Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Blogfest 2013 a Rimini. Ci si vede là

BlogFest 2013

 

Dal 20 al 22 settembre 2013 si svolgerà la ormai tradizionale festa di tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, la Blogfest.

Evoluzione della festa dei blogger ormai coinvolge un bacino molto più ampio di utilizzatori della rete.

Quest’anno c’è però qualcosa di nuovo: la location.

Infatti, contrariamente agli scorsi anni in cui la manifestazione si svolgeva a Riva del Garda, quest’anno è stato scelto di farla a Rimini.

E’ una manifestazione molto varia e interessante, se utilizzate la rete e qualcuno dei suoi servizi o social non potete mancare. Sul loro sito potete trovare il programma.

Quest’anno, data la location più lontana da casa mia, mi gusterò l’intero periodo invece di fare una toccata e fuga il sabato come ero abituato a fare (dopotutto in una ora di auto ero arrivato).

Se ci siete anche voi, fatevi riconoscere. E se siete là già il giovedì sera vi assicuro che avrete un motivo in più per farlo. (per però non vi dico).

NBA Finals 2010 – Ci risiamo

Due anni fa, di questo periodo, scrivevo questo post:
http://blog.felter.it/2008/06/nba-finale-2008-un-tuffo-nel-passato.html

e la cosa, da tifoso Boston Celtics, ha portato bene. (Se non lo sai fini 4-2 Celtics con una Gara 6 memorabile).

Quindi quest’anno ci riprovo:

Questa notte inizia la sfida per l’anello tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers.

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A leggere in giro sembra una delle finali più equilibrate degli ultimi anni. Una squadra con un potenziale d’attacco formidabile, Lakers, contro una squadra che sa difendere in modo opprimente, Celtics.

Io sono convinto che se Boston riesce a tenere LA sotto i 100 punti può riportare a casa il titolo dopo averlo ceduto un solo anno.

Per farlo servirà ovviamente una grande prova di squadra ma, probabilmente, molto dipenderà dal gioco di Garnett, l’unico a mio parere senza sostituti nel roaster Celtics.

Purtroppo saranno tutte molto tardi per cui dubito di poterle seguire live, in ogni caso inizio subito a gridare   “BEAT LA  (segui il link se vuoi sapere come nasce il tormentone beat LA)

[Film] Un gioco da ragazze – censurato

Ci sono notizie in internet che i blog ripetono solo perché non sanno cosa scrivere, ed altre che non vengono ripetute mai abbastanza.

E’ questo il caso di quanto sta accadendo al film “Un gioco da ragazze” di Matteo Rovere.

E’ un altro “morso” alla nostra libertà di scelta, alla nostra libertà di giudizio. Non so quanto parlarne possa aiutarli, ma di sicuro male non fa.

Riporto quanto scrive Sandrone Dazieri sul sul blog, che è tutto quanto è importante sapere.

N.B. tutto questo non riguarda la valutazione del film, che non ho visto, non conosco e probabilmente non andrò a vedere.

Come ho scritto in precedenti occasioni, ho partecipato alla scrittura del film UN GIOCO DA RAGAZZE, che verrà presentato domani al Festival di Roma. Quello che io, la sceneggiatrice Teresa Ciabatti, e il regista Matteo Rovere volevamo da questo film è che fosse una fotografia di tre ragazze di buona famiglia ma prive di senso morale, per le quali lo shopping e il sesso sono gli unici valori condivisi. Non ci interessava fare un film buonista, pieno di falsi buoni sentimenti, dove alla fine le bad girls si convertono e vanno in convento per espiare, ci interessava raccontare qualcosa che quotidianamente avviene, dare uno sguardo a una generazione. Non tutti gli adolescenti sono così, ma alcuni lo sono, e volevamo parlare di loro. Parlare A loro. Raccontando loro quello che vedevamo, e lasciando a loro il giudizio finale se ci fossimo sbagliati o meno.
Naturalmente, abbiamo fatto i conti senza l’oste, che nel nostro caso è il ministero. E’ notizia di poche ora fa, che la commissione censura ha vietato il film ai minori di diciotto anni. Non perché ci siano scene di sesso esplicito, non perché ci sono scene di violenza insostenibile. Ma perché il film è considerato "pericoloso" per le giovani menti. Diseducativo. Come se il cinema dovesse sostituirsi alle famiglie, ai professori, ai preti. Per capirci, il film Albakiara è pieno di sesso e violenza, ma alla fine c’è la redenzione, e questo basta perché il divieto sia stato dato solo ai quattordici. Non solo ci dicono che cosa è giusto ed è sbagliato, che cosa è lecito e cosa è vietato, ma anche quello che dobbiamo scrivere, dobbiamo girare. Una cosa degna di un paese totalitario, di una dittatura talbana.
Ma cosa significa un divieto ai diciotto?
Prima di tutto che i ragazzi che volevamo vedessero il nostro film non potranno farlo. Non solo. Se un film è vietato ai diciotto anni i suoi trailer non possono essere trasmessi in televisione e neppure al cinema, se non "attaccati" a un altro film vietato ai minori, che praticamente non esistono più, a parte forse qualche trucido horror. Le multisale non lo potranno programmare e nemmeno esporre i manifesti. Non potrò essere trasmesso in televisione nemmeno dopo le ventidue. In sostanza, questo atto barbaro, questa censura ideologica, ucciderà questo film. Poco importa che sia brutto o bello, non sono il più adatto a parlarne. Quello che conta è che qualcuno, in questo paese, vuole decidere quello che possiamo o non possiamo vedere. Vuole ridurre anche il cinema a una grande fiction televisiva, dove tutti i sentimenti sono patinati e che si fuma uno spinello finisce male, dove i poliziotti sono tutti buoni, dove chi ha buon cuore vince e i cattivi vengono sempre puniti. Vuole un cinema dove si possano vedere veline che si tolgono le mutande nel gioco delle corna dei film di Natale, le gare di rutti e peti (queste sì, immagino, educative) ma non qualcosa che racconti un pezzo del nostro presente.
Ora noi ricorreremo in appello contro questa decisione, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Non faccio mai appelli per cose che mi riguardano direttamente, ma adesso sono troppo incazzato. Non so come, ma fatevi sentire, se potete. Fate circolare la notizia, diffondete il trailer che nessuno potrà vedere altrimenti.
Vi ringrazio.

Grazie a Destynova per avermi fatto conoscere la notizia.

Boston Celtics Campioni NBA 2008

Avevo annunciato l’inizio delle finali ed ora, con estremo piacere, ne posso annunciare la fine.

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(wallpaper dal sito dei Celtics)

Con una gara 6 mostruosa i Boston Celtics, ritornati a giocare in casa, nel nuovo Garden, dopo tre partite giocate a Los Angeles, hanno chiuso la serie per 4-2 e hanno conquistato l’anello.

Le tre partite giocate in casa Lakers, nonostante due risultati a favore lakers ed uno a favore Boston, avevano comunque avuto tutte la caratteristica di essere combattute sino all’ultimo quarto.

Da questo non si capiva chi, tra le due squadre, ne avesse veramente di più.

In gara 6 invece Boston ha "massacrato" (come dicono sul sito ufficiale dei Celtics) i Lakers con un crescendo che ha portato ad un risultato finale pazzesco: 131-92.

39 punti di differenza

Dopo aver fatto il più grande recupero (24 punti in gara 4) in una finale, vincono con il più grande distacco mai ottenuto.

In questa gara hanno, finalmente, giocato alla grande tutti i giocatori di Boston e per L.A. non c’è stato scampo:

– Garnett 26 punti e 14 rimbalzi
– Allen 26 punti e 7 su 9 tiri da tre
– Rondo 21 punti, 7 rimbalzi e 8 assist
– Pierce 17 punti e 10 assist

Dopo 22 anni di attesa, Boston ritorna ai vertici della NBA e, visti i giocatori, c’è tutta l’intenzione di rimanerci per un bel pezzo.

Oh là! ma che bello!

NBA finale 2008: un tuffo nel passato

finale_2008_NBA

Normalmente non parlo di sport, perchè è uno degli argomenti "infiammabili".

Basta una parola, un giudizio e i commenti al fulmicotone intasano il blog.

Però da sempre la mia squadra del cuore, per quanto riguarda la pallacanestro americana, è quella dei Boston Celtics.

Il mitico Larry Bird mi ha sempre entusiasmato. Il magico "33 verde".

E siccome sono 21 anni che i Boston Celtics non arrivano alla finale, ora che ci sono contro i Los Angeles Lakers, l’altra squadra mito, io non posso tacere.

Domani ci sarà la prima delle partite di finale e i Celtics hanno il vantaggio del fattore campo.

Io inizio sin da ora ad incrociare le dita, perchè l’anello dei campioni DEVE finire al dito di Pierce, Allen, Garnett e soci.

Voi fatevi un giro sui siti ufficiali delle due squadre, ci sono degli sfondi per il computer fantastici.

Io intanto mi vado a registrare sulla "fan map" sul sito ufficiale di Larry Bird, che non lo avevo mai fatto e questo mi sembra proprio il momento giusto.

Current TV Italia – Una nuova TV, un nuovo servizio online o già roba vecchia?

Qualche giorno fa, l’8 maggio 2008 per la precisione, è stata presentata a Roma, nientemeno che dal premio nobel Al Gore, Current TV Italia.

Non è proprio qualcosa di nuovo, visto che Current TV in America è nata nel 2005, ma certamente è una novità per la particolare situazione dei media italiani.

Si considera indipendente e libera, anche se sul sito alla domanda "Di chi è current" si risponde:

"Current è uno dei pochi network televisivi indipendenti distribuiti via cavo a livello nazionale e sul satellite. È finanziata da investitori e da privati."

Forse un po’ troppo generica come dimostrazione di indipendenza, ma non è su quello che vorrei dire due parole.

Quello che mi piacerebbe capire è fino a che punto potrà portare qualcosa di nuovo negli ambiti in cui sarà fruita, che sono principalmente due:
– via satellite su un canale criptato di SKY;
– sul sito www.current.com.

La versione "satellite" arriva ad un pubblico televisivo classico, abituato ad una visione "passiva" del prodotto e che tenderà naturalmente a confrontare i vari filmati con i palinsesti delle altre emittenti. E obbiettivamente non è facile vincere paragoni del genere con filmati amatoriali, seppur fatti con bravura.

Cosa arriverà di "nuovo" a questo tipo di pubblico? è difficile da dire. A mio parere il fatto che ogni filmato sia breve e fine a se stesso, non aiuta certo a fidelizzare chi, anche casualmente, dovesse finire sul canale di Current.

Consideriamo poi che il canale è criptato, per cui si sta parlando di pubblico "Abbonato SKY", che sta pagando per un servizio probabilmente diverso da Current.

Sò che darò una brutta notizia a Marco Montemagno, ma non tutti quelli che guardano la Tv via satellite sono abbonati SKY. Questo potenziale pubblico è stato trascurato senza una motivazione.

Dalla presentazione fatta, non mi è sembrato di capire che l’aspetto "via satellite" sia solo un accessorio al sito eppure non vedo grosso "impegno" sul versante TV classica.

Non ho la possibilità di vedere Current via satellite,( finchè SKY non permetterà a chiunque di abbonarsi utilizzando un qualsiasi decoder, invece che ostinarsi a fornire una ciofeca dedicata, io me ne guarderò bene dall’abbonarmi) ma non ho capito come pensano di invogliare chi li segue in TV ad interagire . Ok dirottarli sul sito, ma come faccio a commentare il filmato che ho visto? come lo ritrovo? I video hanno un codice?

Vediamo invece la versione online.

Qui il target è completamente diverso, gente abituata ai social network, a commentare, ad aprire dibattiti, discussioni e confronti.

Lo slogan "finalmente anche tu puoi dire la tua" con questa gente non funziona. Lo stanno già facendo, da tempo.

I video corti sono un classico di Internet, è il format in uso abitualmente.

Quello che per il pubblico che arriva dalla TV è un servizio "avanzato", sto parlando dei commenti, per il navigatore internet è uno strumento limitante, applicato ad un video.

Manca infatti il feedback da parte di chi è "nel video".

Nessuno strumento "nuovo" a disposizione. Anzi forse un passo indietro.

Basti pensare ad esempio al video sui call center, presente nelle prime pagine:
così gli eventuali commenti non portano a niente, perchè di fatto i protagonisti del video sono rimasti "offline".

Se chi ha fatto il video avesse aperto un blog, riportando quanto detto nel filmato, prendendosi carico di fare da interlocutore tra i protagonisti e le persone interessate, sarebbe di certo stato più "innovativo".

Quindi dove sta la novità? Cosa differenzia Current TV da YouTube?

Fondamentalmente due cose: una rigorosa selezione della qualità dei video ed il fatto che VENGONO PAGATI.

La vera unica pesante novità sembra quella: un video considerato pubblicabile renderà al "creatore" almeno 500 Euro, con la possibilità che diventino di più se la cosa si ripete nel tempo.

Ho paura però che se sarà questa caratteristica l’unica veramente ad interessare, ben presto il tutto diventerà un semplice bella mostra di sè.

Vedremo… voi cosa ne pensate?

In ogni caso un grosso in bocca al lupo a Tommaso Tessarolo, che sò si sta dando veramente da fare perchè tutto vada per il verso giusto. Glielo auguro.

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