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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for settembre, 2008

Wallpaper: sfondi… 30 settembre

set-30-2008 By Felter

Continua la pubblicazione di sfondi.

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Sono disegni semplici, solo per avere qualcosa con cui variare periodicamente lo sfondo del proprio computer.

Visto che il mio lato creativo è come la parte oscura della luna, cioè poco "esposto", non aspettatevi grandi cose, o almeno non aspettatevi che le pensi io autonomamente.

Certo che che se avete qualcosa in testa ma non sapete come farlo, provate a proporlo…

Grazie a Buzz Paradise e a Luca Conti, che ha provveduto personalmente a spedirmelo nonostante ancora oggi non riesca a spiegarmi come abbia trovato il tempo, tra Riva del Garda, New York, Reality ecc, qualche giorno prima dell’uscita in libreria ho ricevuto il libro "tutto può cambiare" di Jonathan Tropper.

Avevo già avuto in anteprima via mail i primi due capitoli e ne avevo scritto qui.

Buzz Paradise, molto gentilmente, ha ritenuto di farmi avere in omaggio l’intero libro e in questi giorni, complice anche una serie di pomeriggi di sole che mi hanno permesso di stare un po’ in terrazzo, me lo sono letto tutto.

E’ un libro facile da leggere, non perchè semplice o banale, ma perchè scorrevole e capace di darti sempre un qualcosa di nuovo da cercare nelle pagine successive.

Faccio un po’ fatica a dare un giudizio del libro, anche se a me è piaciuto molto,  perchè mi sono reso conto di aver trovato molte cose in cui mi sono riconosciuto e queste hanno di certo avuto un peso sul mio parere.

Quello che mi domando è: " è stato un caso oppure lo scrittore è stato cosi in gamba da riuscire a inserire nella storia, situazioni ed eventi in cui è facile per il lettore riconoscersi"?

Probabilmente è uno dei tanti casi di "serendipità", che ti fa trovare qualcosa che ha un legame con te, senza che tu faccia niente per cercarlo.

Di certo qualcosa c’è se a fine libro, tra i ringraziamenti che lo scrittore fa (e non chiedetemi perchè io mi sia messo a leggerli, perchè me lo domando anche io) ad un certo punto addirittura scrive:

a Robert Feiler, per la sua amicizia e ispirazione…

Permettete che, dopo aver pensato più di una volta "sembra parli di me" e chiamandomi Roberto Felter, mi sia stupito non poco.

A chi sta cercando informazioni in modo da decidere se leggerlo o meno, posso dire che è una bella storia da leggere, ben ambientata e divertente. Per il resto credo dovrete essere voi a dire a me qualcosa sulle vostre sensazioni. 

Wallpaper: sfondi… 20 settembre

set-20-2008 By Felter

Finite le olimpiade e le paraolimpiadi in Cina, ho voluto salutare le manifestazioni con uno sfondo ispirato alla loro scrittura.

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I colori sono un po’ forti, ma sto cercando di usare tonalità sempre nuove.

Aspetto i vostri giudizi.

Con l’evolversi degli strumenti di input dei vari device, il touch screen ad esempio, si vengono a creare nuove possibilità di sviluppo di interfaccie che facilitino la scrittura.

Sui cellulari classici uno dei servizi più apprezzati è stato il T9, software che ha rivoluzionato il sistema di scrittura su tastiera telefonica standard, specialmente per quella orda di ragazzini che riesce a mandare, grazie a lui, SMS alla velocità della luce.

Ora che con gli schermi touch screen si rende di nuovo disponibile una tastiera completa, l’utilità del T9 viene a mancare, ma non è nato ancora nulla che possa sostituirlo efficacemente.

Nulla di accettato e fornito da tutti i produttori di telefonia, ma qualcosa si sta studiando.

Swype è proprio un software che dovrebbe, nelle intenzioni dei suoi creatori, velocizzare l’inserimento di testo su una tastiera touch screen, come il T9 ha velocizzato quello su una tastiera numerica.

Il concetto alla base di tutto sta nel ridurre il tempo che viene perso tra la battitura di una lettera e l’altra.

Il software infatti permette di selezionare le lettere semplicemente passando il dito da una all’altra SENZA MAI SOLLEVARLO.

Sembra che infatti riconosca dove il dito (o il pennino) si ferma o cambia direzione e selezioni automaticamente la lettera sottostante. Alla fine della parola basta staccare il dito dallo schermo e la parola è completata.

Il fatto che non sia necessaria molta precisione nella selezione e che si faccia effettivamente meno strada possibile tra una lettera e l’altra rende molto veloce l’inserimento di parole.

Ad oggi è solo un progetto, con un video dimostrativo, però sembra una cosa interessante.

Alcuni dubbi li ho sul fatto che dal video si veda che la parola viene scritta solo quando si alza il dito (quindi non puoi vedere sino alla fine se ha selezionato le lettere corrette o meno), però considerato che non necessita di un vocabolario dei termini che completa le parole, (che dà cosi tanti problemi sull’Iphone ad esempio) potrebbe essere un servizio realizzabile.

Sabato pomeriggio ho seguito con interesse la premiazione dei MBA (nell’ambito della Blogfest di Riva, ma lo sai già).

Durante la premiazione mi sono reso conto che Gianluca, copresentatore oltre che organizzatore di tutto (cosi faccio prima, sembra che fosse ovunque) ha continuato a denigrare la bellezza del premio che stavano distribuendo.

L’ho sentito dire “chi l’ha fatto come ha potuto fare una cosa simile”, “in casa non saprei dove metterlo”,”non lo si riesce a guardare”, “attenzione!… che taglia!”

Io, che sono appassionato di certe cose non sono assolutamente d’accordo con lui.

A me piaceva molto.

Io non so chi lo abbia fatto, ma credo che quando ti chiedono di fare qualcosa del genere non puoi fare qualcosa di normale, un po’ di esagerazione la devi mettere. Certo può sembrare pacchiano, ma alla fine se colpisce ha raggiunto il suo scopo.

E poi sono convinto che se in casa avessimo tutti qualcosa di simile, finiremmo velocemente per apprezzarlo.

Che poi ci fossero persone che non riuscivano a guardarlo non ci credo. Certo non da tenerci gli occhi fissi sopra, però lo abbiamo visto tutti bene, chi prima, chi dopo.

Poi pericoloso… quello proprio. Ok. che taglia! però non uccide di certo.

Dal mio punto di vista, credo quindi sia stata una scelta azzeccata decidere di mettere come premio dei Blog Awards la possibilità di vedere da vicino il seno di Selvaggia Lucarelli.

Delle persone ho già parlato, ma la Blogfest era "manifestazione". Dire Barcamp è riduttivo, era proprio una "festa" e per questo vanno ringraziati Gianluca e Ilaria. Credo sia stato davvero difficile portare sino alla fine una struttura del genere.

Se poi si considera che è stata necessaria una riorganizzazione logistica in corso d’opera causa maltempo, che ha obbligato gli organizzatori a spostare i vari eventi sparsi per le piazze di Riva in una unica area coperta, il palazzo dei congressi, si capisce cosa intendo per "difficile".

Alcune considerazioni sono d’obbligo, non per criticare tout court, ma perchè so che ognuno vuole imparare dagli eventi precedenti per migliorare i successivi e spero che possano servire:

Credo che da un lato sia stato un vantaggio l’aver unito i vari eventi, perchè durante la mattina in cui si è potuto tenere i vari camp nelle piazze, ho avuto l’impressione che fosse tutto molto dispersivo.

I blogger sono stati divisi in due tipologie: Guest e "altri". Considero questa una necessità legata alla tipologia di evento che si è voluto organizzare, che come contenitore non può essere paragonato al tipico barcamp, ma piuttosto ad una manifestazione in cui i visitatori devono essere tenuti separati dalle "personalità". Questo però ha rischiato di far perdere alla manifestazione la cosa più importante, la socialità tra le persone. Se alcuni blogger potevano entrare al Tiffany e altri no, è chiara la difficoltà di relazione. Anche in questo caso il maltempo è stato d’aiuto, spostando di fatto l’area coperta principale dal Tiffany al palazzo congressi, bypassando il problema, però non è una cosa da Barcamp, in un barcamp NON SI FA.

Ho trovato invece di cattivo gusto e una mancanza di rispetto verso i blogger, il fatto di far pagare 15 euro la registrazione alla manifestazione.  Perchè di questo in pratica si trattava.

Certo tutti gli eventi erano gratuiti e non era necessario registrarsi, ma far pagare 15 euro per avere una maglietta, delle caramelle ed un badge con scritto a penna il proprio nome è una cosa che non mi sono proprio spiegato. Se con l’acquisto fosse stato possibile ad esempio entrare al Tiffany l’avrei capito, non condiviso ma capito, ma cosi la cosa non ha avuto nessun senso. Gli sponsor che fanno pagare i gadget?

Non perchè io volessi gadget o cose varie, ma ho girato tutta la giornata senza uno schifosissimo badge che dicesse agli altri chi sono, ma più che altro che dicesse a me chi erano gli altri. Questo è essenziale in manifestazioni del genere. Un banco in cui registrarsi è ESSENZIALE. Infatti lo cercavano tutti. Certo i blogger importanti lo avevano, proprio quelli che riconosceresti anche senza, ma gli altri?

All’interno della festa invece i vari barcamp sono stati molto interessanti. In mattinata sono passato dal Fashioncamp e dal Foodcamp e ho trovato lo spirito della conversazione che cercavo. Complimenti a chi si è dato da fare per farli.

Nel pomeriggio ho seguito il myblogcamp, dove Daniela Cerrato (responsabile contenuti Virgilio) ha utilizzato alcuni blogger per presentare la piattaforma di Virgilio.
Interessanti i blog presentati e la discussione creata. Non so però se è stato raggiunto l’obbiettivo della presentazione. Infatti non si è capito perchè un neo blogger dovrebbe aprire il proprio blog su myblog invece che su una delle altre piattaforme come wordpress, blogger, splinder ecc.
Si è parlato dei blog e non della piattaforma. Certo il nome ora è più conosciuto di prima, ma forse il "focus" migliore è stato un po’ perso.
E poi, visto che alcuni di questi blog presentati non sono nati su myblog, ma sono stati profumatamente "comprati" perchè si spostassero su quella piattaforma, forse è addirittura meglio iniziare altrove, cosi da sperare poi di essere pagati per andare li, piuttosto che crescere li, portando a Myblog quello che cerca senza ottenere i vantaggi degli altri. Boh, mi sarebbe piaciuto discuterne con la responsabile, ma l’accavallarsi degli speech non me lo ha permesso.

Sono infatti dovuto passare di corsa a sentire il dibattito “L’informazione in formazione”.
La cosa che ho apprezzato di più è stata che hanno avuto la decenza di non chiamarlo barcamp. Infatti è stata la solita discussione tra "seduti al tavolo" in cui il pubblico faceva solo da scusa piuttosto che da destinatario della comunicazione. Totalmente scollegati dalla realtà, continuano a discutere di quello che sarà e di quello che potrebbe essere, non rendendosi conto che ne frattempo molto già è, indipendentemente da loro.

Alla fine le domande da fare sarebbero state tante, ma mancava l’interesse a sentirle da parte dei relatori, per cui il tutto si è chiuso senza "discussione".
Per riassumere le mie sensazioni mi è venuta immediatamente alla mente la frase di un noto giovane dirigente Telecom Italia " respiro sfiducia, respiro aria di… paura".

Alla fine si è passati alla premiazione dei Macchianera Blog Awards.
C’è stato qualcuno che li ha presi pure sul serio, domandandosi perchè abbia vinto uno piuttosto che un altro, distogliendo cosi l’attenzione da quello che era il vero unico spettacolo: Selvaggia Lucarelli.
Ma sul premio dei MBA dedicherò un post a parte.

Mi è dispiaciuto invece non poter partecipare all’ ADVCamp organizzato da Nicola Mattina, essendosi svolto domenica mattina (ma Nicola lavorerà solo part time, me lo sono sempre chiesto :D ) ma fortunatamente sono state messe in rete le videoregistrazione degli interventi per cui ho potuto guardarlo.
Quello è un vero, professionale, intelligente Barcamp.

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