Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Da qualche giorno sono tornato a casa, dopo aver trascorso tre settimane al mare.

In questo periodo in albergo ho notato, più volte, gente che entrava a chiedere se ci fosse una camera libera per la notte o per i giorni successivi.

La cosa mi ha meravigliato in quanto lo trovo un metodo poco valido per trovare una sistemazione.

Eppure l’albergatore mi ha confermato che è una cosa che succede spesso e, anche quando lui stesso consiglia metodi alternativi da applicare, il comportamento non cambia.

Non capisco come mai queste persone non si rivolgano al locale ufficio del turismo.

Tutti gli albergatori, quando hanno una camera libera causa disdetta, informano l’ufficio del turismo, cosi da avere la possibilità di assegnarla ad un nuovo cliente.

Ormai è presente in moltissime località turistiche.

Io stesso, circa 15 anni fa, ho usato questo metodo per trovare una camera singola a Riccione, la settimana di ferragosto.

Se pensate che proprio grazie alla segnalazione ricevuta allora, io ho conosciuto l’albergo dove anche quest’anno ho trascorso le mie vacanze, potete capire che ho apprezzato il servizio.

Voi avete mai avuto la necessità di trovare un posto dove dormire mentre eravate in giro?

Come vi siete comportati?

A chi interessa, l’albergo che ho conosciuto allora è questo: Hotel Acquamarina

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E’ finalmente pronta per il download la versione 3.5 di Firefox, il browser di Mozilla.

In realtà è già un paio di giorni che è disponibile e chi ha installato una versione precedente avrà già ricevuto l’avviso di aggiornamento disponibile.

Per cui molti già lo sanno.

Però io lo sto dicendo agli altri.

A quelli che navigano questo sito e probabilmente tutti gli altri, utilizzando Internet explorer 6 o 7.

Certo, qualcuno sarà obbligato a farlo perchè è l’installazione dell’ufficio, perchè non può cambiare,  ma non ci credo che 2000 persone in un mese visitino il mio sito da una postazione blindata o comunque con necessità cosi “stringenti”.

Probabilmente molti navigano usando il programma che hanno trovato installato sul computer al momento dell’acquisto, senza nemmeno preoccuparsi troppo di tenere poi il tutto aggiornato.

Ho aspettato qualche giorno a consigliarvelo perchè l’ho voluto provare. Certo bastava anche la versione precedente per dire che cambiare è un passo in avanti, ma usare la versione 3.5 mi ha fatto ritornare la voglia di fargli pubblicità.

Lo trovate qui: Firefox 3.5 versione italiana

Ci trovate anche le nuove caratteristiche.

Se avete imparato a cliccare, siete in grado di installarlo e usarlo da soli.

Provatelo e poi ne riparliamo.

[UPDATE]

Firefox 3.5 open party sabato 11 luglio a Milano allo Spazio Fitzcarraldo

nel caso voi vogliate avere un approccio un po’ più “fisico” a Firefox 3.5 potete partecipare alla festa organizzata da Mozilla Italia, in collaborazione con LIFOS e OpenLabs, per festeggiare l’arrivo di Firefox 3.5 un open party sponsorizzato da Mozilla sabato 11 luglio a Milano, presso lo Spazio Fitzcarraldo.

Qui trovate tutte le informazioni.

Il 19 febbraio è stato pubblicato il primo numero della rivista WIRED Italia, edizione italiana del famoso periodico tecnologico americano.

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Già da qualche mese molti “tecnologi” hanno avuto la possibilità di abbonarsi alla rivista grazie ad una campagna di prezzi molto competitiva e appetibile.

Io, che invece ho una certa repulsione per l’abbonamento alle riviste e avevo anche qualche dubbio sulla effettiva utilità di una rivista tecnologica, in questo momento di “crisi economica” da una parte e di abbondanza di informazioni online dall’altra, ho deciso di attenderne la pubblicazione, comperare il numero 1 in edicola e poi valutare il da farsi. Dopo tutto il numero 1, già quello è un motivo valido per l’acquisto, ma il resto?

Quando l’edicolante mi ha dato la rivista devo ammettere che sono rimasto un po’ stupito.

La copertina lucida argentata, con le scritte leggermente in rilievo e le dimensioni generose, sia come misure che come pagine, non erano quello che mi aspettavo.

Dal punto di vista estetico c’è stato sicuramente un impegno notevole. Il termine “rivista patinata” non potrebbe essere più adatto.

Gli argomenti trattati sono particolari e originali, non so per quanto possano mantenere un livello del genere (dopotutto non è facile trovare tutti i mesi una Rita Levi Montalcini da intervistare), ma un pensierino all’abbonamento lo si potrebbe fare.

Già ma io odio gli abbonamenti.  E il perché me lo hanno già ricordato gli abbonati a Wired che conosco:

anche se abbonati già da un paio di mesi, sono ancora in fremente attesa della consegna della rivista.

Il tipico problema degli abbonati alle riviste, ecco il motivo che mi fa odiare da anni questo sistema di acquisto.

la rivista viene consegnata in ritardo rispetto all’uscita nelle edicole, sempre che qualche “zelante postino” o qualche condomino non abbia interesse agli argomenti trattati e quindi decida di farsi un “abbonamento a scrocco” per quel numero.

A maggior ragione se la rivista è anche “fisicamente” bella e magari viene infilata in una cassetta delle lettera incapace di contenerla se non ridotta a brandelli.

E, purtroppo, anche una rivista che parla di “storie, idee e persone che cambiano il mondo” non ha affrontato con la dovuta innovazione, il rapporto con i propri abbonati.

E pensare che un sistema semplice per risolvere il problema c’è e io l’ho visto applicare già nel 1988, quando mi sono trovato a fare, per un certo periodo di tempo, proprio il postino.

Il sistema è semplice, è la consegna in edicola.

Ci sono tante varianti ma la cosa fondamentale è che l’abbonato, quando la rivista viene pubblicata, si reca presso una edicola e ritira la propria copia.

Questo permette di sincronizzare la fornitura di riviste tra gli abbonati e i lettori “casuali” e consente agli abbonati di ricevere anche gli eventuali allegati alla rivista, che nelle consegne a domicilio di solito non vengono dati.

Nel 1988, se non ricordo male Italia Oggi, distribuiva agli abbonati un blocchetto di voucher da dare all’edicolante, uno qualsiasi, che aveva cosi la possibilità di farsi rimborsare la copia venduta ma non pagata.

Il sole 24 ore invece mi risulta che faccia la consegna in edicola, ma è necessario concordare in quale edicola farsi fare la consegna e quindi ha qualche paletto in più.

Non credo che il costo di un rimborso all’edicolante (che non è il costo della rivista, è il guadagno che l’edicolante avrebbe a venderla) sia superiore al costo della spedizione postale.

A me era piaciuta molto l’idea del “buono rivista”, nel senso che non c’erano limitazioni, in pratica tu avevi i buoni per ritirare tot riviste, teoricamente potevi andare un giorno e richiederne 10 identiche. Questo potrebbe essere utile ad esempio all’abbonato che riceve un numero della rivista particolarmente interessante e vuole darne una copia ad un amico.

Certo diminuiranno i numeri ricevuti, ma intanto avrà potuto acquistare una seconda copia a prezzo “d’abbonamento” e magari avrà convinto un secondo lettore ad abbonarsi e a “restituirgli” nel tempo il voucher.

Senza contare il problema del periodo in cui la propria edicola di fiducia è in ferie, oppure quando sei in viaggio ecc.

Per cui no, non mi abbonerò a Wired. Almeno per il momento.

Una ultima osservazione, da maniaco della privacy:

Nella rivista ci sono due cartoline preaffrancate per abbonarsi. Vanno quindi rispedite senza essere inserite e chiuse in una ulteriore busta.

Beh, vi sconsiglio caldamente di utilizzare la cartolina nel caso voi voleste pagare l’abbonamento tramite carta di credito.

Infatti dovreste scrivere tutti i dati necessari al pagamento sulla cartolina e questi sarebbero ben visibili a tutte le persone che si trovassero a maneggiarla.

Se volete abbonarvi con la carta di credito, dopotutto se leggete Wired non dovreste avere grossi problemi a farlo, andare all’indirizzo http://www.abbonamenti.it/p1213

Però una rivista come Wired certe cose non dovrebbe farle rischiare ai suoi lettori.

Questo è un post a pubblicazione programmata, in quanto io in questo momento sono lontano da un computer.

Però credo che a qualcuno possa interessare sapere che Tokyoflash, la società giapponese che produce orologi digitali dalle forme più strane, nei giorni 25 e 26 dicembre effettua una campagna di sconti notevole.

Se vi piace il genere credo proprio sia il caso di approfittarne.

State attenti però che i tempi di consegna possono essere lunghi (lo dicono anche loro al momento dell’ordine) sembra particolarmente per l’Italia, chissà perchè.

Se qualcuno li ordina ci faccia sapere quanto tempo hanno impiegato ad arrivare e se ne è soddisfatto.

Chi mi conosce sa che non amo i regali di Natale.

Beninteso, non è che non ami i regali, non amo quelli forzosi e forzati che il Natale sembra obblighi a fare.

BuzzParadise, di cui ho parlato già altre volte, sta promuovendo una campagna per promuovere La lista dei desideri, un sito dedicato a raccogliere fondi per migliorare le condizioni di vita dei bambini di tutto il mondo in maniera originale e divertente.

Inoltre, grazie a BuzzParadise, per ogni blogger che parteciperà alla campagna, verrà devoluto 10 euro alla associazione Save the Children.

Avete capito adesso quale è la differenza tra un regalo e un …Regalo?

E questo, lo potete fare anche all’ultimo minuto, senza correre per la città, intasando le strade.

Fare impresa oggi

dic-17-2008 By Felter

Poco più di un anno fa, su questo stesso blog ho parlato di un negozio che stava aprendo davanti a casa mia. Oggi hanno provveduto a rimuovere le insegne e le scritte sulla vetrata. Ha chiuso.

In realtà aveva le serrande abbassate dai primi di settembre, dopo un cartello con scritto “chiuso per ferie il mese di agosto”. Solo che sino ad oggi tutto era rimasto come prima, proprio come se il negozio fosse in funzione ma “chiuso”.

Ora invece è chiaro che non c’è nessuna intenzione di continuare con l’attività.

Certo la crisi economica, il drastico calo dei consumi, avranno contribuito a mandare in passivo il progetto, ma forse un negozio di ricostruzione unghie e solarium, anche l’anno scorso non aveva grosse prospettive di crescita.

Oggi come non mai, penso sia necessaria una analisi approfondita delle possibilità di sviluppo di una attività, con una attenta pianificazione e possibilmente con il supporto di strutture competenti che aiutino a interpretare i piccoli segnali che si possono intravvedere.

Certo la percentuale di rischio d’impresa va messa in conto, ma la situazione attuale non permette più di azzardare.

Tra voi che leggete c’è gente che fa impresa da tempo. Avete qualche consiglio da dare a chi volesse valutare una propria idea imprenditoriale per capire se è “praticabile”?

Qualche servizio/strumento che avete trovato particolarmente utile?

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