Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Nel post precedente ho scritto alcune informazioni su Codice internet ed alcune mie osservazioni.

Ora vediamo se riesco a dirvi come a me piacerebbe che fosse:

Intanto per l’aspetto fondamentalmente sociale e volontario dell’attività, essendo necessaria una “forma legale” che si ponga a tutti, a me piacerebbe che fosse una associazione no Profit.

Questo permetterebbe tutta una serie di vantaggi, economici e formali, ma anche di immagine e di collaborazione che una società non può ottenere.

Inoltre sarebbe garanzia che tutto quanto si ricava dalla attività viene reinvestito nella stessa.

A questo punto i collaboratori hanno una loro chiara figura formale, ossia associati, e dedicano la propria opera volontariamente.

Andando oltre l’aspetto burocratico, pur importante, l’attività dell’associazione deve prevedere un qualcosa di continuativo, che vada oltre le manifestazioni spot a cui partecipare.

Certo è importante riuscire ad essere presenti quando ci sono eventi che possono fare da richiamo ai temi di internet e comunicazione, ma è, a mio parere, altrettanto importante creare un sottobosco di attività magari minori ma più numerose, per formare il maggior numero di persone possibile.

Per fare questo bisognerebbe che ogni persona con competenze relative ai vari aspetti della comunicazione e internet, desse la propria disponibilità e parte del suo tempo per partecipare ove qualcuno lo richiedesse o lo ritenesse necessario.

L’associazione dovrebbe tenere una specie di “portafoglio competenze” dei vari associati, dove sono dislocati sul territorio e quanto sono disposti a viaggiare.

A questo punto si potrebbe contattare o comunque informare le amministrazioni pubbliche, le proloco, le associazioni culturali, che ci sono persone disponibili a discutere di internet e comunicazione.

Gli sponsor potrebbero tranquillamente coprire totalmente o parzialmente il rimborso spese di chi è incaricato di partecipare, facilitando chi vuole organizzare qualcosa.

Ovviamente ci saranno professionisti con competenze elevate che possono essere coinvolti nelle manifestazioni più importanti e tutta una serie di persone, sparse sul territorio che invece possono, senza grandi costi, portare comunque chiarimenti a chi li chiede.

L’associazione dovrebbe rendere disponibile ai suoi associati tutto il materiale informativo utile alle presentazioni in modo tale da facilitare la distribuzione di materiale e notizie coerenti.

Inoltre sarebbe opportuno prevedere una specie di “feed back” da parte di chi ha richiesto la presenza di un oratore cosi da poter dare una valutazione del lavoro di ognuno. Questo per cercare di limitare la presenza di persone che vogliano sfruttare il nome Codice Internet senza rispettarne l’etica e la mission.

La mia è una visione forse molto semplicistica per la mole di lavoro che potrebbe esserci, ma credo che questo sarebbe veramente un “uscire dalla rete” per andare dalle persone.

Inoltre porterebbe alla crescita anche dei vari soci, che potrebbero attingere dalle enormi risorse che ognuno potrebbe condividere.

Per fare qualcosa del genere c’è bisogno di una massa critica di volontari notevole e non è certo facile riuscire a coinvolgere innanzitutto proprio le persone nella rete.

Mi auguro che Codice Internet riesca almeno in questo intento. Se poi rispecchiasse un po’ anche il mio sogno allora la mia disponibilità sarà massima.

Altrimenti chissà, magari ci proverà qualcun altro a creare una associazione tipo “medici senza frontiere” ma per curare la mancanza di cultura su internet e dintorni.

[in copia anche sul sito Codice internet]

Nasce CODICEINTERNET

ago-1-2008 By Felter

Da qualche settimana sta muovendo i primi passi una iniziativa nata dalle fervide menti di Marco Antonio Masieri e Marco Montemagno: CODICE INTERNET

L’obbiettivo è semplice quanto impegnativo:

L’idea di “Codice Internet” è molto semplice: divulgare la Rete in Italia..
Portare Internet alle persone anziché aspettare che la gente venga in Internet.

Pur condividendone le finalità sino a ieri non avevo voluto registrarmi sul sito del loro progetto, perchè non avevo ancora avuto il tempo di approfondirne la conoscenza.

Ieri, dopo l’ennesimo invito, questa volta mandato da Elena, ho deciso di iscrivermi e di dedicargli un po’ di attenzione.

Chi mi conosce e ha avuto l’occasione di discutere con me, sà che da sempre sono convinto della necessità di portare Internet fuori dalla rete, perchè altrimenti è un continuo ed infruttuoso parlarsi addosso.

Per questo ho letto con interesse le iniziative messe in cantiere, previste o anche solo abbozzate.

Questo progetto ha l’indubbio vantaggio di poter sfruttare la visibilità dei loro fondatori, attirando cosi in tempi relativamente brevi sia sponsor che collaboratori ( più di 950 iscritti ad oggi).

Ci sono però alcuni aspetti che non sono riuscito ad approfondire e che mi hanno lasciato perplesso.

Il primo è perchè codice internet sia una s.r.l.

Capisco la necessità di un “inquadramento formale” per rapportarsi agli sponsor, ma se sei una società a tutti gli effetti come puoi coinvolgere tutta una serie di collaboratori senza formalizzare qualcosa anche nei loro confronti?

Dal punto di vista strutturale nel progetto non si accenna nulla.

Non vorrei finire per sostenere semplicemente una nuova fonte di reddito di qualcuno. Non sarebbe mia intenzione, come credo non lo sarebbe della stragrande maggioranza di quelli che si stanno registrando.

Il secondo è più strettamente legato al tipo di “community” che si è creato.

Mi sembra stia prendendo la forma dell’ennesimo social network di cui potersi vantare l’appartenenza e amicizie, senza che queste portino un reale valore aggiunto al rapporto tra le persone.

Sto ricevendo continuamente messaggi che mi informano che qualcuno su Codice internet mi ha segnato come “amico”. La cosa mi fa certo piacere, ma alcune persone veramente non sò chi siano. A cosa serve quindi?

Certo non posso pretendere che tutte le risposte siano già li belle e pronte. Però intanto io faccio le domande.

Spero veramente che questa iniziativa abbia successo, perchè in Italia ce nè veramente bisogno.

Visto che non è mia intenzione criticare e basta, dedico il prossimo post a dirvi come mi piacerebbe che fosse:

Codice internet: come lo vorrei

[in copia anche sul sito Codice internet]

Leggo da alcuni feed la vicenda che sta succedendo a Sergio Sarnari.

Il fatto che uno venga denunciato per diffamazione quando scrive sul suo blog quello che gli è successo è la dimostrazione che c’è ancora molta strada da fare per garantire la libera informazione.

Visto che quello che sta succedendo a lui può succedere a chiunque scriva le proprie opinioni su un blog e visto che molti altri blogger in questo momento stanno parlando della vicenda proprio perchè la cosa è molto più grave del semplice rapporto Sergio Sarnari – Società il Mosaico, seguendo i suggerimenti nati nella discussione sul blog di Marco Camisani Calzolari ho preparato un ribbon che chiunque può mettere sul proprio blog, cosi da mettere in evidenza la cosa.

Il ribbon è questo:

Per inserirlo nelle vostre pagine basta aggiungere queste righe appena sotto la scritta <body>:

Potete usare tranquillamente l’immagine che è presente sul mio server, oppure scaricatela e, ovviamente, cambiate il percorso nella riga di codice.

Credo che la cosa più corretta sia far puntare il link di questa immagine al post scritto da Sergio, però si può cambiare senza problemi.

[UPDATE] E’ stata preparata una lettera, che verrà inviata alla Mosaico Arredamenti, in cui un gruppo di blogger, tra cui il sottoscritto, esprimono un parere, strettamente tecnico, sull’accaduto, informando la società di quanto questo comportamento la stia danneggiando e invitandola quindi a ritirare la denuncia.

Se vuoi sottoscrivere anche tu la lettera puoi farlo lasciando il tuo nome nei commenti alla lettera.

Stasera sul canale di Mogulus: “web to web“, andrà in onda la diretta di una conversazione dal basso fra alcuni blogger in video e molti blogger in chat.

Il tema sarà “La settimana corta di Vespa e la coda lunghissima della blogosfera – come la disinformazione generalista riesce ad aggregare le conversazioni dal basso nella blogosfera italiana”.

Alcuni post hanno allungato la “coda”:

Ovviamente tutto ciò tenderà ad essere assolutamente informale, e qualsiasi tema si ruscirà a sviluppare a latere, sarà il benvenuto.

Hanno, per ora, garantito la presenza in diretta:
Caterina
Vittorio
Stefano
Matteo (che dovrebbe collegare altri blogger da “casa Lastnight”)
il sottoscritto
Alfredo
Gigi
Stefano
Antonio (che garantisce anche supporto in regia)
e altri che si aggregheranno durante al giornata o che ho dimenticato per sola fretta.

In differita:
Donato
e chiunque voglia preregistrare contributi su You Tube e segnalarceli.

Hanno aderito via chat davvero tanti amici blogger che non riesco ad elencare tutti.

Il canale della diretta dove sintonizzarsi via web, è dunque:

http://www.mogulus.com/manfrys


Se ci saranno problemi tecnici ci sposteremo su Yahoo Live o Ustream, ma l’altra volta è andata più che bene, nonostante l’inesperienza e i piccoli trambusti passando da un video all’altro.
Per vedere la puntata di domenica scorsa puntate su questi link:

Ricordo che domenica scorsa è rimasto aperto un tema:
Come aggregare le conversazioni in blogosfera evitando che queste siano indotte da fatti e dibattiti proposti dai gionali e dalla tivù? E da qui vorremmo, anche, provare a ripartire.

Insomma, fate tam tam su twitter e sui vostri blog.
A stasera

Su questo blog ancora non ho scritto sull’argomento che in questa ultima settimana ha infuocato i blog ed i post nella rete:

La trasmissione di “porta a porta” in cui Vespa esprime dei concetti diciamo cosi, un po discutibili, su blog e blogger.

Lo volevo fare allegando il video con la parte di trasmissione incriminata insieme a quello della discussione nata spontaneamente la domenica successiva tra alcuni blogger.

Siccome non ho ancora i video a disposizione e Gigi propone un secondo maxi incontro in rete per domenica per discutere del Caso Vespa:

“La mia proposta, peraltro già fatta a Stefano in mail privata, è quella di ritrovarci domenica sera come abbiamo fatto “spontaneamente” domenica scorsa per una conversazione “dal basso”!
Una decina di noi si stanno organizzando per definire palinsesto e orario. Mentre la discussione dovrà essere libera e aperta ad oguno che voglia intervenire.”

intanto io vi segnalo quello, in seguito posterò il mio pensiero ed i risultati di entrambe le discussioni.

Non è una speranza, è veramente una domanda che mi pongo.
Ogni giorno si sente di società apparentemente sane che non riescono a rimanere sul mercato e chiudono. Ed hanno fatto tutto il possibile per salvarsi, ma non ci sono riuscite.
Poi invece ci sono società che se ne fregano altamente di curare anche la minima parte del loro business, rimanendo indietro vent’anni rispetto agli altri, eppure campano tranquillamente.
Un esempio, perchè è ovvio che questa domanda mi è balzata alla testa per merito colpa di qualcuno:
questa sera arrivo a casa e nella cassetta delle lettere trovo un avviso di passaggio del corriere.
Tralasciando che il pacco è stato spedito il 22.11 ed arriva solo ora, e non ho ordinato in Nuova Zelanda, leggo sul foglio “Gentili signori, siamo passati e poichè siete assenti lasciamo il presente avviso per accordi inerenti la consegna, contattandoci al numero telefonico indicato a lato”.
Ehm Gentili signori, perchè, invece di perdere tempo a passare a casa mia così alla cazzo, non avete voi usato i due miei numeri telefonici stampati sull’avviso, cosi da prendere PRIMA accordi inerenti la consegna? non volevate spendere i soldi della telefonata e l’avete rifilata a me?
In ogni caso, siamo sotto Natale e quindi più buoni, ho provveduto a chiamare.
Beh una signorina gentile mi ha detto ” Mi dispiace, deve richiamare domani pomeriggio dalle 15:30 alle 17:30″.
A questo punto però si fotta anche Babbo Natale ed ti ci mando a quel paese!
Mi hai lasciato un foglio A4 nella buca delle lettere, ci hai scritto tutti i miei dati, come se io non li conoscessi, non potevi scriverci una stupidissima riga in più con “telefonare dalle 15:30 alle 17:30″?
Visto che sono in vena di spendere, domani telefono anche al mittente del pacco e gli dico che usa un corriere da schifo e che non ordinerò più da lui.
Non servirà a nulla, ma almeno i soldi li butto per soddisfazione mia.
E speriamo che domani li trovi, non vorrei nel frattempo fossero… falliti!

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