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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘hardware’ Category

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Giovedi sera, grazie all’invito di Simone Guzzardi consultant Digital PR di Barabino & Partners, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del tablet Stylistic Q550 di Fujitsu.

Sono da sempre un acceso sostenitore della necessità di provare dal vivo i prodotti, in quanto solo cosi è possibile capire quali sono le loro reali caratteristiche e peculiarità.

E anche questa volta devo dire che mi è stato molto utile.

Come al solito non mi soffermerò sulle caratteristiche tecniche del prodotto, che potete trovare sul sito di Fujitsu,  ma cercherò di raccontare le mie impressioni.

Va premesso che questo tablet è uno dei pochi ufficialmente destinato al mercato business. Certo può essere usato da tutti ma certe scelte progettuali possono essere capite e giustificate solo se si pensa in quale contesto deve andare.

La prima impressione che ho avuto è proprio del tablet “da battaglia”, robusto, più grosso del normale, con caratteristiche “industriali”.

Non è certo il tablet più sottile di questo mondo, neanche quello con la linea più elegante e nemmeno il più leggero, però lo tieni facilmente in mano, non ti fa preoccupare di romperlo quando lo usi e fa esattamente quello che fai solitamente con il desktop alla scrivania.

E’ un po’ come essere un medico e scegliere tra un bisturi ed un coltello da tavola. Nel coltello da tavola privilegi l’eleganza e la forma, ma quando pensi al bisturi, vuoi che tagli, che faccia bene il suo lavoro, il resto passa in secondo piano.

E le caratteristiche del Q550 sono proprio pensate per questo.

Il sistema operativo è Windows 7 Professional, che vuol dire assoluta integrazione con qualsiasi rete aziendale, senza preoccupazioni di software, autorizzazioni e permessi.
Se lo si utilizza in sostituzione di una postazione desktop, non ci sarà bisogno nemmeno di un minuto di formazione. E’ una postazione desktop, “mobile”.

Batteria sostituibile, perché uno strumento del genere non può essere “fermato” perché deve ricaricarsi. Addirittura, cosa molto intelligente, la batteria ha un pulsante di test per verificarne lo stato di carica, cosi da non doverla installare per accorgersi che ci eravamo scordati di caricarla.

Lo schermo touch è opaco e questo permette di non far notare le classiche ditate tipiche dei tablet. Certo non sono un problema, ma se stai lavorando non devi sentire il bisogno di uno straccetto perchè lo schermo è tutto segnato.
Non pensavo si potessero ridurre cosi le ditate, se non lo avessi visto dal vivo non ci avrei creduto.

Per aumentare la precisione e probabilmente per sfruttare al meglio il sistema operativo non certo pensato per il mondo touch, Fujitsu utilizza uno schermo capacitivo (10’1 a 1280×800), che permette l’uso delle dita ma funziona al meglio con la penna sensibile alla pressione in dotazione.

Con questa è possibile scrivere appoggiando la mano sullo schermo durante la scrittura.

Ci sono poi diversi accessori come il modulo 3G, il lettore di impronte digitali, lo slot per la smart card e la docking station che aumentano le funzionalità del tablet.

In conclusione la mia impressione è stata buona. Credo che probabilmente non siamo ancora al prodotto business maturo, il microprocessore non è dei più veloci e quindi ci vuole un po’ di pazienza, inoltre il sistema operativo non è pensato per quel mondo.

Di certo è attualmente un prodotto che in certe nicchie di mercato non ha competitor e questo permetterà a Fujitsu di maturare una certa esperienza e un certo valore da poter poi utilizzare in futuro, quando ad esempio sarà disponibile Windows 8 che sarà un S.O. molto efficiente su prodotti del genere o quando Intel fornirà chip più prestanti.

Per farvi capire la sensazione che ho avuto quando l’ho visto, guardate questo video.

Ecco, secondo me, con il tablet di Fujitsu quasi ci siamo Sorriso

HTCDesireS

Come forse qualcuno di voi avrà letto, a giugno ho avuto la fantastica occasione di passare 5 giorni a Redmond, ospite di Microsoft, per una serie di incontri.

Grazie alla disponibilità di Euronics Italia, prima della partenza ho ricevuto un Desire S in prova. Ne ho approfittato e ho deciso di utilizzarlo durante tutto il periodo in USA, lasciando a casa il portatile.

Durante i 5 giorni c’erano alcune cose che volevo assolutamente fare:

- usare Skype per rimanere in contatto con l’Italia.
- prendere appunti su quello che veniva presentato.
- fare qualche post su questo blog.

Con il portatile non sarebbe stato un problema. Con lo smartphone?

Vediamo come è andata.

Lo smartphone è stato sicuramente molto più comodo del portatile in tutte le occasioni in movimento.

Difficilmente avrei utilizzato il portatile negli aeroporti o sui pullman verso gli uffici di Microsoft, mentre con il Desire S mi sono trovato spesso a mandare Tweet o a leggere gli aggiornamenti dei miei compagni, praticamente in tempo reale.

In tutte le attività “tipiche” dello smartphone, il Desire S è andato alla grande. Nessun problema di blocco o rallentamento dell’interfaccia, qualche problema di visibilità all’esterno in condizioni di luce particolare ma meno di quanto mi aspettassi.

Le molte applicazioni disponibili mi hanno permesso di fare praticamente tutto quello che volevo, dai check-in con Foursquare, a Facebook e Friendfeed, Twitter e quant’altro.
Con un formato di visualizzazione dell’orologio della Sense del Desire S ho potuto avere in vista sempre contemporaneamente due orologi con le ore italiane e locali, nonchè il meteo di entrambe le aree.

Gran parte delle giornate le ho passate però in una grande sala a seguire le varie presentazioni.

Tutta l’area era coperta da Wi-Fi, mentre ai tavoli c’erano collegamento ethernet e prese di corrente. La classica situazione standard per l’uso di un portatile.

Skype l’ho usato sempre sotto copertura Wi-Fi, sia in albergo che in Microsoft. Le due reti avevano caratteristiche diverse e ovviamente un po’ si rifletteva nella qualità delle chiamate Skype, ma comunque il servizio è stato sempre più che sufficiente.

Per usare Skype sul Desire S esiste l’applicazione ufficiale di Skype ed è quella che ho usato.

Comoda e chiara da utilizzare, mi ha dato alcuni problemi nel momento della chiusura delle conversazioni, in quanto ho avuto l’impressione che andasse in conflitto con la gestione dello schermo del Desire S (che si spegne durante la chiamata, nel momento in cui lo avvicini all’orecchio). Mi è capitato più volte di non riuscire a chiudere la chiamata in quanto l’applicazione di Skype non era più a video alla riaccensione dello schermo, obbligandomi a chiudere l’intera applicazione invece di poter semplicemente riagganciare. L’applicazione però era uscita da poco. Probabilmente gli aggiornamenti successivi hanno risolto.

In ogni caso ho usato Skype per le mie necessità esattamente come volevo. Non era ancora possibile fare le videochiamate e quindi non ho potuto fare nessuna prova.

Durante le presentazioni, quasi tutti i presenti utilizzavano il collegamento alla rete tramite Ethernet ma la rete Wi-Fi era veramente molto veloce e questo di certo mi ha aiutato ad utilizzare al meglio lo smartphone.

Per prendere gli appunti durante le giornate ho utilizzato il Desire S collegato in wifi e alimentato, scrivendo su un documento online tramite l’applicazione dei docs di Google presente nativamente sul cellulare.

Certo la tastiera non è comoda come quella di un portatile, però non era mia intenzione dattilografare tutto quello che dicevano e quindi sono riuscito agevolmente a segnarmi quanto volevo.

Anche la scrittura dei post su questo blog è stata abbastanza agevole, grazie alla applicazione di automattic per la gestione di WordPress. Ho potuto inserire nei post le foto scattate dal Desire S e sono stato molto soddisfatto del risultato, anche se la qualità degli scatti non è certo paragonabile a foto fatte da una macchina fotografica.
Ecco, una limitazione nell’usare lo smartphone invece che il portatile è stata quella di non poter utilizzare e scaricare le foto fatte con la mia Canon G6.

Dallo smartphone non mi sono fidato a fare il webcheck-in per i voli, ma solo perchè avevo tempo per farlo in aeroporto. Credo comunque che se non avessi avuto alternative avrei potuto farli.

In conclusione sono stato veramente soddisfatto dell’esperimento. Certo avere con sé uno smartphone e un notebook è il massimo, ma sapere di poter sopperire a molte esigenze con un buon prodotto e un buon sistema operativo è molto importante.

Paradossalmente gli unici problemi che ho riscontrato non sono legati al terminale in sé ma ad alcune scelte progettuali hardware.

La cosa principale che mi preoccupava dell’uso intensivo del Desire S era la durata della batteria. Per questo ho detto che tutte le volte che ho potuto ho tenuto lo smartphone collegato alla rete elettrica.

Si sa che purtroppo le batterie attualmente sono il limite di questa tecnologia.

Quello che non capisco è perché, pur sapendolo, non si cerca di attuare soluzioni alternative tampone che possano almeno andare incontro alle esigenze della clientela.

Al momento non ci sono grosse possibilità, o una batteria di ricambio o alimentarlo appena possibile.

Nel mio caso, l’ho tenuto spesso alimentato e il problema che ho incontrato è che il filo del carica batterie del Desire S E’ CORTO!  poco più di un metro di cavo significa che se non hai la presa di corrente esattamente sotto il tavolo non riesci a tenere il telefono in mano. Veramente o si carica o si usa?

Non ci vorrebbe molto a fare il filo un po’ più lungo.

Alternativa è la batteria di ricambio, però se il telefono ha un meccanismo di apertura della scocca non pensato per una apertura “ciclica”, rischi che dopo una settimana il telefono è rotto.

Il Desire S ha il copri batteria agganciato con una aletta a scatto di plastica che devi forzare per aprire. Non è certo la soluzione ideale per pensare di aprirla spesso.

Basterebbe un pulsantino a molla, come quello dell’INQ1 ad esempio, per evitare il problema e dare al cliente una soluzione in più.

Questo post è rimasto parecchio nelle bozze per problemi personali e nel frattempo il Desire S è tornato a Euronics, per cui non posso fare altre prove nel caso aveste delle curiosità.

In ogni caso voi provate a chiedere, non si sa mai.

 

Si, hai letto bene.

Voglio comprare un Asus Transformer e uno smartphone tra il Desire S e l’Incredible S.
Un acquisto serio, pagato con bonifico a seguito di rilascio fattura.

Tu ne vendi? fammi la tua offerta e vediamo.

Questo è un esperimento che ho in testa da parecchio tempo e, vista l’occasione propizia, vedo di metterlo in pratica:

Gran parte delle aziende, anche le più piccole, hanno uno o più venditori che sono perennemente alla ricerca di clienti, cercano di vendere e macinano chilometri ogni giorno per andare da qualcuno che non sempre è intenzionato a comprare.

Succede nella vita reale ma non succede in rete.

In rete le aziende piazzano le loro trappole, le loro esche e aspettano che qualcuno abbocchi, clicchi il banner, la pubblicità prima, il tweet o lo status su FB ultimamente.

Perché invece sono pochi i commerciali che ascoltano la rete, analizzano le discussioni e vanno a proporre i loro prodotti a chi dimostra di essere interessato?

A me, in questo momento serve:

n.1 ASUS Transformer 16GB wifi solo tablet (se ci fosse la tastiera e il 3G meglio)

n.1 Smartphone ( in alternativa o l’HTC Desire S o l’HTC Incredible S. ai prezzi attuali prenderei il primo, ma se il secondo avesse uno sconto decente potrei anche valutarlo. )

Mi sono guardato in giro e ho trovato dove posso comprarli a questi prezzi (iva compresa):

Asus a € 399 + 4€ spese

Desire S a € 449 + 4€ spese

Incredible S a € 499

Quindi se sei un negozio o un rivenditore che può fornirmi quei prodotti con regolare fattura e a meno di questi prezzi, fammi la tua offerta.

Non posso però aspettare molto, i prodotti che ho trovato potrebbero esaurire e quindi ritrovarmi a non poter più effettuare l’acquisto.

Per questo hai solo sino a lunedi 23 maggio 2011 alle 10:00 per farti sentire.

Ovviamente i prodotti devono essere disponibili al momento dell’acquisto, possedere le normali garanzie e il prezzo deve essere compreso di ogni spesa accessoria.

Anche tu come venditore devi però risultare serio, per cui mi aspetto la possibilità di verificare la soddisfazione di chi ha acquistato da te e i pareri relativi.

Mi sembra che questo post abbia tutte le parole chiave utili ad apparire ad una ricerca corretta, per cui ora sta a voi trovarmi.

Io sono convinto che sarà più facile trovare qualcuno disposto ad acquistare con me piuttosto che qualcuno in grado di fare la vendita, ma sono qui per essere smentito.

Se pensate che questo post possa interessare ai vostri contatti, linkatelo nei vostri lifestream.

Grazie alla disponibilità di Hoover ho avuto la possibilità di provare il loro nuovo modello di robot aspirapolvere: Robo.com.

robocom_box

Il primo impatto è stato positivo.
Dimensioni generose e peso discreto non lo fanno assolutamente sembrare un giocattolo anche se, per un appassionato di tecnologia, presto potrebbe diventarlo sul serio :) .

Bisogna avere però un po’ di pazienza, va preso e messo sotto carica, nella sua base, per almeno 12 ore prima di usarlo.
Quando finalmente lo si può far partire, si ha la prima sorpresa: parla.
Inizia a girare per casa, esaminando cosa trova da pulire e si regola di conseguenza, dicendoti se trova sporco o se ha problemi.

Una delle cose che ho faticato a comprendere è con quale criterio lui girasse gli spazi.
Non ha un percorso standard che garantisce il passaggio di tutta la superficie a disposizione, usa un criterio meno banale ma forse più corretto: va dove trova sporco.
Parte facendo degli spostamenti a raggiera e poi, a seconda di dove trova più o meno "lavoro", decide in quale direzione andare.
Inizialmente sembra tralasciare alcune zone per altre ma, se gli si lascia un po’ di tempo, scopri che va dove effettivamente serve. E con l’autonomia di un’ora circa, fa veramente molta strada.

robocom 
Le spazzole presenti sotto e sui lati di Robocom fanno egregiamente il loro dovere, per cui la pulizia è fatta bene. Chi pulisce solitamente la casa si dovrà dedicare solo alle zone dove Robocom non arriva, tipo dietro alle porte o negli spazi troppo stretti perché ci possa passare.

Il problema principale di un prodotto del genere è proprio la convivenza con il "vecchio incaricato delle pulizie".
E’ infatti uno strumento che, entro certi limiti, sostituisce l’attività fatta da altri e quindi deve essere in qualche modo, "accettato".

 
Per questo nel titolo parlo di animale…domestico, perché fa certamente il lavoro di un domestico ma, per essere utilizzato al meglio, deve diventare qualcosa di cui fidarsi. Se questo succede si trasforma in qualcosa di più di un semplice elettrodomestico. Diventa quasi di compagnia :)
Non per niente ogni tanto sento qualcuno che gli parla, preoccupandosi se va dove ci sono fili o in posti dove poi fa fatica a muoversi.

In conclusione posso dire di essere rimasto soddisfatto del prodotto, con forse l’unica osservazione da fare nei confronti della base di ricarica, che tende a scivolare sul pavimento liscio e ha il filo di alimentazione posizionato troppo basso sul retro, rimanendo d’ostacolo al posizionamento della stessa contro il muro o contro un battiscopa. Probabilmente bastava farlo uscire dalla parte superiore per risolvere il tutto.

[DISCLAIMER] Questo prodotto mi è stato spedito in prova da Hoover e rimarrà in mio possesso. 

[prova] Windows Phone 7 e LG E900

dic-1-2010 By Felter

IMG_5492

Questa volta devo ringraziare Napolux, Hagakure e Microsoft.

Senza la loro disponibilità non avrei potuto provare il nuovo sistema operativo mobile di Microsoft, Windows Phone 7, installato sul nuovo smartphone LG E900.

Infatti è stata organizzata una staffetta di prova tra blogger e io sono subentrato nei test a Napolux.

Questo mi ha permesso di usare per una ventina di giorni questo nuovo sistema operativo e quindi inizio subito a raccontare la mia esperienza:

- La consegna

Contrariamente a quello che succede di solito non mi è arrivato tramite corriere ma c’è stato un incontro ai primi di novembre  e questo mi ha permesso di fare quattro chiacchiere con chi già aveva fatto esperienza ed è stato interessante.

le mie prime impressioni, a caldo, sono state assolutamente positive, in quanto è bastato accenderlo per rendermi conto di avere a disposizione qualcosa di originale e di diverso, come potete vedere dall’immagine.

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- impressioni

La prima osservazione che ho fatto all’accensione è stata:

Iphone destra – Android giù – Windows Phone 7 su

in che senso? beh guardate il video:

Certo non si può reinventare tutti i giorni la ruota. Sorriso

Mi mancano i touch di Nokia e BlackBerry. Chi si è preso l’ultimo verso disponibile e, soprattutto, cosa ha fatto quello che è rimasto fuori?

Una volta avviato, ho apprezzato la scelta grafica minimalista in cui viene data priorità all’interfaccia testuale invece che alle classiche micro icone.
E’ originale, chiara e velocizza il tutto.
Tenete presente che spesso mi è stato difficile capire dove una cosa è merito/causa del S.O. e dove invece è l’hardware ad intervenire, però la sensazione di velocità e reattività che ho provato nello scrivere sulla tastiera touch dell’LG è stata veramente elevata.

Sono riuscito ad attivare facilmente la gestione della mia posta e dei miei account sui principali social network (Twitter e Facebook) e sono diventato operativo in pochi minuti.

Un’altra scelta originale di WP7 è stata quella di raccogliere attorno ai propri contatti la loro attività, per cui non ho bisogno di girare i vari social network per vedere cosa vi hanno fatto di nuovo, ma mi basta entrare nella lista predisposta e vi vedrò la loro attività, monitorata nei vari posti dove mi è stato possibile trovarli.

E’ disponibile inoltre il software necessario alla gestione dei file della suite di Office, come era ovvio aspettarsi.

Gran parte dell’attività del telefono è monitorabile dalla pagina principale, addirittura dallo screen saver, che informa comunque delle eventuali nuove mail, sms ecc.

- criticità

Non li voglio chiamare difetti perchè il S.O. è talmente nuovo che è naturale ci siano delle cose da migliorare.

Prima cosa il market, che ovviamente è all’inizio e non ha ancora una varietà di software adeguato alle necessità.

Se, come dicevo nel post precedente di prova del Desire, nel market Android ho trovato tutto quanto mi serviva, in quello Microsoft molto deve ancora esserci.
Ho provato ad esempio a cercare una applicazione per leggere i QRCode ma ne ho trovata una sola e praticamente inutilizzabile.

L’applicazione per Foursquare funziona ma non è completa come potrebbe essere.

Come torno a ripetere, non è un problema del S.O. ma se acquisti questo telefono può essere che ci vorrà un po’ perché faccia tutto quello che ti serve al meglio.

Per quanto riguarda il touch, ho avuto l’impressione che non venga accettata la selezione di una funzione fintanto che è in scrolling. Questo a volte ti obbliga a ripetere la scelta perché non è stata “acquisita”.

Mi aspettavo di più sia dall’altoparlante che dalla fotocamera dell’LG, ma di quello il S.O. Microsoft non è responsabile.

- conclusioni

Sono contento di aver potuto provare questo nuovo S.O.
E’ ancora un po’ acerbo ma ha dimostrato delle potenzialità enormi.

Effettivamente è la base che serviva a Microsoft per combattere alla pari anche nel mondo mobile, touch specialmente. Con il vecchio sistema operativo ormai era impossibile farlo.

La scelta di un s.o. mobile piuttosto che un altro dipende molto da quale “mondo” si è abituati a vivere, per cui chi usa Apple è ovviamente facilitato da un cellulare IOS, mentre chi è abituato a sfruttare gli strumenti forniti da Google trova la massima integrazione con Android.

Beh ora anche chi vive normalmente nel mondo Microsoft ha un corrispettivo nel mobile e se pensiamo alla presenza di Microsoft nel mondo, possiamo intuire cosa potrebbe significare.

Se sei arrivato sino a qua e sei deluso da questa prova, perché quello che ho scritto non ti ha aiutato come pensavi, ti ho riservato una sorpresa:

Dato che Microsoft ha deciso di prolungare il test dello Smartphone, ho l’opportunità di passarlo ad un’altra persona.

No, mi spiace, la sorpresa non è che puoi essere tu, ma che ho deciso di passarlo a qualcuno che è in grado di fare la recensione che stavi cercando:

Andrea Beggi.

Ho scelto lui per tre motivi:

1) perché è il primo a cui chiederei un parere se fossi io ad avere un prodotto del genere.

2) perché, dopotutto, sono riuscito a provarlo avendo risposto a Napolux appena prima di Andrea, altrimenti lo avrebbe già lui.

3) perché se per qualche motivo non sono riuscito a ripulire bene lo smartphone e c’è rimasto su qualcosa di mio, dandolo ad Andrea sono sicuro che non ne approfitterà e, anzi, quando lo restituirà a Microsoft non avrà più traccia di nulla Sorriso

Non vi resta che aspettare le feste e la recensione di Andrea.

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Qualche mese fa discutevo in rete sul fatto che acquistare uno smartphone del valore di 500-600 Euro e oltre sia spesso un salto nel vuoto, in quanto è quasi impossibile trovare un negozio che sia disposto a farti esaminare i modelli che ti interessano, facendoteli accendere, provare e confrontare.

A seguito di quella discussione sono stato contattato da Euronics Italia che si è resa disponibile, tramite i propri contatti in HTC, ad organizzare una prova del HTC Desire.

Un paio di mesi fa l’ho ricevuto, in una confezione bulk, pronto per essere messo alla prova.

Ho potuto quindi provarlo per un notevole periodo di tempo e questo mi ha permesso di non dover “cercare” cosa fare, ma di lasciare che le mie necessità venissero al pettine.

Primo impatto

Entusiasmante.
Questo Desire ha avuto la fortuna che nessun altro smartphone del genere potrà avere con me: E’ stato il primo.

E quando tu passi da un normale cellulare, pur con tutte le possibilità di navigare ecc. come è un INQ1 a uno smartphone del genere, non puoi che entusiasmarti.

Questo però non vuol dire che sarebbe bastato un qualsiasi smartphone a farmi quell’effetto. Il Desire ci ha messo del suo. Lo scrolling dello schermo è fluido, il touch screen sensibile e i colori molto vivi e luminosi.

Di certo è stato d’aiuto anche il fatto che io faccia un uso massiccio dei servizi di mamma Google, perchè ho acceso il Desire, mi sono fatto riconoscere con il mio account di Google e il cellulare mi ha messo a disposizione tutto, come se mi conoscesse da anni.

Uso quotidiano

Per tutto il periodo di prova il cellulare è stato acceso la mattina e spento la sera. Non sono state effettuate operazioni di ottimizzazione o altro che non fosse l’installazione e l’aggiornamento delle applicazioni installate o necessarie a qualche attività.

Ho iniziato con i vari social network, principalmente Facebook, Twitter e Friendfeed che in pratica sono già presenti. Per Friendfeed ho deciso di utilizzarlo via web e l’ho trovato più che sufficiente per l’utilizzo che ne ho fatto in mobilità.

L’unica limitazione che ho avuto è stata la mancanza di una microSD, non presente nella confezione di prova (ma in dotazione con l’acquisto) che mi ha impedito di fare foto e video.

Durante il periodo di prova ho sentito la necessità di mettere sullo smartphone alcuni strumenti. Nel market Android ho praticamente sempre trovato quello che mi serviva, e che faceva egregiamente quello che cercavo. E nessuna delle applicazioni di cui ho sentito la necessità era a pagamento.

Cosi, nel tempo ho installato Skype, Foursquare, I-nigma per la lettura del QR-Code, un analizzatore per le reti wifi, che sono andati ad integrare i software già presenti, ad esempio per leggere le mail, il calendario e le mappe di Google, per vedere i video (ANCHE IN FLASH), per fare thetering ecc. oltre a qualche giochino. Non potevo non scaricare Angry Birds, dato che era disponibile gratuitamente nel market.

Durante l’uso ho apprezzato molto i tre/quattro tasti fisici posti in basso. Evitano la possibilità di essere attivati per sbaglio sfiorandoli, mentre la track pad ottica è comodissima quando stai scrivendo qualcosa e devi far scorrere il cursore tra le lettere per effettuare le correzioni. Posizionare il cursore con il touch è molto più complicato.

Addirittura mi sono trovato, causa l’esigenza di una società con cui collaboro, a installare una applicazione per utilizzare il VOIP sotto centralino Asterisk. Ho trovato 3CXphone, gratuita e in 2 minuti il Desire era funzionante.

Peccato che l’operatore telefonico 3 non abbia previsto il Desire tra i telefoni disponibili nelle offerte Business.  Questa azienda ne avrebbe preso almeno una decina. Sorriso

Posso tranquillamente affermare che il Desire ha soddisfatto alla grande tutte le necessità che ho incontrato in due mesi.

Difetti

Eh si, ci sono anche quelli.

Uno su tutti la durata della batteria. Come dicevo, volutamente non ho installato programmi di ottimizzazione del consumo proprio per vedere cosa faceva, di suo, il Desire.

Beh, il consumo della batteria è notevole, specialmente se, come è nella mia zona, capita spesso di perdere il segnale del proprio operatore (nel mio caso 3).

Dopo alcune ricerche, ho trovato che è possibile guardare le statistiche del proprio Desire, tra cui anche quali applicazioni consumano più batteria ecc. componendo il numero

*#*#4636#*#*

Certo, alcune applicazioni consumano parecchio e si può anche considerare di spegnerle, ma non ho trovato un colpevole preciso, per cui è proprio l’uso in sé.

L’altro difetto, di cui mi sono reso conto con il passare del tempo ed il crescere delle applicazioni, è la carenza di spazio di memoria interna.

Il fatto che ci siano solo 576MB, per un S.O come Android che richiedeva, almeno sino alla versione Froyo, di installare gli applicativi nella memoria interna, è una scelta che porta velocemente ad avere problemi di memoria disponibile.

Con Froyo gli applicativi hanno iniziato a poter essere installati, almeno in parte, nella microSD per cui forse il problema non sarà più cosi grave come l’ho sentito io (Markingegno suggerisce un sistema per spostare le applicazioni sulla microSD, mai io non ho la microSD per provare a spostarci qualcosa).

C’è poi il problema che lo schermo diventa abbastanza illeggibile quando sei all’aperto, sotto il sole.  Non so se è una condizione legata alla scelta del vetro di questo modello o se è comune agli smartphone, però a volte può essere un fastidio.

Ultimo difettino, perchè proprio un difetto non è, è che non c’è la possibilità di sapere se il telefono è spento o è in stand-by, senza premere il tasto di accensione.

Solo che se io voglio sapere se è in stand-by per spegnerlo, quando invece è già spento, finisco per accenderlo. Sorriso

Bastava poter riattivare lo schermo anche con un altro tasto e tutto si risolveva.

Conclusioni

C’è poco da dire: lo comprerei e, probabilmente, lo comprerò.

Per un utilizzatore di servizi Google, il Desire è l’ideale complemento mobile, con una grande libertà di personalizzazione e un’ottima estetica (mi è piaciuto molto l’effetto similgommoso del retro).

Non è troppo grosso per diventare ingombrante ma ha lo schermo abbastanza ampio da non avere problemi in qualunque condizione di navigazione, ci puoi fare girare Skype, eventualmente persino il Voip e vedi le animazioni e i filmati in flash.

A voler fare i pignoli ci avrei messo anche una webcam frontale, che le videochiamate con skype potrebbero essere un plus non da poco.

Sono molto contento di averlo provato, anche perché ho avuto la dimostrazione che le mie osservazioni iniziali sulla necessità di testare un prodotto sono assolutamente vere.

Certe cose le scopri solo usando il terminale, come ad esempio il fatto che i tasti fisici sotto non siano un problema come invece ho riscontrato essere quelli a sfioramento nell’uso occasionale di un Wildfire e di un Samsung Galaxy S durante lo SMAU di Milano.

E’ sicuramente un problema mio, della mia impostazione nell’utilizzarlo, ma mi sarebbe scocciato non poco trovarmi con uno smartphone che mi fa bestemmiare perché continuo a toccare i tasti sbagliati, dopo che l’ho comprato da un giorno.

Ora il Desire rientra alla HTC, che è stata veramente molto disponibile e a cui va il mio grazie, come grazie va detto a chi sta dietro all’account di Euronics Italia anche se, per “colpa loro” mi troverò ben presto ad andare in crisi di astinenza.

Mi salvo ancora per qualche giorno avendo nel frattempo, grazie a Napolux e ad una iniziativa di Microsoft e Hagakure, a disposizione un LG E900 con Windows phone 7 (di cui però parlerò in un prossimo post), ma è solo questione di tempo.

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