Blog di Felter Roberto

La palestra in cui "mi si vede nell'esercizio delle mie idee". Pronto a confrontarle con gli altri.

Archive for ottobre, 2006

La "sindrome NIMBY"

ott-27-2006 By Felter
Quando ho deciso di aprire questo blog, mi sono ripromesso di postare solo messaggi che avessero a che fare con la tecnologia, tralasciando la politica, il gossip e quant’altro.
Nonostante questo mi trovo costretto a commentare quanto in questi giorni sta succedendo ai “piani alti” del nostro governo.
Sono infatti argomento di discussione le “consultazioni non autorizzate” che qualcuno, probabilmente dei dipendenti curiosi ma nessuno si sta prendendo la briga di essere chiaro per cui possiamo solo supporlo, dell’ufficio delle Entrate ha fatto negli scorsi mesi dei dati di molti personaggi famosi, politici ecc.
Tralasciando che si dovrebbe considerare che non tutte queste informazioni sono riservate, si puo’ notare come ritorni per l’ennesima volta alla ribalta la sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) ossia “si alle riforme ma NON NEL MIO GIARDINO”.
E’ infatti stata presentata pochi giorni fa dal governo, messa a punto dal viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, la strategia in “55 mosse” per combattere l’evasione e l’elusione fiscale.
Tra le altre cose ( sono 55 e non ho intenzione di parlarne piu’ dello stretto indispensabile) si autorizzano gli agenti di riscossione a “prendere visione, estrarre copia e farsi certificare qualunque tipologia di dato rilevante ai fini dell’iscrizione a ruolo.” e si potenzia l’anagrafe tributaria aumentando notevolmente la mole di dati che puo’ e deve raccogliere.
Se ci si meraviglia e ci si indigna per quello che e’ successo nei mesi scorsi, come si puo’ pensare che con queste nuove condizioni il problema delle “consultazioni non autorizzate” non si ripresentera’ ampliato e incontrollabile?
La cosa comica e’ che le stesse persone che da un lato chiedono a gran voce la raccolta di maggiori informazioni, dall’altro vogliono che tali informazioni non vengano consultate. Appunto la “sindrome NIMBY”.
Questa non e’ altro che l’ennesima dimostrazione che la raccolta indiscriminata di informazioni, se da un lato puo’ (ma non e’ detto) aiutare a risolvere un problema, dall’altro certamente, e ribadisco CERTAMENTE, crea altri problemi altrettanto gravi.
E’ come se per trovare il famoso “ago nel pagliaio” si decidesse di portare tutta la paglia in un unico magazzino. Certo l’ago e’ sicuramente li’, ma siamo sicuri che cosi’ sia piu’ facile trovarlo? E se la paglia un giorno prendesse fuoco?

TELEVISIONE o INTERNET?

ott-14-2006 By Felter

Sul frequentatissimo Blog di Beppe Grillo, e’ apparso un post in cui il comico ritiene in pratica sorpassata la televisione in favore di Internet ed invita i politici che stanno discutendo la riforma Gentiloni del sistema televisivo a prendere coscienza di tutto questo.
La mia esperienza di utilizzatore di internet e, nello stesso tempo, di fruitore di televisione, mi spinge a fare alcune personali considerazioni.
Che Internet stia diventando, e per certi versi sia gia’ diventata, il nuovo media con cui le informazioni e le notizie raggiungono il grande pubblico e’ evidente.
Come in tutti i cambiamenti pero’, il nuovo non sostituira’ il vecchio per molto, molto tempo.

Riporto alcuni dati presi dall’”OSSERVATORIO DELLA SOCIETA DELL’INFORMAZIONE N.4 – LUGLIO 2006″(link) presente sul sito del dipartimento per l’innovazione e le tecnologie.
- il 58% delle famiglie italiane e’ dotato di un computer;
- il 43% di famiglie italiane dispone di un accesso a internet da casa ( tale percentuale corrisponde a circa 9,2 milioni di famiglie)
- negli ultimi 5 anni le connessioni domestiche sono cresciute del 12% ma nell’ultimo anno la percentuale e’ rimasta sostanzialmente invariata;
- totale abitazioni 21,8 milioni
- totale abitazioni con TV 21,1 milioni (96,78%)
- totale abitazioni con segnale TV digitale DTT+satellite 8,5 milioni (40,3%)
- incremento nell’anno 2005 delle abitazioni con ricevitore digitale DTT o SAT 12,2%;
Pur prendendo questi dati con beneficio di inventario, anche se non ho motivi per dubitare della loro esattezza, si puo’ facilmente arrivare a qualche conclusione:
in questo momento il numero di persone raggiunte da Internet e’ simile a quello delle persone raggiunte da un segnale TV digitale.
A fronte di questo pero’ il bacino di utenza potenzialmente immediatamente raggiungibile ( ossia gia’ attrezzato dal punto di vista Hardware, conoscenza del mezzo ecc.) e’ molto piu’ ampio se si considera come vettore il mezzo televisivo invece che Internet ( 96,78% contro il 58%).
Anche considerando ripetibile il trend di crescita delle utenze internet domestiche, servirebbero altri 5 anni solo per incrementare del 12% il valore attuale.
Pensiamo poi che la televisione, al contrario di Internet, e’ una tecnologia “push” ossia ci invia informazioni anche se noi non le chiediamo, per esempio alla casalinga che accende la televisione mentre fa le pulizie o stira.
Per questo, pur concordando con Beppe Grillo sulla necessita’ di impegnare risorse per la diffusione di Internet, la riduzione del digital divide, l’utilizzo del WiMax ecc. non ritengo assolutamente inutile il parallelo intervento normativo nei confronti di un altro mezzo di comunicazione che per le caratteristiche che ad oggi lo distinguono, puo’ essere utilizzato in modo distorto e pilotato nella diffusione di informazione e notizie.
Il digitale terrestre (o meglio il digitale nel suo complesso) non deve essere considerato il futuro dello strumento di informazione di massa, ma il futuro della televisione come la conosciamo oggi quello si’, perche’ se anche non crescesse nei prossimi anni nemmeno di una unita’, avrebbe comunque la possibilita’ di veicolare informazioni ad un numero di persone gia’ troppo ampio. Visto poi che le frequenze analogiche della TV servono anche per altri scopi, per ottenerle disponibili in tempi brevi ritengo realisticamente piu’ fattibile lo spostamento da analogico a digitale, che non la chiusura di alcuni utilizzatori.
E finche’ la televisione, non tanto i programmi che vi viaggiano quanto la scatola nelle nostre case, sara’ disponibile presso un bacino di utenza cosi’ vasto, sara’ giusto che qualcuno ne valuti l’utilizzo, lo gestisca e lo normi.
Se poi questo mezzo andra’ a spegnersi, sostituito da altri canali di comunicazione, oppure andra’ ad affiancarsi alla massa di alternative, non sono in grado di prevederlo. Quello che pero’ sono in grado di dire con certezza e’ che ad oggi, chi usa lo strumento televisivo per diffondere falsa informazione, ha ancora un potere troppo vasto per concedergli la liberta’ di muoversi senza regole.

Una volta era la mamma che diceva “non si fa …, stai lontano da…” e il bimbo piccolo immancabilmente ci si precipitava appena possibile.
Ora e’ il garante della privacy, oppure il parlamentare del momento, a dirci cosa dobbiamo o meglio, non dobbiamo vedere e conoscere.
La materia del contendere e’ un servizio televisivo, uno dei tanti che negli anni le Iene ci hanno abituato a vedere, in cui vengono presi di mira i politici.
Nel tempo hanno mostrato la loro ignoranza, la falsita’, ecc. e questa volta hanno preso di mira la loro dilagante voglia di “mondi alternativi”.
Se la cosa fosse stata considerata per quello che e’, cioe’ un servizio irriverente di una trasmissione trasgressiva, probabilmente nessuno l’avrebbe nemmeno presa sul serio.
Invece la coda di paglia che imperversa nelle aule del parlamento ha preso immediatamente fuoco, alzando colonne di fumo (ehm.. in senso metaforico intendo) che si sono viste in tutta Italia.
La nostra classe politica, se ancora ce ne fosse bisogno, ci ha dimostrato di essere incapace di intervenire su qualsivoglia problema in modo efficace e di non conoscere la realta’ in cui si trova a vivere.
Ha ritenuto che bastasse evitare di mandare in onda il servizio (il contenitore) per fermare la notizia (il contenuto).
Cosi’ ora del servizio conosciamo tutto, numeri, percentuali, metodi e risultati, pero’ ci manca la visione delle faccie dei politici, peraltro schermate, del servizio televisivo. Bel risultato.
A questo punto il problema non è la censura, ma la stupidita’ con cui e’ stata attuata.
A mio parere il problema e’ proprio questo:
i nostri politici vivono veramente in un altro mondo e chissa’, la droga serve loro per venire a visitarci qui sulla terra, una volta ogni tanto.
Per concludere solo una preghiera: caro politico, potresti invitare tutti a NON visitare il mio sito ed il mio blog, possibilmente chiedendo ai giornalisti di dare ampio risalto nei loro pezzi a questa tua “presa di posizione”? Grazie

Inizia l’autunno e, come succede ad ogni cambio di stagione, devo togliere alcuni vestiti dall’armadio e sostituirli con altri. Durante questa operazione, dato che il mio giro vita e’ “incostante” nelle sue dimensioni, mi trovo a dover eliminare indumenti non piu’ indossabili acquistandone altri.
Sino ad ora ho trovato comodo servirmi di uno dei tanti cataloghi di abbigliamento che ti arrivano per posta, perche’ propone dei jeans elasticizzati che ben si adattano alla mia “pancetta”.
Questa volta pero’ mi sono reso conto che da qualche mese il catalogo in oggetto non mi viene piu’ recapitato. Ho fatto un attimo mente locale e ho capito cosa e’ successo:
Qualche mese fa tra la mia posta e’ arrivato un catalogo, sempre dello stesso genere ma di un diverso produttore, che mi offriva il 10% di sconto essendo il primo invio.
Dato che sempre piu’ spesso ho a che fare con l’utilizzo scorretto dei miei dati, che siano l’indirizzo piuttosto che il numero di telefono, ho preso l’abitudine di chiedere, dove ci sia qualche riferimento che mi permetta di farlo, come l’utilizzatore ne sia venuto in possesso.
Ho quindi inviato un e.mail chiedendo come avessero trovato il mio indirizzo e, in tempi relativamente brevi, ho ricevuto questa risposta:
” l’indirizzo e’ stato prelevato dal database dei clienti della societa’ XYZ (che era quella che inviava il catalogo solitamente da me utilizzato) essendo dello stesso gruppo commerciale. Provvederemo immediatamente alla cancellazione del suo nominativo dal nostro elenco”.
Inizialmente ho pensato che la cancellazione riguardasse solamente l’elenco della seconda ditta, ma ora, ovviamente, ho capito che mi hanno cancellato dal database, a questo punto ritengo unico, di tutto il gruppo commerciale.
Questo e’ il tipico comportamento “o tutto o niente / o bianco o nero” che molte societa’ utilizzano per rispettare la legge. O la si ignora, oppure, per sicurezza, si esagera nell’applicazione.
Io certamente non volevo il nuovo catalogo, ma questo non significa che non volessi piu’ quello vecchio, a cui avevo gia’ dato il consenso in precedenza.
Ora sono tentato di effettuare un nuovo ordine utilizzando il sito internet, ma ho paura che ripartirebbe l’abuso dei miei dati, visto che e’ chiaro che la loro struttura di gestione dei dati in loro possesso ha qualche falla.
Il rispetto della legge sulla tutela dei dati personali e’ importante e nell’ultimo anno molti si stanno muovendo per organizzare la propria struttura. Si sta pero’ passando dal totale disinteresse, alla “esagerata” applicazione formale delle indicazioni di legge, un po’ perche’ certe disposizioni non chiare lasciano qualche dubbio, un po’ perche’ chi organizza ha paura di essere incolpato nel caso di successivi controlli e ritiene che “limiti” piu’ restrittivi lo salvaguardino meglio.
Io sono convinto che la reale validita’ di questa legge, che ritengo una delle meglio strutturate tra quelle emanate nell’ultimo periodo, si vedra’ solo quando da questi due estremi si passera’ a quello che si puo’ chiamare “punto medio”, che non e’ altro che applicare il giusto, ne piu’ ne meno.
Intanto, per quanto riguarda i miei pantaloni, forse mi conviene fare una dieta.

Amate ascoltare la radio? avete mai pensato di crearvene una personalizzata? Una stazione radio che trasmetta le canzoni che piu’ vi piacciono e che inoltre scovi altre canzoni che potrebbero piacervi e, se ha indovinato, le metta in palinsesto, altrimenti le elimini e non le trasmetta piu’?
In Internet esiste anche questa possibilita’, si chiama MUSIC GENOME PROJECT.

E’ tutto molto semplice e, accettando alcune limitazioni di cui parlero’ dopo, assolutamente gratuito.
Basta andare sul sito www.pandora.com, attendere qualche secondo che si carichi l’applicativo in flash e siamo pronti a partire.
La procedura chiede il nome di un cantante o di una canzone che ci piace e, partendo da questa, inizia a farci ascoltare tutta una serie di brani che, per attinenza di genere, di suoni o di stile, potrebbe essere di nostro gusto. A questo punto inizia il servizio vero e proprio di questo sito. In relazione a quanto lasciamo suonare la canzone, se selezioniamo “i like it” oppure “i don’t like it” o se chiediamo di passare alla canzone successiva, il sito memorizza all’interno della stazione radio virtuale che viene chiamata con il nome che abbiamo usato come “filtro”, le nostre preferenze, permettendoci in un secondo momento di riascoltare le nostre preferite oppure di continuare con la ricerca della musica di nostro gusto.
Per riconoscerci il programma memorizza il nostro indirizzo ip, pero’ se vogliamo utilizzare la nostra radio virtuale anche da altre postazioni, possiamo registrarci. Ovviamente sempre gratuitamente. La procedura chiede il codice di una citta’ USA, ma non chiede altro come localita’, quindi potete inserire tranquillamente qualunque cosa voi troviate in internet ( io ho usato 33133 che corrisponde a MIAMI .-) )
Le limitazioni del servizio gratuito sono poche e, a mio parere, assolutamente accettabili.
Il banner pubblicitario sulla pagina con le canzoni non da fastidio, specialmente se, come succede dopo le prime volte, la pagina viene lasciata aperta mentre si naviga altrove. Altro limite che si scopre dopo alcune canzoni, e’ che per “problemi di licenze” c’e’ un limite massimo orario di canzoni che si possono “saltare”.
Questo pero’ non e’ un problema perche’, come consigliano loro stessi, basta creare una nuova stazione radio per continuare ad ascoltare solo le canzoni che ci piacciono. E si puo’ sempre tornare sulla vecchia radio in un secondo momento e continuare a “filtrare” le canzoni di nostro gusto.
Se aggiungiamo che di ogni gruppo presentato c’e’ la biografia, la discografia e la track list dell’album da cui e’ tratta la canzone, possiamo certamente dire che e’ un servizio di grande spessore.
Concludo dicendo che la qualita’ della musica ascoltata e’ molto buona e c’e’ la possibilita’ di acquistare direttamente da Itunes e Amazon la canzone presentata.
In un periodo in cui ascoltare la musica su internet e’ sinonimo di P2P, pirateria, download illegale ecc. questa e’ la dimostrazione che la rete e’ sempre un passo avanti rispetto a chi non e’ capace di pensare ad altro che a “proteggere” i propri vecchi business.
Ascoltate, apprezzate ed infine, comperate, ma solo quello che effettivamente vi piace.
Alla prossima…

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