Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Feedburner e AdSense

nov-13-2007 By Felter

Che senso ha permettere l’uso dei banner pubblicitari di AdSense agli utilizzatori di Feedburner se il servizio non è attivo per l’inserimento della pubblicità nei feed?
Se devo inserirlo nelle pagine tanto vale che utilizzo il codice di AdSense direttamente.
Però così quelli di Google possono dire che dopo l’acquisto di FeedBurner è partita l’attività di “integrazione”.
Peccato, avevo intenzione di provarli…

Ai primi di settembre sono stato “coinvolto” in una iscrizione di massa al sito www.bzzers.com, che da un primo esame si proponeva come promotore di campagne di buzz marketing sul territorio italiano.
Il Buzz marketing, per chi non lo sapesse, non è altro che un modo di fare pubblicità utilizzando il “brusio” (buzz appunto in inglese) che il passaparola di una notizia o di una informazione crea tra la gente. Mettere in circolo ad arte una informazione o una notizia su un prodotto o servizio, può raggiungere livelli di popolarità insperati.
Per fare questo una buona agenzia deve però avere una base solida di contatti per poter attirare le case produttrici e proporre campagne proficue.
La cosa mi è sempre interessata, proprio per la possibilità di avere informazioni di “prima mano” da poter distribuire, commentare e, se è il caso, stroncare malamente.
Per questo tempo fa mi ero registrato anche su un altro sito del genere, buzz Paradise, che però ad oggi non mi ha ancora offerto di partecipare a nessuna campagna promozionale.
Bzzers invece, o meglio Zzub come nel frattempo ha deciso di chiamarsi, sta proponendo di divulgare la sua prima campagna di marketing: Io smetto così.
Questa prima campagna non promuove un prodotto né un servizio, ma è una campagna di informazione. Chiaramente vuole mettere alla prova il bacino di “Zubbers” a disposizione senza rischiare flop che potrebbero danneggiare qualche casa in cerca di pubblicità.
Si parla però di una campagna che invita a SMETTERE DI FUMARE e siccome non ho mai fumato in vita mia, indipendentemente dal fatto che sia una campagna “guidata”, mi fa piacere parlarne.
Vi invito tutti a visitare il sito Io smetto così , non fosse altro perchè se siete interessati a come smettere di fumare, siete già sulla buona strada per riuscirci.

Le attività commerciali sono abituate alla pubblicità molto più delle industrie e degli artigiani, ma questo non significa che tutti abbiano capito che “tutto” ormai è pubblicità.
Ad esempio vicino a casa sta aprendo un negozio di “ricostruzione unghie”, franchising di una nota società internazionale e, come ormai è abitudine durante i lavori di preparazione, sulle vetrine del negozio sono stati applicati i cartelloni della pubblicità forniti dalla casa madre.
Messaggi del tipo “professionalità”, “competenza decennale” fanno bella mostra di se su fantastici manifesti.
Niente di male se non fosse che sulla porta di ingresso, con un cartello meno professionale ma altrettanto appariscente sia stato scritto:
“Cercasi urgentemente ragazza per ricostruzione unghie, anche prima esperienza.”
Non sarà certo quello a far perdere clienti al negozio, ma certamente non mi sembra siano partiti con il piede giusto.

Da un paio di settimane, grazie ad una segnalazione di Luca, sto ricevendo tramite posta ordinaria gratuitamente il Financial times. (Se qualcuno è interessato, questo è il link).
Averlo a disposizione mi ha fatto rendere conto subito di alcune cose:
- il mio inglese, se va abbastanza bene per leggere la manualistica tecnica, messo alla prova su argomenti diversi mostra tutte le sue pecche. ( e per fortuna che con il giornale non ci devo parlare)
- non ho il tempo per consultare in maniera completa un quotidiano, anche facendo le dovute proporzioni quotidiano inglese/italiano. ( Che l’abitudine a spulciare feed e motori di ricerca mi abbia viziato?)
- sapere come un paese straniero vede i fatti italiani ti fa aprire un po gli occhi su alcune cose.
Quando però ho ricevuto il magazine settimanale e alla prima pagina di pubblicità ( perchè almeno su questo i magazine stranieri assomigliano molto a quelli italiani) ho visto questa:


e non era la pubblicità ad una vacanza, era proprio in vendita la “barca”, allora ho finalmente capito che la comunicazione non è uguale per tutti, e il Financial Times non si rivolge a me quando scrive…

I tanti estimatori della console di Nintendo WII, sanno per esperienza quanto sia “rischioso” essere attorno ad un giocatore impegnato in una partita a Tennis o a Baseball.
Per chi non ha idea di cosa sto parlando può fare un salto su www.wiihaveaproblem.com
Per questo la società giapponese ha deciso che dal 2 ottobre 2007, con le nuove console, verrà consegnato anche un guscio protettivo in silicone così da “ammorbidire” i telecomandi e renderli più sicuri e meno a rischio di rottura.
La buona notizia è che Nintendo ha deciso di spedire GRATUITAMENTE questi gusci protettivi anche a chi la console l’ha comperata in precedenza.
A questa pagina, per i giocatori italiani, è possibile effettuare la richiesta.
Basta inserire i propri dati, il numero di serie della Console ed il numero di gusci necessari.
Io provvedo immediatamente all’ordine, anche se i tempi di consegna sono di 6 settimane a partire da metà ottobre.
Non c’è che dire, un altro punto a favore del settore marketing di Nintendo.

il 15 di agosto, mentre tutta o quasi la blogosfera sonnecchiava stancamente al sole, un manipolo di irriducibili continuava imperterrito, anche se con minor frequenza del solito, a scambiarsi messaggi su Twitter.
Proprio da uno di questi messaggi mandati da Michelangelo, vengo ad avere la soffiata che register.it regala un anno di attivazione di domini .com, .net, .org e .eu.
Come non sfruttare l’occasione, senza attivare qualcosa di inutile?
Purtroppo so per certo che i domini relativi a felter con le estensioni che regalano sono già occupati ( anche se il .net non è utilizzato ed è in vendita) e quindi cosa scegliere?
Alla fine ho optato per www.robertofelter.com .
Sono convinto che non sia ancora abbastanza chiaro ai più l’importanza di essere proprietari del dominio relativo al proprio cognome o nome e cognome del peggiore dei casi. Sembra una banalità, ma in un mondo che si sta sempre più spostando online, perdere questo identificativo è un po diventare invisibili.
Dato che, per ordine di importanza, .com viene prima di .net e .org e visto che i domini . eu non mi danno l’impressione di avere attecchito molto ( è inutile, noi italiani siamo in Europa solo sulla carta) ho definito cosa riservarmi.
Adesso è in funzione un redirect al sito www.felter.it per cui il due domini solo assolutamente intercambiabili, come qualsiasi mail mandata a @robertofelter.com verrà raccolta e girata alla mia su felter.it.
Seguendo gli ultimi suggerimenti di Robin Good relativi a come rispettare le regole dei motori di ricerca (google in primis) non ho attivato l’immobilizer, che farebbe apparire le pagine di felter.it mantenendo sulla barra degli indirizzi robertofelter.com. Dato che questo di fatto crea un sito duplicato e ai motori di ricerca non piace, ho fatto in modo di evitarlo.
Per cui sappiate tutti, insomma voi che mi leggete, che scrivere www.felter.it oppure www.robertofelter.com da oggi e per almeno un anno sarà la stessa cosa.
Lo stesso ragionamento vale per l’indirizzo del blog che sarà indistintamente blog.felter.it oppure blog.robertofelter.com
E’ proprio vero, a ferragosto non si sa più cosa inventarsi per far passare il tempo…

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