Campus Microsoft a Redmond – Considerazioni finali
Sono già rientrato in Italia da qualche giorno e volevo pubblicare prima questo post conclusivo, ma poi mi sono reso conto che era opportuno farlo maturare un attimo. Cosi però è diventato più lungo di quanto pensassi. Se vorrete fermarvi prima della fine, sarete scusati. ![]()
I giorni di questa esperienza sono volati. Le cose viste e i ragionamenti fatti si sono accumulati ad una velocità impressionante e, nonostante in una settimana abbia fatto aggiunte e correzioni, sono sicuro di aver tralasciato qualcosa.
Per questo vi consiglio di andare a leggere anche le osservazioni fatte dai miei compagni di viaggio:
eravamo Guido, Gioxx, Stefano, Alfredo e Lorenzo, evangelist di Microsoft Italia.
E proprio da loro voglio cominciare, perché se è vero, come è vero, che l’esperienza è stata fantastica, molto è merito anche della loro compagnia.
Gli altri gruppi presenti, svedesi, olandesi e spagnoli, erano molto compassati e silenziosi, sia durante le presentazioni sia nelle serate organizzate, mentre noi alternavamo la professionalità della presenza in sala alla vivacità di un gruppo molto affiatato quando si trattava di divertirsi. E ci siamo divertiti. Grazie anche alle tante iniziative programmate da Microsoft anche per le serate, come la sfida a Bowling, la visita al museo del volo della Boeing ecc.
E il fatto che l’ambiente sia importante hanno dimostrato di averlo capito anche quelli di Microsoft.
L’atmosfera che si respira in tutta la zona attorno a Redmond è legata a Microsoft. In pratica non si capisce dove finisce l’azienda e dove invece è città. Dopotutto sono decine di migliaia i dipendenti presenti, molto più degli abitanti di tante città italiane.
Noi eravamo al building 92. Fate un po’ voi.
Ma non è solo un aspetto logistico, è proprio l’impostazione del lavoro che riflette questo aspetto: un unico grandissimo ambiente di lavoro, in cui la cosa importante è il valore di quello che fai.
Avendo visitato qualche settimana fa la nuova sede di Microsoft Italia a Peschiera Borromeo, avevo già parlato di questo aspetto, ma a Redmond la cosa è ancora più impressionante, dato che non si parla di uno stabile, per grosso che sia, si parla di una città.
Certo, alcuni ruoli richiedono un ufficio più di altri, ma si nota la sensazione di essere sempre al lavoro e nello stesso tempo poterlo non essere mai. Basta vedere la gente che gioca nei campetti (addirittura il beach volley, anche se il clima di Redmond non aiuta).
Il fatto che si sia nel fulcro di questo gigante informatico, crea inoltre in chi ci lavora un senso di appartenenza come ho trovato in poche altre parti. (Qualcosa tempo fa in IBM e in SIP, molto meno in Telecom Italia ad esempio). L’ho percepito in tutto il personale con cui ho avuto a che fare e che ringrazio veramente.
Un altro aspetto che gli incontri hanno evidenziato è che Microsoft è una delle poche società che ancora si può permettere di fare ricerca e sperimentazione a lungo termine, senza ricercarne il ritorno economico sicuro.
Abbiamo visto quello che per Microsoft potrebbe essere il futuro tra 10 anni. Questo non significa che sicuramente lo sarà, ma sapere che tutto quanto è stato mostrato è “realistico”, perché ogni cosa è in sperimentazione ha comunque un effetto devastante.
5 anni fa in quei locali era esposta la Kinect. Ora la si usa per giocare. A pensarci mette i brividi.
In conclusione credo che questo insight di Microsoft presso la sede di Redmond sia un’esperienza veramente interessante, che permette di assorbire molti aspetti di una azienda che per altre vie arriverebbero molto meno. Vivere direttamente certe cose è impagabile. Per questo ringrazio Marco Agnoli di Microsoft Italia e il suo team di evangelist per l’opportunità che mi è stata offerta.
Colgo l’occasione, parlando di vivere di persona certe situazioni, per fare un grosso in bocca al lupo a luca Conti che, in questo momento, è in Afghanistan con la Nato come “blogger embedded”. Certo la sua situazione è un po’ più complicata di quello che è stata la mia, ma ora più che mai capisco il valore di certe iniziative.
Ovviamente se avete qualche curiosità chiedete pure, dove non arriva l’NDA rispondo ![]()





