Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Se sei un publisher AdSense probabilmente hai ricevuto, come me, una mail da Google che ti informa che sono stati modificati i termini e condizioni del tuo account Adsense.

La mail si chiude con questa frase:

Purtroppo non siamo in grado di interpretare per i nostri publisher il significato delle modifiche apportate ai documenti legali. Per eventuali domande o una consulenza legale per l’interpretazione dei nuovi Termini e condizioni, consulti un avvocato.

Come? rivolgersi ad un avvocato? cosa avranno cambiato di cosi complesso da dovermelo far spiegare da un avvocato.

Che i termini e condizioni di un accordo vadano letti bene e, ancora meglio, capiti, è un concetto importante e da non sottovalutare. Principalmente però quando io attivo un servizio. Quando sono già un utilizzatore dovrei, in teoria, avere ben chiaro quali sono gli accordi precedenti, per cui dovrei capire solo le eventuali variazioni.

Solo che nessuno si è preso la briga di evidenziare quali siano questi cambiamenti.

Troppo complicato? troppo lungo? troppi?

Assolutamente no.

Infatti, dopo una verifica effettuata tramite software comparativo tra la versione online datata 27 marzo 2008 (attualmente valida e disponibile all’indirizzo https://www.google.com/adsense/localized-terms e che riporto in versione .pdf (5MB) ) e quella linkata nella mail, tralasciando le variazioni degli spazi è esclusivamente la seguente:
(in grassetto le variazioni)

12.1 Versione 27 marzo 2008 Lei avrà diritto a ricevere una somma di denaro che rappresenta una quota dei ricavi di Google sugli agli annunci pubblicitari di terzi inserzionisti derivanti dagli Annunci e dai Pulsanti Referral che sono visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà. Tale somma sarà determinata sulla base di un numero di fattori, ivi inclusi (a) il numero di validi click sugli Annunci visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà, (b) il numero di valide impressioni di Annunci visualizzate sulla/e Sua/e Proprietà, (c) il numero di Eventi Referral validamente completati ed iniziati attraverso i Pulsanti Referral visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà, e/o (d) altri eventi verificatisi in connessione con la visualizzazione degli Annunci sulla/e Sua/e Proprietà. La quota di ricavi che Lei riceverà sarà determinata da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione. Lei prende atto che Google non avrà e non ha alcun obbligo di comunicarle come tale quota viene calcolata o quale percentuale del totale dei ricavi di Google sugli annunci pubblicitari derivanti dagli Annunci e dai Pulsanti Referral visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà la sua quota rappresenta. I pagamenti saranno calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google. (questa parte in grassetto quindi non è più valida)

12.1  Versione 22 marzo 2011 Lei avrà diritto a ricevere una somma di denaro che rappresenta una quota dei ricavi di Google sugli agli annunci pubblicitari di terzi inserzionisti derivanti dagli Annunci e dai Pulsanti Referral che sono visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà. Tale somma sarà determinata sulla base di un numero di fattori, ivi inclusi (a) il numero di validi click sugli Annunci visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà, (b) il numero di valide impressioni di Annunci visualizzate sulla/e Sua/e Proprietà, (c) il numero di Eventi Referral validamente completati ed iniziati attraverso i Pulsanti Referral visualizzati sulla/e Sua/e Proprietà, e/o (d) altri eventi verificatisi in connessione con la visualizzazione degli Annunci sulla/e Sua/e Proprietà. La quota di ricavi che Lei riceverà sarà determinata da Google a sua discrezione. I pagamenti saranno calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google.

Tutto qua.

Come dico nel titolo, questa è la traduzione “for dummies”, per cui non è niente di ufficiale. Solo quello che ho fatto io per capire cosa Google mi stava dicendo.

Se qualcuno scopre che ho capito male, me lo faccia sapere. A bocca aperta

P.S. Dato che ho fatto la verifica, ne approfitto. Cara Google, nella versione nuova, all’art. 12.11 c’è un errore, manca uno spazio e la mail diventa errata:

12.11      Qualora Lei intenda contestare qualsiasi pagamento eseguito nell’ambito del Programma, dovrà inviare a Google notifica scritta all’indirizzo adsense-it@google.comentro trenta (30) giorni dal pagamento contestato; la mancata notifica sarà considerata come una Sua rinuncia a qualsiasi rivendicazione in relazione a tale pagamento contestato.

Se vuoi correggere…

Su questo blog ho parlato altre volte di telelavoro e di come internet, nonostante sia uno strumento ormai diffusissimo, ancora non sia riuscita a fare la differenza e a cambiare le radicate abitudini dei datori di lavoro e delle loro società.

Qualcosa però a volte succede, grazie a persone che vivono la rete e che vogliono sfruttarne al massimo le potenzialità.

Si, perchè il vantaggio è anche loro, tutto sta a capirlo.

Una di queste persone è Matteo Flora, CEO di The fool, che ha organizzato i propri servizi utilizzando le persone dove sono, in giro per la rete.

Ora addirittura prova a fare un ulteriore passo avanti, cercando di coinvolgere persone che, per disabilità, spesso si trovano relegate ai margini lavorativi.

Mi fa quindi molto piacere rilanciare il messaggio di Matteo, in cui è spiegata bene la sua esigenza e le sue intenzioni.

Per qualsiasi informazione, contattatelo pure, sulla sua disponibilità non ho dubbi:

http://www.thefool.it/2011/01/04/the-fool-telelavoro-disabili-aiutiamoci-a-vicenda/

A seguire il testo dell’annuncio.

STAGE/COLLABORAZIONE TELELAVORO PER INTERNET CONTENT ANALYST
Inizio lavoro: gennaio 2011

Sede di lavoro: Telelavoro

Cerchiamo una risorsa motivata che entri a far parte del team di The Fool, una realtà italiana devota all’innovazione tecnologica e alla creazione di prodotti e servizi ad alto valore tecnologico attiva con soluzioni per il settore della tutela della proprietà intellettuale online, il controllo delle risorse aziendali ed il monitoring della rete con particolare enfasi ai Social Network mediante soluzioni software dedicate.

Ruolo: L’esperto lavorerà su turni all’interno del team di Internet Content Analysts per la rilevazione, la catalogazione e la moderazione di contenuti online (UGC). I settori di monitoraggio saranno principalmente contenuti editoriali, televisivi e audiovisivi.

Il lavoro potrà essere svolto, previa formazione, in autonomia secondo orari prefissati e su turni settimanali in telelavoro mediante piattaforma internet.

Competenze e caratteristiche personali
– disponibilità al lavoro in telelavoro;
– disponibilità di personal computer ed accesso internet a larga banda (ADSL);
– buone competenze informatiche;
– buona cultura generale;
– buone capacità di comunicazione, sia in italiano che in inglese;
– alta autodeterminazione e capacità di lavorare in autonomia;
– passione per la rete internet e per le trasmissioni televisive;

Le candidature potranno essere inviate via e-mail all’indirizzo:
jobs@thefool.it citando l’oggetto “Selezione Internet Content Analyst”.

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Domani 23 giugno 2010 a Brescia ci sarà un barcamp.

Sino ad ora a Brescia non mi risulta ne fossero mai stati organizzati per cui sono molto contento che succeda.

Per tutte le informazioni c’è il sito: panewebesalame

Io ci sono sicuramente e, se non ci saranno problemi di tempo, vedrò di fare anche un speech.

Dura tutta la giornata (sino alle 17:30) per cui, se siete in zona, fate un salto al castello Malvezzi e venite anche voi.

twitter_logo

Un breve messaggio di it_twop_1000 mi ricorda che oggi sono tre anni che ho creato il mio account su Twitter.

Per chi non conoscesse twitter ( veramente non lo conosci? ) ne ho già parlato quando sono arrivato a scrivere il 5000° tweet. Lì ci troverete una descrizione più dettagliata.

Voglio aggiungere solo una considerazione:

Quando ho creato il mio account su twitter non pensavo minimamente di attivare un servizio con tutte le potenzialità che poi ha dimostrato di avere.

Era una sperimentazione, come ne ho fatte tante e come ne sto ancora facendo.

Solo che ci sono cose che poi vengono accantonate e ci sono cose che ti rimangono addosso senza che tu te ne renda conto.

Negli anni il mio modo di usarlo è cambiato, si sono ridotti i tweet anche a causa di altri servizi come Friendfeed (no, Facebook invece, anche se attivato poco tempo dopo twitter, non ha cambiato molto il mio modo di usare Twitter), però Twitter è rimasto un canale importante tra i vari social network che utilizzo.

Basta dire che seguo 752 persone e 986 hanno, bontà loro, deciso di seguirmi, per capire cosa intendo.

Se poi penso che l’esperienza che ho fatto usando questo tipo di canali, mi ha portato a farne un lavoro, che mi piace e che mi permette di essere utile, non posso che dire:

Grazie Twitter

Se anche voi avete un account twitter ma non vi ricordate quando l’avete creato, potete usare il servizio http://www.whendidyoujointwitter.com/ e avrete la risposta.

Ieri ho potuto parlare ad un gruppo di studenti della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, invitato da un loro insegnante.

L’obiettivo era discutere di social network, della rete e delle sua potenzialità.

Questi ragazzi hanno 23-24 anni, stanno studiano argomenti come la grafica, la pubblicità e il corso che stanno facendo, li sta formando per la parte informatica.

Sono state 3 ore molto interessanti, in cui si sono aperti diversi argomenti di discussione.

A me premeva portare loro alcuni concetti principali:

  • la propria identità digitale
  • la consapevolezza di quello che si mette in rete
  • l’esistenza di un ambiente per valorizzare le proprie capacità

Nonostante tutti gli studenti siano più o meno presenti in rete (ovviamente Facebook è un must) ho notato che, per loro, il concetto di “proteggere la propria identità digitale” ruoti principalmente ancora attorno al fatto “non scrivo con il mio nome e cognome” ad di fuori di Facebook e infatti vedano come caratteristica particolare che in esso, per la prima volta, ci si presenti per nome e cognome.

Da questo siamo passati ad esaminare quali siano i problemi delle imprese, che non possono evitare di essere in rete con il proprio nome o brand, e abbiamo ragionato su quali sono le difficoltà che possono incontrare e come loro possono inserirsi all’interno di queste esigenze.

Da studenti, il fatto che ci siano cosi tante domande e così poche risposte certe, li fa sentire ancora più impreparati, ma di contro spero che abbiano capito che questo lascia loro ampi spazi dove applicare la loro immaginazione, la loro creatività e la loro voglia di fare.

qualche settimana fa scrivevo questo:
Troppa libertà – diamoci un taglio!

Sembra che abbiamo iniziato.

Un giorno una persona scrive un post su wordpress.com dove scrive che non le piace una campagna pubblicitaria, capita che a qualcuno non piaccia (al momento non è dato sapere chi è stato) e che segnali la cosa a wordpress.com e che qualche solerte censore oscuri il blog.

Non c’è nulla nel post e, secondo me, anche nei commenti che possa giustificare tale cosa.

All’autrice hanno risposto che deve chiedere a chi ha chiesto l’oscuramento del blog il perchè.
Dato che lei, ovviamente non sa chi sia, in rete molti hanno deciso di darle una mano.
Quindi stiamo ripostando in tanti quello che lei ha scritto, cosi, se quello che l’ha fatta oscurare legge, può contattarla e spiegarle. :)

Ormai la censura è dietro l’angolo, non vengono rispettati i diritti fondamentali dell’individuo e non in Italia ma negli USA, paese che si erge a difensore della Libertà.

questo è il post incriminato:

John Ashfield  ADV: pleeease!

Quando scrivo di qualcosa che non mi piace so essere particolarmente acida.
Questa è una di quelle occasioni.

Parliamo delle campagne stampa di John Ashfield che mi sorbisco costantemente in quanto lettrice di XL.
Compro il voluminoso giornale e mi ritrovo a fissare quelle che possono esser catalogate tra le più sgraziate pubblicità mai viste.

John Ashfield è una marca d’abbigliamento che s’appoggia su una ben costruita brand image: produce un vestiario (e relativi accessori) che si rivolgono a un pubblico giovane, tra i 23 e i 35 anni (secondo la mia percezione) rievocando l’atmosfera dello sport, in particolare del cricket e del golf.
Quindi viene in mente Londra, i tornei tra prati verdi perfettamente tagliati e una certa noblesse d’animo.

Niente male per un’azienda della provincia di Forlì e Cesena, insomma.
Quando ho scoperto questo piccolo particolare mi son meravigliata.

Non apprezzo molto lo stile che questa marca propone, un casual sui toni del blu, del beige e del verde, ma ammetto d’esser affascinata da certe iconografie (come l’uso di stemmi) e dalle camicie dai sobri ma inconsueti dettagli, cose che John Ashfield mostra in ogni collezione.

Comunque, torniamo alle campagne stampa.
Questo mese sulla quarta di copertina di XL si può ‘ammirare’ la pubblicità in questione della collezione primavera/estate 2009.
Rappresenta due modelli (sempre gli stessi da qualche stagione) su un campo da golf.

 john
Rabbrividisco.

1) Le fotografie dei modelli non sono a fuoco. Oltretutto le loro figure sono scontornate male. E la sovrapposizione del ragazzo sulla ragazza è pessima: si vede che non son stati fotografati insieme: lei pare sproporzionata rispetto a lui;
2) Che razza di fotografia hanno scelto come sfondo? Siamo in Svizzera? Cosa sono quelle casette che si vedono a sinistra? Le luci inoltre non combaciano: mentre i modelli son illuminati da riflettori frontali, nella fotografia di sfondo il sole cade da destra. Insomma, gli elementi si fondono alla grandissima! Eh!
3) Che espressione ha il modello? Terrorizzata? E’ colto di sorpresa? Sempre meglio della modella che pare pensare ‘Che ci sto a fare qui?’.
4) Marchio e logo. Penso siano stati realizzati con Paint, più o meno. Kitch a dir poco. Il font usato, oltretutto, è stra-usato e non centra assolutamente niente.

Signor John Ashfield, please!
Change!

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