Google

Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for luglio, 2011

Google ha lanciato da poco più di un giorno quello che tutti già chiamano il social network che vuole battere Facebook: Google Plus (più sinteticamente G+).

Attualmente è una beta chiusa, cioè puoi accedere solo se hai ricevuto un invito, che inizialmente era proprio una autorizzazione di Google e poi è diventato una richiesta di contatto da chi già era autorizzato.

Nella mattinata di ieri, grazie a Stefigno, sono riuscito ad iscrivermi e quindi è praticamente una giornata che sto provando a capire meglio le sue caratteristiche.

Ci sono diversi post in rete che spiegano bene come sia strutturato G+, per cui, come è mia abitudine, eviterò di riscrivere per l’ennesima volta le stesse cose scritte altrove.
Qui sotto c’è anche il video introduttivo fatto da Google:

Google + project

Cercherò invece di fare alcune considerazioni e osservazioni che ritengo importanti e che altrove non ho trovato.

G+ è un social network pensato per chi parla, non per chi ascolta.

I principali servizi social che consentono l’asimmetria tra i contatti, cioè dove uno può essere in contatto con un altro senza che sia vero il contrario, come Twitter o Friendfeed, ti fanno decidere chi ascoltare, non a chi parlare.

Con Facebook non c’è asimmetria tra i contatti, per cui se io sono in contatto con te, tu forzatamente lo sei con me e concedere l’autorizzazione è un gesto che intrinsecamente fa capire che ascoltare e parlare sono allo stesso livello.

Invece in G+ c’è asimmetria nei contatti, però la scelta dei contatti viene fatta facendo riferimento alla mail (da una società che possiede un servizio come Gmail è naturale) e tutta la struttura di gestione a Cerchi(e) riguarda esclusivamente la comunicazione in uscita, non quella in ingresso.

Tutta la comunicazione avviene tra persone già in contatto tra loro e non ci sono modalità di interazione, tipo i FOAF (Friend of a Friend) di Friendfeed, che aiutino ad allargare la propria rete di contatti.
Certo c’è la possibilità di mandare un messaggio a tutti o anche ai contatti dei contatti, ma le possibilità di raggiungere qualcuno interessato a quello che diciamo è la stessa di distribuire volantini in una città.

Per cui G+ è strutturato per una comunicazione in modalità push, ossia io scrivo, decido a chi voglio comunicare qualcosa e questo contenuto viene “spinto” da G+ al mio contatto, che non può fare altro che leggermi oppure bloccarmi. Come succede con gli SMS.

Non c’è nessun sistema per decidere di seguire quello che dice qualcuno, perché anche aggiungendolo, se lui non fa altrettanto e non mi inserisce in una cerchia a cui poi decide di mandare il proprio contenuto, io non riceverò nulla nel mio streaming se non quello che lui decide essere “pubblico”. E’ chiaro però che se ha scelto di utilizzare uno strumento come G+ per inviare i suoi contenuti, è perché ritiene interessante la possibilità di selezionare i destinatari e l’uso delle cerchie, per cui la quantità di materiale pubblico sarà sempre ridotta.

Il bello di servizi come Twitter invece è proprio che sono in modalità pull, ossia io decido quali flussi voglio ricevere, e ho la possibilità di selezionare le mie fonti.

La particolarità di G+ quindi è che, quando ricevi la comunicazione di qualcuno che ti ha aggiunto ai suoi contatti, non ti sta dicendo “ti voglio ascoltare”, ma ti sta dicendo “ti voglio parlare”.

Il fatto che non sia pensato per privilegiare l’ascolto lo dimostra anche l’assenza di un motore di ricerca (e questo invece non è naturale se ti chiami Google) che permetta di trovare in G+ le informazioni che interessano.

C’è un servizio di “spunti” che ti porta informazioni su argomenti di tuo interesse, ma cerca in rete e non all’interno di G+.

Twitter è cresciuto perchè è semplice e hai tu la scelta di quello che vuoi ricevere.

Facebook è cresciuto perchè permette di trovare persone di cui non avevi alcun contatto.

Con G+ non puoi fare ne l’uno ne l’altro.

Potrebbe diventare interessante per i giovani, che amano comunicare ed essere in contatto continuo tra loro, anche se molti considerano già obsoleta la mail.
Se però facesse risparmiare soldi di telefonate e sms.

Anche le aziende lo potrebbero considerare un ottimo strumento.

Se gli altri social network vivono in internet, G+ vive nella intranet dei tuoi contatti.

Sarà certamente un ottimo strumento avanzato per la comunicazione, potrà avere in futuro moltissimi utilizzatori come succede per gmail, ma io non lo chiamerei social network.

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