Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘servizi’ Category

Si continua a parlare di crisi dell’editoria, di morte del libro, ma la rete insegna che ci sarà sempre spazio per qualcosa, se è interessante.

Per questo mi piace segnalare una iniziativa, che sembra andare contro corrente, ma che in realtà è semplicemente la volontà di contribuire a valorizzare i potenziali scrittori presenti nella rete.

E’ nata una nuova casa editrice, si chiama Gugol

gugol scritta 

E’ sostenuta dalla passione per i libri, per la comunicazione e per la rete della sua fondatrice, che ho il piacere di conoscere.

Attualmente sta cercando autori su questi argomenti (ma ovviamente non disdegna altre opere se interessanti):

  • Formazione e Mondi Virtuali, situazione italiana e confronto con USA e Canada
  • Bambini e formazione digitale
  • Saggi sulla monogenitorialità
  • Racconti di Viaggio
  • Storie di Volontariato e Solidarietà
  • Racconti, Narrativa e Saggi di autori non Italiani
  • Indagini sul violino
  • In bocca al lupo Gugol, dopotutto il tuo nome è già sulla bocca di tutti. :)

    Quale occasione migliore per riprendere a scrivere su questo blog, dopo le vacanze estive, che esprimere un parere sul servizio “vacanze Jeans” di Alpitour.

    LOGO_JEANS

    Buzzparadise, l’agenzia lussemburghese di pubblicità, sta facendo questa campagna informativa e mi ha dato l’opportunità di partecipare.

    Se fosse dipeso solo dalle informazioni datemi da loro, probabilmente avrei evitato di scriverci, perchè non mi piace parlare di qualcosa di cui ho poca esperienza.

    Vacanze Jeans è però un servizio di cui avevo già avuto molte informazioni durante il convegno dell’AICEL sull’ecommerce svoltosi a Desenzano d/G di metà maggio 2009, in cui per Alpitour era presente Ezio Limonta, Direttore Web gruppo Alpitour.


    (questo il video dell’intervento)

    Da quello che ho potuto vedere durante la presentazione e da uno sguardo del loro sito, unico canale di vendita dei prodotti lowcost Alpitour a marchio Jeans, avevo tratto alcune considerazioni che, allora mi ero tenuto per me.

    A questo punto le condivido:

    il principale lato positivo del servizio, a mio parere, è il motore di ricerca delle offerte. E’ costruito in modo tale da presentare solo i risultati per cui vi è effettivamente disponibilità di posti, cosa possibile in quanto gestito direttamente dalla società che offre i viaggi.

    Una normale agenzia invece non può fare altro che presentare le informazioni da catalogo, senza avere un reale riscontro sulla disponibilità nel luogo e nel periodo desiderato.

    Non sono in grado di valutare se i prezzi siano effettivamente competitivi sul mercato lowcost, anche se credo che Alpitour debba in qualche modo bilanciare i costi di Jeans con quello delle altre loro offerte, altrimenti rischierebbe di renderle fuori mercato.

    Di certo è un sistema valido per trovare soluzioni di vacanze effettivamente prenotabili e con la garanzia di un marchio, anche solo per avere validi termini di paragone con altre proposte.

    Quello che forse ancora manca, in uno strumento che si propone ad un pubblico giovane, abituato alle tecnologie e al web, è la raccolta sul sito dei feedback di chi ha acquistato/utilizzato i servizi Jeans.

    Se avete già utilizzato il servizio di Alpitour per fare le vostre vacanze, lasciate un parere nei commenti.

    [DISCLAIMER Questo post è stato scritto su invito di  .
    Quanto scritto però è da considerare opinione e giudizio strettamente personale.]

    Con questo post voglio festeggiare il mio 5000° messaggio (d’ora in poi lo chiamerò twitt) inviato utilizzando la piattaforma di microblogging Twitter.

    twitter_logo_s

    Premetto che sarò un po’ lungo, per cui mettetevi comodi.

    Per chi non conoscesse Twitter, è una specie di sistema di invio di sms multipli.

    Di simile all’invio di sms ha che il messaggio deve avere una lunghezza massima di 140 caratteri.

    Di diverso ha che la rubrica dei destinatari non è scelta da te, ma dai destinatari stessi, che decidono se iscriversi o meno al tuo flusso di messaggi.

    I messaggi si possono leggere o direttamente sulla propria pagina web sul sito di Twitter oppure con appositi software, che raccolgono gli invii e li visualizzano.

    Diciamo che è una descrizione molto semplificata del servizio. Se siete interessati ad approfondire il discorso vi consiglio questo articolo su 2puntozeropertutti.

    Arrivato a 5000 voglio fare qualche considerazione:

    io e twitter

    Non ricordo esattamente quando mi sono iscritto, era credo giugno del 2007, ma per coincidenza ho memorizzato quando ho fatto il twitt numero 1000 e quindi posso dire di aver fatto 4000 twitt in 390 giorni.

    Questo vuol dire una media di circa 10 twitt/giorno nell’ultimo anno.

    Ma per dire cosa? a cosa mi serve? perché lo uso?

    Intanto devo dire che, ad oggi, sto seguendo i twitt di 437 utenti mentre sono 457 quelli che seguono me. Ho iniziato seguendo alcune persone che già conoscevo e via via ho aggiunto chi ho ritenuto interessante.

    Nell’ultimo anno specialmente, dato che ho potuto avere una presenza stabile online, Twitter mi ha permesso di ascoltare molte persone, senza problemi di distanza o di appuntamento e senza la paura di essere considerato uno scocciatore che vuole sapere i fatti degli altri.

    Ho ricevuto informazioni relative al tempo in tempo reale, alle iniziative in corso, ai problemi e alle soluzioni che venivano trovate, senza contare segnalazioni di post, richieste di aiuto o semplicemente sfoghi personali.

    Alcuni twitt erano personali, altri professionali, altri ancora generati automaticamente a seguito di qualche operazione fatta su altri siti.

    In ogni caso questo flusso continuo di informazioni mi ha permesso di creare una rete di contatti, di amicizie che si sono poi sviluppate attraverso la presenza fisica ai barcamp o a goliardiche cene.

    Da parte mia ho cercato di essere presente come persona.

    Su Twitter non segnalo quando pubblico qualcosa su questo blog, se non in casi eccezionali, come forse sarà per questo.  Di solito per i link ai post uso Friendfeed, ma di quello parlerò una prossima volta. :D

    I miei messaggi sono solitamente risposte a qualche domanda che mi arriva nel flusso, oppure informazioni su quello che sto facendo o seguendo (come i commenti alle partite di calcio, vero Suz? :D ) o ascoltando (Chi mi segue conosce i miei twitt da “Deezer evangelist”)

    A volte chiedo aiuto e a volte riesco ad essere utile. Di certo il fatto che ci siano persone che decidono di seguire i miei twitt e poi, una volta caduti nella rete, non se ne vanno all’istante, mi aiuta a continuare.

    All’inizio i miei twitt rispondevano alla domanda “cosa stai facendo?” ma adesso sembra seguano più la domanda “cosa posso condividere con chi mi segue?”

    Quindi la cosa importante di Twitter non è la tecnologia che gli sta dietro, nemmeno l’idea per cui è sorto. Il valore di Twitter sono le persone che lo usano.

    Twitter e le persone

    Per questo è inutile che cerchiate di capire se Twitter vi può essere utile guardando come lo usano gli altri . L’uso dipende dalle persone che segui e che ti seguono.  Ad ognuno il suo.

    Ad esempio io non avrei mai immaginato di usare il mio account per aiutare dei ragazzi americani ad esercitarsi nel dialogare in italiano. Eppure grazie ad una serie di fortunate coincidenze, è entrata tra i miei contatti Profeac, una insegnante di italiano della Montclair State University del New Jersey, che ha scelto di usare Twitter con i suoi allievi, come esercizio fuori dall’ambito scolastico e ha utilizzato alcuni italiani per rendere più interessante la cosa.

    Cosi alcuni miei twitt erano per parlare con loro.

    E la cosa buffa di tutto questo è che loro sono a Montclair in America e io sono a Montichiari in Italia. Tutto molto programmabile giusto? :D

    Lo strumento è lo stesso ma le persone sono uniche, diverse e con un loro modo di utilizzarlo.

    Se create un nuovo account su Twitter, prima di pensare a cosa scrivere, chiedetevi:
    “chi volete ascoltare?”.
    Primo perché se nessuno vi segue, nessuno leggerà quello che scrivete e poi perché, una volta che avrete un “interlocutore”, il discorso verrà da sé.

    Io vi consiglio di cercare prima di tutto chi conoscete, se non di persona, almeno qualcuno che ha un blog che seguite, oppure che è nella vostra zona, oppure che sapete trattare argomenti di vostro interesse. Non fatevi troppe remore a seguire qualcuno. Se non sarà interessante lo potrete togliere in seguito.

    C’è chi si pone come obbiettivo quello di avere il maggior numero di followers (cioè chi legge i vostri twitt), ma io non lo ritengo molto utile, perché la cosa che dà valore a Twitter non è la possibilità di raggiungere il maggior numero di persone possibile, ma la possibilità e la capacità di interagire con il maggior numero di persone possibile.

    Nemmeno seguire un numero sterminato di utenti può essere utile, a meno che tu non sia una azienda.

    Twitter e le aziende

    Si, Twitter, da strumento “personale” sta diventando utile e utilizzato anche dalle aziende.

    Quasi giornalmente mi arriva un messaggio che mi informa che il tal account della tal azienda (in questo periodo ad esempio Gazzetta.it e corriere.it) segue i miei Twitt.

    Anche loro però, proprio come le persone, sono all’inizio e non sempre si approcciano nel modo migliore allo strumento.

    Come dicevo non c’è un modo giusto e un modo sbagliato, ma io credo che una azienda possa trovare il massimo rendimento nell’utilizzo di Twitter se segue alcune semplici regole:

    - Leggi più di quanto scrivi.

    Solo seguendo chi parla di te, potrai capire cosa vuole sapere e come gli puoi essere utile. Non preoccuparti se il numero di persone che ti segue è piccolo. Inizia dedicandoti tu agli altri.

    - Metti delle persone dietro ai tuoi account.

    Questo ti facilita il rispetto della prima regola e ti permette di presentarti a chi parla di te al suo stesso livello. Aggiornare automaticamente i propri twitt, magari prelevando le informazioni dal sito principale non interessa. Una sola risposta, data nel momento giusto alla persona giusta, ti farà più pubblicità. (Ecco alcuni esempi)

    - Preparati a scoprire di aver sbagliato e impara ad ammetterlo.

    Twitter ti permette il confronto ma se non sei pronto ad accettare le critiche e a porvi rimedio, allora è meglio che tu rimanga chiuso alla rete. Non è un canale monodirezionale, non riuscirai mai ad usarlo come tale. Impara a rispondere alle critiche e alle domande con trasparenza e con celerità.

    Considera chi ti segue come un cliente intelligente e privilegiato.

    Chi ti segue è disposto a condividere con te le sue opinioni e per questo lo devi far sentire importante. Se è su Twitter probabilmente è tecnologicamente un passo avanti rispetto a chi visita solo il tuo sito. Fai in modo che anche tu su Twitter sia sempre un passo avanti rispetto al tuo sito. Informare che hai pubblicato un nuovo articolo ha poco senso. Probabilmente il suo feed reader nel frattempo si è già aggiornato. Fai in modo che il flusso sia qualcosa di nuovo e che può avere solo tramite il canale di Twitter. I numero di clienti che ti seguirà aumenterà.

    Ci sarebbero ancora molte cose da dire su Twitter e le aziende, ma per quelle preferirei essere pagato, per cui entro in “modalità consulente” e mi fermo qui. :)

    Ho fatto un lenzuolo, lo so e vi ringrazio per essere arrivati sin qua, ma sono affezionato a questo servizio e mi sembrava l’occasione per dire la mia.

    Se non siete ancora stanchi e volete continuare a leggere sull’argomento vi consiglio:

    http://pandemia.info/2009/01/30/twitter_puo_cambiarti_la_vita.html

    http://attivissimo.blogspot.com/2009/01/incidente-aereo-utente-twitter-batte-i.html

    http://www.catepol.net/category/twittermania/

    http://jamesrdickey.com/2008/12/the-ten-commandments-of-twitter/

    Se volete seguirmi su twitter: http://twitter.com/Felter

    Se invece mi seguite già: GRAZIE.

    Nel post precedente ho accennato a Woopra come alternativa a LLOOGG. Vediamo nel dettaglio cosa è.

    Devo premettere che Woopra è attualmente in beta chiusa, ossia devi chiedere l’attivazione dell’account di test ed aspettare che ti autorizzino. LLOOGG è invece ad inviti, distribuibili dagli iscritti e quindi è più facile attivare un account.

    Io ho aspettato quasi due mesi prima di essere autorizzato ma devo ammettere che valeva la pena attendere. Proprio in questi giorni c’è stata inoltre una breve interruzione del servizio, causa potenziamento dei server e delle strutture, per cui è possibile che ora accettino più utilizzatori rispetto al periodo precedente.

    Woopra prevede due metodi per visualizzare le statistiche in tempo reale del proprio sito/blog. Direttamente da una pagina del proprio account sul sito oppure installando sul proprio pc un client desktop da loro predisposto.

    Al momento hanno attivato solo la seconda possibilità, ma il client è disponibile per Windows, Mac e Linux per cui non è una limitazione molto grave.

    La grafica è molto accattivante e i dati a disposizione sono veramente tanti.

    woopra

    Oltre alle solite informazioni relative ai dati forniti dai browser (risoluzione, nazione ecc.) ci sono i dati in tempo reale di chi è live, come è arrivato sul sito, cosa sta cercando, quante pagine ha visitato e anche una cloud con le parole più ricercate.

    C’è pure la possibilità, da quello che ho capito usando un cookie sulla macchina del visitatore, di taggarlo cosi da poterlo riconoscere se dovesse tornare a visitarci.

    Come dicevo nel titolo, non ci sono però solo statistiche.

    C’è un “plus” che, a mio giudizio, sarà la caratteristica vincente di woopra.

    Molti infatti, di fronte ad un servizio di statistiche in tempo reale, e se qualcuno è utilizzatore di llogg lo può confermare, dopo il primo momento di divertimento nel vedere quello che succede sul suo sito si è domandato: “ma alla fine a cosa mi serve?”

    Che utilità posso avere dal sapere quello che succedere in un dato momento, rispetto all’analizzare un log di statistiche tipo Google Analytics?

    Io, usando sino a poco tempo fa LLOOGG, una risposta me la ero data, ed era “nessuna, a meno che…”

    Già. A meno che cosa? a meno che io e la persona che in quel momento è sul mio sito, non potessimo in qualche modo metterci in contatto.

    Immagina. Tu sei li, che lo guardi arrivare sul tuo sito cercando “notizie su …” ed finire in una pagina che non va bene. Allora vedi che va su un’altra e un’altra ancora.

    Cavoli, eppure tu di notizie su … ne avresti una infinità da dargli. Solo che non le hai ancora scritte sul tuo blog. Oppure non le hai scritte tutte e lui sembra cercare proprio quello che hai dimenticato.

    Non sarebbe bello allora poterlo chiamare, digli “ciao, posso esserti utile?”
    Aprire una chat e dargli una mano. Allora sì che le statistiche in tempo reale avrebbero un senso.

    Beh, vi va bene se il messaggio il vostro visitatore lo vede cosi?

    wooprachat

    Sì, avete capito bene. Woopra ti permette di attivare una chat istantanea con il visitatore, in modo da affiancarlo nel suo “girovagare” per il sito.

    E tutto semplicemente aggiungendo qualche riga di codice al footer del proprio sito oppure installando il plug in apposito per i blog di WordPress.

    Certo la cosa può essere affinata. Attualmente non è possibile personalizzarla mettendo ad esempio il proprio nome al posto di “webmaster” in modo da non fare sembrare la finestra il solito pop up pubblicitario.

    Però una volta che ci si abituerà a questa possibilità, credo si apriranno moltissime possibilità di iterazione.

    Al momento la beta prevede un monitoraggio massimo di 10000 pageview giornaliere (se per voi non è sufficiente allora vi faccio tanto di cappello) e probabilmente questo sarà il limite che verrà applicato per differenziare la versione free da quella premium, una volta lanciato ufficialmente il servizio.

    Sembra inoltre che, tra le altre cose, vogliano fare un wallpaper interattivo in cui apparirà la mappa su cui si accenderanno i vari visitatori live.

    A questo punto, se proprio dovessi pagare un servizio di statistiche in real time, secondo voi quale acquisterei? 

    ATTENZIONE: se vi si aprisse una finestra mentre state leggendo questo post o mentre in seguito visiterete il mio blog, sappiate che sono io.

    Ci sono momenti in cui tutto sembra andare in una unica direzione, come palline di plastica su un materasso, schiacciato da un peso invisibile.

    E’ quello che mi sta succedendo in questo periodo:

    nel momento in cui un servizio come LLOOGG, a cui sono iscritto da tempo e che ho usato sino ad ora, va in crisi e valuta nuove iniziative per trovare le risorse necessarie al servizio, mi arriva l’attivazione dell’account di betatester al servizio Woopra, che ha obbiettivi molto simili a LLOOGG.

    Per chi non li conoscesse sono entrambi servizi gratuiti di statistica e analisi delle visite sul proprio blog o sito, con la caratteristica peculiare, rispetto a servizi simili come Google Analytics, di monitorare e mostrare la situazione in tempo reale.

    Di Woopra vi parlerò in un prossimo post.

    In questa situazione rispondere alla domanda che pongono quelli di LLOOGG “saresti disposto a pagare il nostro servizio?” avendo una alternativa gratuita, diventerebbe facile ma, proprio per questo, voglio ragionarci più approfonditamente.

    Il problema di LLOOGG è semplice:
    inizia a costare e bisogna trovare i soldi necessari al suo sostentamento.

    La soluzione più semplice che hanno proposto è stata:
    ok, lo facciamo pagare a chi lo utilizza.

    Qualcuno da loro ragione e qualcuno dice che è una mossa suicida, che li porterà a perdere gli attuali utilizzatori.

    Il mio parere è che la loro scelta di far pagare il servizio sia giusta, ma non perché sia la cosa migliore da fare, semplicemente perché il loro non può essere considerato uno strumento per tutti, un servizio 2.0 come ce ne sono in rete e quindi non si possono applicare le regole di una startup.

    Al momento chi lo ha progettato non ha investito nulla in esso, se non il suo tempo e non sembra intenzionato ad investirci nel prossimo futuro.

    A questo punto si trovano uno strumento con qualche appeal per una minoranza di utilizzatori, ma senza una struttura in grado di affrontare il mercato dei servizi.

    Con questi presupposti le scelte sono due:
    - decidere di investire per costruire una startup seria, con un business model valido e con obbiettivi di crescita proporzionati;
    - mantenere in piedi il servizio per “gli affezionati” che, ovviamente, saranno disposti a pagarne il sostegno.

    Da quello che ho capito, le valutazioni fatte dal team di gestione vanno nella seconda direzione, anche perché gli sviluppi futuri non presentano nessun servizio realmente “innovativo” per il web al punto di essere pagato dalla maggioranza degli utilizzatori.

    Per questo, in conclusione, la mia risposta alla domanda è:

    “no, non sono disposto a pagare per i servizi di LLOOGG, almeno finché voi non mi avrete dimostrato di crederci al punto di investirci del vostro”.

    Il sogno dell’idea che attira soldi senza pianificare nulla, senza investirci nulla e senza rischi è in tutti gli abitanti del web 2.0, ma è appunto, un sogno.

    Nell’utilizzo dei computer ci sono due consigli, apparentemente opposti, che quasi tutti si sentono di dare all’utilizzatore "principiante":

    - Per evitare che qualcuno sfrutti le falle nei vari software tieni aggiornato tutto.

    - Se un programma funziona e fa quello che ti serve è inutile aggiornarlo.

    In realtà le due cose non si contraddicono, in quanto la seconda fà riferimento ai programmi a pagamento ed agli aggiornamenti intesi come "versioni successive", mentre con la prima si parla degli aggiornamenti chiamati "patch" o comunque delle versioni aggiornate di plug in e programmi gratuiti.

    Molto spesso infatti capita che qualche "malintenzionato" utilizzi degli errori di programmazione dei vari software a suo vantaggio.

    Questi errori però, vengono più o meno velocemente corretti, pubblicando una nuova versione del software.

    Come si può fare per sapere se i software che abbiamo installato sul nostro PC sono l’ultima versione?

    La cosa più naturale è andare sul sito del produttore e verificare quale versione del software è l’ultima disponibile, ma spesso non sappiamo nemmeno esattamente cosa abbiamo installato veramente sul Computer e quindi questa operazione diventa lunga e pesante.

    Questo controllo è possibile però farlo velocemente e direttamente da internet dal sito:

    Secunia Online Software inspector

    E’ utilizzabile sui sistemi operativi Windows 2000 SP4, Windows XP SP2, Windows 2003, or Windows Vista e necessita almeno del runtime java Sun Java JRE 1.5.0_12 (scaricabile qui)

    Premendo il bottone "start now" viene avviata l’applicazione Java e ci viene proposta la pagina per avviare la ricerca dei software sul nostro PC.

    Sotto il bottone start c’è una casella da poter selezionare. Normalmente il software cerca i programmi nella loro posizione standard sul disco fisso. Se pensiamo che ci sia qualche installazione personalizzata (magari su partizioni diverse) basta selezionarla e autorizzeremo il programma a fare una ricerca su tutto il disco. Io consiglio di farlo. La ricerca dura un po’ di più, ma non tralasciamo niente.

    A questo punto basta premere "start" ed attendere che il programma faccia il suo lavoro.

    Man mano che verranno trovati i vari software la pagina si aggiornerà elencandone il nome, la versione trovata e se è l’ultimo aggiornamento oppure no.

    Nel caso ci siano versioni successive, un breve testo descrittivo solitamente dice dove poterle scaricare e cosa si deve fare per aggiornarsi.

    Alla fine dell’operazione basta selezionare i singoli software segnalati come "obsoleti" e vedere come aggiornarli.

    Al messaggio "operazione effettuata" abbiamo la possibilità di attivare il servizio gratuito che ci comunica quando qualcuno dei software trovati viene aggiornato

    E’ possibile anche scaricare una versione gratuita del programma in modo da installarlo sul PC e fare in modo che controlli periodicamente e in modo automatico quello che abbiamo installato.

    Di sicuro l’operazione online è consigliata.

    Buona verifica.

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