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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for the ‘Brescia’ Category

Credo sia capitato a tutti. Leggi su un giornale una notizia di un argomento che conosci e ti rendi conto di quante informazioni sbagliate contenga. E quindi ti viene il dubbio:

“ma sarà cosi anche per tutte le altre notizie che non sono in grado di valutare?”

Oggi mi è successa una cosa simile.

Ho l’abitudine di cercare in rete le notizie su Montichiari, la città dove abito. Qualcosa salta sempre fuori e mi piace tenermi informato.

Come nuovo risultato oggi trovo questa notizia dal sito dell’ANSA.  (riporto gli screenshot perché non so quanto possano rimanere attivi i relativi link)

ansa1  ( link )

Nella notizia c’è uno strafalcione enorme:
la Fassa Bortolo è un cementificio e produce materiale edile, non certo calze.

E’ molto conosciuta, ha sponsorizzato per anni una squadra di ciclismo (ora sponsorizza a Montichiari l’unico velodromo coperto italiano) e a più di una persona sarà capitato di notare in molti cantieri edili, i silos con il loro nome impresso.

Lo stesso problema appare anche sul messaggio ANSA più stringato:

ansa2 ( link )

A voler essere pignoli qui anche la parola Cellophane è stata storpiata in Chellopane e manca una “di”, ma su quello sorvolo Sorriso

Mi sono meravigliato che all’autore dell’articolo tutto questo non sia venuto in mente o che non si sia almeno domandato cosa ci facesse un altoforno in una ditta di calze, ma l’errore ci può stare.  Decido in ogni caso di segnalare loro la correzione (sul sito c’è “scrivi alla redazione”).

Non so se in seguito al mio messaggio o grazie a verifiche interne, ma un paio di ore dopo la notizia rilanciata appare corretta (anche degli errori di scrittura)

ansa3 ( link )

Sembrerebbe tutto sistemato se non fosse che l’ANSA è anche una delle fonti principali di tutta una serie di giornali che, nel tempo, hanno imparato che è meno costoso rilanciare i comunicati ANSA senza nemmeno leggerli invece che utilizzarli come spunto per fare quelli che una volta erano veri e propri servizi giornalistici.

Infatti mi è bastato attendere ed ecco che ho trovato quello che cercavo:

corriere1 ( link )

Allora io vi chiedo:

- E’ sufficiente scrivere (ANSA) all’inizio dell’articolo per sollevarsi dalla responsabilità sui contenuti della notizia?
- E’ veramente questo il tipo di informazione che vogliamo trovare sui siti dei giornali?
- Se io dovessi decidere di pagare per avere notizie, non sarebbe meglio pagare direttamente l’ANSA, sperando che i soldi le facciano migliorare il servizio, invece che darli a chi non fa altro che “rivendere contenuti”?

Se volete riportare semplicemente le notizie che trovate in giro, invece di aprire un giornale, perché non aprite un blog.

Ce ne sono tanti che riportano notizie raccolte nella rete ma almeno non pretendono di essere chiamati “informazione”.

Dopotutto cosa c’è di diverso tra il post del corriere e questo?  Sorriso

crimeblog1 ( link )

A questo punto mi sorge solo un dubbio: che la Fassa Bortolo la conosca solo io?

logo-pane-web-e-salame-logo-300x300

Domani 23 giugno 2010 a Brescia ci sarà un barcamp.

Sino ad ora a Brescia non mi risulta ne fossero mai stati organizzati per cui sono molto contento che succeda.

Per tutte le informazioni c’è il sito: panewebesalame

Io ci sono sicuramente e, se non ci saranno problemi di tempo, vedrò di fare anche un speech.

Dura tutta la giornata (sino alle 17:30) per cui, se siete in zona, fate un salto al castello Malvezzi e venite anche voi.

Ieri ho potuto parlare ad un gruppo di studenti della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, invitato da un loro insegnante.

L’obiettivo era discutere di social network, della rete e delle sua potenzialità.

Questi ragazzi hanno 23-24 anni, stanno studiano argomenti come la grafica, la pubblicità e il corso che stanno facendo, li sta formando per la parte informatica.

Sono state 3 ore molto interessanti, in cui si sono aperti diversi argomenti di discussione.

A me premeva portare loro alcuni concetti principali:

  • la propria identità digitale
  • la consapevolezza di quello che si mette in rete
  • l’esistenza di un ambiente per valorizzare le proprie capacità

Nonostante tutti gli studenti siano più o meno presenti in rete (ovviamente Facebook è un must) ho notato che, per loro, il concetto di “proteggere la propria identità digitale” ruoti principalmente ancora attorno al fatto “non scrivo con il mio nome e cognome” ad di fuori di Facebook e infatti vedano come caratteristica particolare che in esso, per la prima volta, ci si presenti per nome e cognome.

Da questo siamo passati ad esaminare quali siano i problemi delle imprese, che non possono evitare di essere in rete con il proprio nome o brand, e abbiamo ragionato su quali sono le difficoltà che possono incontrare e come loro possono inserirsi all’interno di queste esigenze.

Da studenti, il fatto che ci siano cosi tante domande e così poche risposte certe, li fa sentire ancora più impreparati, ma di contro spero che abbiano capito che questo lascia loro ampi spazi dove applicare la loro immaginazione, la loro creatività e la loro voglia di fare.

velodromo1

Ora non ci sono più dubbi. L’Italia ha un velodromo coperto.

Oggi è stato ufficialmente inaugurato e ho potuto entrare, fare qualche foto, sentire la superficie in pino siberiano della pista.

Sono stati distribuiti ai presenti molti listelli dello stesso legno come ricordo del momento, ma tranquilli, ho controllato, la pista l’hanno completata. :)

Ora ci sono alcune finiture da compiere, gli ultimi ritocchi e poi si passerà alla cosa più importante: correrci.

Ho fatto diverse fotografie, vedrò di pubblicarle in qualche modo.

Intanto ve ne mostro alcune, per capire cosa è stato fatto:

ecco la forma a “casco di ciclista”

velodromo2

questo è l’arrivo:

vel_traguardo

e queste le tribune per 1300 persone:

vel_tribune

Ora non rimane che attendere le gare.

E’ passata una settimana dalla mia partecipazione alla presentazione dello Smau Business di Brescia e voglio provare a fare qualche riflessione.

Lo faccio solo ora, a qualche giorno di distanza, perchè mi interessava prima guardare la reazione dei blogger che hanno partecipato all’evento.

Dopotutto la caratteristica era proprio quella: coinvolgiamo i blogger e vediamo cosa possono darci come valore aggiunto.

Visto il numero di post collegati all’evento, credo che l’organizzazione di Smau dovrà dire un grosso grazie a Mauro e a chi ha partecipato.

Basta dire che solo Delymyth ha pubblicato qualcosa come 23 video per la giornata, senza contare quelli che aveva girato a Marzo durante la presentazione.

Ma allora i blogger sono solo “reporter a basso costo”?

Io credo di no. O almeno non è quella la vera utilità.

Quello che è certo è che sono un nuovo tramite, quello che arriva a loro non si ferma li, ma viene passato, distribuito usando la rete e i vari servizi come mezzo.

Ogni canale di comunicazione trasporta meglio alcune informazioni e peggio altre.

La televisione ad esempio è un ottimo "conduttore” dell’informazione visiva, ma nullo per quella olfattiva. Un giornale un po’ meno la prima e un po’ più la seconda, visto che posso allegarci un campione di prodotto e quindi arrivare al cliente.

A questo punto la domanda che mi sono posto è stata:

quale è l’informazione che i blogger diffondono meglio?

A mio parere i blogger hanno, proprio per l’abitudine alla socialità e al rapporto personale, la capacità di capire le persone che stanno dietro alle aziende e ai prodotti.

Io, da esempio, ho apprezzato tantissimo la presentazione di Graziano Martin della Tech Air.

Ha mostrato delle borse bellissime certo, ma quello che è arrivato a me è stata la passione per il prodotto, il legame che c’è tra lui e quello che propone. Il fatto che dicesse “noi siamo una azienda tessile, non tecnologica”, quasi a schermirsi davanti a tutta questa gente che è tecnologica per definizione. E tu ci ragioni e pensi a tutte le volte che hai sentito della crisi del tessile, dei mercati concorrenziali e ti rendi conto che allora soluzione alla crisi ci può essere, se hai la giusta visione. E questo non è la borsa con il cuscinetto d’aria che te lo fa capire. E’ il rapporto umano.

Il 26 sono tornato in fiera e sono tornato a fare quattro chiacchiere proprio con lui. E la mia sensazione era giusta. Non era più un incontro ufficiale, non aveva più bisogno di mantenere un certo “profilo”, eppure era lo stesso. Eravamo in un corridoio, poteva bastare un saluto ma ad un mio complimento al suo prodotto si è illuminato. E non certo per aver trovato un cliente.

E questo modo di rapportarsi l’ho riscontrato anche in molti altri, con quelli di Visup e di Work City ad esempio, che mi hanno parlato di loro, della loro idea e della loro azienda, ma non come lo avrebbero fatto al giornalista di turno o al potenziale cliente.

Io credo perciò che il blogger può far arrivare alla rete, una informazione nuova rispetto ai soliti media, l’informazione che riguarda le persone.

Riuscire a portare i blogger oltre il prodotto, oltre la tecnologia e farli arrivare alle persone che ne fanno parte, così che queste poi di riflesso arrivino al pubblico tramite la rete, può essere veramente un modo nuovo di fare comunicazione.

L’Amministratore Delegato di SMAU Pierantonio Macola e Anna Micossi, Responsabile Comunicazione durante l’Unpacking ci sono riusciti, in primis loro ad arrivare ai blogger.

Mi auguro che questo possa essere veramente l’inizio di un modo non nuovo, ma più completo di fare comunicazione.

Unpacking Smau Business Brescia

mar-24-2009 By Felter

Dopo una giornata densa di impegni, cerco di mettere per iscritto quello che mi è passato per la testa durante questo evento.

L’obbiettivo dichiarato era quello di portare alcuni blogger sul campo dello Smau Business appuntamento di Brescia, per tastarne l’erba, sentirne il profumo e riceverne un giudizio.

In effetti la visita non ha riguardato tutta la fiera, ma un paio di zone particolari della stessa:

la zona Percorsi dell’innovazione e la zona Ingram Micro.

Questo ci ha permesso di evitare inutili stand in costruzione e di andare dove qualcuno era già operativo.

Primo tra tutti l’AD di SMAU, Macola in cui ho visto una energia che non può venire semplicemente dal suo ruolo istituzionale. Ho la sensazione che gli piaccia quello che sta facendo, una specie di traguardo raggiunto. Complimenti a lui.

Sembra abbia dato una sterzata all’evento SMAU, portandolo verso un missione più “service” per le PMI rispetto a quella divulgativa alle masse che aveva qualche anno fa. 

Dal clima riscontrato (non come temperatura, quella era decisamente fredda) direi che la scelta sta pagando.

Ora bisognerà vedere se Brescia nello specifico, sarà un mercato valido, viste anche le statistiche presentate che la danno ben sopra la media in quanto ad appeal tecnologico.

Le due aree visitate erano un po’ l’una il contrario dell’altra.

Da un lato alcune aziende nuove, avviate da meno di 18 mesi e in vetrina grazie ai Percorsi dell’innovazione e dall’altro alcuni tra i più grossi vendor presentati da Ingram Micro.

Ho trovato alcuni prodotti interessanti e altri meno da entrambe le parti, segno che è la capacità che conta, non la storia o la dimensione.

Quello che non siamo riusciti a verificare è invece la parte che riguarderà i vari workshop, che si preannunciano l’altro core della manifestazione. E’ ovvio sia così, ma è comunque un peccato.

In conclusione credo proprio che una manifestazione come Smau Business, con la doppia anima workshop/showroom sia di interesse per la maggior parte di professionisti, piccole e medie imprese. Infatti finito l’Unpacking sono andato presso un’altra società e ho scoperto che sono pronti ad una visita in massa dello Smau nei prossimi due giorni.

Il coinvolgimento dei blogger è di certo un plus, dubito che nel breve periodo possa fare la differenza, però a mio parere è intelligente cercare comunque un confronto.

C’erano esperienze diverse, punti di vista diversi, spero siano stati utili.

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