Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for marzo, 2007

Lo so, Google ed il suo AdSense non lo apprezzerà di certo, però a volte a me capita di finire su un blog, leggere un articolo molto interessante e pensare: come posso ringraziare chi lo ha scritto?
E mi viene da cliccare su uno dei banner pubblicitari presenti (normalmente appunto AdSense).
Certo il costo del premio sarà a carico di chi si sta facendo pubblicità in quel momento e per questo, per una questione di correttezza, normalmente cerco di visitare un paio di pagine, anche solo per capire dove sono finito, però sino ad ora non ho trovato di meglio.
Lascio un commento, un ringraziamento, però così ho l’impressione di dare un “valore” a quanto è scritto.
Lo posso dire dall’alto dei 4 $ maturati sino ad oggi dal mio account AdSense, tanto per essere trasparenti.
Voi cosa ne pensate?

Con un suo post Alberto Mucignat ha organizzato per questa sera uno Skypecast sulla prototipazione Web. Non è certo un argomento a cui posso portare esperienze importanti, ma mi interessava conoscere le idee di altre persone molto più competenti di me.
Per questo ho “tentato” di partecipare.
Purtroppo Skype non è stato in grado di gestire nemmeno in maniera appena sufficiente questo tipo di servizio e quindi, nonostante gli sforzi di Alberto, si è dovuto decidere di rimandare tutto.
Il problema è: “ancora con Skype”? Che alternative ci sono?
Vedremo. Sicuramente Skype non ha fatto una bella figura, (vedi cronaca di JTheo) però noi siamo riusciti lo stesso a passare una bella serata. La cosa positiva è che così anche io ho potuto metterci del mio.

Dal sito del Garante:
“I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d’uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali.

Il Garante privacy, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”, fornisce concrete indicazioni in ordine all’uso dei computer sul luogo di lavoro. “La questione è particolarmente delicata – afferma il relatore Mauro Paissan – perché dall’analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori”.

ATTENZIONE:
Come sempre converrà aspettare l’applicazione pratica di questo provvedimento e la valutazione che i vari gradi di giudizio via via ne faranno a seconda dei casi.
Questo comunque non significa che la posta di un dipendente non possa MAI essere controllata, ma semplicemente che potrà essere fatto solo come ultima alternativa a tutta una serie di interventi effettuati in precedenza.

Alcune interpretazioni veloci:

“Il provvedimento raccomanda l’adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l’uso di Internet e della posta elettronica.”
Dalle indicazioni è chiaro che il datore di lavoro DEVE comunicare al dipendente le modalità di utilizzo degli strumenti che gli vengono messi a disposizione (mail aziendali, collegamento ad internet ecc.) Nel caso questa comunicazione mancasse il dipendente non dovrebbe poter essere accusato di “uso improprio”.

“Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi impropri, così da ridurre controlli successivi sui lavoratori. “
Altro obbligo del datore di lavoro è strutturare i servizi in modo che controllino, filtrino ed eventualmente limitino il dipendente nel loro utilizzo. Pertanto non è possibile ad esempio incolpare il dipendente di avere infiltrato un virus nella rete aziendale leggendo una mail privata, quando il datore di lavoro non ha previsto la presenza di un antivirus che controlli le mail in entrata oppure accusarlo di visitare siti non “istituzionali” quando era possibile creare una black list.

“è opportuno che l’azienda renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza;”
Qui a mio parere diviene automatico che se un datore di lavoro fornisce ad un proprio dipendente un indirizzo del tipo nome.cognome@azienda.it implicitamente deve considerare questo un indirizzo mail “personale”.

“è opportuno che l’azienda preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi;
metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l’ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all’attività lavorativa.

Quindi è solamente una scelta del dipendente quella di dare la propria password di accesso alla email personale al fine di recuperare eventuali messaggi aziendali.
Il consiglio sempre di non dare la propria password di accesso a nessuno, ma di utilizzare i messaggi automatici di risposta che informano il mittente dell’impossibilità di leggere la mail per un certo periodo.
Questo permetterà al mittente di inviare una nuova mail a qualcuno reperibile, permettendoVi nel contempo di ritrovare, una volta rientrati, tutte le comunicazioni che vi riguardavano.
L’utilizzo combinato di un messaggio automatico di risposta e della comunicazione di avvenuta lettura del messaggio possono evitare in qualunque situazione la necessità di far accedere altri alla propria posta elettronica.

Io mi auguro che queste mie valutazioni, costruite sul testo del garante e sulla logica che dovrebbe stare a monte del rapporto datore di lavoro – dipendente, vengano confermate dalla prossima giurisprudenza in merito.

Ricevo dalla mailing list di NotizieAmiga la comunicazione che Rai 3 ha parlato, nella sua trasmissione Neapolis, di Pianeta Amiga 2006. Io non l’avevo vista e ho guardato con interesse il video su YouTube


E’ stato anche il mio passato e credo quello di molti di Voi, e mi ritrovo molto in quanto viene detto dai vari intervistati.
Spero veramente nella rinascita di qualcosa del genere, intanto cerchiamo almeno di mantenere viva la condizione mentale “è il computer al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio del computer!”

Come promesso a Estroversa scrivo qualche riga sullo spettacolo RESET di Beppe Grillo che ho visto ieri sera (2 marzo 2007) al Palageorge di Montichiari (BS).

Devo ammettere che è andato meglio di quanto mi immaginassi.
Nonostante vada sempre agli spettacoli che Beppe Grillo porta nella mia città, questa volta pensavo che avrei “gustato” di meno il suo show. Bene o male, mi sono detto, gli argomenti che tratta sul suo blog li conosco, non avrò grosse sorprese.
Invece le due ore e un quarto dello spettacolo sono volate e posso dire di essermi divertito.
Senza raccontare quello che ha detto (dopotutto non voglio rovinare la sorpresa a chi ci deve ancora andare) faccio qualche considerazione:
lo spettacolo doveva iniziare alle 21:00 ma è iniziato alle 21:30, finendo cosi alle 23:45.
Questa mezzora però è stata intelligentemente utilizzata dai cameramen per inquadrare il pubblico. E’ proprio vero che la “sindrome da televisione” colpisce tutti. Le scene viste sugli schermi presenti sul palco sono state favolose. Dalla bionda hostess impegnata a nascondersi al gruppo di amici che, vedendo inquadrato uno di loro, ha pensato bene di volargli addosso a baciarlo (sottolineo che erano tutti maschi ovviamente). Per cui mezz’ora volata.
Grillo è passato dalla satira politica, all’impegno sociale, alla comunicazione dando anche spazio al meetup di Brescia ( in ogni spettacolo sono presenti le persone del meetup più vicino).
La battuta più bella, a mio parere, è stata la spiegazione del perchè la Chiesa non vuole che i preti si sposino. (Se qualcuno vuole la risposta me lo chieda :-) ).
Infine a fatto vedere che il video di due persone che hanno parlato durante lo spettacolo sono stati immediatamente pubblicati su YouTube. ( Però io ora non li trovo, eventualmente aggiornerò il post con i link) UPDATE: questo è il link del video :
http://www.youtube.com/watch?v=XwAegibSRlY .

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