Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for settembre, 2007

Fortunatamente abito in una città con un centro fiera degno di questo nome e tra le varie manifestazioni che propone, due volte l’anno c’è la fiera della radiantistica.
Questo fine settimana c’è e, come faccio solitamente, ci sono andato a fare un giro.
Visto che non cercavo il grosso affare, invece che mettermi in coda ai cancelli la mattina alle 9, ho preferito andare tranquillamente nel pomeriggio. Ovviamente non sono tornato a casa a mani vuote, anche se la tentazione si spendere mooooooolto di più era tanta.
Tra le cose che ho preso c’è una chiavetta USB da 4 GB della Recondata. Bella, in alluminio e poco ingombrante. Alla modica cifra di 29€ non potevo certo chiedere di più.
Dato che il rischio di beccare pacchi in fiere del genere è comunque alto, ho preferito provare immediatamente l’acquisto in modo da “farmi valere” se avessi avuto problemi. (la fortuna di abitare nelle vicinanze)
Collegata la chiavetta alla porta USB apro il pannello risorse del computer e leggo:
“disco removibile: capacità 3,75 GB utilizzato 4 KB”. GASP c’è qualcosa che non va.
Come 3,75 GB, ma non doveva essere 4?
Mi mancano 250 MB, non sono pochi. Sino ad ora avevo giusto una chiavetta da 256 MB, praticamente me l’hanno mangiata senza dirmi nulla.
Però strano, possibile che le fregature stiano sempre a divertirsi tra i miei acquisti?
Allora apro le proprietà del disco removibile, e guardo cosa mi dicono:
“spazio disponibile 4.035. 371.008 Byte 3,75GB “
Ah ecco dove sta l’arcano…
la chiavetta non è da 4 GB, ma da 4 miliardi di Byte.
Come? e non è la stessa cosa?
No, perché in realtà per la trasposizione fisica della logica binaria, un megabyte (1 MB) non sono 1000 byte ma 1024 byte e cosi via a salire.
Ok, Ok, cerco di essere più chiaro: ( però anche voi, se volevate capire queste cose potevate andare a fare elettronica all’Istituto Tecnico come ho fatto io!)
i computer lavorano con la logica binaria, ossia manipolano sequenze di numeri composti esclusivamente da 1 e 0. (ad esempio 1010).
Però il computer è composto anche da componenti fisici, che quindi hanno i loro comportamenti e le loro limitazioni.
Supponiamo di creare un chip che ha delle luci che si accendono o si spengono a seconda che debbano rappresentare in binario un numero decimale.
Se questo chip riuscirà a mostrarmi sino al numero 10 (attenzione 10 decimale, è qui la fregatura) sarà un chip da un decabyte (brrr questi obbrobri di nomi li posso creare solo io), se mi mostrerà sino al 1000 sarà un chip da un megabyte e così via.
Se vogliamo che questo chip possa rappresentare il numero decimale 10, avremo bisogno che abbia 4 led. Infatti il numero decimale 10 in binario corrisponde al 1010. A questo punto ci si rende subito conto che con lo stesso chip, visto che ormai ha 4 led, noi in realtà possiamo rappresentare i numeri decimali anche oltre il 10, infatti se accendessimo tutti e 4 i led mostreremmo il numero 15. Questo senza minimamente variare la parte hardware che abbiamo creato.
La stessa cosa vale per il chip che arriva a 1000. Infatti mille in binario corrisponde a 1111101000, cioè 10 led. Però a questo punto possiamo far accendere tutti e 10 i led e abbiamo il numero decimale 1023.
Questo è il motivo per cui, per convenzione, si considera 1 KB = 1024 byte ( cioè gestisce da 0 a1023). Questa approssimazione semplifica la definizione della capacità dei componenti, creando una unità di misura che si adatta a ciò che sta misurando.
L’approssimazione in questo caso è in difetto (diciamo 1000 invece di 1024) ma a volte ai produttori fa comodo invertire al situazione ed approssimare per eccesso.
Quando i numero sono grandi infatti, in realtà non è mai un chip solo a fare il lavoro e quindi la situazione di poter rappresentare numeri maggiori con lo stesso hardware non vale più.
Per questo i produttori creano componenti che gestiscono esattamente i byte richiesti ( in questo caso i 4 miliardi di byte) e poi continuano ad usare la stessa unità di misura per rappresentarli.
Il software però usa la convenzione sempre allo stesso modo e quindi, quando tenta di rappresentare la misura con le abbreviazioni, svela l’arcano.
Non so se sono riuscito a spiegarmi. Quello che ho capito io è che la fregatura non me l’ha data il venditore ma direttamente il produttore a monte.
Se a voi questo post eviterà almeno di preoccuparvi la prima volta che vedrete qualcosa di simile con le vostre pen drive, allora sarà comunque valsa la pena scriverlo.
Alla prossima…

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