CLICK: Divieto di alcolici dopo le 2 di notte
23-gen-2008 By Felter
Parlare di leggi in Italia ormai è diventato come parlare di calcio il lunedi mattina al bar: ognuno la vede a modo suo e quello che è stato detto il lunedi prima non è detto che sia ancora valido il lunedi dopo.Il fatto però che nel giro di tre mesi si faccia una legge spacciandola per “salvavita”, per puro caso nei tre mesi di applicazione le statistiche confermino che effettivamente forse lo potrebbe essere, e quindi la si abolisca tra il silenzio generale, a mio parere merita qualche considerazione.
l’argomento è questo:
a ottobre del 2007, in seguito ad una serie di morti sulla strada causati da pirati e guidatori ubriachi, è stato convertito in legge il decreto Bianchi-Amato che, insieme all’inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, VIETA LA VENDITA DI ALCOLICI NEI LOCALI DOPO LE 2 DI NOTTE.
Questo divieto non è certo stato accettato di buon grado dai gestori di discoteche e la discussione se fosse o meno corretto ha preso le pagine dei giornali per alcuni giorni.
Quando però sembrava che la cosa fosse ormai stata assimilata, ecco il colpo di scena:
nel disegno di legge per la riforma sulla sicurezza stradale, appena approvato dalla commissione trasporti della Camera, questo divieto è SCOMPARSO.
Già è comico il solo pensare che ci sia perennemente in corso una “riforma sulla sicurezza stradale” per cui ogni tre per due qualcuno modifica qualcosa che dovrebbe essere consolidato da anni. ( Le auto vanno con un motore pensato cent’anni fa, le strade sono costruite 50 anni fa e guidare è un concetto comune a tutti da un sacco di tempo).
E’ possibile certo che si siano resi conto di aver sbagliato e sarebbe una dimostrazione di coraggio ammetterlo ed intervenire.
Se però pensiamo che le statistiche dei morti sulla strada nel periodo ottobre-dicembre 2007 danno una diminuzione del 30% circa degli incidenti stradali notturni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, diventa difficile capire su quali basi si è valutato “sbagliato” un divieto del genere.
Forse inutile perchè aggirato o poco rispettato, quello si, ma da qui a dire “tanto vale toglierlo” mi sembra una forma di sconfitta della capacità di legiferare dello stato. (una delle tante dimostrazioni di incapacità date in questo periodo).
Poi però leggo che Silvano Moffa, firmatario dell’emendamento che ad ottobre ha inserito il divieto, oggi dice:
«Inutile proibire se non serve a nulla, meglio trovare altri strumenti. Quel decreto fu approvato sull`onda dell`emergenza ma qui stiamo parlando di una legge complessiva. Abbiamo preferito puntare su prevenzione, formazione e pene più severe». «Non escludo che ci possano essere state pressioni – conclude – ma in Commissione s`è discusso molto. Io poi in discoteca non ci vado mai».
Ecco, ora è chiaro: che mi frega di quello che fanno, io mica ci vado…

Purtroppo il fenomeno dell’alcol e delle droghe nei locali non è marginabile con un semplice emendamento. Troppe scappatoie e soprattutto, troppi POCHI controlli.
Chi vuole farsi, in ogni senso, lo fa quando e come gli pare.
Aumenta la percentuale di consumatori e cala l’età minima di quelli che iniziano … è un fenomeno preoccupante poco trattato e quasi nascosto, a tratti … io sono preoccupato, ho un figlio di 4 anni e mezzo e lo aspetta un mondo “sporco” … speriamo in bene.
il proibizionismo non è mai servito a nulla, i libri di storia insegnano…
Questa legge è ridicola (uso il presente perchè questa legge è ancora valida, dato che non c’è stata la conferma di cancellazione da parte delle camere a causa della caduta di prodi). è ridicola perchè colpisce anche chi non guida. Ridicola e discriminatoria.
La gente beve comunque, o portandosi l’alcool da casa e bevendo nel parcheggio oppure ordinando caraffe prima delle 2 e bevendo quindi in maniera non controllata e con sregolatezza.
Gli unici che ci han perso con questo decreto son stati i locali stessi, con un -40% sugli incassi.
Una mazzata terribile e vergognosa, che colpisce un settore già in crisi da anni.
Saluti