WIRED Italia e i vecchi problemi delle riviste cartacee
Il 19 febbraio è stato pubblicato il primo numero della rivista WIRED Italia, edizione italiana del famoso periodico tecnologico americano.
Già da qualche mese molti “tecnologi” hanno avuto la possibilità di abbonarsi alla rivista grazie ad una campagna di prezzi molto competitiva e appetibile.
Io, che invece ho una certa repulsione per l’abbonamento alle riviste e avevo anche qualche dubbio sulla effettiva utilità di una rivista tecnologica, in questo momento di “crisi economica” da una parte e di abbondanza di informazioni online dall’altra, ho deciso di attenderne la pubblicazione, comperare il numero 1 in edicola e poi valutare il da farsi. Dopo tutto il numero 1, già quello è un motivo valido per l’acquisto, ma il resto?
Quando l’edicolante mi ha dato la rivista devo ammettere che sono rimasto un po’ stupito.
La copertina lucida argentata, con le scritte leggermente in rilievo e le dimensioni generose, sia come misure che come pagine, non erano quello che mi aspettavo.
Dal punto di vista estetico c’è stato sicuramente un impegno notevole. Il termine “rivista patinata” non potrebbe essere più adatto.
Gli argomenti trattati sono particolari e originali, non so per quanto possano mantenere un livello del genere (dopotutto non è facile trovare tutti i mesi una Rita Levi Montalcini da intervistare), ma un pensierino all’abbonamento lo si potrebbe fare.
Già ma io odio gli abbonamenti. E il perché me lo hanno già ricordato gli abbonati a Wired che conosco:
anche se abbonati già da un paio di mesi, sono ancora in fremente attesa della consegna della rivista.
Il tipico problema degli abbonati alle riviste, ecco il motivo che mi fa odiare da anni questo sistema di acquisto.
la rivista viene consegnata in ritardo rispetto all’uscita nelle edicole, sempre che qualche “zelante postino” o qualche condomino non abbia interesse agli argomenti trattati e quindi decida di farsi un “abbonamento a scrocco” per quel numero.
A maggior ragione se la rivista è anche “fisicamente” bella e magari viene infilata in una cassetta delle lettera incapace di contenerla se non ridotta a brandelli.
E, purtroppo, anche una rivista che parla di “storie, idee e persone che cambiano il mondo” non ha affrontato con la dovuta innovazione, il rapporto con i propri abbonati.
E pensare che un sistema semplice per risolvere il problema c’è e io l’ho visto applicare già nel 1988, quando mi sono trovato a fare, per un certo periodo di tempo, proprio il postino.
Il sistema è semplice, è la consegna in edicola.
Ci sono tante varianti ma la cosa fondamentale è che l’abbonato, quando la rivista viene pubblicata, si reca presso una edicola e ritira la propria copia.
Questo permette di sincronizzare la fornitura di riviste tra gli abbonati e i lettori “casuali” e consente agli abbonati di ricevere anche gli eventuali allegati alla rivista, che nelle consegne a domicilio di solito non vengono dati.
Nel 1988, se non ricordo male Italia Oggi, distribuiva agli abbonati un blocchetto di voucher da dare all’edicolante, uno qualsiasi, che aveva cosi la possibilità di farsi rimborsare la copia venduta ma non pagata.
Il sole 24 ore invece mi risulta che faccia la consegna in edicola, ma è necessario concordare in quale edicola farsi fare la consegna e quindi ha qualche paletto in più.
Non credo che il costo di un rimborso all’edicolante (che non è il costo della rivista, è il guadagno che l’edicolante avrebbe a venderla) sia superiore al costo della spedizione postale.
A me era piaciuta molto l’idea del “buono rivista”, nel senso che non c’erano limitazioni, in pratica tu avevi i buoni per ritirare tot riviste, teoricamente potevi andare un giorno e richiederne 10 identiche. Questo potrebbe essere utile ad esempio all’abbonato che riceve un numero della rivista particolarmente interessante e vuole darne una copia ad un amico.
Certo diminuiranno i numeri ricevuti, ma intanto avrà potuto acquistare una seconda copia a prezzo “d’abbonamento” e magari avrà convinto un secondo lettore ad abbonarsi e a “restituirgli” nel tempo il voucher.
Senza contare il problema del periodo in cui la propria edicola di fiducia è in ferie, oppure quando sei in viaggio ecc.
Per cui no, non mi abbonerò a Wired. Almeno per il momento.
Una ultima osservazione, da maniaco della privacy:
Nella rivista ci sono due cartoline preaffrancate per abbonarsi. Vanno quindi rispedite senza essere inserite e chiuse in una ulteriore busta.
Beh, vi sconsiglio caldamente di utilizzare la cartolina nel caso voi voleste pagare l’abbonamento tramite carta di credito.
Infatti dovreste scrivere tutti i dati necessari al pagamento sulla cartolina e questi sarebbero ben visibili a tutte le persone che si trovassero a maneggiarla.
Se volete abbonarvi con la carta di credito, dopotutto se leggete Wired non dovreste avere grossi problemi a farlo, andare all’indirizzo http://www.abbonamenti.it/p1213
Però una rivista come Wired certe cose non dovrebbe farle rischiare ai suoi lettori.

Davvero hanno inserito una cartolina dove i dati della carta di credito sono in bella vista?
Sono basito.
Per quanto riguarda la consegna presso le edicole, credo che il problema sia lo spazio fisico per contenerle, perché se tutte le testate adottassero questa soluzione diventerebbe un problema.
Anche il “buono rivista”, per come stanno le cose attualmente, non credo che sia applicabile, perché da quel che ne so io gli editori prevedono solo abbonamenti di durata almeno annuale; il motivo è che i dati sugli abbonati vengono depositati presso l’ADS e influiscono (o per lo meno influivano, perché di questi tempi i prezzi sono saltati tutti) sul costo delle inserzioni pubblicitarie, cioè tot tiratura e tot costo pagina.
Roberto
Qui puoi vedere il fronte/retro della cartolina http://twitpic.com/1lcvv dove si capisce che va spedita cosi come è, dopo la compilazione.
Per quanto riguarda la consegna presso le edicole, altri già lo stanno facendo e non mi risulta abbiano grossi problemi. Al limite, come fa il Sole 24 Ore ( http://tinyurl.com/cj8zor ), ci si può accordare su dove vada consegnata, ma se pensi che proprio oggi pomeriggio ho visto ben 7 riviste di Wired impilate presso l’edicola di un supermercato, credo che avrebbero avuto solo piacere che qualcuno le prendesse, anche a fronte di un abbonamento.
Tieni presente che i dati sugli abbonati non cambiano con il cambiare del luogo di consegna. I numeri sono sempre quelli. In ogni caso se c’è qualcuno che ha più esperienza di me e volesse spiegarci gli eventuali intoppi di una procedura del genere…
Procedura che, torno a ripetere, diversi quotidiani, quindi con maggiori problemi di “quantità”, stanno già applicando.
Io infatti dicevo che, mentre quello del luogo di consegna è solo un problema logistico e organizzativo, quello degli abbonamenti di durata inferiore all’anno è difficilmente percorribile perché, al di là del luogo di consegna, questi vengono conteggiato dalle rilevazioni ADS.
Gli abbonamenti omaggio seguono lo stesso persorso, cioè io posso acquistare un abbonamento di 12 mesi di un periodico indicando come abbonato una seconda persona a cui lo regalo.
In entrambi i casi, non mi risulta che qualche editore preveda abbonamento di durata inferiore all’anno, anche perché credo che poi sia difficile fare confronti omogenei tra i vari editori
Visto il prezzo dell’abbonamento per due anni sarei veramente tentato, ma poi pensando al fatto che le poste ritardano anche di 5 settimane le consegne mi passa completamente la voglia.
Da Wired magari mi aspetterei qualcosa di più tecnologico, ad esempio perché no, la rivista in formato PDF scaricabile dal sito per tutti gli abbonati.
In generale perso anche io che il problema degli abbonamenti spediti per posta sia legato ai contratti pubblicitari, ovvero ho tot abbonati che riceveranno in ogni caso la rivista. Con un sistema a buoni ad esempio molti non prenderebbero i numeri di Luglio e Agosto (a meno che ogni buono sia legato ad un numero specifico, ma anche in questo cosa non c’è garanzia) penso che solo la consegna per posta dia abbastanza garanzie agli inserzionisti.
Comunque provo a chiedere in giro.
@Sergio Gli abbonamenti scaricati online abbattono i costi di spedizione ma non vengono conteggiati nelle rilevazioni ADS che menzionavo nell’altro commento.
La politica di Wired aggressiva che fa leva sul prezzo dell’abbonamento indica che la maggior parte dei loro introiti (per ora) sarà costituita per larghissima parte dalle entrate pubblicitarie, giusto per chiudere il cerchio
Anche io mi sono abbonato a wired, ben 2 anni pagati in anticipo!
Il 19 è uscito in tutta italia, e io a distanza di settimane ancora non ricevo la mia fottuta copia!
Deluso e sconcertato provo a contattarli, ma sui loro siti non c’e’ un link per contattarli, una email o un telefono! Uno scandalo!
Mi continuo a leggere quella inglese!
anche a me deve ancora arrivare!!! che figura di merda.. Parlerò solo male d’ora in poi di questa rivista di italiani che fanno gli americani.. sfigati. almeno mi riabbonavo a quella americana..
[...] Spedire in edicola? vanifica la comodità del ricevere la rivista in accappatoio e ciabatte. Se devo scendere lo stesso in edicola che vantaggio c’è? che pago meno? forse vale se compro un televisore da CHL e risparmio 200 euro, ma per una rivista? [...]
mah, io ho ricevuto la copia dopo una settimana rispetto all’uscita nelle edicole, però non mi aspettavo certo di riceverla in anticipo. Sappiamo tutti che le poste sono quello che sono ed il fattore umano (si, il postino) è il vero fulcro del problema. Spesso ricevo raccomandate dei vicini (e loro le mie), questo per dire che questa responsabilità non è da accreditare a wired, seriamente. La soluzione che proponi è si fattibile ma io ad esempio preferisco aspettare comodamente a casa anche una settimana piuttosto che andare direttamente a ritirarla. Considerando poi, come sappiamo tutti, che ricevere uno, due o sette giorni dopo una rivista scritta un mese prima non può modificare un giudizio. Cioè ,io nemmeno compro più il giornale perchè è gia vecchio alle 7 di mattina.
Sul fatto del coupon hai ragione, ma anche qui si tratta di metodi standard e ci vuole anche un certo grado di *ingenuità* a compilare con dati particolarmente sensibili (carta di credito)… ingenuità che il target della rivista non può avere. Non voglio difendere wired (non me ne può fregare di meno) ma gridare allo scandalo come qualche commento sopra mi pare un tantino esagerato.
Mi sono abbonato a wired subito dopo aver acquistato il primo numero. Il secondo non mi è arrivato (comprensibilmente dato che avevo sottoscritto l’abbonamento circa due settimane prima dell’uscita del n.2). Dal n.3 in poi nessun problema nella ricezione al massimo ritarda di un giorno. Sono contentissimo della spesa fatta e della rivista nel particolare. Anche io preferisco aspettare un pò di più ma avere la copia direttamente a casa.
Per quanto riguarda problemi nell’abbonamento comunque non bisogna contattare direttamente wired ma abbonamenti.it, trovate tutti i contatti sul sito. È anche semplicissimo cambiare l’indirizzo dell’abbonamento, che volete di più?