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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for marzo, 2012

A causa di un bug del software di gestione di molti modelli di IP camera TrendNet, è possibile collegarsi alla webcam senza autenticarsi e quindi vedere quanto sta riprendendo, semplicemente avendo il suo indirizzo IP.

La notizia non è nuova, è stato scoperto a gennaio da Console Cowboys ma, a due mesi di distanza, nonostante il rilascio da parte di TrendNET di un aggiornamento critico del software che risolve il problema, sono ancora molte le netcam presenti in rete ad avere questo bug.

Il problema è proprio che è impossibile avvisare tutti i proprietari che esiste questo difetto, a meno che non vadano sul sito a cercare gli aggiornamenti o ne leggano in giro.

Ed è per questo che ho deciso di scriverne anche io, dato che spesso su questo blog si è parlato di privacy e mai come in questo caso si può dire che un oggetto che viene utilizzato per la propria sicurezza diventa strumento per l’esatto opposto.

Quindi, se avete in funzione una IP camera TrendNet, provvedete subito a scaricare l’aggiornamento del firmware.

[Netcrologio] GOWALLA

mar-12-2012 By Felter

Nome: GOWALLA

Chiusura: marzo 2012

Tipologia: servizio di Geolocalizzazione

Commento: 
Gowalla è stato uno dei primi servizi di geolocalizzazione.
Permetteva, tramite l’apposito applicativo, di dire in quale località si fosse, informando cosi i propri amici o chi potesse avere interesse a saperlo. Concorrente di Foursquare, è stato acquisito da Facebook, interessato a sviluppare la parte di geolocalizzazione del suo social network.

Alternative:
Oltre al già citato Foursquare, ci sono Google Latitude e appunto il servizio integrato in Facebook. Se invece preferite una geolocalizzazione più social e volete un prodotto italiano potete provare mobnotes.

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Venerdì 2 marzo, grazie all’invito ricevuto da Hagakure, ho potuto partecipare alla presentazione del nuovo servizio SkyGo direttamente negli studi Sky di Milano.

Presenti con me c’erano invitati altri importanti personaggi della rete, per cui ho scelto di non scrivere immediatamente questo post, basandomi semplicemente su quanto visto durante la serata ma ho preferito discuterne un po’ in rete con chi diceva di volerlo provare così da capire cosa poteva essere effettivamente utile scrivere.

Tanto le notizie principali ricevute durante la presentazione le avrete già trovate sicuramente in rete.

Iniziamo con i primi dubbi sorti:

Si, è gratis per tutti, solo che per funzionare deve essere collegato ad un abbonamento Sky o Sky HD.

Chi ha un abbonamento Sky non potrà vedere tutti i 25 canali disponibili ma solo Skytg24 e Skytg24 eventi. Potrà però utilizzarlo per impostare la registrazione delle trasmissioni sul proprio decoder o per vedere la guida TV ai canali.

Chi invece ha già un abbonamento SkyHD avrà a disposizione tutti i 25 canali e le funzionalità di programmazione registrazione con queste limitazioni:

La programmazione disponibile con Sky Go è visibile con connessione 3G e/o Wi-Fi. Le partite di Serie A sono attualmente visibili su tablet (solo in modalità Wi-Fi) e su PC (solo in modalità Wi-Fi e/o rete fissa). Per il campionato 2011-2012, le partite di Serie A non sono visibili su IPhone.

Qualcuno in rete si è lamentato del fatto che, al momento dell’utilizzo, il software gli abbia proposto di integrare, a pagamento, il proprio abbonamento con altri pacchetti.
Probabilmente succede se nel proprio abbonamento non sono compresi canali che SkyGo potrebbe mostrare. In ogni caso non è assolutamente obbligatorio accettare l’integrazione per procedere con l’utilizzo. Al limite alcuni canali non si potranno vedere.

Tenete presente che continuano a valere i problemi dei diritti di trasmissione, per cui SkyGo, se utilizzato fuori dai confini italiani o quantomeno da un IP non riconosciuto come italiano, permetterà la visione esclusivamente dei due canali SkyTG in quanto gli unici i cui diritti sono di sicuro in mano a Sky, dato che che ne produce i contenuti.

Criticità

- Molta gente ha trovato difficoltà nell’attivare SkyGo ossia nel collegare al software il proprio abbonamento Sky.

Di certo il numero di utenti che nei primi giorni ha voluto attivare il servizio è stato molto alto e il sito è andato spesso in crisi.
Dopo una settimana i problemi dovrebbero essere notevolmente diminuiti ma, nel caso aveste ancora problemi, potete chiamare l’assistenza telefonica al 199.100.400 e lo fanno loro direttamente.

- Al momento l’unico prodotto mobile non Apple su cui funziona SkyGo è il tablet Samsung Galaxy Tab 10.1” o 8.9”

Lo letto di molta gente che ha provato apk “alternative” ma non funzionano.
Durante la presentazione è stato detto che saranno presto pronte le altre versioni del software, tanto vale avere solo un po’ di pazienza.

- sul proprio abbonamento è possibile attivare due periferiche che utilizzano SkyGo, però è possibile vedere su una sola di esse per volta i programmi, oltre ovviamente a quanto mostrato dal decoder

Questa è una limitazione abbastanza logica, tenete presente però che è possibile, una volta ogni 30 giorni, sostituire una periferica con un’altra.

- attenzione ai consumi se lo usate in 3G

i tecnici di Sky hanno detto più volte che il software varia la qualità delle trasmissioni in relazione alla banda disponibile.
Al momento non è però possibile variare la qualità manualmente in modo da regolarne i consumi, per cui se avete una tariffa dati 3G a consumo e avete la fortuna/sfortuna di avere a disposizione una buona banda, rischiate di raggiungere velocemente la vostra soglia.

In prospettiva

Contrariamente a quello che succede di solito, il lancio di SkyGo non è stato fatto pensando al “nuovo abbonato” ma è stato voluto per aumentare il valore degli abbonamenti già esistenti.

Durante la presentazione è stato detto più volte che Sky ritiene che l’esperienza corretta di fruizione dei loro programmi si ha con l’HD per cui vogliono aumentare e rendere sempre più appetibile quella tipologia di abbonamento.

Al momento non mi risulta ci siano particolari offerte per incentivare il passaggio da Sky a SkyHD, ma probabilmente è solo questione di tempo.

Come è questione di tempo anche per la crescita del servizio di SkyGo.

Attualmente SkyGo è in pratica il doppione del Decoder ma i tecnici Sky hanno già chiarito che presto verranno integrate nuove funzionalità, più vicine al web che non alla televisione.

Per cui probabilmente si apriranno possibili attività social, come Sky ha già testato durante la trasmissione XFactor, in modo da poter commentare, votare e condividere le proprie opinioni in contemporanea alla visione.

Conclusioni

Fa piacere vedere come continui a crescere l’attenzione degli “old media” verso i new media, dopotutto è ormai chiaro a tutti che le due cose spesso si sovrappongono e è necessario affrontare nuove sfide in quell’ambito se si vuole continuare a crescere.

Per questo io mi aspetto presto anche la possibilità di fare un abbonamento “solo SkyGo” perchè, come ci sono persone che seguono solo la TV, ci sono anche tante persone che sono molto più spesso davanti ad un PC che ad un televisore e quindi potrebbero essere più invogliate a qualcosa di esclusivamente software rispetto a tutte le problematiche di un servizio fisico, che pretende parabola, decoder ecc.

Io, ad esempio, sono tra quelli Sorriso

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Ieri sera, grazie ad un invito ricevuto da Andrea Schiroli della Barabino & Partners, ho potuto incontrare Paul Bergevin, a capo della comunicazione di Intel e responsabile della reputazione aziendale a livello globale, che ci ha raccontato la sua attività e l’impegno di Intel nel rendere “outside” il mondo Intel, che è, come ci capita spesso di leggere, “inside”.

Si è parlato molto di perdita del controllo della comunicazione in cambio di credibilità, di diversificazione delle attività comunicative e della migrazione delle attività di comunicazione dagli old media ai new media (sembra che più del 50% del budget destinato alla comunicazione negli ultimi anni sia stato spostato da una parte all’altra).

Quello che mi ha notevolmente impressionato è il fatto che anche società consolidate come Intel continuino ad affrontare nuove sfide, cercando di considerarsi nuove e mettendo continuamente in discussione la propria struttura e i propri criteri di lavoro.

Si è parlato, ad esempio, del fatto che inizialmente Intel non vedesse nel mobile un proprio bacino di business e che abbia cambiato mentalità e approccio al nuovo mondo non cercando di cambiare ciò che già c’era ma inserendo persone nuove, con mentalità adatte ad approcciare il nuovo mercato e ampliando cosi la propria vision.

C’erano presenti, ad ascoltare con me, tra gli altri anche Stefigno, Lafra, Funkyprofessor e Alberto D’Ottavi, che sicuramente avranno osservazioni e commenti molto più professionali dei miei sull’argomento.

Di certo conoscere come affrontano i problemi di comunicazione le aziende che sono una o due ordini di grandezza superiori alle aziende con cui ti trovi normalmente ad avere a che fare, ti permette di capire quanto sia impegnativa una attività del genere.

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