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Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Come ho scritto nello scorso post, giovedi 21 sono tornato in Second Life per seguire l’ultima parte del “viaggio nella complessità”, organizzato dall’Unacademy con la presenza di Luca Comello. (A dimostrazione di come l’evoluzione di internet sia continua, questa volta posso linkare il blog di Luca, cosa che nel post precedente non ho potuto fare semplicemente perchè… allora non esisteva).
La serata è stata dedicata alla applicazione della teoria della complessità alla realtà attuale del Management.
Perché il bello di questa teoria è che cerca di occuparsi proprio di quei fatti che normalmente di potrebbero definire: “ciò che differenzia la teoria dalla pratica”.
Io mi ricordo quando all’ITIS studiavo chimica e in laboratorio la mia insegnante mi diceva:
“per riconoscere se l’elemento è Sodio basta guardare il colore della fiamma quando brucia. Se il saggio alla fiamma è giallo allora è Sodio”.
E io tutto eccitato prendevo con la pinzetta un po di polvere di sodio, la mettevo sulla fiamma del Becco Bunsen e guardavo ammirato.
io -“ehm scusi prof… certo la fiamma è gialla, però ci sono anche un po di striature verdi e qualcosina di violetto… “
prof – “si, perchè in pratica non stai bruciando solo sodio, chissà cosa è rimasto sulla pinzetta dalle prove precedenti!”.
Ecco. La prof mi aveva insegnato la teoria, ma la realtà mi scaraventava violentemente contro altro: la pratica.
La teoria della complessità può essere considerata l’integrazione della teoria classica, al fine di poter considerare anche quelle situazioni “non lineari” della vita reale.
A questo punto è ovvia l’utilità che può avere se applicata in quegli ambiti in cui la variazione imprevedibile di uno stato di fatto, come può essere appunto una società che ha a che fare con il mercato, può essere la causa di fallimenti e crisi non indifferenti.
Non sono certo la persona ideale per darvi spiegazioni più approfondite sull’argomento, però vi posso assicurare che la facilità con cui si riesce a trovare esempi di applicazione di questa teoria nella propria vita di tutti i giorni ti fa capire quanto è importante riuscire almeno a “prenderne coscienza”.
Per farlo vi consiglio di iscriversi al gruppo dell’Unacademy, cosi da seguire la discussione e vedere le slide delle tre lezioni e di comprare il libro “Viaggio nella complessità” scritto da Luca.
( Anche sul suo blog trovate dove e come comprarlo).
Come ho detto anche a Luca, comperare questo libro farà sicuramente guadagnare qualcosa a lui, ma sarà niente rispetto a quello che guadagnerà chi si mette a leggerlo.
Spero che questo post, come ho detto nel titolo, in realtà non sia la fine, ma solo l’inizio…

Come l’altra volta ecco alcuni snapshot della serata.

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Un commento/Trackback a “Fine del Viaggio nella complessità. O è solo l’inizio?”

  1. lucacomello scrive:

    grazie :)
    sicuramente è solo l’inizio…

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