Quando potremo scrivere " Gli utilizzatori di internet vincono…"
In questa settimana per l’argomento internet e dintorni il fatto più significativo è sicuramente stato la sentenza con la quale il TAR ha bocciato l?autorizzazione concessa dall?Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni all’offerta Alice 20 Mega di Telecom Italia.
L’associazione Italiana Service Provider AIIP esulta, e dal suo punto di vista ne ha tutte le ragioni.
Il solo problema però è che i suoi associati non sono gli utilizzatori di Internet, sono i service provider.
Questa sentenza è a favore anche dei clienti?
Onestamente devo dire che Stefano Quintarelli, presidente di AIIP, in un articolo nel suo blog dice:
“Quando ho firmato il ricorso al TAR di AIIP contro la decisione di AGCOM di autorizzare Alice 20Mbps, non ero molto sereno. Da un lato era chiaro che era un abuso…
…E poi c’erano gli utenti, cui avevano fatto vedere la cioccolata; come spiegare che non era cosa buona nel medio-lungo termine ?“
Ecco, il problema sta proprio qui:
Qualcuno ci vuole spiegare perché a rimetterci devono sempre essere i clienti?
Telecom Italia potrebbe dare un servizio ad un certo costo, ma non lo può fare perché sarebbe l’unica a poterselo permettere.
Da notare che non si dice che NON se lo può permettere, cioè che lo vende sotto costo oppure che il servizio non ha realmente le caratteristiche vendute, ma solo che nessun altro operatore per un servizio simile potrebbe fare gli stessi prezzi.
E allora?
Io che voglio attivare una ADSL, la devo pagare di più solo perché cosi posso scegliere con chi abbonarmi?
Ma la concorrenza non doveva servire per abbassare i prezzi? o per alzarli?
Quando finalmente si potrà scrivere un articolo dal titolo “i clienti vincono..”
Mi sembra che il mercato stia spendendo molte più energie per rallentare la crescita di Telecom Italia piuttosto che per aumentarne la propria.
Capisco che una pluralità di offerte è la situazione migliore per un mercato maturo, ma perchè dobbiamo per forza ottenerla a spese del cliente finale?
Perchè i service provider non spingono per rendersi indipendenti da Telecom Italia, invece di volerne semplicemente utilizzare la struttura a costi bassi?
La rete Telecom l’ha grazie ai soldi che i cittadini in passato hanno dato al servizio pubblico, ed i cittadini ora non possono averne i vantaggi perché “ci deve essere concorrenza”.
Ma se la rete fosse rimasta pubblica, e questi servizi oggi fosse lo stato a offrirli ai cittadini, cosa avrebbero fatto gli altri service provider?
Non esisterebbero o avrebbero cercato altre vie per crearsi il proprio spazio?
E anche ammettendo che ci deve essere concorrenza, altrimenti il monopolio rallenta lo sviluppo ecc. ecc. qualcuno mi vuole spiegare perché almeno chi come me è già cliente Telecom Italia e non ha intenzione di cambiare, deve avere un collegamento ADSL a 4 Mbit se allo stesso prezzo poteva averne uno a 20?

Mah, il concetto e’ delicato.
partiamo dal primo assunto base: la rete e’ un monopolio naturale.
cosi’ come non si fanno due reti autostradali una vicino all’altra perche’ non hanno senso economico, anche nelle tlc non ha senso duplicare le infrastrutture perche’ non ha un senso economico.
secondo assunto: in Italia c’era un monopolio legale statale che e’ stato privatizzato ed e’ rimasto un moonopolio privato di fatto.
La politica ha pensato che stimolare la concorrenza ssui servizi di TLC fose una cosa giusta, va da se che l’operatore monopolista deve perdere quote di mercato a favore dei nuovi entranti e che, essendo monopolista ed essendo la rete un monopolio naturale, se vogliamo che si sviluppino soggetti alternativi a svantaggio del monopolista, questo monopolista deve essere soggetto a regole di mercato asimmmetriche che lo penalizzino.
io non dico che sia giusto o sbagliato, dico che queste sono le regole che dovrebbero governare il gioco.
a me sta bene, per assurdo, anche una rete unia statal in monopolio, ma, se apriamo un mrcato, ci deve essere certezza delle regole, altrimenti nessuno investe (l’investimento si fa se esistono delle prospettivein un determinato contesto con determinate regole. persino nel giooco d’azzardo ci sono delle regole, ti siederesti ad un tavolo di carte dove le regole possono cambiare dinamicamente avantaggio del concorrente padrone del mazzo ?)
una delle rgole asimmetriche diche che (disciplina antitrust) un oepratore dominante (ovvero avente un Significativo Potere di Mercato) non puo’ vendere al di sotto dei costi variabili (sotto i costi fissi si puo’ vendere), altrimenti si dice che pratica prezzi predatori per far fuori i concorrenti, concorrenti, una pratica nota come “dumping”
un operatore dominante ha interesse a fare dumping perche forte della propri a dominanza fa fuori i concorrenti.
un operatore non dominante puo’ fare prezzi sotto i costi variabili che, in questo caso, non sono predatori perche’ chi non e ‘dominate non ne ottien eun beneficio diretto (si autosuicida, di fronte ad un dominante…)
il dumping e’ vantaggioso per gli utenti ?
nel breve, si. (ovviamente)
NB: non sto dicendo che Alice 20Mb fosse una offerta pedatoria, non voglio essere querelato.
il discorso serve a dare una infarinatura su regole del mercato.
il TAR ha verificato che era fondato quanto sostenuto da AIIP che l’autorizzazione di AGCOm aTI non poteva essere data in quanto l’offerta Alice20Mbps non era replicabile in quanto mancava una offerta all’ingrosso adeguata.
cosa e’ l’interesse dei consumatori ?
che ci sia Alice 20Mbps o che tutti i concorrenti possano fare la propria 19 o 21 Mbps ?
ovviamente la seconda, ed e’ questo che vogliamo, una cosa che se Ti si decide, in meno di 24 ore si fa.
spero di avere chiarito..
ciao, s.
p.s. ocio che le regole del mercato valgonmo e devono essere considerate assieme alla geograifa, non e’ sufficiente che uno possa fare una determinata offerta sul 5% degli utenti quando il dominante lo puo’ fare sul 70% degli utenti, questo per chiarire che una coperatura ridotta non sposta il problema in quanto il mercato in questione e’ nazionale.
Intanto grazie per il commento.
Ovviamente la mia è una provocazione in quanto è chiaro che sia meglio una pluralità di offerte.
Il problema è solo che, come sempre, nel periodo di transizione tra il monopolio e il libero mercato, chi ci rimette è sempre l’utente finale.
Io, per una preoccupazione mia a cui dedicherò un prossimo post, mi auguravo che i service provider cercassero anche soluzioni alternative all’appoggiarsi sulla rete Telecom, mentre invece mi sembra che da quel lato si stia muovendo molto poco. E quindi la domanda si trasforma in ” è meglio un buon dittatore o una cattiva democrazia?”
Dante diceva il dittatore giusto (de monarchia)
la concorrenza ha un costo iniziale, e’ vero. Noto in letteratura come “cost of competition” che in realta’ e’ un investimento.
dovrebbe essere l’autorita’ ad assicurareche il rapporto costoqbeneficio sia il minore possibile.
Accade ? Ai posteri la sentenza.