Censura: Non serve andare in Cina (per dimostrare che è inutile)
E’ da un po di tempo che in Italia i Monopoli di Stato stanno impedendo alle società estere di scommesse online di offrire i propri servizi in Italia, a meno di pagare una specie di “tassa di iscrizione”.
E lo fa obbligando i vari fornitori di connettività ad oscurare i loro siti.
La cosa, seppur a mio parere di una gravità enorme, ha sempre destato poco interesse in quanto di fatto il divieto è normalmente aggirato con una facilità disarmante.
Un esempio è appunto la mail che ho ricevuto oggi:
Gentili utenti italiani,
Il nostro sito web è stato oscurato dall’AAMS (Amministrazione Autonoma dei monopoli di stato) e abbiamo dovuto a aprire un nuovo sito sotto: www6.xxxyyyzzz.com.
L’Unione Europea si è già più volte pronunciata sulla questione delle scommesse e del monopolio delle scommesse in Italia e presto anche il governo italiano dovrà adeguarsi alla legislazione europea. Nell’Unione Europea vige il principio della libertà di circolazione dei servizi, delle merci, dei capitali e delle persone e nessuno Stato membro può decidere una soppressione o limitazione di questo importante principio.
Il principio di libera concorrenza è il maggior tutore degli interessi dei cittadini di tutti gli stati. A questo principio l’Italia ha deciso di non aderire.
xxxyyyzzz garantisce la massima serietà a tutti i clienti italiani e garantisce l’accesso ai loro conti scommesse sotto qualsiasi situazione.
Distinti saluti,
Come questo caso dimostra, al momento le restrizioni imposte dal governo italiano sono carta straccia, ma solo perchè è interesse di qualcuno che il problema venga aggirato.
E se ci fossero altri siti oscurati di cui nessuno conosce l’esistenza? e non sono in grado di modificarsi al fine di ritornare visibili?

in effetti i modi per aggirare le leggi o la censura con Internet ci sono sempre