Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘PEC’ Category

Che la PEC sia spesso un oggetto estraneo per le stesse amministrazioni pubbliche che dovrebbero spingerne l’utilizzo, è un aspetto ben noto a chi conosce l’argomento.

Ora però qualcuno ha deciso di muoversi e mettere con le spalle al muro le amministrazioni inadempienti.

I radicali Italiani e l’associazione Agora digitale, difesi dall’avvocato Ernesto Bellisario, hanno presentato notifica di diffida preliminare all’avvio di una class action nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della Regione Campania, della Regione Basilicate e del Comune di Roma per violazione delle norme in materia di Posta elettronica Certificata.

Se entro 90 giorni non si metteranno in regola, scatterà l’azione giudiziaria vera e propria alla quale tutti i cittadini interessati potranno aderire.

Le informazioni complete sull’iniziativa le potete trovare sul sito di Agora digitale.

Io seguirò la cosa con molto interesse. Vedremo gli sviluppi.

Come scrivevo a fine aprile, quando è stato presentato il sito di Postacertificat@, era ampiamente previsto che le sperimentazioni fatte da INPS e ACI sulla PEC offerta ai loro clienti, sarebbero cessate e confluite nel servizio offerto dal ministero.

Ora l’INPS comunica una data entro la quale verrà cessato il loro servizio PEC e i loro clienti dovranno attivare e migrare sul servizio di postacertificat@:

15 settembre 2010

Dopo tale data il vecchio indirizzo codicefiscale@inpspec.gov.it verrà disattivato e non sarà più possibile accedervi ne ricevere ulteriori messaggi.

Inps dovrebbe aver spedito ad ogni possessore della sua pec un messaggio certificato in cui comunica la prossima disattivazione del servizio e come poter attivare il corrispettivo account presso il servizio del ministero, senza dover ripetere le procedure di riconoscimento e di inserimento dei propri dati.

Se però tutto questo non verrà effettuato entro il 15, il cliente sarà obbligato, nel caso volesse riattivare una propria CEC-PAC, a rifare tutta la procedura ex novo.

Quello che è importante sapere è che il contenuto della vecchia PEC non verrà automaticamente trasferito sulla nuova, anche se attivata per tempo. Sarà quindi necessario effettuare tutti i salvataggi.

Io mi auguro che nessuno l’abbia fatto ma, nel caso aveste aperto una qualsiasi pratica con una PA, dando l’indirizzo PEC dell’INPS come canale di comunicazione con voi, ricordatevi di provvedere immediatamente a dare comunicazione di variazione alla PA, cosi da evitare la perdita di risposte importanti.

Per ulteriori chiarimenti vi rimando ad alcune pagine del sito Guidapec in cui è spiegato nei dettagli cosa succede e cosa fare se siete un possessore di PEC INPS:

Come avviene la migrazione da PEC INPS a PEC Poste?

Posso oppormi alla migrazione da INPS a POSTE?

Che cosa succede se non eseguo in tempo la migrazione da INPS a Poste?

Che cosa succede al mio indirizzo PEC-INPS dopo il 15/09/10?

E ben presto dovranno esserci novità simili per quanto riguarda la PEC fornita dall’ACI.

Solo un piccolo stimolo a ragionare:
Avete attivato la PEC dell’INPS e avete potuto provarla. Vi è servita? Visto che avete la possibilità di chiudere il servizio senza problemi, ritenete sia il caso di riattivarne un altro con le stesse caratteristiche e limitazioni?

Come stanno ripetendo tantissimi siti, blog, messaggi e compagnia cantando, oggi, 26 aprile 2010, il Ministero dell’innovazione ha attivato il sito postacertificata.gov.it da cui il cittadino italiano può far partire la richiesta di un indirizzo “PEC” gratuito, che potrà poi andare a ritirare presso il più vicino sportello delle Poste.

Il servizio è stato chiamato Postacertificat@,

Ho già ripetuto più volte, da questo blog e in tante discussioni in giro per il web, che la PEC regalata in realtà non è un servizio PEC, ma un servizio CEC-PAC ossia “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino” in quanto funziona solo se il mittente o il destinatario è una Pubblica Amministrazione.

Ora che il sito è finalmente disponibile posso fare qualche osservazione ulteriore:

- Il sito conferma che regalano una CEC-PAC

L’evoluzione del bando di gara e delle sperimentazioni di INPS e ACI avevano portato dubbi in merito.

Se il bando di gara parlava di servizio di CEC-PAC, l’assegnazione negli articoli (il documento ufficiale non l’ho trovato da nessuna parte) viene sempre riferita a servizio PEC.

Inoltre, da prove effettuate in questi mesi con le mail distribuite gratuitamente da INPS e ACI, si è notato che le mail attivate presso l’INPS non permettevano l’invio verso PEC standard, mentre quelle attivate presso l’ACI sì, anche se teoricamente dovevano essere identiche.

Ora il sito dice chiaramente

“ La PostaCertificat@ garantisce un canale di comunicazione chiuso ed esclusivo tra Pubblica Amministrazione e Cittadino, non sono, infatti, previste comunicazioni al di fuori di tale canale, ad esempio tra Cittadino e Cittadino.“

per cui le mail attivate dall’ACI, se funzionano in modo diverso, sono fuori norma.

- cosa succederà alle mail “sperimentali” di INPS e ACI?

Nelle condizioni d’uso del servizio dell’INPS, come in quello dell’ACI, è scritto chiaramente all’art.3 che

Il Cliente riconosce ed accetta, sin d’ora e senza riserve, che conclusa la fase di
sperimentazione, l’indirizzo PEC assegnato potrà essere trasferito nel “Servizio di
comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CECPAC)” una volta avviato il progetto.

Solo che ci sono alcune differenze tra i servizi già avviati e quello che ora viene presentato ufficialmente.

Quello che si nota subito è che entrambi gli indirizzi forniti da INPS e ACI erano del tipo

codicefiscale@gestore

mentre quello fornito dal servizio Postacertificat@ è nome.cognome@gestore.

E’ ovvio che il secondo è più immediato. Verrà cambiato?

Le mail dell’INPS e dell’ACI si potevano consultare solo tramite web, mentre invece postacertificat@ è possibile utilizzarlo anche da client (in fondo scrivo come fare). Verrà tolta questa limitazione?

Inoltre c’è il fatto citato in precedenza che quelli con la mail ACI potevano usarla effettivamente come una PEC standard. Dubito che questo durerà ancora molto.

- quali sono le caratteristiche reali di questo servizio?

Dal sito veniamo a conoscenza di alcune caratteristiche che, sino ad ora, non erano state citate o addirittura erano state date con valori diversi:

  • numero massimo di invii giornalieri, non superiore a 10;
  • dimensione massima del messaggio pari a 30 MB;
  • numero massimo di destinatari del messaggio 50;
  • spazio totale disponibile della casella 250 MB ;

In precedenza le presentazioni del ministro e del Ministero parlavano di 500 MB di casella, che è già un valore inferiore a quello standard di 1 GB di quelle a pagamento.

Ora il sito dice addirittura che è 250 MB. Il disciplinare di gara parlava di “minimo 250 MB” ma il Ministro, solo ieri parlava di casella da 500 MB. Che Poste/Telecom si siano resi conto che 50 Milioni di Euro non bastano a dare 500 MB a persona?

Almeno sul sito hanno messo i parametri per poter configurare il proprio client di posta in modo da poterlo usare anche per gestire la PEC.

Visto che il sito è frequentemente down, vedo di riportarli qui, in modo da averli a portata di mano se mi serviranno per qualche configurazione.

Nel caso di utilizzo di un client di posta i valori di configurazione del client per la casella PostaCertificat@ sono i seguenti:

Server posta in arrivo: mail.postacertificata.gov.it

  • protocollo pop3:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 995
  • protocollo imap:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 993

Server posta in uscita: mail.postacertificata.gov.it

  • protocollo smtp:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 465

attivare la funzione: “Server della posta in uscita – Autenticazione del server necessaria”

- e il domicilio digitale?

il DPCM 6 maggio 2009 Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini, all’art. 3 comma 4 dice:

La volontà del cittadino espressa ai sensi dell’articolo 2, comma 1, rappresenta la esplicita accettazione dell’invio, tramite PEC, da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i provvedimenti e gli atti che lo riguardano

Solo che questa “esplicita accettazione” non viene raccontata da nessuna parte.

Io ci penserei bene prima di attivare una cosa con questo tipo di “automatismi”, specialmente se il Ministro, nel frattempo, parla di fare accordi con le “public companies” in modo da poter allargare “questo servizio” anche a loro.

Vorrei ricordare, per completezza di informazione, che il DPR. n. 68 del 11 febbraio 2005 “Regolamento recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.” all’art.4 comma 2 e 3 dice:

2. Per i privati che intendono utilizzare il servizio di posta elettronica certificata, il solo indirizzo valido, ad ogni effetto giuridico, e’ quello espressamente dichiarato ai fini di ciascun procedimento con le pubbliche amministrazioni o di ogni singolo rapporto intrattenuto tra privati o tra questi e le pubbliche amministrazioni. Tale dichiarazione obbliga solo il dichiarante e puo’ essere revocata nella stessa forma.

3. La volonta’ espressa ai sensi del comma 2 non puo’ comunque dedursi dalla mera indicazione dell’indirizzo di posta certificata nella corrispondenza o in altre comunicazioni o pubblicazioni del soggetto.

Cioè la legge prevede che sia io a scegliere quale strumento voglio utilizzare per ogni singolo procedimento apra con la PA.

Quindi se io ho una PEC acquistata, posso scegliere quando utilizzarla nei miei rapporti con le PA e la PA la può usare per rispondermi sono in riferimento a quel singolo rapporto.

Perchè anche con la CEC-PAC non deve essere cosi?

A questo punto una ultima domanda la faccio a voi lettori, che se siete arrivati a leggere sino a qua significa che siete veramente interessati alla PEC:

Veramente vale la pena di affrontare tutto questo bordello solo per risparmiare 6 EURO?

[UPDATE] nei commenti mi è stato chiesto come sarà l’indirizzo CEC-PAC completo. Ho provato a verificare sul sito e non ho trovato nulla a riguardo. Ho provato quindi a chiamare il numero verde per le informazioni. Dopo avere ascoltato praticamente tutto quello che c’è scritto sul sito, sono finalmente riuscito a parlare con una operatrice molto gentile che mi ha risposto. L’indirizzo CEC-PAC sarà:

nome.cognome@postacertificata.gov.it

 

In alcuni articoli precedenti ho parlato della Posta elettronica certificata, del fatto che sia già obbligatoria per alcuni (liberi professionisti iscritti ad un albo) e che lo diventerà presto per altri.

Ora vediamo di fare un passo avanti.

Ne siete entrati in possesso. Vi hanno attivato un account PEC, via hanno mandato un pdf con i parametri da usare e via hanno detto “Ora è tutto a posto”.

Facile vero? beh si! in effetti TEORICAMENTE è tutto ok.

Solo che voi siete abituati a leggere le vostre mail da un client di posta e avreste piacere a poter continuare nello stesso modo anche con la PEC.

I client di posta sono vari, si va da Outlook/Outlook Express a Eudora, da Apple mail a Thunderbird.

Io ho scelto di mostrarvi come configurare il vostro account di posta elettronica certificata su Thunderbird principalmente per due motivi:

- perchè thunderbird mostra in automatico l’anteprima degli allegati, contrariamente a quello che fa ad esempio Outlook e questo è essenziale per un utilizzo semplice della PEC

- perchè su Friendfeed c’è stato qualcuno che ha avuto questa necessità e quindi so per certo che questo post sarà utile ad almeno una persona.

iniziamo:

Avviamo Thunderbird e selezioniamo nel menu a tendina Strumenti la voce impostazioni account.

apparirà la seguente finestra, in cui dovremo selezionare, in basso a sinistra, dal pulsante azioni account la voce aggiungi account di posta.

THpec1

A questo punto ci verrano chieste le prime informazioni riguardanti il nostro account PEC

THpec2

compiliamo i tre campi in questo modo:

Nome: inseriamo il nome che vorremo visualizzare come mittente delle nostre mail PEC

Indirizzo e-mail: l’indirizzo mail pec che ci è stato assegnato (es. rossimario@pec.it)

Password: la password che ci è stata comunicata al momento della attivazione

selezioniamo la casella ricorda password quindi premiamo Continua

Thunderbird vers. 3.0.4 cercherà di recuperare automaticamente la configurazione dei server, ma probabilmente proporrà dei valori non corretti.

Li vedremo apparire nella parte sottostante della finestra di impostazione.

THpec3

I due bollini rossi sulla sinistra ci informano che Thunderbird non è riuscito a trovare una configurazione corretta. Poco male, lo faremo noi.

Per impostare i parametri corretti (che il nostro certificatore ci dovrebbe avere inviato insieme alla comunicazione di attivazione della mail) premiamo modifica e:

THpec5

per quanto riguarda la prima riga in entrata:

dovremo scrivere il nome del server di posta in arrivo (nelle indicazioni del certificatore dovrebbe proprio essere chiamato cosi). Qualcosa del tipo: pop3s.server.it ma non è detto.
Gli altri campi dovranno essere configurati manualmente come nell’immagine, perchè difficilmente Thunderbird avrà già identificato i valori corretti.
E’ importante che al server in arrivo corrisponda la tipologia POP, la porta 995 e la connessione protetta SSL

Per quanto riguarda la seconda riga in uscita:

il menu a tendina propone alcuni server in uscita, ma quello corretto non dovrebbe esserci. Momentaneamente lasciamo quello che troviamo preimpostato ma scriviamocelo su un foglietto, ci servirà ricordarlo più avanti.
Dovrebbe avere lo stesso dominio dell’indirizzo di posta PEC.
Verifichiamo che la tipologia del server sia SMTP (dovrebbe esserci in automatico) e procediamo a modificare la porta inserendo il valore 465 e infine attiviamo anche qui la connessione protetta SSL (selezionandola come prima dal menu a tendina)

A questo punto basta premere il tasto Verifica configurazione e Thunderbird controllerà i valori inseriti.

Se è tutto a posto, apparirà un bollino verde alla sinistra delle due righe e verrà attivato il tasto Crea un account.

Ora nella maschera iniziale impostazione account appare un nuovo account di posta.

A questo punto thunderbird è pronto per ricevere i nostri messaggi di posta elettronica certificata.

Se provate a spedirli però avrete un errore. Questo perchè questa procedura non ci permette di impostare manualmente il server corretto in uscita.

Per farlo bisogna tornare in Strumentiimpostazioni account e selezionare la voce Server in uscita (SMTP)

THpec4

in alto a destra c’è un elenco di server in uscita. Ci troverete anche quello che avevate lasciato preimpostato durante la configurazione precedente (ecco perchè era opportuno scriverlo).

Selezionatelo dall’elenco e sotto apparirà che il nome server è collegato al nome utente della vostra mail PEC. Perfetto, lo abbiamo trovato. Ora premiamo Modifica

THpec6

Nel campo nome server togliamo quello impostato e scriviamo il server in uscita che ci ha comunicato il certificatore. Gli altri campi sono già impostati correttamente dalle operazioni precedenti. Quindi facciamo OK sia su questa schermata che su quella successiva.

Ora Thunderbird è configurato per utilizzare la vostra nuova mail PEC sia in ingresso che in uscita.

Queste operazioni possono essere fatte anche andando direttamente alla maschera di impostazione manuale, ma bisogna cercare i vari campi da compilare nei vari sottomenu.

Cosi invece si segue per l’80% delle operazioni la configurazione guidata e quindi riusciamo anche a far verificare a Thunderbird almeno le funzionalità di ricezione.

Purtroppo gli attuali client di posta non sono studiati per gestire al meglio le mail PEC, quindi ci sono alcune necessità, tipo quella di collegare le ricevute al messaggio inviato, che non vengono soddisfatte.

Speriamo che escano presto add-on in grado di soddisfare anche queste necessità.

Se avete problemi o pensate che ci sia qualcosa di errato o che mi è sfuggito, scrivetelo nei commenti e io provvedo a integrare/correggere.

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, capitanato dal Ministro Brunetta, a settembre aveva avviato un Bando di gara per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)”.

Sono passati più di tre mesi dalla scadenza e finalmente il Ministero ha definito a chi assegnare la concessione:

Il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’Innovazione tecnologica (DDI) comunica che oggi si è conclusa la fase di selezione delle offerte per la concessione del servizio di Posta elettronica certificata (PEC) gratuita per i cittadini.
Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia è risultato primo in graduatoria.
Dopo i significativi risultati in termini di diffusione ottenuti grazie alla sperimentazione avviata con INPS e ACI a settembre scorso, la PEC gratuita sta diventando una realtà per tutti.

Chi ha seguito un po’ la vicenda non rimarrà sicuramente meravigliato da questo risultato.

Al bando infatti avevano partecipato solo due raggruppamenti d’impresa, l’aggiudicatario e quello creato da Lottomatica e Aruba.

Questo anche perché il bando richiedeva come copertura del territorio questo:
la Rete degli sportelli fisici in grado di assicurare un punto di accesso in almeno l’80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, con orario di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, 9.00-13.00.” e con queste caratteristiche erano veramente in pochi.

In realtà ci sarebbero state altre due realtà con queste caratteristiche: ACI e INPS.

A queste però è stata data, “sperimentalmente”, la possibilità di fornire la CEC-PAC ai loro clienti e di entrare quindi nel mercato della PEC direttamente.

E, casualmente, si sono dimenticati di poter partecipare alla gara e far concorrenza a Poste.

Ultima chicca che vorrei evidenziare, è che il bando parlava di concessione del servizio di CEC-PAC, mentre la comunicazione di aggiudicazione parla di concessione del servizio di PEC.

Sembra la stessa cosa ma non è cosi:

la CEC-PAC cioè la “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione ed il Cittadino” è un sistema di invio di posta elettronica che usa gli stessi strumenti e gli stessi standard della PEC, ma è limitato alla comunicazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione e viceversa.

Supponiamo ad esempio che l’INPS attivi uno sportello di raccolta delle comunicazioni di malattia e sia il paziente che il medico dispongano della proprio CEC-PAC.

Entrambi potrebbero mandare le informazioni all’INPS ma il medico non potrebbe mandarne copia al paziente e viceversa. Tra privati, aziende, liberi professionisti non funziona.

E’ chiaro quindi che se si pensa alla futura digitalizzazione dell’intero processo di comunicazione tra persone, la CEC-PAC non è sufficiente ma sarà comunque necessario attivare anche un PEC.

Cosa sarà stato effettivamente appaltato a Poste/Telecom Italia?

Aspettiamo e vediamo.

Nel frattempo io ribadisco un consiglio:

ASPETTATE AD ATTIVARE LA PEC GRATUITA DELLA PA, DELL’INPS E DELL’ACI

Chi mi legge su Friendfeed sa che sto seguendo da parecchio tempo la Pec e tutte le discussioni sull’argomento.

Adesso che ci stiamo avvicinando alle prime scadenze e  iniziano ad aumentare le persone che cercano informazioni, vedo di scrivere anche sul blog qualche osservazione che può essere utile a tutti.

Guida alla PEC

Le cose da dire sono tantissime e non posso di certo scriverle tutte. Per questo inizio col consigliarvi una guida online alla PEC:

banner_guida_pec

sul sito guidapec potrete trovare tantissime domande sull’argomento, ovviamente con le relative risposte. C’è anche un forum dove potete chiedere quello che non siete riusciti a trovare nel sito.

Le pagine sono in continua evoluzione e se siete interessati alla PEC, vi consiglio di metterlo nei preferiti.

In anteprima, non è ancora pubblicato nemmeno sul sito, vi segnalo anche  il relativo account twitter. E’ attivo da poco ma sarà utile anche quello.

Scadenze

La legge (DL 185/2008 art.16, convertito in legge 28 gennaio 2009, n.2) prevede che nell’arco di 3 anni dalla sua pubblicazione, tutti i liberi professionisti iscritti ad un albo, tutte le società di capitali e tutte le società di persone, comunichino al proprio ordine e alla Camera di Commercio il proprio indirizzo di Posta elettronica qualificata.

Pertanto dal 29 novembre 2008 tutte le nuove società o i nuovi liberi professionisti, al momento della registrazione hanno dovuto comunicare il loro indirizzo PEC.

Per quanti invece fossero già esistenti al 29 novembre 2008, la legge prevede che dovranno comunicare il loro indirizzo entro i seguenti termini:

29 novembre 2009 termine ultimo per i liberi professionisti ISCRITTI AD UN ALBO

29 novembre 2011 termine ultimo per le società di capitale e le società di persone.

La legge prevede delle scadenze, ma non prevede nessuna sanzione nel caso non vengano rispettate. Tenete però presente che i vari Ordini sembra stiano valutando la possibilità di considerare la mancata comunicazione come una infrazione al codice deontologico e quindi potrebbero intervenire con sanzioni interne.
Il mio consiglio è: valutate bene quello che state facendo, se non avete chiaro qualcosa informatevi (se siete qui siete sulla strada giusta) ma non sottovalutate la cosa.

PEC gratuita

Il Ministro per l’Innovazione Brunetta dice spesso che il governo ha intenzione di fornire la PEC gratuitamente a tutti i cittadini. Mi dispiace deludervi ma non c’è nessuno che vi regalerà la PEC, nemmeno lo stato.

Il Ministero per l’Innovazione ha indetto un bando, scaduto il 16 settembre e di cui non si sa ancora nulla, per l’assegnazione di un servizio di posta che però non è una PEC, ma viene chiamato CEC-PAC ovvero “comunicazione elettronica certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino”.

Questo servizio poggerà sulla stessa infrastruttura tecnologica della PEC, ma avrà delle limitazioni relative a mittenti e destinatari.

Questo basta a non renderla idonea ad essere utilizzata dalle aziende e dai liberi professionisti per adempiere ai suddetti obblighi di legge.

Nemmeno la PEC fornita da INPS e ACI è valida in quanto è un esperimento che è previsto confluisca nel servizio svolto dallo stato (vedi pagina 13 del documento del Ministero) e pertanto è a tutti gli effetti una CEC-PAC e non una PEC.

In pratica la differenza tra la PEC e la CEC-PAC è che la prima permette la comunicazione, a norma di legge, tra chiunque sia in possesso di un indirizzo di Posta elettronica certificata, mentre la CEC-PAC funziona solamente se o il mittente o il destinatario è la Pubblica amministrazione.

Per fare un esempio se un medico e il suo paziente avessero una CEC-PAC potrebbero entrambi scrivere all’INPS o alla PA ma non potrebbero comunicare tra loro, cosa che invece è possibile con la PEC.

Anche qui il mio consiglio è: al momento, non conviene attivare una CEC-PAC, anche se gratuita, in quanto i vantaggi sono tutti per la PA che ha un sistema a costo zero per contattarvi, mentre a voi serve veramente a poco.

Comprare la PEC

Se siete un libero professionista la prima cosa da fare è contattare il proprio ordine. Probabilmente avranno stipulato convenzioni con i vari certificatori per fornire ai propri associati una mail PEC a prezzi concordati. State attenti solo ad una cosa: spesso parlano di PEC data gratuitamente dall’Ordine, ma poi la convenzione è valida solo per un anno. Chiedete sempre quanto vi costerà l’anno prossimo. Meglio saperlo.

Se invece siete una azienda o un privato cittadino e quindi non ci sono convenzioni particolari a cui affidarsi e dovete provvedere voi ad acquistare una mail PEC, dovete rivolgervi o direttamente ai siti dei vari certificatori (non tutti vendono la PEC online) oppure a chi la distribuisce per loro.

Anche in questo caso alcune precisazioni per un acquisto consapevole:

- La legge prevede uno standard di servizio per cui tutti i certificatori hanno l’obbligo di svolgere il servizio nello stesso identico modo. Potrete trovare prezzi anche molto diversi, ma la differenza potrà essere nello spazio di archiviazione o nei servizi aggiuntivi, non nel servizio di gestione che è assolutamente uguale per tutti.

- Le mail che vengono proposte sui vari siti dei certificatori, sono tutte costruite su domini del certificatore (ad esempio tuonome@legalmail.it). Questo costa poco economicamente, ma vi lega al certificatore in quanto se un domani voleste cambiarlo, per opportunità economiche o scelte aziendali, sareste costretti a cambiare indirizzo PEC, con tutto quello che comporta in termini di divulgazione dell’informazione, di comunicazione alla Camera di Commercio ecc.

Chi non ha avuto problemi con le mail regalate a suo tempo da Tin o da Libero quando ha provato a cambiare provider? Ecco, la storia potrebbe ripetersi, ma con mail molto più “ufficiali”.

E’ possibile invece, con una somma leggermente superiore ma comunque contenuta, attivare una mail PEC su un dominio o un sottodominio propri, cosi da renderla definitiva.

Il mio consiglio in proposito: a meno che voi non siate un privato cittadino, acquistate un vostro dominio se già non lo avete, quindi certificatene un sottodominio (ad esempio pec.tuodominio.it) su cui richiedere l’indirizzo PEC. La certificazione del dominio o del sottodominio e la richiesta della PEC può essere fatta contemporaneamente e senza grossa difficoltà.

Al giorno d’oggi avere un proprio dominio costa poco ed è ormai indispensabile per una attività per cui, se non lo avete già fatto, pensateci.

E se non sono obbligato mi conviene fare comunque la PEC? provate a fare questo semplice test e avrete la risposta.

Un aiuto

L’argomento Posta elettronica Certificata è molto vasto e con molte problematiche. Alcune cose le si scoprono subito, altre le si ha più chiare solo dopo averci avuto a che fare per un po’.

Proprio per essere d’aiuto in questo, negli ultimi mesi ho collaborato con alcune società del settore per studiare queste problematiche e sviluppare delle soluzioni che potessero risolverle.

Il primo passo è stato quello di attivare delle partnership con alcuni certificatori cosi da cercare di semplificare al massimo le modalità di attivazione della PEC. Abbiamo potuto cosi distribuire a prezzi vantaggiosi i loro servizi, sollevandoli dalla gestione del cliente finale.

Il risultato lo potete vedere all’indirizzo http://pec.felter.it dove potete acquistare uno o più indirizzi di posta elettronica certificata su un dominio del certificatore (in questo caso Namirial), su un vostro sottodominio ( e qui il certificatore è Aruba) o su un dominio nuovo semplicemente compilando il form di acquisto che genera in automatico tutta la documentazione che dovrete rispedire firmata via Fax per richiedere l’attivazione.

Questo è un servizio che solitamente è riservato ai service provider che vogliono distribuire la PEC ai loro clienti, ma che mi fa piacere poter rendere disponibile a chi visita questo blog e ha necessità della PEC. Il costo dell’acquisto viene aggiornato in tempo reale allo scegliere le varie opzioni. Provate a verificare. Vedrete che sono riuscito a spuntare per voi un prezzo veramente contenuto, nonostante le cifre già normalmente basse lasciassero poco spazio alle variazioni.

Presto verranno attivati nuovi servizi aggiuntivi che potranno essere attivati sul servizio base di qualsiasi PEC, perchè ci sono problematiche che la PEC da sola non risolve e di cui presto potreste sentire l’esigenza.

Se avete bisogno di chiarimenti, di ulteriori informazioni o di un aiuto potete scrivere nei commenti o contattarmi direttamente dal form dei contatti sul sito:

http://www.felter.it/contatti.htm

Le cose da dire sulla PEC sarebbero ancora tante, ma questo post è già molto lungo cosi.
Aspettatevi quindi qualche altro post sull’argomento, magari per rispondere a qualche vostra domanda.

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