Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for settembre, 2007

Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza di questa petizione, a cui ho dato subito la mia sottoscrizione ( numero 95 per la precisione). A questo punto da buon blogger, avrei dovuto fare come altri e segnalarla con un post, invitare alla partecipazione ed informare tutti dell’ennesimo rischio di “attentato” ai diritti delle persone.
Quello che però ho imparato in anni di assistenza tecnica ai clienti più disparati, è che buona parte dei problemi soffre di quella che io chiamo “mortalità infantile”, ossia si risolvono da soli, senza il minimo intervento.
Non dico che le proteste delle associazioni di consumatori non siano servite a nulla, ma in Italia ci sono talmente tante persone da accontentare nel fare una legge che il più delle volte finiscono per arenarsi da soli tra gli scogli delle varie lobby.
Infatti ecco che ora sembra che il problema si sia risolto.
A parziale giustificazione del mio comportamento, vorrei far notare che un minimo di notizia l’avevo comunque data.
E ora aspettiamo la prossima stupidata da stroncare…

un anno di blog e 40 anni di vita

set-19-2007 By Felter

A distanza di una settimana esatta uno dall’altro, il mio blog ha compiuto un anno di vita (12/09) mentre io, oggi, ne compio quaranta.
Era una cosa su cui volevo sorvolare, specialmente i miei 40, ma visto che tramite Skype e Twitter la cosa è trapelata e iniziano ad arrivare sul blog commenti in proposito, ho deciso di scrivere due righe.
Intanto ringrazio tutti quelli che, subito dopo mezzanotte, mi hanno contattato su skype per farmi gli auguri, quelli che lo hanno fatto tramite Twitter, che mi hanno telefonato e quelli che hanno commentato sul blog.
Ringrazio anche quelli che non lo hanno ancora fatto e che lo vorranno fare, oppure lasceranno stare perché tanto non cambia niente. Ringrazio le colleghe che mi hanno fatto un regalo, perché so che non lo fanno con tutti e, meno che meno, non lo fanno tutte insieme.
Poi faccio gli auguri a Ipapy che compie gli anni lo stesso giorno, così impara.
Questi numeri invoglierebbero chiunque a fare un bilancio di quanto fatto, ma io non me la sento. Probabilmente perché il risultato non sarebbe dei più entusiasmanti e poi perché avrebbe un senso solo se da questo si ricavasse indicazioni su come agire in futuro. Voglio solo riportare qui una cosa che ho scritto in un commento ad un post di Stefigno che chiedeva “sei felice?” :

in questo momento ho la sensazione di essere di fronte a ciò che, se raggiunto, mi farebbe molto felice. Però di mezzo c’è una vetrata e non so come superarla. Vedo ciò che voglio, ci sono vicino, ma non ci sono ancora arrivato. La mia paura è che la porta sia da tutt’altra parte e che l’impressione di essere vicino in realtà sia solo, appunto, una “impressione”. Però è piacevole anche solo stare a guardare.

E’ di ieri (13.09.2007) la notizia che la FIA ha penalizzato la scuderia di Formula 1 MCLaren, giudicandola colpevole di aver utilizzato a proprio vantaggio informazioni riservate di proprietà della scuderia rivale Ferrari.
Premetto, per i tifosi della Ferrari come SuzukiMaruti, che sono tifoso McLaren ( e pure gobbo, ma questo è un altro discorso) da quando, per forza maggiore, non ho più potuto tifare Lotus. Per questo sono liberi di smettere di leggere adesso, sempre che non siano interessati ad un discorso un pò meno da tifoseria di parte e vogliano ragionare un attimo sull’argomento sicurezza e gestione delle informazioni.
Dal punto di vista etico è chiaro che molte cose in questa vicenda non dovevano essere fatte, ma da un punto di vista strettamente tecnico mi ha meravigliato molto la posizione presa dalla FIA.
In pratica ha deciso, senza però definirlo con precisione, quale è il limite oltre il quale il passaggio di informazioni riservate da un team all’altro non è più lecito. Perchè è inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito: le informazioni sono sempre passate da un team all’altro, più o meno alla luce del sole.
Tecnici, piloti, meccanici, sono ciclicamente passati da una squadra ad un’altra, portando con se, se non fotocopie di disegni, sicuramente tutta una serie di nozioni altrettanto valide e importanti.
Senza parlare dei fotografi pagati per “pescare” il particolare dal box, da copiare e studiare per la gara successiva.
Il fatto è proprio questo: Ok, le regole vanno rispettate, ma il metro di valutazione deve essere oggettivo e non soggettivo.
E mai come in questo caso si è dimostrato che non c’e’ stata oggettività in nulla.
I tifosi della Ferrari dicono che la penalizzazione doveva essere più dura, quelli della McLaren che è troppo dura, ma la cosa che accomuna tutti era che sino a quando la FIA non ha detto il suo parere, poteva essere tutto e il contrario di tutto.
Ma come si può portare oggettività in una situazione del genere?
In realtà il problema non è molto diverso da quello in cui si può venire a trovare una qualsiasi azienda che abbia informazioni che interessano ad un competitor, con la sola differenza che in questo caso non avrebbe una FIA pronta a valutare la situazione.
Per questo non basta dire ai propri concorrenti “eh no! non è corretto, non puoi cercare di sapere i fatti miei”. Bisogna fare in modo che non sia possibile farlo.
Una corretta organizzazione aziendale dovrebbe prevedere il monitoraggio delle informazioni cruciali, con la registrazione di chi le manipola, l’attivazione di alcune limitazioni circa eventuali duplicazioni ed il controllo di prossimità.
Ad esempio sui sistemi informatici dovrebbe essere disabilitato il riconoscimento sulle porte USB delle periferiche di archiviazione di massa, in modo da non poter duplicare file. Dovrebbe essere registrata ogni stampa effettuata e controllata la relativa archiviazione o distruzione. Potrebbe essere crittografato il documento importante in modo che sia possibile leggerlo solo da un PC collegato alla intranet aziendale, centralizzando le chiavi pubbliche di decrittazione.
E queste sono solo alcune idee veloci che sono applicabili.
Tornando alla F1 si è parlato, a riprova della colpevolezza della McLaren, che in una mail il collaudatore confermava la bontà delle informazioni di Stepney, visto che era quello che aveva in precedenza informato i tempi di pit stop di Raikkonen.
Quello di cui non si è mai parlato è “la McLaren ha istigato Stepney a fare quello che ha fatto? lo ha pagato per le sue informazioni?”
Per mantenere l’oggettività di valutazione bisogna che a comportamento disonesto corrisponda pena certa e definita ( lo so che siamo in Italia, sto parlando in generale).
Pagare qualcuno perchè rubi informazioni è disonesto? si, se lo fai hai questa sanzione.
Se scopri che qualcuno sta divulgando informazioni riservate e non lo dici è disonesto? si, se lo fai hai questa sanzione ( di questo poteva certamente essere accusata la McLaren, ma la pena quale è? nessuno ha mai citato il regolamento in merito)
Se vieni a conoscenza di informazioni riservate perchè qualcuno te le invia sei passibile di qualche sanzione? per me no, altrimenti basterebbe che un team rivale prenda un suo tecnico, gli faccia inviare ad un team concorrente una serie di disegni ed ecco che hai già tolto di mezzo l’avversario.
Per questo mi è sembrato ridicolo questo “correre da mamma FIA” da parte di Ferrari, quando gran parte del problema poteva essere risolto con maggiore attenzione e scrupolo nella gestione dei propri dati riservati. Ok Stepney, ma il responsabile della sicurezza non ha qualche colpa, nessuno ne ha mai detto niente.
Concludo ricordando a chi di voi ha una azienda o comunque ha interesse a mantenere riservate alcune informazioni in suo possesso, che difficilmente potrà sperare che qualcuno lo protegga dai propri competitor, è meglio che ci pensi da solo.
Alla prossima…

Il mio primo anno

set-11-2007 By Felter

Dopo aver fatto il mio primo barcamp oggi 12 settembre questo blog compie il primo anno di vita.
Infatti il 12 settembre 2006 scrivevo questo primo post: http://blog.felter.it/2006/09/salve-tutti.html
In questo anno non ho scritto molto, 90 articoli e il numero di persone che mi ha letto e commentato merita tutta la mia stima.
Qualcuno addirittura mi ha messo nel suo feed reader e la cosa non può che farmi piacere.
Non so se nel prossimo anno diventerò più prolifico, però spero che quel poco che scriverò continuerà ad interessarvi e a portarvi su queste pagine.
Se volete farmi un regalo, mi farebbe piacere un HTC TyTnII vostro commento, tanto per conoscervi.
Al prossimo compleblog.

Romagnacamp – il mio primo barcamp

set-11-2007 By Felter

Finalmente ci sono riuscito. Sono andato al mio primo barcamp, il RomagnaCamp.
Non era molto distante, la zona era ottima, gli organizzatori conosciuti (più o meno) eppure sino all’ultimo non pensavo proprio di andarci.
Poi venerdi alcune cose si sono messe per il verso giusto, qualche punto fidanzata guadagnato inaspettatamente e a mezzanotte passata sono andato sul WIKI e mi sono iscritto.
Non tanto perchè a quelli del Barcamp potesse interessare, ma perchè cosi ormai era un impegno.
Sabato mattina sono partito, dopo essere passato al distributore di benzina perchè ovviamente l’auto non si aspettava di dovermi scarrozzare cosi lontano.
Come era in previsione mi sono fatto un po di coda a Bologna, giusto per “pagare dazio” prima del divertimento, e per le 11 ero al BocaBarranca a Marina Romea.
Il primo ringraziamento lo devo fare a google che mi ha guidato con le sue precise indicazioni (lette la notte perchè non sono GPS addicted) e non ha sbagliato una virgola.
Ho capito subito che sarebbe stata una giornata splendida, parcheggiando l’auto praticamente sulla spiaggia a pochi metri dal mare, in mezzo ad un nugolo di altre auto che indicavano che il posto era “frequentato”.
All’ingresso ritiro il mio badge, scritto a mano dopo aver gentilmente rifiutato quello di un certo Fester, che poi ho scoperto non somigliarmi pè niente!
Che la giornata potesse solo migliorare è stato chiaro appena varcata la soglia, infatti ho subito incontrato Pseudotecnico, per cui il peggio era passato. :-D
Se pensate che le uniche altre persone che conoscevo personalmente (viste una volta sola eh?! non esageriamo) erano Elena e Gioxx, capite cosa posso avere fatto per il resto della mattinata.
Cito in ordine sparso Tiziano (il terzo componente del trio bresciano qui raffigurato), Giovy, Elena e Jtheo che hanno mostrato di sapere chi sono e non me l’aspettavo! ( io però sapevo bene chi erano loro, anche se l’avatar di Giovy su twitter non è molto di aiuto). Quindi Dema e Vitta che hanno parlato di FON, e io li ho ascoltati, perchè un Barcamp non è solo “Cazzeggio” e io lo spirito del Barcamp lo voglio rispettare. (Grazie Mucio per la sedia)
Poi si è fatta l’ora di pranzo e mi sono gustato una insalata offerta dall’organizzazione con un bella bottiglia fresca di acqua. Perchè qui il termine organizzazione non è preso sotto gamba.
Al bancone incrocio GigiCogo e figlio, segno che le persone da conoscere non sono certo finite.
Ai barcampers si mescolano i bagnanti che dalla spiaggia salgono per rinfrescarsi ma nessuna donna in costume può oscurare la presenza di personaggi come Ninna_r, Amanda o Silvia che, essendo donne intelligenti oltre che belle, si sono guardate bene dal rivolgermi la parola. :-D
Nel pomeriggio si sono creati spontaneamente alcuni capannelli, forse dovuti anche al fatto che la postazione 2 di presentazione fosse sotto un sole cocente, in cui si è discusso di fotografia, di strumenti vecchi e nuovi per la socializzazione, di Digital divide ecc.
Così ho potuto chiacchierare con Cristian, Samuele, Palmasco che ha apprezzato la mia fotocamera Canon G6 facendomi felice ( anche io apprezzo la sua 5D. oh se la apprezzo!), Ipapy e il suo “tornado”. Non ho potuto però fare a meno di ascoltare Luca e il suo sistema per offrire connessione wireless a tutti nel rispetto delle normative vigenti. I miei più sentiti complimenti, e fatti da un patito della privacy come me ti assicuro valgono molto.
Sono anche uno dei pochi che è riuscito a fare più di due parole di seguito con Gioxx, visto il suo vagabondare per tutto il Bocabarranca.
In tutto questo tempo sono riuscito a scattare solo poche fotografie ( praticamente niente rispetto alle mille mila degli altri fotografi presenti) ma sufficienti a farmi capire che la prossima volta dovrei farne ancora meno.
Così si è fatta sera e mentre si concludeva il torneo di bigliardino (calcino ok? solo perchè siete voi!) e la gente si stava organizzando per la cena, è venuta anche per me l’ora di ripartire verso casa.
Quando sono partito ho salutato solo poca gente, anche perchè in realtà come puoi salutare qualcuno che sentirai, leggerai e ricorderai più spesso di quanto tu faccia di solito per la stragrande maggioranza delle persone che frequenti tutti i giorni.
Leggendo i commenti degli altri (questo è il bello di fare i post tardi) vedo che ci sono opinioni diverse su questo barcamp e io non sono certo la persona più adatta per giudicare chi abbia ragione e chi no.
A me la giornata è servita, per le persone, i discorsi e le idee. Se questo sia o no il barcamp non lo so, e non mi importa.
Complimenti a chi lo ha organizzato, a chi lo ha sponsorizzato e a chi lo ha frequentato.

Per i blogger nomadi

set-2-2007 By Felter

Dai feed leggo che molti blogger sono sempre in giro per il mondo, chi a Berlino, chi negli USA, chi in Canada, in Spagna o in Provenza.
A questi io consiglio questa libreria chiamata Take out

e poi dite che non vi penso.

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