Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for gennaio, 2009

Nel post precedente ho accennato a Woopra come alternativa a LLOOGG. Vediamo nel dettaglio cosa è.

Devo premettere che Woopra è attualmente in beta chiusa, ossia devi chiedere l’attivazione dell’account di test ed aspettare che ti autorizzino. LLOOGG è invece ad inviti, distribuibili dagli iscritti e quindi è più facile attivare un account.

Io ho aspettato quasi due mesi prima di essere autorizzato ma devo ammettere che valeva la pena attendere. Proprio in questi giorni c’è stata inoltre una breve interruzione del servizio, causa potenziamento dei server e delle strutture, per cui è possibile che ora accettino più utilizzatori rispetto al periodo precedente.

Woopra prevede due metodi per visualizzare le statistiche in tempo reale del proprio sito/blog. Direttamente da una pagina del proprio account sul sito oppure installando sul proprio pc un client desktop da loro predisposto.

Al momento hanno attivato solo la seconda possibilità, ma il client è disponibile per Windows, Mac e Linux per cui non è una limitazione molto grave.

La grafica è molto accattivante e i dati a disposizione sono veramente tanti.

woopra

Oltre alle solite informazioni relative ai dati forniti dai browser (risoluzione, nazione ecc.) ci sono i dati in tempo reale di chi è live, come è arrivato sul sito, cosa sta cercando, quante pagine ha visitato e anche una cloud con le parole più ricercate.

C’è pure la possibilità, da quello che ho capito usando un cookie sulla macchina del visitatore, di taggarlo cosi da poterlo riconoscere se dovesse tornare a visitarci.

Come dicevo nel titolo, non ci sono però solo statistiche.

C’è un “plus” che, a mio giudizio, sarà la caratteristica vincente di woopra.

Molti infatti, di fronte ad un servizio di statistiche in tempo reale, e se qualcuno è utilizzatore di llogg lo può confermare, dopo il primo momento di divertimento nel vedere quello che succede sul suo sito si è domandato: “ma alla fine a cosa mi serve?”

Che utilità posso avere dal sapere quello che succedere in un dato momento, rispetto all’analizzare un log di statistiche tipo Google Analytics?

Io, usando sino a poco tempo fa LLOOGG, una risposta me la ero data, ed era “nessuna, a meno che…”

Già. A meno che cosa? a meno che io e la persona che in quel momento è sul mio sito, non potessimo in qualche modo metterci in contatto.

Immagina. Tu sei li, che lo guardi arrivare sul tuo sito cercando “notizie su …” ed finire in una pagina che non va bene. Allora vedi che va su un’altra e un’altra ancora.

Cavoli, eppure tu di notizie su … ne avresti una infinità da dargli. Solo che non le hai ancora scritte sul tuo blog. Oppure non le hai scritte tutte e lui sembra cercare proprio quello che hai dimenticato.

Non sarebbe bello allora poterlo chiamare, digli “ciao, posso esserti utile?”
Aprire una chat e dargli una mano. Allora sì che le statistiche in tempo reale avrebbero un senso.

Beh, vi va bene se il messaggio il vostro visitatore lo vede cosi?

wooprachat

Sì, avete capito bene. Woopra ti permette di attivare una chat istantanea con il visitatore, in modo da affiancarlo nel suo “girovagare” per il sito.

E tutto semplicemente aggiungendo qualche riga di codice al footer del proprio sito oppure installando il plug in apposito per i blog di WordPress.

Certo la cosa può essere affinata. Attualmente non è possibile personalizzarla mettendo ad esempio il proprio nome al posto di “webmaster” in modo da non fare sembrare la finestra il solito pop up pubblicitario.

Però una volta che ci si abituerà a questa possibilità, credo si apriranno moltissime possibilità di iterazione.

Al momento la beta prevede un monitoraggio massimo di 10000 pageview giornaliere (se per voi non è sufficiente allora vi faccio tanto di cappello) e probabilmente questo sarà il limite che verrà applicato per differenziare la versione free da quella premium, una volta lanciato ufficialmente il servizio.

Sembra inoltre che, tra le altre cose, vogliano fare un wallpaper interattivo in cui apparirà la mappa su cui si accenderanno i vari visitatori live.

A questo punto, se proprio dovessi pagare un servizio di statistiche in real time, secondo voi quale acquisterei? 

ATTENZIONE: se vi si aprisse una finestra mentre state leggendo questo post o mentre in seguito visiterete il mio blog, sappiate che sono io.

Ci sono momenti in cui tutto sembra andare in una unica direzione, come palline di plastica su un materasso, schiacciato da un peso invisibile.

E’ quello che mi sta succedendo in questo periodo:

nel momento in cui un servizio come LLOOGG, a cui sono iscritto da tempo e che ho usato sino ad ora, va in crisi e valuta nuove iniziative per trovare le risorse necessarie al servizio, mi arriva l’attivazione dell’account di betatester al servizio Woopra, che ha obbiettivi molto simili a LLOOGG.

Per chi non li conoscesse sono entrambi servizi gratuiti di statistica e analisi delle visite sul proprio blog o sito, con la caratteristica peculiare, rispetto a servizi simili come Google Analytics, di monitorare e mostrare la situazione in tempo reale.

Di Woopra vi parlerò in un prossimo post.

In questa situazione rispondere alla domanda che pongono quelli di LLOOGG “saresti disposto a pagare il nostro servizio?” avendo una alternativa gratuita, diventerebbe facile ma, proprio per questo, voglio ragionarci più approfonditamente.

Il problema di LLOOGG è semplice:
inizia a costare e bisogna trovare i soldi necessari al suo sostentamento.

La soluzione più semplice che hanno proposto è stata:
ok, lo facciamo pagare a chi lo utilizza.

Qualcuno da loro ragione e qualcuno dice che è una mossa suicida, che li porterà a perdere gli attuali utilizzatori.

Il mio parere è che la loro scelta di far pagare il servizio sia giusta, ma non perché sia la cosa migliore da fare, semplicemente perché il loro non può essere considerato uno strumento per tutti, un servizio 2.0 come ce ne sono in rete e quindi non si possono applicare le regole di una startup.

Al momento chi lo ha progettato non ha investito nulla in esso, se non il suo tempo e non sembra intenzionato ad investirci nel prossimo futuro.

A questo punto si trovano uno strumento con qualche appeal per una minoranza di utilizzatori, ma senza una struttura in grado di affrontare il mercato dei servizi.

Con questi presupposti le scelte sono due:
- decidere di investire per costruire una startup seria, con un business model valido e con obbiettivi di crescita proporzionati;
- mantenere in piedi il servizio per “gli affezionati” che, ovviamente, saranno disposti a pagarne il sostegno.

Da quello che ho capito, le valutazioni fatte dal team di gestione vanno nella seconda direzione, anche perché gli sviluppi futuri non presentano nessun servizio realmente “innovativo” per il web al punto di essere pagato dalla maggioranza degli utilizzatori.

Per questo, in conclusione, la mia risposta alla domanda è:

“no, non sono disposto a pagare per i servizi di LLOOGG, almeno finché voi non mi avrete dimostrato di crederci al punto di investirci del vostro”.

Il sogno dell’idea che attira soldi senza pianificare nulla, senza investirci nulla e senza rischi è in tutti gli abitanti del web 2.0, ma è appunto, un sogno.

Dedica qualche minuto alla sicurezza

gen-17-2009 By Felter

La sicurezza informatica è un argomento a cui tengo molto.

Questa volta, invece di parlarne vorrei che voi dedicaste qualche minuto ad ascoltare questa intervista di Gigi Tagliapietra, presidente del CLUSIT.


(intervista pubblicata da Il sole 24 ore – Nova Milano innovhub )

Sono parole semplici, concetti chiari che dovrebbero apparire all’accensione di ogni computer, come le raccomandazioni all’inizio dei DVD o il giuramento che si fa davanti al giudice.

Iniziamo a dedicare 6 minuti alla nostra sicurezza, poi programmiamo quando dedicarne altri 6 e cosi via. E’ importante, facciamolo.

Telelavoro miraggio del web 2.0?

gen-6-2009 By Felter

Il 2009 si presenta come un anno critico, con prospettive di lavoro ridotte e con pochi soldi da buttare in cose non necessarie.

E io sarò tra le persone in cerca di lavoro. da lavoratore dipendente? spot? da freelance? non lo so.

Da un lato sono fortunato, ho una certa esperienza, ho lavorato in grosse società e in enti pubblici, la mia passione per l’informatica mi ha permesso di rimanere al passo con i tempi, insomma ho qualcosa da “dare”.

Di contro però c’è che ho 41 anni, pochi per pensare a qualcosa “tampone” in attesa della pensione (si! quella al mare per le vacanze, perché l’Hotel non me lo potrò permettere) e troppi per essere considerato “un investimento” per le società.

A questo punto mi sono detto “il lavoro è poco ma, proprio per la famosa coda lunga, con internet oggi puoi raggiungere facilmente anche posti molto lontani, per cui le possibilità si moltiplicano”.

Inoltre, dato che soldi da buttare non ce ne sono, dovrebbe essere interesse di tutti ridurre i costi a carico del lavoratore, ad esempio quelli per lo spostamento sino al posto di lavoro, perché si sa, se il lavoratore per lavorare spende, vuole che nel costo del suo lavoro vengano coperte anche queste spese, che quindi pesano anche su chi paga.

Poi lo ammetto, io sul fronte spostamenti ho già dato. Ho fatto più di 10 anni a lavorare a 2 ore e mezza da casa, buttando ogni santo giorno lavorativo 5 ore nel cesso per raggiungere un ufficio da dove poi capitava di dover gestire qualcuno che stava lavorando a 150 Km da dove eri, ma a 10 Km da dove abitavi. Anche per aver scelto di ritornare vicino a casa ora sono in questa situazione.

Non dover quindi ricominciare a “inseguire” il lavoro sarebbe un “benefit” che apprezzerei notevolmente al momento di valutare le varie occasioni.

E poi non lo dicono tutti? “un computer, un collegamento ad internet e puoi raggiungere chiunque!”

Adesso poi che gli strumenti a disposizione delle persone a casa sono spesso migliori di quello che trovano nei propri uffici. ADSL meno intasate, computer più performanti, programmi più aggiornati.

Però quando dalle parole si passa ai fatti, ho scoperto che tutta questa “innovazione”, il “lavoro decentrato” o, come dice Luca Valerii, direttore delle Risorse umane di Microsoft Italia, a Ign:

”Microsoft non ha la cultura del controllo su quello che fanno i dipendenti. Fissiamo degli obiettivi personali per tutti, che vengono definiti con i rispettivi responsabili. Poi, come questi obiettivi vengano raggiunti, se da casa o in ufficio, entrando la mattina presto o più tardi, noi non lo vogliamo vigilare”.

in Italia sembra che sia prerogativa di pochi.

Anche per attività e persone che di internet, delle nuove tecnologie e dell’innovazione fanno il loro cavallo di battaglia.

Ho, fortunatamente, nella mia rete di contatti molte persone che lavorano nell’Information Technology e quindi è capitato di leggere qualche loro “ricerca di personale”.

Beh, ad oggi la stragrande maggioranza di queste aveva, tra le informazioni, la SEDE DI LAVORO.

Se non in casi sporadici, di lavori spot di bassa professionalità e limitati nel tempo, tutti mostravano chiaramente la preferenza del lavoro in loco.

Ma allora il telelavoro, la “remotizzazione” delle attività è solo una favola? un miraggio che si sventola agli altri ma che, al momento delle scelte, viene considerato inutile?

Io ho provato a fare qualche verifica, qualche ricerca e non ho capito quali sono i reali, seri impedimenti per le aziende a fare questo tipo di scelta.

Capisco che possa essere utile anche l’incontro periodico per affinare certe attività, ma la necessità perenne e costante della presenza presso un dato luogo, per molte attività IT, io non sono riuscito a spiegarmela.

Mi piacerebbe riuscire a dimostrare il contrario, trovare qualcuno disposto a valutare la persona prima e i risultati poi, basandosi su quello che riesce a conoscere, capire, ricevere a distanza. Anche perché io nella remotizzazione credo da tempo, da quando veramente era difficile da applicare.

Altrimenti deciderò tra un lavoro che mi appassiona, lontano da casa e un lavoro qualsiasi nei dintorni.

Ma veramente è impossibile una soluzione “win-win”?

Il 2008 si è chiuso nel peggior modo possibile, portandosi via una persona straordinaria come Fabio Fontanella.

FFontanella

Mi ritengo una persona fortunata ad avere avuto il piacere di conoscerlo, tanto tempo fa, quando fu mio istruttore di Kick Boxing, perchè in poco tempo non mi ha insegnato solo ad apprezzare uno sport fantastico, ma mi ha mostrato quanto possa essere grande la capacità di “fare” di un uomo solo.

Definirlo una persona iperattiva è riduttivo, in quanto lui non faceva soltanto, faceva tanto ed estremamente bene. In poche persone ho trovato la capacità che c’era in lui di essere competente in tutto quello che si impegnava a fare.

Solo il monossido di carbonio, probabilmente dovuto al malfunzionamento di uno scaldabagno, poteva vincere contro di lui.

Fortunatamente la moglie e le due figlie si sono salvate. A loro le mie più sentite condoglianze.

I Funerali si svolgeranno:
Lunedì 5 Gennaio alle ore 10.00 presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Rivoltella BS

Finalmente sono riuscito a fare in locale tutti i test necessari a verificare come andasse il template di questo blog, con la nuova versione 2.7 di WordPress.

Alla fine solo un plugin, quello che mi permetteva di collegare ai post gli eventuali commenti fatti da Friendfeed, non mi ha funzionato e, anche se dispiaciuto, l’ho tolto.

In compenso mi sono dedicato a personalizzare la parte relativa ai commenti, cosi da poter sfruttare le nuove caratteristiche a disposizione.

Ora potete commentare al post o rispondere ad un commento precedente e il tutto è visualizzato con estrema chiarezza.

Ho provato a cambiare anche il carattere con cui vengono visualizzati post e commenti. Dal classico Arial sono passato al Century gothic. Spero vi piaccia.

Se trovate dei problemi oppure avete qualche osservazione, fatevi sentire.

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