Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

BLOG: quando la crescita lo uccide?

11-dic-2006 By Felter

Salve a tutti.
Torno a scrivere su queste pagine dopo qualche settimana perché ho un argomento che voglio cercare di esaminare con voi, sperando che quei pochi che volontariamente o casualmente mi leggono, abbiano la bontà di darmi un loro parere.
Cosa differenzia un blog da una pagina informativa?
La sola presenza dei commenti non mi sembra possa bastare come distinzione, ed un esempio potrebbe essere il sito di Punto informatico, che permette al lettore di lasciare un commento alla notizia, riportato poi in un apposito forum, ma che del blog non ha proprio nulla.
Vista la varietà di blog pubblicati non può nemmeno essere l’argomento la caratteristica.
Allora cosa è?
A mio parere un sito diventa un blog quando apre una via privilegiata di contatto tra il “titolare” ed i visitatori.
Cioè una pagina è un blog quando mi posso realisticamente aspettare che l’autore dell’articolo che sto commentando, a sua volta legga il mio commento e mi possa rispondere. Un effettivo canale di comunicazione “bidirezionale”.
Questa interattività non è presente in nessun altro modello di sito, giornalistico, informativo o generalista.
Se io uso questo metro di valutazione, mi posso facilmente spiegare un articolo come quello pubblicato sull’espresso da Alessandro Gilioli dal titolo “APRI IL BLOG E SCAPPA“.
Capisco infatti come sia difficile per un politico aprire una canale di contatto con i propri elettori, ben sapendo che qualsiasi cosa si scriva verrà esaminata, sezionata e, molto probabilmente, contestata, senza contare l’impegno necessario a mantenere vivo l’interesse.
Quello che però io ritengo errato è considerare blog funzionanti e di qualità per esempio quelli di Beppe Grillo o di Antonio di Pietro, che, pur mantenendo un numero di aggiornamenti costante e un numero di commenti/articolo altissimo, sembrano essere implosi in se stessi, ritornando ad essere la vecchia monodirezionale “pagina informativa”.
Gli articoli di Beppe Grillo mi ricordano le vignette di Forattini, mi permettono di fare quattro risate senza dovere aspettare lo show di Grillo in teatro. Però poi alle centinaia di commenti il comico non risponde, non esiste, sino alla notizia successiva, alla successiva vignetta, senza compartecipazione.
La stessa cosa per il sito del ministro delle infrastrutture di Pietro. Apprezzabile l’uso dello strumento come canale informativo privilegiato sulle idee ed i pensieri del ministro, ma sempre e comunque monodirezionale. Se in un commento confuto una sua affermazione non mi aspetto certo di ricevere un messaggio del tipo ” guardi che si sbaglia perché ..”
Per questo io ritengo ottimi blog quelli che mi danno garanzia di contatto con chi li ha creati, come ad esempio quello di Stefano Quintarelli, presidente dimissionario di AIIP, oppure quello di Vittorio Bertola, neo membro del Board di ICANN, a cui approfitto per fare i miei complimenti.
A questo punto però la domanda si trasforma in:
Quando un blog diventa troppo grande per essere ancora considerato un blog?
A voi la risposta e …. Buona notte.

2 commenti/Trackbacks a “BLOG: quando la crescita lo uccide?”

  1. Stefano Quintarelli scrive:

    intanto, grazie per l’apprezzamento.

    Da Wikipedia:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Blog

    A blog is a website where entries are made in journal style and displayed in a reverse chronological order.

    Blogs often provide commentary or news on a particular subject, such as food, politics, or local news; some function as more personal online diaries. A typical blog combines text, images, and links to other blogs, web pages, and other media related to its topic. The ability for readers to leave comments in an interactive format is an important part of many blogs

    Se prendiamo per buona questa definizione, quelli di Grillo e Di Pietro sono Blog a tutti gli effetti.

    poi, il mio parere, e’ anche se sono blog divertenti, interessanti, ecc., sono poco, molto poco nello spirito di Internet. Ma e’ gia’ un passo avanti nella direzione giusta. spero..

  2. Felter Roberto scrive:

    Che il blog sia la versione “digitale” del vecchio diario è una semplificazione valida e sicuramente di facile comprensione, però va considerato che Internet mette a disposizione una cosa che prima era impossibile avere: “l’interattività”.
    La stessa definizione di Wikipedia lo cita: “The ability for readers to leave comments in an interactive format is an important part of many blogs” Per questo io ritengo che sia essenziale capire dove l’utilizzo del mezzo (internet) sia stato scelto per il valore aggiunto che porta, e dove sia solo strumento di “traduzione” di un metodo di comunicare vecchio.
    Avere la “versione digitale” di un servizio è sicuramente utile, ma avere un “nuovo servizio” dovrebbe essere l’obbiettivo da porsi.
    Preso atto quindi che il percorso evolutivo potrebbe essere nulla – blog/diario – blog/dialogo come si può evitare che la crescita della “comunità” soffochi il dialogo riportando il blog al livello precedente?

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