Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for ottobre, 2011

Con l’avvento dei servizi di microblogging e la necessità di risparmiare più caratteri possibile per riuscire a portare più concetti in uno spazio limitato, come ad esempio Twitter e i suoi 140 caratteri, hanno preso piede servizi complementari come appunti quelli di shortner url, ossia di accorciamento dei link.

Questo permette di trasformare un qualsiasi link in uno non più lungo di una dozzina di caratteri.

I servizi che lo fanno sono molti, da quelli gestiti da colossi tipo Google sino a quelli di cui non si conosce nemmeno il proprietario.

Alla indiscussa comodità di questi servizi va però contrapposto un rischio che spesso non viene preso in considerazione nella maniera corretta.

Se usi uno shorten url stai demandando ad altri il compito di indirizzare i tuoi contatti verso quello che tu hai indicato, senza la garanzia che venga realmente fatto, o che venga fatto per sempre.

Il rischio minore che si può correre è che il servizio di shortener url smetta di funzionare e quindi i tuoi contenuti perdano di valore perchè non è più raggiungibile quanto da te segnalato.

Il rischio maggiore è quello che il tuo link punti a qualcosa di completamente diverso da quello che volevi, stravolgendo il contenuto del vostro messaggio.

Pensate non sia possibile?

leggete quello che è successo al portavoce di Angela Merkel

 Beffa su twitter al portavoce della Merkel
Stefan Seibert sbaglia a digitare un indirizzo in un tweet: il link inesistente viene rediretto a un sito porno

Il servizio bit.ly non è certo un piccolo servizio e la possibilità di personalizzare il link creato è vista come una splendida feature. Almeno fino a quando non ti rendi conto che permette di fare quello che è successo.

Pensateci bene prima di scegliere di usare un servizio di accorciamento dell’url di terzi, specialmente se siete una società o una istituzione che non vuol correre rischi.

15x_censimento_popolazione

Molti di voi saranno in procinto di compilare o avranno già compilato il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, cosi come previsto e richiesto.

Mi auguro che una altrettanto cospicua parte di voi lo abbia fatto o lo farà online a questo indirizzo: censimentopopolazione.istat.it

Alla fine di tutte le operazioni di inserimento, la procedura vi rilascerà (tranne in caso di malfunzionamento, ma mi auguro non succeda) due file in formato .pdf:

- una copia del censimento cosi come lo avete compilato
- la ricevuta dell’avvenuta consegna.

Se, per qualche motivo, decidete di stampare questi due file, è probabile trovarsi di fronte ad un problema: i file non vengono stampati.

La stampante rimane in attesa sino ad andare in errore.

Probabilmente il tutto è dovuto a qualche errore nella creazione del .pdf, che viene correttamente visualizzato ma manda qualche carattere strano alla stampante che si blocca.

Un metodo semplice per risolvere il problema è il seguente:

Visualizzate il file della ricevuta, o della copia del censimento, con il vostro solito visualizzatore (Acrobat reader, Foxit Reader ecc.) e invece di mandare la stampa alla stampante, generate un altro file .pdf.

Per farlo, nel caso non abbiate già installato una stampante virtuale per generare i .pdf, potete usare programmi tipo  Primopdf, che non fa altro appunto che creare una nuova stampante che provvede a salvare dove volete il file generato.

Questa operazione sistema i problemi del file originale e permette la stampa.

Perciò, una volta generato il .pdf del .pdf, vi basterà mandare normalmente in stampa il nuovo file ottenuto.

E’ più complicato a scriverlo che a farlo, ve lo assicuro. (in realtà non è complicato nemmeno a scriverlo, sono io che incasino tutto A bocca aperta )

26765_STYLISTIC_Q550_Lifestyle_1_scr

Giovedi sera, grazie all’invito di Simone Guzzardi consultant Digital PR di Barabino & Partners, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del tablet Stylistic Q550 di Fujitsu.

Sono da sempre un acceso sostenitore della necessità di provare dal vivo i prodotti, in quanto solo cosi è possibile capire quali sono le loro reali caratteristiche e peculiarità.

E anche questa volta devo dire che mi è stato molto utile.

Come al solito non mi soffermerò sulle caratteristiche tecniche del prodotto, che potete trovare sul sito di Fujitsu,  ma cercherò di raccontare le mie impressioni.

Va premesso che questo tablet è uno dei pochi ufficialmente destinato al mercato business. Certo può essere usato da tutti ma certe scelte progettuali possono essere capite e giustificate solo se si pensa in quale contesto deve andare.

La prima impressione che ho avuto è proprio del tablet “da battaglia”, robusto, più grosso del normale, con caratteristiche “industriali”.

Non è certo il tablet più sottile di questo mondo, neanche quello con la linea più elegante e nemmeno il più leggero, però lo tieni facilmente in mano, non ti fa preoccupare di romperlo quando lo usi e fa esattamente quello che fai solitamente con il desktop alla scrivania.

E’ un po’ come essere un medico e scegliere tra un bisturi ed un coltello da tavola. Nel coltello da tavola privilegi l’eleganza e la forma, ma quando pensi al bisturi, vuoi che tagli, che faccia bene il suo lavoro, il resto passa in secondo piano.

E le caratteristiche del Q550 sono proprio pensate per questo.

Il sistema operativo è Windows 7 Professional, che vuol dire assoluta integrazione con qualsiasi rete aziendale, senza preoccupazioni di software, autorizzazioni e permessi.
Se lo si utilizza in sostituzione di una postazione desktop, non ci sarà bisogno nemmeno di un minuto di formazione. E’ una postazione desktop, “mobile”.

Batteria sostituibile, perché uno strumento del genere non può essere “fermato” perché deve ricaricarsi. Addirittura, cosa molto intelligente, la batteria ha un pulsante di test per verificarne lo stato di carica, cosi da non doverla installare per accorgersi che ci eravamo scordati di caricarla.

Lo schermo touch è opaco e questo permette di non far notare le classiche ditate tipiche dei tablet. Certo non sono un problema, ma se stai lavorando non devi sentire il bisogno di uno straccetto perchè lo schermo è tutto segnato.
Non pensavo si potessero ridurre cosi le ditate, se non lo avessi visto dal vivo non ci avrei creduto.

Per aumentare la precisione e probabilmente per sfruttare al meglio il sistema operativo non certo pensato per il mondo touch, Fujitsu utilizza uno schermo capacitivo (10’1 a 1280×800), che permette l’uso delle dita ma funziona al meglio con la penna sensibile alla pressione in dotazione.

Con questa è possibile scrivere appoggiando la mano sullo schermo durante la scrittura.

Ci sono poi diversi accessori come il modulo 3G, il lettore di impronte digitali, lo slot per la smart card e la docking station che aumentano le funzionalità del tablet.

In conclusione la mia impressione è stata buona. Credo che probabilmente non siamo ancora al prodotto business maturo, il microprocessore non è dei più veloci e quindi ci vuole un po’ di pazienza, inoltre il sistema operativo non è pensato per quel mondo.

Di certo è attualmente un prodotto che in certe nicchie di mercato non ha competitor e questo permetterà a Fujitsu di maturare una certa esperienza e un certo valore da poter poi utilizzare in futuro, quando ad esempio sarà disponibile Windows 8 che sarà un S.O. molto efficiente su prodotti del genere o quando Intel fornirà chip più prestanti.

Per farvi capire la sensazione che ho avuto quando l’ho visto, guardate questo video.

Ecco, secondo me, con il tablet di Fujitsu quasi ci siamo Sorriso

[Netcrologio] Google BUZZ

ott-15-2011 By Felter

 

Nome: Google BUZZ

Chiusura: poche settimane da oggi

Tipologia: Servizio di condivisione aggiornamenti personali

Commento: 
Per ogni servizio di Google che nasce ce ne sono tanti che muoiono. In questo caso il passaggio di consegne è tra Google Buzz e Google+. Come era prevedibile l’impegno di Google verso il proprio nuovo social network non poteva che portare a chiudere le altre alternative, cosi come in precedenza era successo con Google Wave.  Ora tutto dipenderà da quanto riusciranno a migliorare Google plus. 
Se volete salvare quanto avete inserito in Google Buzz, potete utilizzare Google TAKEOUT

Alternative:
Rimanendo in Google ovviamente Google plus, poi c’è l’onnipresente Facebook e tutta una serie di altri servizi più piccoli, ma non per questo peggiori, come l’italiano Meemi e il “congelato” (dato che da quando è stato comprato da Facebook non è stato più migliorato, ma nemmeno chiuso) Friendfeed, a cui sono particolarmente affezionato.

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