Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Nuovo tema e nuova piattaforma

mag-8-2008 By Felter

Negli ultimi giorni questo blog è rimasto un po’ congelato, ma c’era un valido motivo.

Ho infatti cambiato piattaforma di gestione del blog, da Blogger a WordPress, con relativo cambio di tema.

Ci sono ancora parecchie cose da sistemare, migliorie da applicare ed un po’ di sano debug.

Però sono abbastanza soddisfatto del risultato da riaprire il tutto e vedere come va.

Ovviamente ogni parere, consiglio o suggerimento è ben accetto.

Chi è passato da queste pagine ieri, ha trovato un post che diceva che avevo bloccato i commenti perchè stavo spostando il sito su un nuovo host, che mi da più spazio rispetto al precedente che si stava saturando.
Ora il messaggio è sparito, ho riaperto i commenti e tutto dovrebbe essere su un server americano di Dreamhost.
Per il momento il dominio continua ad essere gestito da Serverplan, che molto gentilmente ha cambiato i name server in modo da farlo puntare al nuovo spazio.
(dal pannello la cosa non era possibile, ma richiedendolo con un ticket, è stato fatto in pochi minuti).
Devo ringraziarli, perché hanno fatto le cose molto velocemente, pur sapendo che quell’operazione è il preludio ad un cambio di “gestore”.
Questo mi sta facendo pensare se lasciare il dominio presso di loro o spostarlo come avevo previsto di fare inizialmente, visto che si sta parlando solamente di qualche euro/anno di meno.
Quando un buon servizio, può far recuperare un cliente.
Vedremo se la migrazione si potrà considerare conclusa oppure ci sarà l’ultimo passaggio del dominio.
Sono un uomo deciso io!

Su questo blog ancora non ho scritto sull’argomento che in questa ultima settimana ha infuocato i blog ed i post nella rete:

La trasmissione di “porta a porta” in cui Vespa esprime dei concetti diciamo cosi, un po discutibili, su blog e blogger.

Lo volevo fare allegando il video con la parte di trasmissione incriminata insieme a quello della discussione nata spontaneamente la domenica successiva tra alcuni blogger.

Siccome non ho ancora i video a disposizione e Gigi propone un secondo maxi incontro in rete per domenica per discutere del Caso Vespa:

“La mia proposta, peraltro già fatta a Stefano in mail privata, è quella di ritrovarci domenica sera come abbiamo fatto “spontaneamente” domenica scorsa per una conversazione “dal basso”!
Una decina di noi si stanno organizzando per definire palinsesto e orario. Mentre la discussione dovrà essere libera e aperta ad oguno che voglia intervenire.”

intanto io vi segnalo quello, in seguito posterò il mio pensiero ed i risultati di entrambe le discussioni.

il 15 di agosto, mentre tutta o quasi la blogosfera sonnecchiava stancamente al sole, un manipolo di irriducibili continuava imperterrito, anche se con minor frequenza del solito, a scambiarsi messaggi su Twitter.
Proprio da uno di questi messaggi mandati da Michelangelo, vengo ad avere la soffiata che register.it regala un anno di attivazione di domini .com, .net, .org e .eu.
Come non sfruttare l’occasione, senza attivare qualcosa di inutile?
Purtroppo so per certo che i domini relativi a felter con le estensioni che regalano sono già occupati ( anche se il .net non è utilizzato ed è in vendita) e quindi cosa scegliere?
Alla fine ho optato per www.robertofelter.com .
Sono convinto che non sia ancora abbastanza chiaro ai più l’importanza di essere proprietari del dominio relativo al proprio cognome o nome e cognome del peggiore dei casi. Sembra una banalità, ma in un mondo che si sta sempre più spostando online, perdere questo identificativo è un po diventare invisibili.
Dato che, per ordine di importanza, .com viene prima di .net e .org e visto che i domini . eu non mi danno l’impressione di avere attecchito molto ( è inutile, noi italiani siamo in Europa solo sulla carta) ho definito cosa riservarmi.
Adesso è in funzione un redirect al sito www.felter.it per cui il due domini solo assolutamente intercambiabili, come qualsiasi mail mandata a @robertofelter.com verrà raccolta e girata alla mia su felter.it.
Seguendo gli ultimi suggerimenti di Robin Good relativi a come rispettare le regole dei motori di ricerca (google in primis) non ho attivato l’immobilizer, che farebbe apparire le pagine di felter.it mantenendo sulla barra degli indirizzi robertofelter.com. Dato che questo di fatto crea un sito duplicato e ai motori di ricerca non piace, ho fatto in modo di evitarlo.
Per cui sappiate tutti, insomma voi che mi leggete, che scrivere www.felter.it oppure www.robertofelter.com da oggi e per almeno un anno sarà la stessa cosa.
Lo stesso ragionamento vale per l’indirizzo del blog che sarà indistintamente blog.felter.it oppure blog.robertofelter.com
E’ proprio vero, a ferragosto non si sa più cosa inventarsi per far passare il tempo…

Ieri mi è capitato di vedere la segnalazione del duello virtuale creato da Paul The Wine Guy e caso ha voluto che potessi dare il primo voto a “sfavore”.
Come spesso succede però la cosa è passata inosservata (a me ovviamente) finché non ho trovato questo post di Gioxx con lo screenshot delle votazioni.
E che cavolo, perché non ci ho pensato?
Detto e fatto.
Questa sera per le stesse motivazioni di ieri, che non sto li a spiegare, sono al PC a mezzanotte ed allora… vado a vedere l’epico scontro tra Pandemia e Beppe Grillo (che non linko, tanto lo sapete dove è).
Però questa volta non me lo sono fatto scappare il momento topico:


ora sta a voi…

Sto seguendo con interesse la vicenda della San Lorenzo, azienda alimentare molto conosciuta dai blogger per le sue particolari scelte di marketing, che a seguito di problemi con l’INPS sulla tipologia di contratto nei propri call center, sembra in procinto di licenziare 600 dipendenti. ( qui potete trovare l’articolo che ne parla ).
Su richiesta di Luca conti, l’azienda ha rilasciato un commento.
Ho letto con calma quanto hanno dichiarato, cercando di non farmi subito trasportare dall’impressione che ne stavo ricevendo. Ho persino lasciato passare una giornata e ho ripreso l’articolo sperando che la cosa mi facesse vedere in modo più distaccato il tutto.
Inoltre voglio costruire la mia valutazione della vicenda considerando valide e veritiere tutte le affermazioni fatte dalla San Lorenzo, anche se in rete c’è chi racconta la propria esperienza in quel call center in modo diverso da quanto viene scritto dalla società.
Partiamo dai dati di fatto:
- dalla lettera della direzione generale della San Lorenzo risulta chiaro che le persone impegnate nel call center sono considerati “VENDITORI”, svolgono mansioni da venditori e sono pagati a compenso sulle vendite. (viene ripetuto più volte nella lettera)
- Il contratto applicato a questi collaboratori è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa a PROGETTO.

Il D.Lgs. 276 del 2003 meglio conosciuto come legge Biagi, ha normato al Titolo VII capo 1 art. 61 e successivi il contratto a progetto, ponendo alcuni obblighi, alcuni divieti ed alcuni vincoli.
Quelli che interessano in questo caso sono i seguenti:

art.61 Definizione e campo di applicazione
comma 1
“Ferma restando la disciplina per gli agenti e i rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cui all’articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione della attività lavorativa.”

art.62 F o r m a
comma 1
Il contratto di lavoro a progetto e’ stipulato in forma scritta e deve contenere, ai fini della prova, i seguenti elementi:
a) indicazione della durata, determinata o determinabile, della prestazione di lavoro;
b) indicazione del progetto o programma di lavoro, o fasi di esso, individuata nel suo contenuto caratterizzante, che viene dedotto in contratto;
c) il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonche’ i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese;
d) le forme di coordinamento del lavoratore a progetto al committente sulla esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa, che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicarne l’autonomia nella esecuzione dell’obbligazione lavorativa;

art.67 Estinzione del contratto e preavviso
comma 1
I contratti di lavoro di cui al presente capo si risolvono al momento della realizzazione del progetto o del programma o della fase di esso che ne costituisce l’oggetto.

art. 69 Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto
comma 1
I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell’articolo 61, comma 1, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.
comma 2
Qualora venga accertato dal giudice che il rapporto instaurato ai sensi dell’articolo 61 sia venuto a configurare un rapporto di lavoro subordinato, esso si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato corrispondente alla tipologia negoziale di fatto realizzatasi tra le parti.

Esaminando la situazione alla luce di queste norme, che voglio sottolineare sono valide dal 2003 e nate contestualmente alla creazione della tipologia di contratto a “progetto”, ci sono alcune cose che la lettera di comunicazione non chiarisce:
- nell’art.61 i co.co.pro “devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso”.
Quale era questo progetto per i collaboratori? la vendita di prodotti non può essere considerata un progetto, perchè rientrerebbe nella disciplina per gli agenti e i rappresentanti di commercio e, inoltre non rispetterebbe il successivo art. 62. Infatti
- nell’art.62 comma 1 “Il contratto di lavoro a progetto deve contenere, ai fini della prova, a) indicazione della durata, determinata o determinabile, della prestazione di lavoro;”
Quale durata è scritta nel contratto stipulato con il collaboratore?
ed infine, come richiesto dall’art. 67
Come la San Lorenzo determina la “realizzazione del progetto o del programma o della fase di esso” così da decretarne la conclusione del contratto?

Ora alcune osservazioni:
- Il contratto a progetto su una vendita potrebbe essere valido se applicato ad un singolo prodotto, per un periodo prestabilito, come una campagna di promozione, ma non a tempo indeterminato.
- Nella lettera la direzione della San Lorenzo osserva che la situazione contrattuale andava bene sia a loro che ai collaboratori.
Questo però non può giustificare il mancato rispetto della legge, altrimenti l’evasione fiscale non sarebbe più punibile ( di sicuro va bene sia a chi vende che a chi compra).
- Viene affermato che “La San Lorenzo ha deciso che non può lavorare in un clima di incertezza, di insicurezza, dove la legge deve essere interpretata, e a seconda di chi la interpreta assume un significato diverso”. Vorrei capire quale interpretazione degli articoli che ho citato, hanno utilizzato per la stesura dei contratti.

In conclusione:
dalle dichiarazioni rilasciate dalla San Lorenzo, non sembra siano state rispettate le normative vigenti sul contratto a progetto, l’unica possibilità per valutare meglio sarebbe avere il contratto a progetto di un collaboratore o la bozza tipo utilizzata dalla società in modo da poter rispondere alle precedenti domande.
Sembrerebbe appropriata l’intenzione da parte dell’Ispettorato del lavoro di applicare l’art. 69 trasformando di fatto il contratto.
Il fatto di chiudere il call Center, se fossero accertate le colpe della San Lorenzo, non risolverebbe il loro problema in quanto dovrebbero comunque assumere tutto il personale che ha lavorato a progetto presso di loro ( o quantomeno quello al lavoro ora), pagare le sanzioni previste e, in seguito, dovrebbe per di più giustificare il loro licenziamento, non sussistendo motivi di “giusta causa”.
E’ apprezzabile che la San Lorenzo abbia aperto un canale di comunicazione con l’esterno al fine di chiarire gli avvenimenti e mi auguro che possa continuare anche se servisse a dimostrare che ha torto e non ragione.
Per questo ho mandato copia di questo articolo ad Angela Cardinale della Direzione Generale di san Lorenzo, così che possa, se lo ritiene opportuno, chiarire ulteriormente i dubbi sollevati.
Come dice giustamente Luca nel suo articolo, la trasparenza è fondamentale nei momenti critici, anche se fa vedere i propri difetti.

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