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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for settembre, 2009

Chiunque abbia provato sino ad ora a registrare un dominio .it sa quanto tempo si perde, a causa dell’obbligo di invio della lettera di assunzione di responsabilità (LAR) tramite raccomandata A.R. o Fax, e la relativa attesa per la sua gestione da parte del NIC, la struttura che ha il compito di gestire l’anagrafe dei siti con estensione IT.

I soggetti che possono interfacciarsi con il NIC e fare da tramite per la registrazione dei domini si chiamano Maintainer e hanno un contratto specifico con esso.

Questa procedura di registrazione è detta ASINCRONA, ed è diversa da quella utilizzata per registrare domini con altre estensioni, tipo .com, .net, ecc. che è detta SINCRONA.

La procedura sincrona permette infatti di registrare il dominio in tempo reale.

Ora le cose stanno, teoricamente, cambiando.

Il 28 settembre 2009, il NIC abiliterà anche la possibilità di registrare in modalità sincrona i domini.

Questo di fatto significa che il NIC non interverrà più nel processo di registrazione ma il fornitore di servizi che lo sta registrando, userà una procedura automatica.

Per questo motivo, il NIC ha previsto un nuovo contratto, diverso dal quello del Maintainer, che è possibile attivare solo dopo aver passato un test di utilizzo della procedura.

Il fornitore di servizi abilitato dal NIC alla registrazione sincrona si chiamerà:RegistrantRegistrar.

ATTENZIONE però, perché questo non significa che la procedura sincrona verrà applicata automaticamente a tutte le registrazioni/trasferimenti dei domini, dipende se utilizzate un Registrar o un Maintainer.

La logica porterebbe a pensare che, visto le lamentele che ci sono state sino ad oggi, ci sia una corsa da parte degli utenti all’utilizzo di questa nuova modalità e, di conseguenza, la corsa dei vecchi Maintainer a trasformarsi in Registrar.

Invece sembra che non sia proprio cosi.

Sul sito del NIC trovate l’elenco, parziale, dei Maintainer e l’elenco, in costruzione, dei Registrar.

Da alcune informazioni che sono riuscito a trovare, sembra che il NIC abbia ricevuto, dal 20 luglio data in cui è stato reso disponibile il contratto,  solo un centinaio di richieste e meno della metà siano i richiedenti che, al momento, hanno passato il test di abilitazione.

Per avere un termine di paragone, i Maintainer attivi dovrebbero essere circa 2700 e il loro contratto ha scadenza fine 2010.

Probabilmente un ostacolo a questa migrazione è la parte del contratto che dice:

Versamento della quota iniziale di “prepagato” necessaria per iniziare ad operare pari al 10% del valore dei nomi a dominio mantenuti alla data di superamento dei test, per un importo non inferiore a 500 euro

In ogni caso è facile che molti Maintainer aprano una nuova posizione come Registrar, senza portarsi i vecchi domini.

Questo gli permetterà di servire al meglio il nuovo cliente, lasciando al vecchio, già abituato e probabilmente nemmeno informato sulla nuova procedura, le vecchie cattive abitudini.

Concludendo, sappiate che se dovete registrare/trasferire un nuovo dominio .it, dal 28 settembre 2009 lo potete fare senza nessuna compilazione cartacea e, nel caso ve la chiedessero ugualmente, non è colpa del NIC ma di quello che vi sta dando il servizio.

P.S. il NIC, in vena di novità, ha anche rinnovato il sito. Beh, su quello meglio sorvolare.

 

Il 16 settembre 2009 La Polizia delle Comunicazioni e You Tube, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno presentato il progetto educativo “Non Perdere la Bussola”, un’iniziativa congiunta di sensibilizzazione e formazione dei giovani tra i 13 e i 18 anni sui temi della sicurezza in Rete e dell’uso responsabile delle community online. Destinatari dell’iniziativa sono studenti e insegnanti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori di tutto il territorio nazionale. Il progetto intende fornire loro strumenti conoscitivi e didattici per garantire una navigazione in Internet consapevole e sicura.

Per chi volesse saperne di più questi i due link principali:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/web_sicuro/

http://sites.google.com/site/nonperderelabussola/home

Questo tipo di iniziative mi interessano molto, perché credo nell’utilizzo consapevole di uno strumento (qualsiasi strumento) e perchè sono un assiduo frequentatore di community online.

Allora ho iniziato a guardare il materiale a disposizione e… mi sono perso.

Proprio cosi, mi sono perso, ma non in internet, mi sono perso nella pubblicità che mi è apparsa navigando i link da cui prelevare il materiale.

Ma andiamo per ordine perché, prima di perdermi, qualcosa avevo osservato.

Ho iniziato andando sulla pagina dei video, curioso di vedere il materiale messo a disposizione delle scuole.

Ci sono due video visualizzabili e 4 link ad altrettanti video da scaricare.

Guardo il primo, quello qui sotto, ma dopo pochi secondi smetto perchè il sonoro è fuori sincrono rispetto alle immagini e la cosa è, per me, fastidiosissima. (se è solo un problema mio, per favore, ditemelo nei commenti)

Passo a guardare il secondo, indicato come “esempio di utilizzo sicuro di youtube” (voi, per favore, leggete sotto prima di guardarlo):

Per farvi capire la sensazione che mi ha dato questo video, vi chiedo di fare una cosa:
provate a guardarlo senza audio.

Io nel video, l’esempio di utilizzo sicuro di Youtube non l’ho visto, dato che non si vede quando&come il ragazzo abbia impostato il video come privato (la cosa essenziale del video).

In compenso vedo un ragazzo che manda un video e un poliziotto della polizia postale che lo scopre mentre lo fa. Alla fine, per un ragazzo delle medie, a mio parere rimane più impressa la paura per il poliziotto che come inviare un video in modo sicuro, anche perché come farlo non lo dicono.

A cosa serve fare un video, se il messaggio non è nelle immagini?

A questo punto viene il bello. Decido di scaricare i video dei vari link.

Già i link puntano al sito sendspace.com, sito diverso da quello che sto navigando (google.com) e da quello della polizia postale, ma non mi faccio troppi problemi e clicco.
(Dopotutto non hanno ancora insegnato di controllare le fonti)

Questo è quello che mi appare:

tt2

Voi immaginate di essere la segretaria di un ufficio scolastico che vuole/deve scaricare quel file. Capite che qualche problema inizia a porselo.

Certo c’è il pulsante download in basso, ma c’è tutto scritto in inglese, in alto si parla di registrarsi e poi “mi regalano 500 Euro?”

Ma non sarò certo io a considerare una incapace la segretaria di un ufficio scolastico (altrimenti la campagna l’avrebbero rivolta a loro, non ai ragazzi) per cui sono certo che cliccherà solo ed esclusivamente sul pulsante giusto. (come ho fatto io).

Cliccando il download parte, peccato che contemporaneamente il sito sendspace, la prima volta che lo usate, apra un pop up pubblicitario, nel mio caso questo:

pp1 

Adesso, con tutta la buona volontà di questo mondo, io non ci riesco proprio a considerare normale una cosa di questo tipo, specialmente se è una campagna fatta dallo Stato per le scuole, gli studenti e gli insegnanti.

In conclusione questa campagna mi ha portato delle domande invece che delle risposte:

- Possibile che tra Google e la Polizia postale non ci fosse nessuno con uno schifosissimo spazio su un server dove mettere questi video senza utilizzare un servizio di questo tipo?

- quando la prossima campagna verso “l’uso responsabile della pubblicità”?

- Se Youtube è cosi interessata e attenta a questo tipo di problematiche, come mai in passato ha tolto dai suoi server il video che segue, che era di una campagna simile (think before you post) creata dal National Center for Missing&Exploited Children, USA e di cui avevo parlato già un anno e mezzo fa?

provate a guardare questo senza audio e ditemi cosa comunica.

A voi non dispiace se io continuo a usare questo per far capire cosa intendo per “attenzione a quello che fate”.

Nella tarda serata di ieri, più precisamente attorno alle ore 23:00, in Twitter ed in Friendfeed sono apparsi alcuni messaggi che annunciavano un deragliamento ferroviario presso la stazione centrale di Milano.

tr1

Ben presto l’argomento è diventato il flusso continuo di messaggi, spesso semplici ripetizioni dell’originale, altre volte richieste esplicite di conferma della notizia.

tr2

Solo dopo più di un’ora c’è stato finalmente un riscontro dai media tradizionali che ha fatto capire che le notizie girate sino ad allora erano, non solo reali, ma anche corrette e dettagliate.

tr3 

Questo commento è stato scritto da Alfredo di Giovampaolo, giornalista RAI, attingendo alle agenzia di stampa che l’ANSA lancia alle varie redazioni. (Sul sito pubblico dell’ANSA la notizia non è apparsa sino a molte ore dopo).

Questa situazione ha portato alla luce un problema non indifferente della “comunicazione dal basso”: la verifica della veridicità della notizia.

La notizia è circolata grazie a pochi messaggi originali e si è propagata tramite molti messaggi-ripetizione. Questo ha creato due condizioni simultanee:
- la volontà di informare della situazione
- la necessità di assicurarsi che le informazioni fossero corrette.

Alcuni hanno dato massima fiducia ai loro contatti, prendendo per valido quanto da loro scritto, proprio per il fatto che fossero loro a scriverlo.

Molti altri hanno, nello stesso tempo, mostrato molta maturità cercando altre fonti che confermassero la situazione.

Alla fine però, quello che ha ufficializzato la notizia, è stato ancora una volta un media “tradizionale”, segno che la comunicazione, in un modo o nell’altro, ha ancora bisogno di passare ANCHE attraverso quel tipo di canale.

Io credo che proprio questo aspetto della comunicazione dal basso, ha necessità di essere sviluppato e integrato dai media tradizionali, che dovrebbero sfruttare le loro strutture per mettersi al servizio della notizia, li dove nasce, invece di fare come ora, ossia attendere che la notizia arrivi a loro e quindi darle visibilità.

In ogni caso, come è emerso da una successiva discussione su Friendfeed, è importante capire che i microblogging che fanno livestream, non riportano la notizia “finita”, ma la creano man mano.

Seguire il livestreaming è come guardare un pittore che dipinge e cercare di capire, dopo ogni pennellata, che quadro uscirà.

Se pensiamo che il quadro sia completo, quando invece non lo è, rischiamo di prendere delle grosse cantonate.

Da qualche tempo sto collaborando con la società Servizi Internet sull’argomento Posta Elettronica Certificata e sto quindi seguendo con un certo interesse lo sviluppo di questo strumento.

Tra le tante cose è anche in corso un Bando di gara per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)”.

Da dire sull’argomento PEC ci sarebbe molto, a partire dal fatto che nel bando è chiamata CEC-PAC e non PEC, e quindi non è chiaro se si stia parlando della stessa cosa, di qualcosa di simile o di tutt’altro.

In questo momento però voglio solo segnalare che la scadenza dei termini del bando è stata prorogata di BEN 7 giorni, passando dal 9 settembre al 16 settembre.

Dubito che qualcuno di voi fosse intenzionato a parteciparvi, visto anche i parametri particolarmente restrittivi inseriti nel bando, ma credo sia comunque interessante monitorare questo bando, visto che poi chi vince potrebbe essere il vostro prossimo gestore di Posta elettronica certificata.

Voi con la PEC come vi state comportando? l’avete? vi interessa saperne di più? avete qualche dubbio che volete chiarire?

Perchè le cose da dire sono molte e si potrebbe anche parlarne, se a voi interessa.

Intanto sul innovazionepa.it ci sono tutte le informazioni del bando.

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