Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

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Posta Elettronica Certificata (PEC) – Professionisti ora, aziende dopo e cittadini? mai.

Chi mi legge su Friendfeed sa che sto seguendo da parecchio tempo la Pec e tutte le discussioni sull’argomento.

Adesso che ci stiamo avvicinando alle prime scadenze e  iniziano ad aumentare le persone che cercano informazioni, vedo di scrivere anche sul blog qualche osservazione che può essere utile a tutti.

Guida alla PEC

Le cose da dire sono tantissime e non posso di certo scriverle tutte. Per questo inizio col consigliarvi una guida online alla PEC:

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sul sito guidapec potrete trovare tantissime domande sull’argomento, ovviamente con le relative risposte. C’è anche un forum dove potete chiedere quello che non siete riusciti a trovare nel sito.

Le pagine sono in continua evoluzione e se siete interessati alla PEC, vi consiglio di metterlo nei preferiti.

In anteprima, non è ancora pubblicato nemmeno sul sito, vi segnalo anche  il relativo account twitter. E’ attivo da poco ma sarà utile anche quello.

Scadenze

La legge (DL 185/2008 art.16, convertito in legge 28 gennaio 2009, n.2) prevede che nell’arco di 3 anni dalla sua pubblicazione, tutti i liberi professionisti iscritti ad un albo, tutte le società di capitali e tutte le società di persone, comunichino al proprio ordine e alla Camera di Commercio il proprio indirizzo di Posta elettronica qualificata.

Pertanto dal 29 novembre 2008 tutte le nuove società o i nuovi liberi professionisti, al momento della registrazione hanno dovuto comunicare il loro indirizzo PEC.

Per quanti invece fossero già esistenti al 29 novembre 2008, la legge prevede che dovranno comunicare il loro indirizzo entro i seguenti termini:

29 novembre 2009 termine ultimo per i liberi professionisti ISCRITTI AD UN ALBO

29 novembre 2011 termine ultimo per le società di capitale e le società di persone.

La legge prevede delle scadenze, ma non prevede nessuna sanzione nel caso non vengano rispettate. Tenete però presente che i vari Ordini sembra stiano valutando la possibilità di considerare la mancata comunicazione come una infrazione al codice deontologico e quindi potrebbero intervenire con sanzioni interne.
Il mio consiglio è: valutate bene quello che state facendo, se non avete chiaro qualcosa informatevi (se siete qui siete sulla strada giusta) ma non sottovalutate la cosa.

PEC gratuita

Il Ministro per l’Innovazione Brunetta dice spesso che il governo ha intenzione di fornire la PEC gratuitamente a tutti i cittadini. Mi dispiace deludervi ma non c’è nessuno che vi regalerà la PEC, nemmeno lo stato.

Il Ministero per l’Innovazione ha indetto un bando, scaduto il 16 settembre e di cui non si sa ancora nulla, per l’assegnazione di un servizio di posta che però non è una PEC, ma viene chiamato CEC-PAC ovvero “comunicazione elettronica certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino”.

Questo servizio poggerà sulla stessa infrastruttura tecnologica della PEC, ma avrà delle limitazioni relative a mittenti e destinatari.

Questo basta a non renderla idonea ad essere utilizzata dalle aziende e dai liberi professionisti per adempiere ai suddetti obblighi di legge.

Nemmeno la PEC fornita da INPS e ACI è valida in quanto è un esperimento che è previsto confluisca nel servizio svolto dallo stato (vedi pagina 13 del documento del Ministero) e pertanto è a tutti gli effetti una CEC-PAC e non una PEC.

In pratica la differenza tra la PEC e la CEC-PAC è che la prima permette la comunicazione, a norma di legge, tra chiunque sia in possesso di un indirizzo di Posta elettronica certificata, mentre la CEC-PAC funziona solamente se o il mittente o il destinatario è la Pubblica amministrazione.

Per fare un esempio se un medico e il suo paziente avessero una CEC-PAC potrebbero entrambi scrivere all’INPS o alla PA ma non potrebbero comunicare tra loro, cosa che invece è possibile con la PEC.

Anche qui il mio consiglio è: al momento, non conviene attivare una CEC-PAC, anche se gratuita, in quanto i vantaggi sono tutti per la PA che ha un sistema a costo zero per contattarvi, mentre a voi serve veramente a poco.

Comprare la PEC

Se siete un libero professionista la prima cosa da fare è contattare il proprio ordine. Probabilmente avranno stipulato convenzioni con i vari certificatori per fornire ai propri associati una mail PEC a prezzi concordati. State attenti solo ad una cosa: spesso parlano di PEC data gratuitamente dall’Ordine, ma poi la convenzione è valida solo per un anno. Chiedete sempre quanto vi costerà l’anno prossimo. Meglio saperlo.

Se invece siete una azienda o un privato cittadino e quindi non ci sono convenzioni particolari a cui affidarsi e dovete provvedere voi ad acquistare una mail PEC, dovete rivolgervi o direttamente ai siti dei vari certificatori (non tutti vendono la PEC online) oppure a chi la distribuisce per loro.

Anche in questo caso alcune precisazioni per un acquisto consapevole:

– La legge prevede uno standard di servizio per cui tutti i certificatori hanno l’obbligo di svolgere il servizio nello stesso identico modo. Potrete trovare prezzi anche molto diversi, ma la differenza potrà essere nello spazio di archiviazione o nei servizi aggiuntivi, non nel servizio di gestione che è assolutamente uguale per tutti.

– Le mail che vengono proposte sui vari siti dei certificatori, sono tutte costruite su domini del certificatore (ad esempio tuonome@legalmail.it). Questo costa poco economicamente, ma vi lega al certificatore in quanto se un domani voleste cambiarlo, per opportunità economiche o scelte aziendali, sareste costretti a cambiare indirizzo PEC, con tutto quello che comporta in termini di divulgazione dell’informazione, di comunicazione alla Camera di Commercio ecc.

Chi non ha avuto problemi con le mail regalate a suo tempo da Tin o da Libero quando ha provato a cambiare provider? Ecco, la storia potrebbe ripetersi, ma con mail molto più “ufficiali”.

E’ possibile invece, con una somma leggermente superiore ma comunque contenuta, attivare una mail PEC su un dominio o un sottodominio propri, cosi da renderla definitiva.

Il mio consiglio in proposito: a meno che voi non siate un privato cittadino, acquistate un vostro dominio se già non lo avete, quindi certificatene un sottodominio (ad esempio pec.tuodominio.it) su cui richiedere l’indirizzo PEC. La certificazione del dominio o del sottodominio e la richiesta della PEC può essere fatta contemporaneamente e senza grossa difficoltà.

Al giorno d’oggi avere un proprio dominio costa poco ed è ormai indispensabile per una attività per cui, se non lo avete già fatto, pensateci.

E se non sono obbligato mi conviene fare comunque la PEC? provate a fare questo semplice test e avrete la risposta.

Un aiuto

L’argomento Posta elettronica Certificata è molto vasto e con molte problematiche. Alcune cose le si scoprono subito, altre le si ha più chiare solo dopo averci avuto a che fare per un po’.

Proprio per essere d’aiuto in questo, negli ultimi mesi ho collaborato con alcune società del settore per studiare queste problematiche e sviluppare delle soluzioni che potessero risolverle.

Il primo passo è stato quello di attivare delle partnership con alcuni certificatori cosi da cercare di semplificare al massimo le modalità di attivazione della PEC. Abbiamo potuto cosi distribuire a prezzi vantaggiosi i loro servizi, sollevandoli dalla gestione del cliente finale.

Il risultato lo potete vedere all’indirizzo http://pec.felter.it dove potete acquistare uno o più indirizzi di posta elettronica certificata su un dominio del certificatore (in questo caso Namirial), su un vostro sottodominio ( e qui il certificatore è Aruba) o su un dominio nuovo semplicemente compilando il form di acquisto che genera in automatico tutta la documentazione che dovrete rispedire firmata via Fax per richiedere l’attivazione.

Questo è un servizio che solitamente è riservato ai service provider che vogliono distribuire la PEC ai loro clienti, ma che mi fa piacere poter rendere disponibile a chi visita questo blog e ha necessità della PEC. Il costo dell’acquisto viene aggiornato in tempo reale allo scegliere le varie opzioni. Provate a verificare. Vedrete che sono riuscito a spuntare per voi un prezzo veramente contenuto, nonostante le cifre già normalmente basse lasciassero poco spazio alle variazioni.

Presto verranno attivati nuovi servizi aggiuntivi che potranno essere attivati sul servizio base di qualsiasi PEC, perchè ci sono problematiche che la PEC da sola non risolve e di cui presto potreste sentire l’esigenza.

Se avete bisogno di chiarimenti, di ulteriori informazioni o di un aiuto potete scrivere nei commenti o contattarmi direttamente dal form dei contatti sul sito:

http://www.felter.it/contatti.htm

Le cose da dire sulla PEC sarebbero ancora tante, ma questo post è già molto lungo cosi.
Aspettatevi quindi qualche altro post sull’argomento, magari per rispondere a qualche vostra domanda.