Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘google’ Category

[Netcrologio] GOOGLE WAVE

ago-5-2010 By Felter

Nome: GOOGLE WAVE

Chiusura: 31 DICEMBRE 2010

Tipologia: servizio di condivisione di contenuti e lavoro collaborativo

Commento:
Eh si! anche i grandi fanno flop. Questa volta è un servizio fornito da Google ad abbandonarci. In realtà oggi ne hanno interrotto lo sviluppo e si pensa che per fine anno venga dismesso il servizio e integrate le varie parti in nuovi servizi. 

Alternative:
Se ne servissero credete avrebbe chiuso? :)

Questa sera, dopo il solito passaggio in Gmail a leggere tutta la mia posta ( a proposito, se a qualcuno interessa ora consulto in Gmail tutti i miei indirizzi di posta, e con il protocollo IMAP ho thunderbird con la posta esattamente come ero abituato ad avere, senza però la necessità di scaricarla,. Devo fare un tutorial? ) ho notato in alto a destra una scritta in rosso:
New! group chat
Da una prima veloce verifica sembra che google abbia attivato la chat multiutente nel suo IM integrato nella pagina di Gmail.
Per usarlo basta andare sul pulsante Option quando si ha aperto una conversazione con il primo partecipante e selezionare Group chat.
A questo punto nel campo “add a person to chat” basta scrivere il nome di chi vuoi invitare e questo si aggiungerà alla chat.
Attenzione però a scollegarsi, perchè la chat rimarrà attiva per gli altri partecipanti, ma tu non potrai più rientrare a meno che non venga invitato da uno sei presenti.
A credere a quello che dicono nella presentazione non dovrebbero esserci limiti al numero di partecipanti.

N.B. le indicazioni riportano le scritte in inglese, perchè come spesso accade, questa nuova funzionalità agli utenti italiani ancora non è stata attivata.
Basta però andare nei settaggi e scegliere come lingua “english US” e magicamente le nuove funzioni saranno a disposizione.

Sino ad oggi ho sempre gestito i miei indirizzi principali di posta con thunderbird, offline e scaricando dal server di posta le mail, creandomi quindi un archivio su PC.
Ho però anche un indirizzo mail con Gmail, la posta di Google, che ho sempre lasciato separato dagli altri, che consulto tramite l’interfaccia web e su cui faccio affluire le mail di alcuni indirizzi secondari, tipo quello datomi da Alice, in modo da non perdere le comunicazioni che mi dovessero arrivare.
E’ notizia fresca che Gmail stia attivando il supporto per il protocollo IMAP e mi è venuta la tentazione di organizzare online e offline la mia posta sfruttando il servizio di Google, cosi da sfruttare anche il fatto dell’enorme spazio a disposizione.
Quando però ho iniziato a ragionarci mi è tornato in mente perchè già in precedenza non ho sfruttato Gmail per qualcosa di simile:
io preferisco suddividere i messaggi di posta che mi arrivano in varie cartelle, in modo da poter vedere al volo se mi è arrivato qualcosa relativo ad un certo argomento, scorrere le mail simili e cose di questo tipo.
Con Thunderbird è semplice, ho creato dei filtri che mi prendono il messaggio e, a seconda del mittente piuttosto che dell’oggetto, lo spostano nella cartella relativa.
La mail rimane identificata come non letta e questo mi permette di consultare prima gli argomenti che ritengo importanti e poi leggere le newsletter o le offerte.
In Gmail i filtri non mi spostano il messaggio, ma semplicemente lo marcano con una parola chiave (il Tag appunto) in modo che io poi possa scegliere di visualizzare solo i msg con certi tag.
Le mail rimangono però tutte in un unico calderone e questa è una cosa che io non riesco a digerire.
E’ vero che una volta selezionato il tag io in pratica mi trovo come se fossi nella mia sottocartella di Thunderbird, però Gmail mi richiede una azione prima di avere visualizzata la mia posta come voglio, mentre Thunderbird mi presenta già tutto a posto all’apertura.
Dato che i tag sono una scoperta recente ( diciamo 2.0 ?!) questo significa che sono vecchio io oppure mi sono perso qualcosa?
Voi come vi siete organizzati?

il 15 di agosto, mentre tutta o quasi la blogosfera sonnecchiava stancamente al sole, un manipolo di irriducibili continuava imperterrito, anche se con minor frequenza del solito, a scambiarsi messaggi su Twitter.
Proprio da uno di questi messaggi mandati da Michelangelo, vengo ad avere la soffiata che register.it regala un anno di attivazione di domini .com, .net, .org e .eu.
Come non sfruttare l’occasione, senza attivare qualcosa di inutile?
Purtroppo so per certo che i domini relativi a felter con le estensioni che regalano sono già occupati ( anche se il .net non è utilizzato ed è in vendita) e quindi cosa scegliere?
Alla fine ho optato per www.robertofelter.com .
Sono convinto che non sia ancora abbastanza chiaro ai più l’importanza di essere proprietari del dominio relativo al proprio cognome o nome e cognome del peggiore dei casi. Sembra una banalità, ma in un mondo che si sta sempre più spostando online, perdere questo identificativo è un po diventare invisibili.
Dato che, per ordine di importanza, .com viene prima di .net e .org e visto che i domini . eu non mi danno l’impressione di avere attecchito molto ( è inutile, noi italiani siamo in Europa solo sulla carta) ho definito cosa riservarmi.
Adesso è in funzione un redirect al sito www.felter.it per cui il due domini solo assolutamente intercambiabili, come qualsiasi mail mandata a @robertofelter.com verrà raccolta e girata alla mia su felter.it.
Seguendo gli ultimi suggerimenti di Robin Good relativi a come rispettare le regole dei motori di ricerca (google in primis) non ho attivato l’immobilizer, che farebbe apparire le pagine di felter.it mantenendo sulla barra degli indirizzi robertofelter.com. Dato che questo di fatto crea un sito duplicato e ai motori di ricerca non piace, ho fatto in modo di evitarlo.
Per cui sappiate tutti, insomma voi che mi leggete, che scrivere www.felter.it oppure www.robertofelter.com da oggi e per almeno un anno sarà la stessa cosa.
Lo stesso ragionamento vale per l’indirizzo del blog che sarà indistintamente blog.felter.it oppure blog.robertofelter.com
E’ proprio vero, a ferragosto non si sa più cosa inventarsi per far passare il tempo…

Google acquista feedburner

giu-1-2007 By Felter

Stanotte, prima di spegnere il computer faccio un salto su FeedBurner a vedere le statistiche dei miei feed e cosa trovo sulla prima pagina?

Cosi sono state confermate le voci che giravano in questi giorni.
Mi dico “strano che non ne abbia letto nulla nei feed?”
Vado a vedere ed infatti il mitico Stefano ha già scritto qualcosa.
Comunque ho l’impressione che questa ultima acquisizione darà una ulteriore spallata al business dei concorrenti di Google.
Aspetto con ansia l’integrazione di FeedBurner con i servizi di Google Analitics ecc.
Buonanotte.

Beta per sempre

gen-7-2007 By Felter

Oggi Rob Pegoraro, sul sito del Washington Post, ha pubblicato un articolo dal titolo “Web-mail tests without end” in cui fa notare come nel 2007, esattamente come nel 2006 e nel 2005, il tre maggiori fornitori di servizi web-mail gratuiti ossia Gmail di Google, Live mail di Microsoft e Yahoo mail di Yahoo appunto, continuino ad essere considerati in versione beta, ossia in test.
Gmail risulta in fase di test da 33 mesi, Yahoo mail da 16 mesi e Microsoft live mail da 14.
Tempi di test pubblici molto più lunghi ad esempio di quelli utilizzati per testare Firefox oppure Window Vista.
Ovviamente i servizi sono in funzione, disponibili ed usati dalla stragrande maggioranza dei navigatori, però, a parere del giornalista, lasciare il sito in versione beta, consentirebbe agli sviluppatori di attirare nuovi utenti prospettandogli funzioni future piuttosto che lasciandosi valutare da quanto il software faccia attualmente, correggere i bug che il pubblico trovasse senza troppe brutte figure ( dopotutto era ancora in beta ), ed implementare nuove funzionalità che i competitor dovessero nel frattempo creare per i propri servizi.
Il giornalista consiglia di scegliere il servizio guardando all’oggi e non ad un fantomatico domani e conclude con una valutazione che lo porta a promuovere Gmail.
Tralasciando che, visto i colossi in ballo, mi ha meravigliato che il giornalista abbia effettuato una scelta chiara su cosa preferisca ( dubito che in Italia ci siano molti giornalisti che lo avrebbero fatto), devo dire che sul fatto di scegliere sui servizi realmente disponibili concordo solo in parte.
Certamente non si può campare in attesa di un servizio che non ci sarà mai, però ci sono caratteristiche che probabilmente sarà più facile trovare in un prodotto di Google piuttosto che in uno di Microsoft e viceversa e questo, a mio parere, può essere comunque un criterio di valutazione altrettanto valido.
Ad esempio per un navigatore che usa come Browser Firefox, probabilmente sarà più facile trovare supporto in un prodotto di Google che non di Microsoft, mentre chi usa Internet Explorer avrà possibilità di miglior integrazione tra i servizi dello stesso produttore.
Un altro criterio, citato anche nell’articolo, è quanta privacy uno voglia realmente.
Il fatto, ad esempio, che in Gmail a fianco di ogni mail ci sia pubblicità coerente con l’argomento del messaggio significa che i server di Google esaminano ogni mail, anche se affermano di non memorizzarne nessuna caratteristica.
Certo sono servizi comodi in quanto ti danno uno spazio di memorizzazione immenso ( anche se voglio conoscere uno che abbia avuto bisogno di tutti quei GigaByte ) e inoltre ti garantiscono di avere lo stesso indirizzo mail anche cambiando provider di collegamento.
Io però voglio concludere con un piccolo consiglio:
utilizzate questi servizi solo come mail di appoggio, come mail di servizio o quando devi trasferire grossi file . Ormai oggi con meno di 30 Euro all’anno si può acquistare un dominio con un discreto spazio in MegaByte, su cui creare la propria e.mail principale e gestirsi in tutta sicurezza la propria presenza su Internet.
Certo gratis è bello, però per certe cose bisognerebbe essere disposti a investire qualcosa.
Alla prossima…

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