Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for ottobre, 2007

Sino ad oggi ho sempre gestito i miei indirizzi principali di posta con thunderbird, offline e scaricando dal server di posta le mail, creandomi quindi un archivio su PC.
Ho però anche un indirizzo mail con Gmail, la posta di Google, che ho sempre lasciato separato dagli altri, che consulto tramite l’interfaccia web e su cui faccio affluire le mail di alcuni indirizzi secondari, tipo quello datomi da Alice, in modo da non perdere le comunicazioni che mi dovessero arrivare.
E’ notizia fresca che Gmail stia attivando il supporto per il protocollo IMAP e mi è venuta la tentazione di organizzare online e offline la mia posta sfruttando il servizio di Google, cosi da sfruttare anche il fatto dell’enorme spazio a disposizione.
Quando però ho iniziato a ragionarci mi è tornato in mente perchè già in precedenza non ho sfruttato Gmail per qualcosa di simile:
io preferisco suddividere i messaggi di posta che mi arrivano in varie cartelle, in modo da poter vedere al volo se mi è arrivato qualcosa relativo ad un certo argomento, scorrere le mail simili e cose di questo tipo.
Con Thunderbird è semplice, ho creato dei filtri che mi prendono il messaggio e, a seconda del mittente piuttosto che dell’oggetto, lo spostano nella cartella relativa.
La mail rimane identificata come non letta e questo mi permette di consultare prima gli argomenti che ritengo importanti e poi leggere le newsletter o le offerte.
In Gmail i filtri non mi spostano il messaggio, ma semplicemente lo marcano con una parola chiave (il Tag appunto) in modo che io poi possa scegliere di visualizzare solo i msg con certi tag.
Le mail rimangono però tutte in un unico calderone e questa è una cosa che io non riesco a digerire.
E’ vero che una volta selezionato il tag io in pratica mi trovo come se fossi nella mia sottocartella di Thunderbird, però Gmail mi richiede una azione prima di avere visualizzata la mia posta come voglio, mentre Thunderbird mi presenta già tutto a posto all’apertura.
Dato che i tag sono una scoperta recente ( diciamo 2.0 ?!) questo significa che sono vecchio io oppure mi sono perso qualcosa?
Voi come vi siete organizzati?

Ai primi di settembre sono stato “coinvolto” in una iscrizione di massa al sito www.bzzers.com, che da un primo esame si proponeva come promotore di campagne di buzz marketing sul territorio italiano.
Il Buzz marketing, per chi non lo sapesse, non è altro che un modo di fare pubblicità utilizzando il “brusio” (buzz appunto in inglese) che il passaparola di una notizia o di una informazione crea tra la gente. Mettere in circolo ad arte una informazione o una notizia su un prodotto o servizio, può raggiungere livelli di popolarità insperati.
Per fare questo una buona agenzia deve però avere una base solida di contatti per poter attirare le case produttrici e proporre campagne proficue.
La cosa mi è sempre interessata, proprio per la possibilità di avere informazioni di “prima mano” da poter distribuire, commentare e, se è il caso, stroncare malamente.
Per questo tempo fa mi ero registrato anche su un altro sito del genere, buzz Paradise, che però ad oggi non mi ha ancora offerto di partecipare a nessuna campagna promozionale.
Bzzers invece, o meglio Zzub come nel frattempo ha deciso di chiamarsi, sta proponendo di divulgare la sua prima campagna di marketing: Io smetto così.
Questa prima campagna non promuove un prodotto né un servizio, ma è una campagna di informazione. Chiaramente vuole mettere alla prova il bacino di “Zubbers” a disposizione senza rischiare flop che potrebbero danneggiare qualche casa in cerca di pubblicità.
Si parla però di una campagna che invita a SMETTERE DI FUMARE e siccome non ho mai fumato in vita mia, indipendentemente dal fatto che sia una campagna “guidata”, mi fa piacere parlarne.
Vi invito tutti a visitare il sito Io smetto così , non fosse altro perchè se siete interessati a come smettere di fumare, siete già sulla buona strada per riuscirci.

Le attività commerciali sono abituate alla pubblicità molto più delle industrie e degli artigiani, ma questo non significa che tutti abbiano capito che “tutto” ormai è pubblicità.
Ad esempio vicino a casa sta aprendo un negozio di “ricostruzione unghie”, franchising di una nota società internazionale e, come ormai è abitudine durante i lavori di preparazione, sulle vetrine del negozio sono stati applicati i cartelloni della pubblicità forniti dalla casa madre.
Messaggi del tipo “professionalità”, “competenza decennale” fanno bella mostra di se su fantastici manifesti.
Niente di male se non fosse che sulla porta di ingresso, con un cartello meno professionale ma altrettanto appariscente sia stato scritto:
“Cercasi urgentemente ragazza per ricostruzione unghie, anche prima esperienza.”
Non sarà certo quello a far perdere clienti al negozio, ma certamente non mi sembra siano partiti con il piede giusto.

Esattamente un anno fa, ho comprato una tastiera ed un mouse cordless della Logitech, il modello Cordless Desktop EX110.
Non volevo niente di particolarmente sofisticato, per cui sono andato su un prodotto dal prezzo abbordabile, per la precisione 39,90 Euro in un negozio Supermedia della zona.
In quest’anno di utilizzo non ho mai avuto grossi problemi di funzionamento, se non un consumo a mio parere un po eccessivo delle batterie da parte del mouse, però mi è capitato un fatto singolare:
alcune lettere serigrafate sui tasti nel giro di pochi mesi sono… scomparse.
La cosa mi ha dato fastidio, però ho sempre sorvolato, un po perchè dopotutto il valore della tastiera non era altissimo e poi perchè io bene o male i tasti giusti li trovavo ugualmente.
Oggi però, sapendo di dover passare alcune ore presso il centro commerciale dove ho comperato la tastiera, mi sono armato di pazienza e sono andato, con la mia bella tastiera, mouse e ricevitore inserito nei loro sacchetti della scatola originale (Si! tengo gli imballi! e allora??!) e lo scontrino di acquisto, a fare le mie rimostranze.
La ragazza alla cassa ha dato un’occhiata, ha detto “che strano, mai vista una cosa simile” e poi se nè uscita con la sua soluzione standard: “dobbiamo rispedirla alla Logitech. Potrebbe stare via dai 10 giorni sino ad un mese”.
Quando le ho fatto notare che io non avevo nessuna intenzione di lasciarle la mia tastiera, e che un mese senza sarebbe stato per me molto più oneroso che non comperarmi una nuova tastiera e buttare quella, ha preferito dirottarmi sul responsabile del negozio.
Quest’ultimo, inizialmente non sembrava molto ben disposto (“mi dispiace, non abbiamo in casa quel modello, non possiamo fare prestiti”), quando però mi ha sentito dire:” vabbe. se non me la sostituite, vorrà dire che ne comprerò un’altra. Butterò 40 euro, mi toglierò la soddisfazione di fare un po di cattiva pubblicità alla Logitech e risolvo il problema. Ah ovviamente non le dispiacerà se… non la compro da voi.” ha fatto fare un controllo più accurato, ha scoperto che in effetti una tastiera nuova come la mia in negozio la avevano e, molto gentilmente, ha deciso di sostituirmela e prendersi carico della successiva procedura di sostituzione con Logitech.
Io non so se questo problema è tipico di quel modello di tastiera oppure è stata semplicemente una operazione di serigrafia uscita male, vedrò di scoprirlo i prossimi mesi utilizzando la tastiera nuova.
In ogni caso aprofitto di questa disavventura per ribadire che la garanzia di un prodotto va utilizzata, anche se il prodotto ha un costo irrisorio. E se far valere la garanzia diventa più costoso dell’oggetto, significa che qualcosa nell’iter previsto non funziona.
Per ultimo ci tengo a ringraziare sinceramente il responsabile di quel negozio, al di la della facile ironia lo so che non era tenuto a comportarsi cosi nei miei confronti, e probabilmente si è guadagnato un cliente un po più affezionato. Per cui se avete un negozio, pensateci un attimo:”come vi sareste comportati voi?”

Blogger cena Bresciana – resoconto

ott-13-2007 By Felter

e invece no. Il resoconto lo lascio agli altri partecipanti.
Lo potrete trovare (sempre se vorranno parlarne) sui blog di Pseudotecnico, Delymyth, Lalui, Roberto e Tiziano .
Io ne aprofitto solo per ringraziare tutti dell’ottima serata e della compagnia.
Io mi sono divertito, ho rivisto persone già conosciute come Francesco, elena e Tizianao (oops, la correzione rimane visibile per non far perdere senso ai commenti :-D ), persone di cui avevo solo letto i post, come Luigina e Roberto, e persone che non conoscevo proprio come Daniele, la moglie di Roberto ed il silenzioso figlioletto.
Meglio di così io non pretendevo.
Non so gli altri. Ora vado a leggerli…

E cosi è arrivato venerdi 12.
Questa sera quindi si svolgerà la prima Blogger cena Bresciana.
Saremo una decina e già questo è un motivo per partecipare.
Se poi consideriamo l’ottimo agriturismo ( si! lo dico io. Vedremo nei post dei prossimi giorni se qualcuno avrà il coraggio di smentirmi) ed il fatto che a memoria di blogger non ci si ricorda di un fatto simile ( mi sento tanto quello delle previsioni del tempo) credo proprio che l’avvenimento si possa definire IMPERDIBILE!
Cosa? non ci sei? sei sicuro? perché un posticino lo riusciamo a trovare se me lo fai sapere alla svelta.

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