italiani e non, per una serie di incontri.

Ci verranno presentati i vari team presenti e le iniziative in corso.

Sono appena arrivato in hotel dopo una giornata in aereo e mi aspettano giorni intensi per cui me ne vado a riposare.

Ma tranquili che vi terrò aggiornati.

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