Salve a tutti.
Torno a scrivere su queste pagine dopo qualche settimana perché ho un argomento che voglio cercare di esaminare con voi, sperando che quei pochi che volontariamente o casualmente mi leggono, abbiano la bontà di darmi un loro parere.
Cosa differenzia un blog da una pagina informativa?
La sola presenza dei commenti non mi sembra possa bastare come distinzione, ed un esempio potrebbe essere il sito di Punto informatico, che permette al lettore di lasciare un commento alla notizia, riportato poi in un apposito forum, ma che del blog non ha proprio nulla.
Vista la varietà di blog pubblicati non può nemmeno essere l’argomento la caratteristica.
Allora cosa è?
A mio parere un sito diventa un blog quando apre una via privilegiata di contatto tra il “titolare” ed i visitatori.
Cioè una pagina è un blog quando mi posso realisticamente aspettare che l’autore dell’articolo che sto commentando, a sua volta legga il mio commento e mi possa rispondere. Un effettivo canale di comunicazione “bidirezionale”.
Questa interattività non è presente in nessun altro modello di sito, giornalistico, informativo o generalista.
Se io uso questo metro di valutazione, mi posso facilmente spiegare un articolo come quello pubblicato sull’espresso da Alessandro Gilioli dal titolo “APRI IL BLOG E SCAPPA“.
Capisco infatti come sia difficile per un politico aprire una canale di contatto con i propri elettori, ben sapendo che qualsiasi cosa si scriva verrà esaminata, sezionata e, molto probabilmente, contestata, senza contare l’impegno necessario a mantenere vivo l’interesse.
Quello che però io ritengo errato è considerare blog funzionanti e di qualità per esempio quelli di Beppe Grillo o di Antonio di Pietro, che, pur mantenendo un numero di aggiornamenti costante e un numero di commenti/articolo altissimo, sembrano essere implosi in se stessi, ritornando ad essere la vecchia monodirezionale “pagina informativa”.
Gli articoli di Beppe Grillo mi ricordano le vignette di Forattini, mi permettono di fare quattro risate senza dovere aspettare lo show di Grillo in teatro. Però poi alle centinaia di commenti il comico non risponde, non esiste, sino alla notizia successiva, alla successiva vignetta, senza compartecipazione.
La stessa cosa per il sito del ministro delle infrastrutture di Pietro. Apprezzabile l’uso dello strumento come canale informativo privilegiato sulle idee ed i pensieri del ministro, ma sempre e comunque monodirezionale. Se in un commento confuto una sua affermazione non mi aspetto certo di ricevere un messaggio del tipo ” guardi che si sbaglia perché ..”
Per questo io ritengo ottimi blog quelli che mi danno garanzia di contatto con chi li ha creati, come ad esempio quello di Stefano Quintarelli, presidente dimissionario di AIIP, oppure quello di Vittorio Bertola, neo membro del Board di ICANN, a cui approfitto per fare i miei complimenti.
A questo punto però la domanda si trasforma in:
Quando un blog diventa troppo grande per essere ancora considerato un blog?
A voi la risposta e …. Buona notte.