Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Come scrivevo a fine aprile, quando è stato presentato il sito di Postacertificat@, era ampiamente previsto che le sperimentazioni fatte da INPS e ACI sulla PEC offerta ai loro clienti, sarebbero cessate e confluite nel servizio offerto dal ministero.

Ora l’INPS comunica una data entro la quale verrà cessato il loro servizio PEC e i loro clienti dovranno attivare e migrare sul servizio di postacertificat@:

15 settembre 2010

Dopo tale data il vecchio indirizzo codicefiscale@inpspec.gov.it verrà disattivato e non sarà più possibile accedervi ne ricevere ulteriori messaggi.

Inps dovrebbe aver spedito ad ogni possessore della sua pec un messaggio certificato in cui comunica la prossima disattivazione del servizio e come poter attivare il corrispettivo account presso il servizio del ministero, senza dover ripetere le procedure di riconoscimento e di inserimento dei propri dati.

Se però tutto questo non verrà effettuato entro il 15, il cliente sarà obbligato, nel caso volesse riattivare una propria CEC-PAC, a rifare tutta la procedura ex novo.

Quello che è importante sapere è che il contenuto della vecchia PEC non verrà automaticamente trasferito sulla nuova, anche se attivata per tempo. Sarà quindi necessario effettuare tutti i salvataggi.

Io mi auguro che nessuno l’abbia fatto ma, nel caso aveste aperto una qualsiasi pratica con una PA, dando l’indirizzo PEC dell’INPS come canale di comunicazione con voi, ricordatevi di provvedere immediatamente a dare comunicazione di variazione alla PA, cosi da evitare la perdita di risposte importanti.

Per ulteriori chiarimenti vi rimando ad alcune pagine del sito Guidapec in cui è spiegato nei dettagli cosa succede e cosa fare se siete un possessore di PEC INPS:

Come avviene la migrazione da PEC INPS a PEC Poste?

Posso oppormi alla migrazione da INPS a POSTE?

Che cosa succede se non eseguo in tempo la migrazione da INPS a Poste?

Che cosa succede al mio indirizzo PEC-INPS dopo il 15/09/10?

E ben presto dovranno esserci novità simili per quanto riguarda la PEC fornita dall’ACI.

Solo un piccolo stimolo a ragionare:
Avete attivato la PEC dell’INPS e avete potuto provarla. Vi è servita? Visto che avete la possibilità di chiudere il servizio senza problemi, ritenete sia il caso di riattivarne un altro con le stesse caratteristiche e limitazioni?

11 commenti/Trackbacks a “Addio PEC INPS – al 15 settembre 2010 si cambia”

  1. Massimo Penco scrive:

    Scusa ma dove stava scritto che era una sperimentazione ecco il LINK del protocollo:
    http://www.innovazionepa.gov.it/media/209643/protocollo_intesa_inps.pdf
    trovami anche la sola parola sperimentazione.
    Forse se così fosse stato nessuno invece delle poche migliaia l’avrebbe presa la PEC SPERIMENTALE !!!
    La stessa cosa vale per l’ACI. ovviamente.

    • Felter scrive:

      Come ho già citato nel vecchio post, linkato all’inizio, nelle condizioni d’uso della PEC, sia dell’INPS che dell’ACI, è chiaramente scritto:

      art.3

      Il Cliente riconosce ed accetta, sin d’ora e senza riserve, che conclusa la fase di
      sperimentazione, l’indirizzo PEC assegnato potrà essere trasferito nel “Servizio di
      comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CECPAC)” una volta avviato il progetto.

      In ogni caso, anche nel documento da te segnalato, all’art. 1 comma 2 si parla di progetto pilota e al comma 3 si dice che il progetto pilota verrà integrato nella CEC-PAC.

      Mi meraviglia che la cosa non ti fosse a conoscenza.

      Questo era uno dei motivi per cui sconsigliavo di attivarla e infatti si è puntualmente presentato.

  2. Massimo Penco scrive:

    Mi spiace che anche tu sia caduto nella trappola della sperimentazione che è l’accordo successivo tra utente ed INPS io parlo del protocollo d’intesa che prevede all’art, 5.
    durata fino al 2012, rinnovabile. Dove non si parla di sperimentazione alcuna. E’ il modo come certe cose vengono fatte che non è accettabile se no assomiglia ai contratti di Paperon de Paperoni con le clausole scritte in piccolo.
    Comunque nessun ben pensante avrebbe preso una casella PEC a tempo evidentemente nessuno ci aveva capito nulla o non gli era stato spiegato. La confusione della cosa era a mia conoscenza e puntualmente quelle migliaia di Italiani che hanno aderito sono costretti a passare a Poste con le conseguenze che sai.

    • Felter scrive:

      Il protocollo d’intesa era ovviamente “sovradimensionato” rispetto ai reali tempi previsti per la chiusura del progetto pilota, proprio per evitare di rimanere scoperti nel caso si fosse andati troppo per le lunghe nella assegnazione del servizio di CEC-PAC. Ma era chiaro sin dall’inizio che i servizi INPS e ACI fossero una anticipazione della CEC-PAC poi offerta dal governo. Vorrei farti notare che era molto più “visibile” il documento delle condizioni d’uso (che ogni utente, come in tutti i casi di contratto di servizio dovrebbe leggere) che non il documento del protocollo d’intesa, che poi è un rapporto interno tra le due amministrazioni e poco dovrebbe interessare all’utilizzatore. Senza contare che entrambi sono stati rispettati, con il comportamento attuale dell’INPS. Io non sono cosi convinto che nessuno ci abbia capito nulla, dato che le poche migliaia di PEC INPS attivate dimostrano che molti lo avevano capito. Probabilmente altri si sono fatti ingannare da consigli e considerazioni fatte da qualcuno più sull’onda della voglia di discussione che non basate su osservazioni e dati corretti. Io, che non mi ritengo certo il più esperto in materia, scrissi nel novembre del 2009 Posta Elettronica Certificata (PEC) – Professionisti ora, aziende dopo e cittadini? mai. in cui dicevo “Nemmeno la PEC fornita da INPS e ACI è valida in quanto è un esperimento che è previsto confluisca nel servizio svolto dallo stato (vedi pagina 13 del documento del Ministero) e pertanto è a tutti gli effetti una CEC-PAC e non una PEC.” Ci sono stati tanti stravolgimenti nella evoluzione della PEC, ma questo mi sembra forse uno dei pochi casi in cui si è proseguiti in coerenza delle linee iniziali.

  3. Massimo Penco scrive:

    Potrei discutere su questa materia anni lo abbiamo già fatto è tutta una cosa fatta male a prescindere dai cavilli contratti ecc. di cui l’Italiano ne ha piene le tasche i punti salienti sono:
    1) Se era sperimentazione della durata di pochi mesi malgrado l’accettazione del contratto da parte dei singoli utenti che hanno aderito fortunatamente per loro pochi si doveva spiegare a chiare lettere che di questo si trattava

    2) In una operazione, peraltro già, programmata di concedere ad un solo gestore la CEC PAC direi che è stato uno spreco di energie e perdita di tempo inutile preceduta da annunci roboanti fatti di numeri irrealizzabili 3 milioni di PEC,CEC,PAC entro fine 2009, vista poi lo stato dell’avanzamento della PEC,CEC,PC nella Pubblica Amministrazione

    3) Se sperimentazione era ed è i numeri quelli veri che ne sono usciti fuori dovevano far presagire quello che è avvenuto è sta avvenendo con la CEC, PAC vedi i dati su riportati

    4) Creare nuove aspettative è dannoso special modo per chi la crea avevamo detto e dimostrato anche questo : http://www.cittadininternet.it/?p=590

    5) Con non poche ribellioni solo professionisti e le imprese di nuova costituzione, erano obbligate a farlo, da UNO stesso venditore di PEC Infocamere al momento della iscrizione,
    Questo ed altro ho scritto nel BLOG di Cittadini di Internet http://www.cittadininternet.it/?p=693
    Sono io che mi meraviglio come in un pasticcio come questo parli di coerenza, fra l’altro conoscendo i personaggi di ACI se ne sono proprio dimenticati tanto non sono neanche loro che erogano il servizio.

    • Felter scrive:

      E’ vero, la materia PEC è vasta e ci sarebbe molto da discutere e lo abbiamo fatto in diverse occasioni, a volte con punti di vista diversi, altre concordanti. Però ora stiamo parlando di un aspetto specifico e chiaro: la PEC dell’INPS e la sua chiusura. E’ stata pensata come sperimentazione (lo si vede nei prospetti del Ministero), è stata attivata agli utenti dicendogli che era sperimentale e sarebbe, ad un certo punto, confluita nel più ampio servizio di posta certificata gratuita dello stato e ora è in fase di migrazione. Siamo arrivati a quanto anticipato, previsto ed annunciato. Nel tuo commento iniziale esprimi il tuo stupore per quanto stanno facendo e io dico che era una delle poche cose che mi aspettavo e che hanno fatto sul serio. Che fosse sbagliato sin dall’inizio è vero, che nessuno avrebbe dovuto pensare nemmeno per un secondo ad attivare una cosa del genere anche, ma non ci sono motivi che uno si stupisca adesso di quello che sta succedendo ORA, come se gli avessero cambiato le carte in tavola e “ah se lo avessi saputo!!”.

  4. Massimo Penco scrive:

    Mi spiace di dover fare una lunga polemica con te, debbo purtroppo insistere. Un cambiamento epocale come questo richiede e richiedeva chiarezza special-modo dai Vertici promesse e cifre sparate li non giovano tanto è che la risposta sulla CEC PAC c’è l’hai davanti agli occhi li invece dei TRE MILIONI di CEC PAC INPS ACI l’annuncio era di 50 milioni siamo appena fra l’altro non verificabili come ho scritto più volte circa 132.000. Il gioco del gambero in un progetto epocale come questo non può altro che provocare quello che sta provocando gli Italiani la CEC PAC non la vogliono, del resto la stessa cosa sta avvenendo con l’altro surrogato PEC la CPECPT del processo telematico e del Certificato medico con la PEC.
    Cambiare le carte in tavola non significa avere le carte a posto di leggi e regole ne hanno fatte pure troppe e ne fanno quando vogliono difficile vincere una battaglia con chi per l’appunto ha il potere di cambiare le CARTE IN TAVOLA no ?

    • Felter scrive:

      Questo spazio esiste proprio per discutere per cui, finchè non sarà polemica sterile e senza motivo, puoi proseguire quanto vuoi. Trovo però quantomeno singolare che tu invochi chiarezza proprio quando si sta parlando di uno dei pochi aspetti dello sviluppo della PEC chiaro sin dalla sua presentazione. Come torno a ripetere, per una questione di correttezza nei confronti di chi legge, io preferisco focalizzarmi su un aspetto e ragionare su quello. Se tutte le volte si fa un passo indietro e si riparte dall’inizio, io e te sappiamo di cosa stiamo parlando ma tutti gli altri probabilmente no. E non troverebbero in queste pagine quanto gli serve per farsi una opinione completa e corretta. Lo sviluppo della PEC è fumoso, costellato di cose dette e non fatte, fatte e non dette, cambiamenti con e senza senso. Continuare però a ribadirlo ogni volta, fa perdere il senso a qualsiasi altra osservazione. Allora tanto varrebbe non farla. Le tue affermazioni, senza entrare nel merito se siano più o meno giuste, le potevi e mi risulta tu le abbia fatte già nel 2009 quando io scrivevo il resto. Non è certo il comportamento attuale dell’INPS che ti ha portato a quelle conclusioni e a quelle affermazioni. Per questo, quando io parlo dell’INPS che chiude il proprio servizio di PEC, dico che non ci sono motivi per affermare che non ce lo si potesse aspettare. Dire, come affermi tu, che il governo sta facendo molte cose che non ci si può aspettare, può anche essere vero, ma è fuori contesto ed è fuorviante nei confronti dell’utente PEC INPS che vuole capire se gli hanno cambiato le carte in tavola come succede spesso oppure no. NO, IN QUESTO CASO, stanno facendo quello che era previsto avrebbero fatto. Probabilmente ti stanno cambiando le carte in tavola in mille altre situazioni, anche in ambito PEC, per cui stai attento comunque, ma non è questo il caso di cui puoi lamentarti. Io non faccio il paladino per o contro qualcosa, per cui non ho bisogno di riportare sempre i lati negativi o positivi di una cosa, ogni volta che ne parlo. All’interno di un ambito maggiormente negativo ci può essere un aspetto positivo e viceversa. Io cerco di vedere tutte e due le cose.

  5. Massimo Penco scrive:

    Il fatto è che non vedo nulla di positivo in tutto questo concentraci sull’INPS mi sembra veramente limitativo e come l’evangelico esempio del trave e della pagliuzza nell’occhio mi dispiace non la vedo così. Poi non capisco perchè eviti di rispondermi sui numeri annunciati dove sono i 3 milioni di PEC,CEC,PAC Inps e dove i 50 CEC PAC POSTE Italiane e Telecom Italia.
    Il problema come ripeto che all’Italiano la PEC,CEC,PAC non gli piace proprio se no una cosa gratuita, si far per dire attirava tutti non 50 milioni ma di più. E’ il fenomeno per primo che va capito almeno da noi. Le regole ripeto ancora una volta le rifanno come e quando vogliono.

    • Felter scrive:

      Io non è che mi sono concentrato sulla PEC dell’INPS tralasciando tutto il resto. Con questo post parlo della PEC dell’INPS come in altri ho parlato di altri aspetti.
      Qui trovi quello che ho scritto sulla PEC e magari ci trovi anche le risposte alle tue domande, anche se io non sono il Ministro Brunetta per cui non capisco perchè dovrei essere io a discutere i numeri che porti.
      http://blog.felter.it/category/pec
      ok, a te la PEC non piace, ma non è che sei obbligato a scriverlo ogni volta che qualcuno pronuncia la parola PEC.

  6. Massimo Penco scrive:

    Invece lo farò chissà che la CEC PAC di Poste non diventi anche quella una sperimentazione mal riuscita. Per gli scritti leggiamoci a vicenda ma questo non serve a nessuno come la PEC !

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