Qualche giorno fa, l’8 maggio 2008 per la precisione, è stata presentata a Roma, nientemeno che dal premio nobel Al Gore, Current TV Italia.
Non è proprio qualcosa di nuovo, visto che Current TV in America è nata nel 2005, ma certamente è una novità per la particolare situazione dei media italiani.
Si considera indipendente e libera, anche se sul sito alla domanda "Di chi è current" si risponde:
"Current è uno dei pochi network televisivi indipendenti distribuiti via cavo a livello nazionale e sul satellite. È finanziata da investitori e da privati."
Forse un po’ troppo generica come dimostrazione di indipendenza, ma non è su quello che vorrei dire due parole.
Quello che mi piacerebbe capire è fino a che punto potrà portare qualcosa di nuovo negli ambiti in cui sarà fruita, che sono principalmente due:
- via satellite su un canale criptato di SKY;
- sul sito www.current.com.
La versione "satellite" arriva ad un pubblico televisivo classico, abituato ad una visione "passiva" del prodotto e che tenderà naturalmente a confrontare i vari filmati con i palinsesti delle altre emittenti. E obbiettivamente non è facile vincere paragoni del genere con filmati amatoriali, seppur fatti con bravura.
Cosa arriverà di "nuovo" a questo tipo di pubblico? è difficile da dire. A mio parere il fatto che ogni filmato sia breve e fine a se stesso, non aiuta certo a fidelizzare chi, anche casualmente, dovesse finire sul canale di Current.
Consideriamo poi che il canale è criptato, per cui si sta parlando di pubblico "Abbonato SKY", che sta pagando per un servizio probabilmente diverso da Current.
Sò che darò una brutta notizia a Marco Montemagno, ma non tutti quelli che guardano la Tv via satellite sono abbonati SKY. Questo potenziale pubblico è stato trascurato senza una motivazione.
Dalla presentazione fatta, non mi è sembrato di capire che l’aspetto "via satellite" sia solo un accessorio al sito eppure non vedo grosso "impegno" sul versante TV classica.
Non ho la possibilità di vedere Current via satellite,( finchè SKY non permetterà a chiunque di abbonarsi utilizzando un qualsiasi decoder, invece che ostinarsi a fornire una ciofeca dedicata, io me ne guarderò bene dall’abbonarmi) ma non ho capito come pensano di invogliare chi li segue in TV ad interagire . Ok dirottarli sul sito, ma come faccio a commentare il filmato che ho visto? come lo ritrovo? I video hanno un codice?
Vediamo invece la versione online.
Qui il target è completamente diverso, gente abituata ai social network, a commentare, ad aprire dibattiti, discussioni e confronti.
Lo slogan "finalmente anche tu puoi dire la tua" con questa gente non funziona. Lo stanno già facendo, da tempo.
I video corti sono un classico di Internet, è il format in uso abitualmente.
Quello che per il pubblico che arriva dalla TV è un servizio "avanzato", sto parlando dei commenti, per il navigatore internet è uno strumento limitante, applicato ad un video.
Manca infatti il feedback da parte di chi è "nel video".
Nessuno strumento "nuovo" a disposizione. Anzi forse un passo indietro.
Basti pensare ad esempio al video sui call center, presente nelle prime pagine:
così gli eventuali commenti non portano a niente, perchè di fatto i protagonisti del video sono rimasti "offline".
Se chi ha fatto il video avesse aperto un blog, riportando quanto detto nel filmato, prendendosi carico di fare da interlocutore tra i protagonisti e le persone interessate, sarebbe di certo stato più "innovativo".
Quindi dove sta la novità? Cosa differenzia Current TV da YouTube?
Fondamentalmente due cose: una rigorosa selezione della qualità dei video ed il fatto che VENGONO PAGATI.
La vera unica pesante novità sembra quella: un video considerato pubblicabile renderà al "creatore" almeno 500 Euro, con la possibilità che diventino di più se la cosa si ripete nel tempo.
Ho paura però che se sarà questa caratteristica l’unica veramente ad interessare, ben presto il tutto diventerà un semplice bella mostra di sè.
Vedremo… voi cosa ne pensate?
In ogni caso un grosso in bocca al lupo a Tommaso Tessarolo, che sò si sta dando veramente da fare perchè tutto vada per il verso giusto. Glielo auguro.
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