Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Nella tarda serata di ieri, più precisamente attorno alle ore 23:00, in Twitter ed in Friendfeed sono apparsi alcuni messaggi che annunciavano un deragliamento ferroviario presso la stazione centrale di Milano.

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Ben presto l’argomento è diventato il flusso continuo di messaggi, spesso semplici ripetizioni dell’originale, altre volte richieste esplicite di conferma della notizia.

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Solo dopo più di un’ora c’è stato finalmente un riscontro dai media tradizionali che ha fatto capire che le notizie girate sino ad allora erano, non solo reali, ma anche corrette e dettagliate.

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Questo commento è stato scritto da Alfredo di Giovampaolo, giornalista RAI, attingendo alle agenzia di stampa che l’ANSA lancia alle varie redazioni. (Sul sito pubblico dell’ANSA la notizia non è apparsa sino a molte ore dopo).

Questa situazione ha portato alla luce un problema non indifferente della “comunicazione dal basso”: la verifica della veridicità della notizia.

La notizia è circolata grazie a pochi messaggi originali e si è propagata tramite molti messaggi-ripetizione. Questo ha creato due condizioni simultanee:
- la volontà di informare della situazione
- la necessità di assicurarsi che le informazioni fossero corrette.

Alcuni hanno dato massima fiducia ai loro contatti, prendendo per valido quanto da loro scritto, proprio per il fatto che fossero loro a scriverlo.

Molti altri hanno, nello stesso tempo, mostrato molta maturità cercando altre fonti che confermassero la situazione.

Alla fine però, quello che ha ufficializzato la notizia, è stato ancora una volta un media “tradizionale”, segno che la comunicazione, in un modo o nell’altro, ha ancora bisogno di passare ANCHE attraverso quel tipo di canale.

Io credo che proprio questo aspetto della comunicazione dal basso, ha necessità di essere sviluppato e integrato dai media tradizionali, che dovrebbero sfruttare le loro strutture per mettersi al servizio della notizia, li dove nasce, invece di fare come ora, ossia attendere che la notizia arrivi a loro e quindi darle visibilità.

In ogni caso, come è emerso da una successiva discussione su Friendfeed, è importante capire che i microblogging che fanno livestream, non riportano la notizia “finita”, ma la creano man mano.

Seguire il livestreaming è come guardare un pittore che dipinge e cercare di capire, dopo ogni pennellata, che quadro uscirà.

Se pensiamo che il quadro sia completo, quando invece non lo è, rischiamo di prendere delle grosse cantonate.

5 commenti/Trackbacks a “Le notizie dai social network e la verifica delle fonti”

  1. wolly scrive:

    la colpa è del Dadda che non ha voluto andare a verificare, dato che abita li vicino :-)

  2. catepol scrive:

    La trasmissione di un fatto che accade ad uno dei nostri contatti è una delle grandi possibilità di twitter e non si discute che se non ci fosse stato il messaggio di valentinasole80 e di @alberto mi sembra, non ci saremmo allertati. Primo problema: come ben evidenzi anche tu segnali un retwit (accont di valentina lucchettato). Per cui, me compresa, abbiamo rilanciato un messaggio non visto per forza di cose in prima persona. Poi tutti a chiedere altre notizie in merito da chi c’era o poteva avvicinarsi per capire.

    Io ad un certo punto in mezzo ai retwit ho cominciato a leggere “Opinioni personali” del tipo “I media come al solito arrivano tardi”, “Le notizie oramai passano prima su twitter”, cose così. E io lì a refreshare il search di twitter con combinazioni diverse per capire se c’erano altre informazioni oltre quelle di valentina (che apprenderemo solo dopo, le è entrato un vagone nel giardino). Solo un altro paio di info.

    Che non permettevano a nessuno di noi di rilanciare un dettaglio in più in merito, solo di divulgare con RT e nome di chi aveva twittato.

    Timeline invasa da chi, senza aggiungere nulla, continuava a dire “Possibile che il corriere, i media non diano notizie, è passata un’ora, è passata mezz’ora…”

    Discussioni in merito. Io dal canto mio che provavo a incrociare conversazioni e retwit (anche su Friendfeed per capire se la prima fonte avesse aggiunto dettagli, anche se non li potevo leggere direttamamente, qualcuno che mi ha anche confermato, guarda che chi twitta è là sul posto ecc.)

    Fino a che alfredo non ha dato la notizia uffiiciale, devo ammettere che dubitavo. Ma non perchè alfredo, giornalista, è più affidabile di valentina. Anche se, io alfredo lo conosco di persona come amico e come giornalista. Valentina no. Per cui su Alfredo (ma anche, per dire, gente tipo auro o altri che abitando vicino sono andati a verificare, sono per me più “affidabili” di chi non conosco, perchè fanno parte della mia rete di relazioni, perchè ho già verificato con l’esperienza e le conversazioni precedenti la loro affidabilità nel divulgare qualcosa che accade loro).

    Ciò non toglie il valore di quei Twit iniziali.

    Però, io per prima, a dire che facciamo comunicazione dal basso, che arriviamo per primi, che i media tradizionali non servono più a niente perchè ci siamo noi con twitter…bè ci andrei con molta cautela. (ma poi magari spiego meglio tutto ciò in un post, se riesco)

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