Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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PEC – Posta elettronica Certificata – non sono qui per vendere bensì per regalare! – poco, anzi meno.

Come stanno ripetendo tantissimi siti, blog, messaggi e compagnia cantando, oggi, 26 aprile 2010, il Ministero dell’innovazione ha attivato il sito postacertificata.gov.it da cui il cittadino italiano può far partire la richiesta di un indirizzo “PEC” gratuito, che potrà poi andare a ritirare presso il più vicino sportello delle Poste.

Il servizio è stato chiamato Postacertificat@,

Ho già ripetuto più volte, da questo blog e in tante discussioni in giro per il web, che la PEC regalata in realtà non è un servizio PEC, ma un servizio CEC-PAC ossia “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino” in quanto funziona solo se il mittente o il destinatario è una Pubblica Amministrazione.

Ora che il sito è finalmente disponibile posso fare qualche osservazione ulteriore:

Il sito conferma che regalano una CEC-PAC

L’evoluzione del bando di gara e delle sperimentazioni di INPS e ACI avevano portato dubbi in merito.

Se il bando di gara parlava di servizio di CEC-PAC, l’assegnazione negli articoli (il documento ufficiale non l’ho trovato da nessuna parte) viene sempre riferita a servizio PEC.

Inoltre, da prove effettuate in questi mesi con le mail distribuite gratuitamente da INPS e ACI, si è notato che le mail attivate presso l’INPS non permettevano l’invio verso PEC standard, mentre quelle attivate presso l’ACI sì, anche se teoricamente dovevano essere identiche.

Ora il sito dice chiaramente

“ La PostaCertificat@ garantisce un canale di comunicazione chiuso ed esclusivo tra Pubblica Amministrazione e Cittadino, non sono, infatti, previste comunicazioni al di fuori di tale canale, ad esempio tra Cittadino e Cittadino.“

per cui le mail attivate dall’ACI, se funzionano in modo diverso, sono fuori norma.

– cosa succederà alle mail “sperimentali” di INPS e ACI?

Nelle condizioni d’uso del servizio dell’INPS, come in quello dell’ACI, è scritto chiaramente all’art.3 che

Il Cliente riconosce ed accetta, sin d’ora e senza riserve, che conclusa la fase di
sperimentazione, l’indirizzo PEC assegnato potrà essere trasferito nel “Servizio di
comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CECPAC)” una volta avviato il progetto.

Solo che ci sono alcune differenze tra i servizi già avviati e quello che ora viene presentato ufficialmente.

Quello che si nota subito è che entrambi gli indirizzi forniti da INPS e ACI erano del tipo

codicefiscale@gestore

mentre quello fornito dal servizio Postacertificat@ è nome.cognome@gestore.

E’ ovvio che il secondo è più immediato. Verrà cambiato?

Le mail dell’INPS e dell’ACI si potevano consultare solo tramite web, mentre invece postacertificat@ è possibile utilizzarlo anche da client (in fondo scrivo come fare). Verrà tolta questa limitazione?

Inoltre c’è il fatto citato in precedenza che quelli con la mail ACI potevano usarla effettivamente come una PEC standard. Dubito che questo durerà ancora molto.

– quali sono le caratteristiche reali di questo servizio?

Dal sito veniamo a conoscenza di alcune caratteristiche che, sino ad ora, non erano state citate o addirittura erano state date con valori diversi:

  • numero massimo di invii giornalieri, non superiore a 10;
  • dimensione massima del messaggio pari a 30 MB;
  • numero massimo di destinatari del messaggio 50;
  • spazio totale disponibile della casella 250 MB ;

In precedenza le presentazioni del ministro e del Ministero parlavano di 500 MB di casella, che è già un valore inferiore a quello standard di 1 GB di quelle a pagamento.

Ora il sito dice addirittura che è 250 MB. Il disciplinare di gara parlava di “minimo 250 MB” ma il Ministro, solo ieri parlava di casella da 500 MB. Che Poste/Telecom si siano resi conto che 50 Milioni di Euro non bastano a dare 500 MB a persona?

Almeno sul sito hanno messo i parametri per poter configurare il proprio client di posta in modo da poterlo usare anche per gestire la PEC.

Visto che il sito è frequentemente down, vedo di riportarli qui, in modo da averli a portata di mano se mi serviranno per qualche configurazione.

Nel caso di utilizzo di un client di posta i valori di configurazione del client per la casella PostaCertificat@ sono i seguenti:

Server posta in arrivo: mail.postacertificata.gov.it

  • protocollo pop3:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 995
  • protocollo imap:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 993

Server posta in uscita: mail.postacertificata.gov.it

  • protocollo smtp:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 465

attivare la funzione: “Server della posta in uscita – Autenticazione del server necessaria”

– e il domicilio digitale?

il DPCM 6 maggio 2009 Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini, all’art. 3 comma 4 dice:

La volontà del cittadino espressa ai sensi dell’articolo 2, comma 1, rappresenta la esplicita accettazione dell’invio, tramite PEC, da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i provvedimenti e gli atti che lo riguardano

Solo che questa “esplicita accettazione” non viene raccontata da nessuna parte.

Io ci penserei bene prima di attivare una cosa con questo tipo di “automatismi”, specialmente se il Ministro, nel frattempo, parla di fare accordi con le “public companies” in modo da poter allargare “questo servizio” anche a loro.

Vorrei ricordare, per completezza di informazione, che il DPR. n. 68 del 11 febbraio 2005 “Regolamento recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.” all’art.4 comma 2 e 3 dice:

2. Per i privati che intendono utilizzare il servizio di posta elettronica certificata, il solo indirizzo valido, ad ogni effetto giuridico, e’ quello espressamente dichiarato ai fini di ciascun procedimento con le pubbliche amministrazioni o di ogni singolo rapporto intrattenuto tra privati o tra questi e le pubbliche amministrazioni. Tale dichiarazione obbliga solo il dichiarante e puo’ essere revocata nella stessa forma.

3. La volonta’ espressa ai sensi del comma 2 non puo’ comunque dedursi dalla mera indicazione dell’indirizzo di posta certificata nella corrispondenza o in altre comunicazioni o pubblicazioni del soggetto.

Cioè la legge prevede che sia io a scegliere quale strumento voglio utilizzare per ogni singolo procedimento apra con la PA.

Quindi se io ho una PEC acquistata, posso scegliere quando utilizzarla nei miei rapporti con le PA e la PA la può usare per rispondermi sono in riferimento a quel singolo rapporto.

Perchè anche con la CEC-PAC non deve essere cosi?

A questo punto una ultima domanda la faccio a voi lettori, che se siete arrivati a leggere sino a qua significa che siete veramente interessati alla PEC:

Veramente vale la pena di affrontare tutto questo bordello solo per risparmiare 6 EURO?

[UPDATE] nei commenti mi è stato chiesto come sarà l’indirizzo CEC-PAC completo. Ho provato a verificare sul sito e non ho trovato nulla a riguardo. Ho provato quindi a chiamare il numero verde per le informazioni. Dopo avere ascoltato praticamente tutto quello che c’è scritto sul sito, sono finalmente riuscito a parlare con una operatrice molto gentile che mi ha risposto. L’indirizzo CEC-PAC sarà:

nome.cognome@postacertificata.gov.it