Google

Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Google ha lanciato da poco più di un giorno quello che tutti già chiamano il social network che vuole battere Facebook: Google Plus (più sinteticamente G+).

Attualmente è una beta chiusa, cioè puoi accedere solo se hai ricevuto un invito, che inizialmente era proprio una autorizzazione di Google e poi è diventato una richiesta di contatto da chi già era autorizzato.

Nella mattinata di ieri, grazie a Stefigno, sono riuscito ad iscrivermi e quindi è praticamente una giornata che sto provando a capire meglio le sue caratteristiche.

Ci sono diversi post in rete che spiegano bene come sia strutturato G+, per cui, come è mia abitudine, eviterò di riscrivere per l’ennesima volta le stesse cose scritte altrove.
Qui sotto c’è anche il video introduttivo fatto da Google:

Google + project

Cercherò invece di fare alcune considerazioni e osservazioni che ritengo importanti e che altrove non ho trovato.

G+ è un social network pensato per chi parla, non per chi ascolta.

I principali servizi social che consentono l’asimmetria tra i contatti, cioè dove uno può essere in contatto con un altro senza che sia vero il contrario, come Twitter o Friendfeed, ti fanno decidere chi ascoltare, non a chi parlare.

Con Facebook non c’è asimmetria tra i contatti, per cui se io sono in contatto con te, tu forzatamente lo sei con me e concedere l’autorizzazione è un gesto che intrinsecamente fa capire che ascoltare e parlare sono allo stesso livello.

Invece in G+ c’è asimmetria nei contatti, però la scelta dei contatti viene fatta facendo riferimento alla mail (da una società che possiede un servizio come Gmail è naturale) e tutta la struttura di gestione a Cerchi(e) riguarda esclusivamente la comunicazione in uscita, non quella in ingresso.

Tutta la comunicazione avviene tra persone già in contatto tra loro e non ci sono modalità di interazione, tipo i FOAF (Friend of a Friend) di Friendfeed, che aiutino ad allargare la propria rete di contatti.
Certo c’è la possibilità di mandare un messaggio a tutti o anche ai contatti dei contatti, ma le possibilità di raggiungere qualcuno interessato a quello che diciamo è la stessa di distribuire volantini in una città.

Per cui G+ è strutturato per una comunicazione in modalità push, ossia io scrivo, decido a chi voglio comunicare qualcosa e questo contenuto viene “spinto” da G+ al mio contatto, che non può fare altro che leggermi oppure bloccarmi. Come succede con gli SMS.

Non c’è nessun sistema per decidere di seguire quello che dice qualcuno, perché anche aggiungendolo, se lui non fa altrettanto e non mi inserisce in una cerchia a cui poi decide di mandare il proprio contenuto, io non riceverò nulla nel mio streaming se non quello che lui decide essere “pubblico”. E’ chiaro però che se ha scelto di utilizzare uno strumento come G+ per inviare i suoi contenuti, è perché ritiene interessante la possibilità di selezionare i destinatari e l’uso delle cerchie, per cui la quantità di materiale pubblico sarà sempre ridotta.

Il bello di servizi come Twitter invece è proprio che sono in modalità pull, ossia io decido quali flussi voglio ricevere, e ho la possibilità di selezionare le mie fonti.

La particolarità di G+ quindi è che, quando ricevi la comunicazione di qualcuno che ti ha aggiunto ai suoi contatti, non ti sta dicendo “ti voglio ascoltare”, ma ti sta dicendo “ti voglio parlare”.

Il fatto che non sia pensato per privilegiare l’ascolto lo dimostra anche l’assenza di un motore di ricerca (e questo invece non è naturale se ti chiami Google) che permetta di trovare in G+ le informazioni che interessano.

C’è un servizio di “spunti” che ti porta informazioni su argomenti di tuo interesse, ma cerca in rete e non all’interno di G+.

Twitter è cresciuto perchè è semplice e hai tu la scelta di quello che vuoi ricevere.

Facebook è cresciuto perchè permette di trovare persone di cui non avevi alcun contatto.

Con G+ non puoi fare ne l’uno ne l’altro.

Potrebbe diventare interessante per i giovani, che amano comunicare ed essere in contatto continuo tra loro, anche se molti considerano già obsoleta la mail.
Se però facesse risparmiare soldi di telefonate e sms.

Anche le aziende lo potrebbero considerare un ottimo strumento.

Se gli altri social network vivono in internet, G+ vive nella intranet dei tuoi contatti.

Sarà certamente un ottimo strumento avanzato per la comunicazione, potrà avere in futuro moltissimi utilizzatori come succede per gmail, ma io non lo chiamerei social network.

[Netcrologio] GOOGLE WAVE

ago-5-2010 By Felter

Nome: GOOGLE WAVE

Chiusura: 31 DICEMBRE 2010

Tipologia: servizio di condivisione di contenuti e lavoro collaborativo

Commento:
Eh si! anche i grandi fanno flop. Questa volta è un servizio fornito da Google ad abbandonarci. In realtà oggi ne hanno interrotto lo sviluppo e si pensa che per fine anno venga dismesso il servizio e integrate le varie parti in nuovi servizi. 

Alternative:
Se ne servissero credete avrebbe chiuso? :)

Questa sera, dopo il solito passaggio in Gmail a leggere tutta la mia posta ( a proposito, se a qualcuno interessa ora consulto in Gmail tutti i miei indirizzi di posta, e con il protocollo IMAP ho thunderbird con la posta esattamente come ero abituato ad avere, senza però la necessità di scaricarla,. Devo fare un tutorial? ) ho notato in alto a destra una scritta in rosso:
New! group chat
Da una prima veloce verifica sembra che google abbia attivato la chat multiutente nel suo IM integrato nella pagina di Gmail.
Per usarlo basta andare sul pulsante Option quando si ha aperto una conversazione con il primo partecipante e selezionare Group chat.
A questo punto nel campo “add a person to chat” basta scrivere il nome di chi vuoi invitare e questo si aggiungerà alla chat.
Attenzione però a scollegarsi, perchè la chat rimarrà attiva per gli altri partecipanti, ma tu non potrai più rientrare a meno che non venga invitato da uno sei presenti.
A credere a quello che dicono nella presentazione non dovrebbero esserci limiti al numero di partecipanti.

N.B. le indicazioni riportano le scritte in inglese, perchè come spesso accade, questa nuova funzionalità agli utenti italiani ancora non è stata attivata.
Basta però andare nei settaggi e scegliere come lingua “english US” e magicamente le nuove funzioni saranno a disposizione.

Sino ad oggi ho sempre gestito i miei indirizzi principali di posta con thunderbird, offline e scaricando dal server di posta le mail, creandomi quindi un archivio su PC.
Ho però anche un indirizzo mail con Gmail, la posta di Google, che ho sempre lasciato separato dagli altri, che consulto tramite l’interfaccia web e su cui faccio affluire le mail di alcuni indirizzi secondari, tipo quello datomi da Alice, in modo da non perdere le comunicazioni che mi dovessero arrivare.
E’ notizia fresca che Gmail stia attivando il supporto per il protocollo IMAP e mi è venuta la tentazione di organizzare online e offline la mia posta sfruttando il servizio di Google, cosi da sfruttare anche il fatto dell’enorme spazio a disposizione.
Quando però ho iniziato a ragionarci mi è tornato in mente perchè già in precedenza non ho sfruttato Gmail per qualcosa di simile:
io preferisco suddividere i messaggi di posta che mi arrivano in varie cartelle, in modo da poter vedere al volo se mi è arrivato qualcosa relativo ad un certo argomento, scorrere le mail simili e cose di questo tipo.
Con Thunderbird è semplice, ho creato dei filtri che mi prendono il messaggio e, a seconda del mittente piuttosto che dell’oggetto, lo spostano nella cartella relativa.
La mail rimane identificata come non letta e questo mi permette di consultare prima gli argomenti che ritengo importanti e poi leggere le newsletter o le offerte.
In Gmail i filtri non mi spostano il messaggio, ma semplicemente lo marcano con una parola chiave (il Tag appunto) in modo che io poi possa scegliere di visualizzare solo i msg con certi tag.
Le mail rimangono però tutte in un unico calderone e questa è una cosa che io non riesco a digerire.
E’ vero che una volta selezionato il tag io in pratica mi trovo come se fossi nella mia sottocartella di Thunderbird, però Gmail mi richiede una azione prima di avere visualizzata la mia posta come voglio, mentre Thunderbird mi presenta già tutto a posto all’apertura.
Dato che i tag sono una scoperta recente ( diciamo 2.0 ?!) questo significa che sono vecchio io oppure mi sono perso qualcosa?
Voi come vi siete organizzati?

il 15 di agosto, mentre tutta o quasi la blogosfera sonnecchiava stancamente al sole, un manipolo di irriducibili continuava imperterrito, anche se con minor frequenza del solito, a scambiarsi messaggi su Twitter.
Proprio da uno di questi messaggi mandati da Michelangelo, vengo ad avere la soffiata che register.it regala un anno di attivazione di domini .com, .net, .org e .eu.
Come non sfruttare l’occasione, senza attivare qualcosa di inutile?
Purtroppo so per certo che i domini relativi a felter con le estensioni che regalano sono già occupati ( anche se il .net non è utilizzato ed è in vendita) e quindi cosa scegliere?
Alla fine ho optato per www.robertofelter.com .
Sono convinto che non sia ancora abbastanza chiaro ai più l’importanza di essere proprietari del dominio relativo al proprio cognome o nome e cognome del peggiore dei casi. Sembra una banalità, ma in un mondo che si sta sempre più spostando online, perdere questo identificativo è un po diventare invisibili.
Dato che, per ordine di importanza, .com viene prima di .net e .org e visto che i domini . eu non mi danno l’impressione di avere attecchito molto ( è inutile, noi italiani siamo in Europa solo sulla carta) ho definito cosa riservarmi.
Adesso è in funzione un redirect al sito www.felter.it per cui il due domini solo assolutamente intercambiabili, come qualsiasi mail mandata a @robertofelter.com verrà raccolta e girata alla mia su felter.it.
Seguendo gli ultimi suggerimenti di Robin Good relativi a come rispettare le regole dei motori di ricerca (google in primis) non ho attivato l’immobilizer, che farebbe apparire le pagine di felter.it mantenendo sulla barra degli indirizzi robertofelter.com. Dato che questo di fatto crea un sito duplicato e ai motori di ricerca non piace, ho fatto in modo di evitarlo.
Per cui sappiate tutti, insomma voi che mi leggete, che scrivere www.felter.it oppure www.robertofelter.com da oggi e per almeno un anno sarà la stessa cosa.
Lo stesso ragionamento vale per l’indirizzo del blog che sarà indistintamente blog.felter.it oppure blog.robertofelter.com
E’ proprio vero, a ferragosto non si sa più cosa inventarsi per far passare il tempo…

Google acquista feedburner

giu-1-2007 By Felter

Stanotte, prima di spegnere il computer faccio un salto su FeedBurner a vedere le statistiche dei miei feed e cosa trovo sulla prima pagina?

Cosi sono state confermate le voci che giravano in questi giorni.
Mi dico “strano che non ne abbia letto nulla nei feed?”
Vado a vedere ed infatti il mitico Stefano ha già scritto qualcosa.
Comunque ho l’impressione che questa ultima acquisizione darà una ulteriore spallata al business dei concorrenti di Google.
Aspetto con ansia l’integrazione di FeedBurner con i servizi di Google Analitics ecc.
Buonanotte.

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