Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for novembre, 2007

Feedburner e AdSense

nov-13-2007 By Felter

Che senso ha permettere l’uso dei banner pubblicitari di AdSense agli utilizzatori di Feedburner se il servizio non è attivo per l’inserimento della pubblicità nei feed?
Se devo inserirlo nelle pagine tanto vale che utilizzo il codice di AdSense direttamente.
Però così quelli di Google possono dire che dopo l’acquisto di FeedBurner è partita l’attività di “integrazione”.
Peccato, avevo intenzione di provarli…

No, nessun trucco o segreto, non intendo la possibilità di girare per il metamondo senza essere visti.
Intendo essere in Second life, senza che nessuno se ne renda conto.
Sono stato contattato da un giornalista di uno dei quotidiani locali che cercava informazioni su società e attività che avessero investito o comunque iniziato una attività in Second Life o in qualche altro social network.
In effetti io, pur visitando periodicamente Second Life, mi sono reso conto che non ho molte informazioni riguardo a chi veramente c’è, e nemmeno ho un sistema pratico per ricercare questo tipo di informazione. Il search mi da una selezione di luoghi e di persone con Brescia nel nome, ma da qui ad avere un reale motore di ricerca di attività ed iniziative ce ne vuole.
Certo in Facebook ad esempio so che ci sono un paio di gruppi in cui i Bresciani si “aggregano” ma sono fondamentalmente iniziative di singoli senza una reale esigenza di Business.
Questo mi ricorda tanto l’internet di qualche anno fa, quella che ormai viene comunemente chiamata “internet 1.0″.
Ossia quando in internet fiorivano miliardi di pagine vetrina, su qualsiasi spazio sui server si trovasse disponibile, senza preoccuparsi tanto di nomi a dominio, ottimizzazione dei motori di ricerca, visibilità per chi già non ci conoscesse.
D’altro canto il 99% dei visitatori arrivava perchè leggeva l’indirizzo sui biglietti da visita o sulle brochure, o perchè veniva “invitato” da qualche conoscente.
Era cioè un “di più”, la ciliegina sulla torta di una attività che esisteva magari da 100 anni, immutata nel tempo, ma che si dava uno spruzzo di modernità con “la presenza in internet”.
Oggi la stessa cosa sta succedendo in Second Life, ma anche in Twitter, in Facebook e negli altri social network, dove le aziende si mettono esclusivamente per poter dire “guarda che ci sono”.
Non per niente vediamo i messaggi di twitter usati per pubblicare i feed del proprio sito o Second Life utilizzato come riproduzione virtuale dei propri uffici reali.
Inizialmente il bello di internet prima e di Second Life ora è stato, citando una vignetta pubblicata da Peter Steiner sul New Yorker nel 1993 “nell’internet nessuno sa che sei un cane!“.
Poi però in internet è nata la necessità di esserci come “se stessi” e di farsi riconoscere.
Su Second Life ancora non è così, bisognerà aspettare “Second Life 2.0″?
in ogni caso il mio Avatar in Second Life si chiama Felter Oh e, oltre ad assomigliarmi, gira normalmente con l’indirizzo internet del mio sito scritto sopra la testa.
Così, tanto per sentirmi 2.0.

P.S. in ogni caso, se qualcuno conosce iniziative o attività di Business su Second Life riconducibili a Brescia o a Bresciani può farmelo sapere tramite mail o commentando, che magari giro la segnalazione al giornalista interessato.

Ho sempre pensato che tra me e la Apple non passasse buon sangue. Che, per qualche motivo divino dovessimo vivere in due mondi paralleli e che le nostre esistenze non fossero destinate ad incrociarsi.

L’unico Apple su cui io sia mai riuscito a lavorare è stato un Apple IIc del laboratorio di informatica dell’Itis, su cui facevo girare l’assembler Merlin per programmare e salvare i miei programmi per le vecchie Rockwell AIM 65 presenti in laboratorio.

A casa però il mio amato Amiga soddisfava ampiamente le mie necessità.

Sul lavoro sono arrivato ad un passo dal diventare anche assistenza tecnica Apple ( qui potete vedere che ero veramente pronto) e poi non se ne fece più nulla.

Ora, non so nemmeno io per quale arcano motivo, mi sono trovato ad acquistare per la mia ragazza il nuovo Ipod Nano da 8 Gb, quello con cui puoi vedere anche i video.

Ipod Nano 8GB

(immagine dal sito della Apple)

Mi sono detto: “è Apple, è per la mia ragazza, non sto li a sbattermi tanto facendo le solite pulci prima dell’acquisto!”.

E invece mi sbagliavo. Oh se mi sbagliavo.

Tralasciando il fatto che il modello nero che ho preso ha il retro in alluminio, che sarà anche robusto e alla moda, ma dopo due minuti che lo tocchi sembra quelle lastre di vetro che i venditori sporcano con il grasso per mostrarti quanto bene funziona il loro pulisci vetri.

Tralasciando che nella confezione grande poco più di un pacchetto di sigarette non c’e’ dentro praticamente nulla che ti permetta di configurare il tuo computer per utilizzare l’Ipod. ( Mai venuto il dubbio che qualcuno i brani da mettere sull’Ipod li prelevi dai propri CD e che quindi non abbia SICURAMENTE disponibile un collegamento internet per scaricare tutto quello che serve?)

La cosa che assolutamente non posso tralasciare è che Apple, per gestire il suo Ipod (che poi è il mio Ipod, ma questo sembra un concetto troppo difficile da far entrare in una mela, per di più morsicata) ha preparato il software Itunes versione 7.4, che però funziona esclusivamente su macchine con sistemi operativi Windows XP, Windows Vista oppure Mac OS X v10.4.8.

Io a casa ho un PC su cui mi ostino a tenere installato Windows 2000, l’ultimo S.O. di casa Microsoft che fa ancora quello che voglio io, senza per questo pretendere in cambio risorse superiori al normale concetto di “standard”, e da questa postazione gestire il nuovo IPOD sembra impossibile.

Ho provato con i vari YAMIPOD, Floola ecc. ma tutti non mi riconoscono il nuovo modello.

Dalla solita ricerca in internet non ho trovato miglior sorte nemmeno tra quelli che hanno cercato di farlo andare sotto Linux, cosa che eventualmente, tramite VMware, mi avrebbe dato una mano.

Ora io devo spiegare alla mia ragazza perchè, nonostante l’acquisto non certo economico, lei non possa ascoltarsi le sue amate canzoni (che a me oltretutto non piacciono, per cui gli auricolari erano l’ideale) e perchè non possa semplicemente prendere una canzone e metterla nell’Ipod come invece normalmente si fa con qualsiasi altro lettore Mp3 o chiavetta che sia.

Dato che io sono sempre pronto a ricredermi quando qualcuno mi dimostra che sbaglio, c’e’ qualcuno che mi sa dimostrare che la Apple in questo caso non ha fatto “una cagata pazzesca”, ovviamente trovandomi un modo per utilizzare il lettore con Windows 2000?

P.s. Se pensate che non riuscire ad utilizzare l’Ipod su sistemi operativi diversi da quelli stabiliti da Apple non sia un problema, risparmiatevi di commentare, non ne vale la pena.

[UPDATE]

Dopo una serie infinita di prove ho trovato finalmente un software installabile su Windows 2000, che permette di scaricare i propri MP3 sul nuovo modello di IPod Nano da 8 Gb:

XPLAY della Mediafour

E’ un software commerciale, ma è possibile provare la versione Trial gratuita per 15 giorni.

Da una prima prova non mi sembra possa gestire al 100% le funzionalità del lettore ( non sono riuscito ad ordinare le cose come vorrei) però almeno si può trasferire i brani e utilizzare l’IPod.

Se qualcuno trova di meglio è il benvenuto…

[aggiornamento del 28.12.2007]
NUOVO POST CON SOLUZIONE FREE

La federazione di atletica americana ha vietato l’uso di lettori MP3, Ipod e simili mentre si corre la maratona di New York, in quanto sono considerati paragonabili a STEROIDI ANABOLIZZANTI.
A questo punto mi sento obbligato a fare outing:
anche io mi sono dopato! ebbene si!
Anni fa (molti anni fa purtroppo) quando mi divertivo a fare qualche gara di kick boxing, ero abituato a passare i momenti di pausa tra un combattimento e l’altro ascoltando il mio fido walkman (altro che mp3 e similia) con dentro le cassette di gruppi tipo Europe, Queen, Iron Maiden, Twisted Sister ecc. che mi caricavano a puntino per la sfida.
Giurin giuretta che non pensavo di “alterare” la mia prestazione, anche se mi rendevo conto di affrontare meglio il mio avversario.
Ma a questo punto mi viene una considerazione:
” se dopato non ho mai vinto una mazza, dovevo essere proprio scarso!”
Ora mi metto tranquillo in attesa che qualcuno vieti l’uso delle scarpe in quanto diminuiscono il dolore ai piedi dei maratoneti. Ooops speriamo non mi abbia sentito nessuno.

Canonical URL by SEO No Duplicate WordPress Plugin