Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘Second Life’ Category

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Ne avevo parlato nel post precedente e non posso certo mancare di raccontare come è andata.

Sono state due ore in cui il garante, da quello che ho capito la prima alta carica dello stato che si presenta in Second Life a conversare del proprio ruolo, ha raccontato la sua posizione, le sue difficoltà e le problematiche che devono affrontare ogni giorno quando si parla di privacy e tutela dei dati personali all’interno di un social network.

Ha ascoltato le domande e risposto puntualmente ad ognuna, dimostrando che c’è la volontà di confrontarsi, di ascoltare e capire. Perchè, come ha detto lui stesso:

“ad un certo punto di una nostra riunione collegiale un collega si è alzato è ha detto: la prossima volta facciamo venire un diciottenne”

Si è discusso anche della sua dichiarazione in cui consigliava agli utenti di utilizzare un nickname per iscriversi ai social network e anche solo il fatto che sia stato lui a parlarne, prima ancora che i presenti ne facessero accenno, mi ha fatto capire che si è reso conto che è arrivato un messaggio diverso da quello che si aspettava.

Concludendo ha affermato che farà il possibile perchè, in futuro, si possa ripetere un incontro del genere, magari su temi più specifici. Me lo auguro vivamente.

Non so quale sia il risultato di questa conferenza dal punto di vista del garante, ma a me ha fatto prendere coscienza di quanto sia difficile affrontare questo tipo di argomenti, di quante sfumature ci sono da considerare e di quanto sia importante confrontarsi con le esperienze altrui. Ma allo stesso tempo ho capito quali potenzialità hanno gli strumenti che abbiamo a disposizione, se solo tutti decidiamo di usarli nella maniera più opportuna.

Devo quindi dire un grazie particolare a quanti stanno dietro la struttura della UnAcademy, Giuseppe Granieri in primis, ma anche Giovanni Boccia Artieri e la mia amica Velas (che ha vita propria rispetto ad Elena) per l’impegno profuso.

Qui potete vedere il video con alcuni passaggi del discorso del garante.

I lettori più affezionati, cioè voi tutti, sanno che utilizzo spesso Second Life come strumento per partecipare a conferenze e incontrare persone che altrimenti sarebbe difficile anche solo avvicinare.

Mercoledi 26 novembre 2008, grazie all’impegno della UnAcademy, si presenta una nuova occasione, veramente straordinaria ed imperdibile:

Titolo della conferenza: "Social Network: i valori della community, le incognite della Rete"
Relatore: Prof. Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali
Dove: Conference Hall, unAcademy [Slurl]
Quando: 26 novembre, ore 21:00
Numero massimo di iscritti: 30
Iscriviti qui.

La conferenza sarà moderata da Giovanni Boccia Artieri.

Io mi sono iscritto e i posti stanno finendo.

Se non avete ancora capito l’utilità di uno strumento come Second Life, questa potrebbe essere l’occasione giusta per farlo.

Se non avete mai usato Second Life ma siete comunque interessati, vi consiglio di scaricare il software e fare qualche prova i giorni precedenti. E’ opportuno essere affiancati da qualcuno un po’ più esperto all’inizio, per cui eventualmente lasciate un commento che vedo come “accompagnarvi in questo nuovo mondo”.

Come ho scritto nello scorso post, giovedi 21 sono tornato in Second Life per seguire l’ultima parte del “viaggio nella complessità”, organizzato dall’Unacademy con la presenza di Luca Comello. (A dimostrazione di come l’evoluzione di internet sia continua, questa volta posso linkare il blog di Luca, cosa che nel post precedente non ho potuto fare semplicemente perchè… allora non esisteva).
La serata è stata dedicata alla applicazione della teoria della complessità alla realtà attuale del Management.
Perché il bello di questa teoria è che cerca di occuparsi proprio di quei fatti che normalmente di potrebbero definire: “ciò che differenzia la teoria dalla pratica”.
Io mi ricordo quando all’ITIS studiavo chimica e in laboratorio la mia insegnante mi diceva:
“per riconoscere se l’elemento è Sodio basta guardare il colore della fiamma quando brucia. Se il saggio alla fiamma è giallo allora è Sodio”.
E io tutto eccitato prendevo con la pinzetta un po di polvere di sodio, la mettevo sulla fiamma del Becco Bunsen e guardavo ammirato.
io -”ehm scusi prof… certo la fiamma è gialla, però ci sono anche un po di striature verdi e qualcosina di violetto… “
prof – “si, perchè in pratica non stai bruciando solo sodio, chissà cosa è rimasto sulla pinzetta dalle prove precedenti!”.
Ecco. La prof mi aveva insegnato la teoria, ma la realtà mi scaraventava violentemente contro altro: la pratica.
La teoria della complessità può essere considerata l’integrazione della teoria classica, al fine di poter considerare anche quelle situazioni “non lineari” della vita reale.
A questo punto è ovvia l’utilità che può avere se applicata in quegli ambiti in cui la variazione imprevedibile di uno stato di fatto, come può essere appunto una società che ha a che fare con il mercato, può essere la causa di fallimenti e crisi non indifferenti.
Non sono certo la persona ideale per darvi spiegazioni più approfondite sull’argomento, però vi posso assicurare che la facilità con cui si riesce a trovare esempi di applicazione di questa teoria nella propria vita di tutti i giorni ti fa capire quanto è importante riuscire almeno a “prenderne coscienza”.
Per farlo vi consiglio di iscriversi al gruppo dell’Unacademy, cosi da seguire la discussione e vedere le slide delle tre lezioni e di comprare il libro “Viaggio nella complessità” scritto da Luca.
( Anche sul suo blog trovate dove e come comprarlo).
Come ho detto anche a Luca, comperare questo libro farà sicuramente guadagnare qualcosa a lui, ma sarà niente rispetto a quello che guadagnerà chi si mette a leggerlo.
Spero che questo post, come ho detto nel titolo, in realtà non sia la fine, ma solo l’inizio…

Come l’altra volta ecco alcuni snapshot della serata.

Ieri sera ho fatto una delle mie tante escursioni su Second Life, alla ricerca di amici con cui fare quattro chiacchiere e sono finito nel bel mezzo di una delle serate “impegnate” che ciclicamente Giuseppe Granieri organizza presso la sua UnAcademy.
Curioso mi sono fermato un attimo.
L’argomento della serata? “Viaggio nella complessità Uomini e organizzazioni all’orlo del caos”.
A parlarne Luca Comello, studioso dell’argomento nonchè autore del libro intitolato appunto “Viaggio nella complessità“.
Diverse persone erano già sedute, pronte ad ascoltare e ben presto ho capito perchè.
Luca infatti ha presentato l’argomento con l’ausilio di alcune slides, trasformando quello che inizialmente sembrava un tema ostico, in qualcosa di fruibile e stimolante.
L’attimo si è trasformato in due ore abbondanti e la curiosità in vero e proprio interesse.
Tant’è che la prima cosa che ho fatto a fine serata è stata andare sul mio google calendar a segnare che giovedì prossimo (21 febbraio) ci sarà la lezione successiva e non me la voglio perdere.
La cosa divertente di tutto questo è che parlare di complessità è stato di una “semplicità” disarmante.
Un minuto prima ero a casa mia, un attimo dopo ero seduto con un’altra dozzina di persone a parlare di Teoria della complessità, quindi sono passato a ballare un po al Lucania Lab, per poi tornare a casa mia. Tempo sprecato per gli spostamenti: ZERO.
Io non sono in grado di stimolare la vostra curiosità sull’argomento, ma certo della chiarezza di Luca Comelli, vi invito a venire anche voi giovedì prossimo su Second Life ad ascoltare.
Nel caso abbiate bisogno di aiuto, cercatemi, sono FELTER OH.

(alcuni snapshot della serata)

Da Clarita e Gigi Cogo mi arriva l’invito a dire la mia su SL. 8 cose della mia esperienza in Second Life.
Normalmente non amo partecipare a questo tipo di catene, ma era da un pò che volevo scrivere un post su Second Life e quindi colgo l’occasione. Prima qualche informazione e poi qualche riflessione.

1. In Second Life sono nato il 3 marzo 2007 e mi chiamo Felter OH, cognome che ho dovuto scegliere tra una cerchia ben definita di cognomi possibili (Caratteristica questa di SL che non apprezzo tantissimo) ma che mi ha permesso di essere riconoscibile in SL come nel resto del “mondo digitale”

2. Ci sono entrato principalmente per curiosità, volevo capire di cosa si stesse parlando, poterne esprimere una opinione da “utilizzatore”

3. Ho dedicato molti dei primi momenti alla definizione del mio avatar. Il mio obbiettivo è sempre stato essere “io” in Second Life, tantè che il mio avatar mi somiglia e gran parte del tempo ho girato con l’indirizzo del mio sito visibile sulla testa.

4. Visitare Second Life senza uno scopo e senza una meta mi è presto venuto a noia, a dimostrazione che non è lo strumento la cosa importante, è l’utilizzo che se ne fa. La controprova è stato che il drastico miglioramento che SL ha ricevuto dall’inserimento della gestione della voce, io l’ho notato solo quando ho iniziato ad “interagire” con il mondo SL.

5. Ancora oggi, nonostante lo abbia utilizzato abbastanza, non mi ritengo in grado di poterlo spiegare in modo oggettivo e sono arrivato alla convinzione che non sia possibile farlo.

6. Second Life è come la cioccolata per il goloso, l’insalata per il vegetariano o il superalcolico per l’alcolizzato, anche se in realtà è una cosa sola perchè, in effetti, Second Life è talmente “globale” che nessuno ha stabilito a priori cosa sia e a cosa serva, lo decidi tu una volta entrato, e non puoi essere attratto da Second Life convinto dalle parole di un altro, proprio come un goloso non è attratto dal superalcolico, tanto apprezzato dal bevitore, ed il vegetariano non ha interesse per la cioccolata, descritta come sublime dal goloso.

7. Proprio qualche giorno fa parlavo con una amica, anche lei assidua frequentatrice di SL, e dicevamo che non ha senso domandare “cosa è Second Life” ma solo “cosa ci fai tu con SL?” se la usi, oppure “cosa ti piacerebbe farci?” se non sei mai entrato. Qualsiasi sia la risposta si potrà sempre dire “Si, in SL puoi farlo!”

8. un ultimo consiglio a chi vuole provare ad entrare nel mondo di SL:
non fate l’errore di pensare che quello che succede li non sia reale. Cambia il modo di comunicare, cambia il tipo di sollecitazioni che ti arrivano e, se non sei in grado di gestirle, rischi di esserne travolto. Ma non è colpa di SL, la colpa è nostra che siamo molto più fragili di quello che pensiamo. Ecco a cosa serve SL: a metterci alla prova! NE USCIRAI MIGLIORE?

Dato che molti di quelli che conosco in SL sono già stati tirati in ballo su questo argomento evito di fare gli 8 nomi di rito, anche se un ringraziamento particolare lo devo assolutamente fare a Velas Lusanea e a Natascia Dae per la disponibilità nei miei confronti.

Se conoscete SL fatevi riconoscere e dite la vostra.

No, nessun trucco o segreto, non intendo la possibilità di girare per il metamondo senza essere visti.
Intendo essere in Second life, senza che nessuno se ne renda conto.
Sono stato contattato da un giornalista di uno dei quotidiani locali che cercava informazioni su società e attività che avessero investito o comunque iniziato una attività in Second Life o in qualche altro social network.
In effetti io, pur visitando periodicamente Second Life, mi sono reso conto che non ho molte informazioni riguardo a chi veramente c’è, e nemmeno ho un sistema pratico per ricercare questo tipo di informazione. Il search mi da una selezione di luoghi e di persone con Brescia nel nome, ma da qui ad avere un reale motore di ricerca di attività ed iniziative ce ne vuole.
Certo in Facebook ad esempio so che ci sono un paio di gruppi in cui i Bresciani si “aggregano” ma sono fondamentalmente iniziative di singoli senza una reale esigenza di Business.
Questo mi ricorda tanto l’internet di qualche anno fa, quella che ormai viene comunemente chiamata “internet 1.0″.
Ossia quando in internet fiorivano miliardi di pagine vetrina, su qualsiasi spazio sui server si trovasse disponibile, senza preoccuparsi tanto di nomi a dominio, ottimizzazione dei motori di ricerca, visibilità per chi già non ci conoscesse.
D’altro canto il 99% dei visitatori arrivava perchè leggeva l’indirizzo sui biglietti da visita o sulle brochure, o perchè veniva “invitato” da qualche conoscente.
Era cioè un “di più”, la ciliegina sulla torta di una attività che esisteva magari da 100 anni, immutata nel tempo, ma che si dava uno spruzzo di modernità con “la presenza in internet”.
Oggi la stessa cosa sta succedendo in Second Life, ma anche in Twitter, in Facebook e negli altri social network, dove le aziende si mettono esclusivamente per poter dire “guarda che ci sono”.
Non per niente vediamo i messaggi di twitter usati per pubblicare i feed del proprio sito o Second Life utilizzato come riproduzione virtuale dei propri uffici reali.
Inizialmente il bello di internet prima e di Second Life ora è stato, citando una vignetta pubblicata da Peter Steiner sul New Yorker nel 1993 “nell’internet nessuno sa che sei un cane!“.
Poi però in internet è nata la necessità di esserci come “se stessi” e di farsi riconoscere.
Su Second Life ancora non è così, bisognerà aspettare “Second Life 2.0″?
in ogni caso il mio Avatar in Second Life si chiama Felter Oh e, oltre ad assomigliarmi, gira normalmente con l’indirizzo internet del mio sito scritto sopra la testa.
Così, tanto per sentirmi 2.0.

P.S. in ogni caso, se qualcuno conosce iniziative o attività di Business su Second Life riconducibili a Brescia o a Bresciani può farmelo sapere tramite mail o commentando, che magari giro la segnalazione al giornalista interessato.

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